RITRATTI: CINQUE POESIE DI FABIO STRINATI 

(by I.T. Kostka) Un artista poliedrico per niente scontato. Un linguaggio contemporaneo in cui possiamo ritrovare la ricerca stilistica sia nelle figure metaforiche sia nell’uso degli spazi e dei tempi. Niente tabù per la Sua travolgente e inquietante scrittura: nelle poesie di Fabio Strinati si riflette ogni dubbio, ogni dolore e malessere, ogni introspettiva riflessione dell’essere umano. L’autore, nonostante la giovane età, riesce a usare la penna in un modo molto efficace e non cede mai al vizio di “vuota e balbuziente retorica”. Ogni parola è perfettamente al posto giusto: né una di troppo né una di meno.  Oggi su “VERSO” presentatiamo un breve ritratto di questo talentuoso e promettente artista.

BIOGRAFIA
Fabio Strinati (poeta, scrittore, compositore) nasce a San Severino Marche il 19/01/1983 e vive ad Esanatoglia, un paesino della provincia di Macerata nelle Marche.

Molto importante per la sua formazione, l’incontro con il pianista Fabrizio Ottaviucci. Ottaviucci è conosciuto soprattutto per la sua attività di interprete della musica contemporanea, per le sue prestigiose e durature collaborazioni con maestri del calibro di Markus Stockhausen e Stefano Scodanibbio, per le sue interpretazioni di Scelsi, Stockhausen, Cage, Riley e molti altri ancora. Partecipa a diverse edizioni di  “Itinerari D’Ascolto”,   manifestazione di musica contemporanea organizzata da Fabrizio Ottaviucci, come interprete e compositore.
Strinati è presente in diverse riviste ed antologie letterarie. Da ricordare Il Segnale, rivista letteraria fondata a Milano dal poeta Lelio Scanavini. La rivista culturale Odissea, diretta da Angelo Gaccione, Il giornale indipendente della letteratura e della cultura nazionale ed Internazionale Contemporary Literary Horizon, la rivista di scrittura d’arte Pioggia Obliqua,  la rivista “La Presenza Di Èrato”, la revista Philos de  Literatura da Unia Latina, L’EstroVerso,  Fucine Letterarie, La Rivista Intelligente, aminAMundi, EreticaMente, Il Filorosso, Diacritica, la rivista Euterpe, Il Foglio Letterario, Versante Ripido, L’Ottavo, Nel Futuro.

Pubblicazioni:

2014  Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo.

2015 Un’allodola ai bordi del pozzo.

2016 Dal proprio nido alla vita.

2017 Al di sopra di un uomo.

2017 Periodo di transizione.

● 

Alcune poesie scelte: 

HO IMPARATO

Ho imparato presto a camminare
sulla scacchiera di un’epoca
a me contraria.
Ho visto nella folta spirale
l’imbarazzo per un’avventura
chiamata vita
che ormai per dissimmetria
ho presto dimenticato.

Ho visto te come nutrice di astri,
e in me, la moltiplicazione
di speranze indomabili
come sospiro ad ogni patimento.
Ho imparato la parola, 
rarissima perla contro il pianto
e la tristezza carica d’aroma.

*

A VOLTE

A volte, mi sento come sequestrato

e a tratti, 

come ominoso trambusto
dentro questa minuscola vita di trincea

e spesso, 

sento da me un distacco
che stravolge senza freni
il difetto della macchia, di quest’ombra
spesso schiava della strada

e poi,

tutto ricomincia dietro quella porta
chiusa per errore.

*

LA MIA ANIMA

Ho il cuore che batte forte sulla gola come
col bastone si batte sulla legna;
l’ansia si rivolge a me, astuta, mi muove
come un fuscello al vento 
di maggio
come sugli alberi lasciati soli a invecchiare nel tempo,

 

mentre la mia anima è dispersa, dove?

 

Nulla è più vasto dell’infinito che varia, che sfuma,
si disorienta, mai muore, come il dissolversi di una luce chiara
tra le scurite ore,
ombre,
come del suo ago la cruna.

*

ANORESSIA

Corpo svuotato, fermo, tracciato dentro
da invisibili tremolii,

dove fradicio l’umore, scola
l’anima sul pavimento
e la disperde nel momento che si cela.

Dentro, una bufera è nella selva smagrita
e l’alba, che negli occhi recide una crepa

in un’aria che osa aprire un varco
tra le vene, gli intrecci di nebbie
assiepate come ombre in un cesto d’ombra,

la morte è sulla riva, cruda nel suo cuore
come un aquilone che persino non vola.

*

LA MACCHIA

Come si dissolvono le nostre polveri nell’incertezza
della vita, o della morte che penetra che arriva
e alimenta altra morte, che impregna
la nostra vita che finalmente, al tocco della falce si svela.

Il tempo è in movimento e lontano;
e la solitudine serpeggia senza catene di ferro
durante i nostri momenti vuoti, 
e quando un po’d’ombra arriva a noi come
una macchia di petrolio su questa lavagna di vita,
il nostro vivere diventa fievole,
la nostra anima sbiadita.

Tutti i diritti riservati all’autore.

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GIUSEPPE IMBESI “DALLA TERRA ITALIANA ALLA TERRA POLACCA” a cura di SABRINA SANTAMARIA 

Recensione: “Dalla terra italiana alla terra polacca” di Giuseppe Imbesi, stile da melting pot culturale.  

Romanzo di stampo siciliano, lettura leggera e piacevole, la caratterizzazione degli spazi mi ha fatta tornare indietro nel tempo, al Verismo verghiano del primo novecento quando anni fa lessi per la prima volta  “I Malavoglia”, soprattutto la casa del protagonista Ferdinando mi ricorda la casa del nespolo di Padron ‘Ntoni, proprio nella stagnazione siciliana il romanzo è ambientato, la Sicilia ancora terra di illegalità e di rigidità mentale. L’opera comincia con la descrizione del protagonista che si trova in casa a letto vittima di un infortunio avuto a lavoro da qualche mese, improvvisamente il giovane riceve una chiamata inaspettata, una  donna lo chiama e gli chiede se può andare a prenderla all’aeroporto di Catania, attraverso un sapiente Flashback Imbesi svela al lettore chi è la seconda protagonista del romanzo, Kasia, donna polacca che Ferdinando conobbe due anni prima durante una gita in Polonia, la quarantenne gestiva l’albergo dove il ragazzo pernottava, infatti fra i due vi è pure un gap generazionale, una differenza di età notevole fra uomo e donna tipico ormai di alcune coppie della società contemporanea. I nostri protagonisti non avevano più avuto modo di vedersi e sentirsi per diversi anni, in quanto Kasia era totalmente scomparsa, ma Ferdinando non l’aveva mai dimenticata, il nostro personaggio dopo quella brusca chiamata interrotta si chiedeva cosa mai volesse Kasia da lui dopo che era scomparsa senza una ragione. Quando i due si rividero la donna svelò quasi subito ciò che si nascondeva dietro i suoi occhi dolci come delle “mandorle”, ella era preoccupata tantissimo perché sua cugina Casimira non aveva dato più notizie di sé da qualche mese, proprio per questa ragione chiede aiuto a Ferdinando per scoprire la verità dietro quella storia che agli occhi dei nostri protagonisti sapeva di “losco”; Perché Casimira aveva mandato una semplice lettera a Kasia scrivendole che sarebbe mancata senza dare maggiori spiegazioni visto che le due cugine erano molto affiatate? È un mistero che il nostro protagonista svelerà  giungendo alla verità giorno dopo giorno prima di Piero, un suo amico poliziotto che il giovane conosce da sempre, ecco il motivo perché questo libro non si può catalogare entro un genere preciso, ha i connotati del genere giallo in quanto dietro questa storia vi è un alone di mistero, ha le caratteristiche di un’opera di stampo giornalistico, in quanto non mancano sprazzi di denuncia sociale da parte dell’autore, soprattutto verso le politiche ambientali perché vi sono tante descrizioni del territorio che è stato distrutto dall’inquinamento: “Ferdinando se ne sta affacciato alla finestra di casa sua al primo piano, in cerca di qualche corrente d’aria che possa spezzare quella morsa d’afa. Gli piace stare a guardare il panorama attorno alle sue quattro mura. Il vecchio borgo dove abita è veramente suggestivo, malgrado in lontananza ci siano le maledette ciminiere industriali con i loro fumi tossici.”  Fra l’altro lo stile attira il lettore per i molteplici vocaboli dialettali disseminati nel testo che non fanno che rendere la lettura più piacevole, scorrevole e leggera: “Stava rianimannu” (rianimando), “cocciu alivu mpassulutu” (oliva nera) come era soprannominato Piero per la sua statura e il suo colorito scuro, “sceccu” (asino). Non mancano tipiche usanze del Sud Italia, nella fattispecie siciliane come la granita al caffè con panna per colazione, anche le scene di abitudini quotidiane tipiche del Sud: “Angelina (madre di Ferdinando) preparava una buona grigliata di mulinciani (melanzane), pumadoru (pomodori), pipi duci e iaddenti (peperoni dolci e piccanti), si sedette ad aspettare la buona cena. Quando tutto fu pronto, prese un cozzo (tozzo) di pane e vi mise quel miscuglio di ortaggi grigliati.” L’autore non si limita ad inserire termini siciliani, ma per rendere più interessante la narrazione inserisce sequenze descrittive, in cui vi sono termini e gerghi polacchi come: “zamknij dziòb”(chiudi il becco), “Cicho  bądź”(Fai silenzio), “kiełbasy”(salsicce polacche), “polędwica”(lonza di maiale affumicata), “chrzan”(salsa di rafano).  Giuseppe Imbesi per tutto il resto del romanzo riesce a compiere un parallelismo fra la cultura italiana e la cultura polacca, nazioni per certi versi simili come storia e come cultura gastronomica, d’altronde in tutto il romanzo non mancano i riferimenti alla nostra epoca in cui i prodotti non sono più “nostrani”, ma di massa, indice della globalizzazione ormai affermatasi e del sentimento di *glocalismo  che l’autore sente dentro di sé. 

*La glocalizzazione: un processo individuato da qualche anno dagli intellettuali, in cui nel mondo contemporaneo ormai globalizzato emergono con forza i particolarismi locali.

Sabrina Santamaria 

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FLASH QUIZ VIP: GUIDO OLDANI  (padre del Realismo Terminale)

FLASH QUIZ VIP: GUIDO OLDANI 

1-Nome e Cognome: Guido Oldani

2- Professione:  Poeta

3- Passioni/hobby: il terzo millennio e la sua felice frattura totale.

4- Quale significato hanno per te “Arte e Cultura”: L’Arte è la forma che prende la vita in tutti i modi ed in questo tempo. La Cultura è lo strumento: traliccio di pensiero ed opere per rendere possibile la coesistenza di bellezza e bruttezza in tutti noi.

5- Artisti preferiti: Tutti quelli che in qualche modo abbiano a che fare con la fruttificazione del Realismo Terminale.

6- Progetti attuali:  Diffondere ed articolare il più possibile il libriccino  “Il realismo terminale” e le sue traduzioni, l’antologia “Luci di posizione” di Giuseppe Langella e “900 non più” di Battagia e Contessini.

7- Sogni nel cassetto: Non ho nulla che non siano i sogni.

8- Essere intelligente vuol dire per te: Non amare i cuochi, detti chef, i sarti, detti stilisti e i giornalisti, detti servi.

9- Dove va l’umanità di oggi? Nelle tasche dei dieci finanzieri che, senza muovere un dito, ci stanno disossando.

10- Dove conduce l’arte contemporanea? Forse è l’unico strumento non religioso che ci possa portare alla salvezza.

11- Ti piace sperimentare? Sì, credo che vada fatto costantemente.

12- Preferisci l’arte viva ( teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione (cinema, CD, Youtube etc.)?  Sceglierei il loro mescolamento, che, se ben gestito, ci regala un mondo nuovo.

13- Libri preferiti: I classici russi, Il rosso e il nero di Stendhal, Sotto il sole di satana di Bernanos, Lavorare stanca di Pavese e Don Chisciotte, più qualche altro.

14- Secondo te i social network sono importanti?  Sono l’unica possibilità, pericolosissima, che i poveri hanno oggi per salvarsi dai veleni quotidiani e dai pellegrinaggi sbagliati. I non poveri sono già perduti.

15- Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori? Di dedicare mezz’ora a questa intervista. Grazie.

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Ringrazio di cuore il Maestro Guido Oldani per la partecipazione a questo FLASH QUIZ. 

Izabella Teresa Kostka 

Per il Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria”

Settembre 2017

Tutti i diritti riservati agli autori. 

Sito web originale: 

http://gruppoculturalevalchiria.blogspot.com/


 

PASQUALE ERMIO “SIGILLO” a cura di SABRINA SANTAMARIA 

“Sigillo” di Pasquale Ermio

Pasquale Ermio non si dichiara un poeta e nemmeno uno scrittore, ma sono stati i critici a considerarlo tale. Egli, infatti, si definisce un veterinario che ha molto da imparare e scoprire. Ad oggi ha scritto tre raccolte di poesie: “Venti in versi”,  “Eracle e Iolao” e quella di cui vi parlerò in questo articolo, che si intitola “Sigillo” in cui nelle prime pagine leggiamo un piccolo pensiero dell’autore che afferma: “Spesso mi ritrovo a sognare cose impossibili per realizzare sogni possibili”. A volte noi pensiamo che i sogni siano evanescenti e che non si realizzino, invece, con la nostra buona volontà possiamo forgiare e trasformare le cose impossibili e farle diventare reali e tangibili. Questa raccolta è carica di inni alla natura, la quale viene esaltata evidenziando la sua indole ignota e sconosciuta. Ciò mi ricorda un po’ il superomismo dannunziano e il simbolismo baudelairiano in cui la natura viene narrata come un tempio del quale non si possono conoscere i segreti svelati solo dal poeta che con la sua sensibilità straordinaria decodifica i simboli della natura. Tra le liriche di Ermio mi ha particolarmente colpita l’ode “Senza ritorno”: 

Nave in deriva, fermi gli incatenati remi. Superstiti d’arsura, balia di onde estranee, stranieri sandali giacenze umane. Embargo d’acqua, imbarco di emazie, trasbordo di salme. Croce depenna le sponde, rotte su carta, partenze in affanno, spesso senza rientro alcuno.

Questa lirica è stata scritta per tutti i migranti che partono senza un avvenire e muoiono in mare, mi ricorda molto l’unanimismo ungarettiano in cui tutti gli esseri umani vengono riconosciuti come fratelli. È chiara la conoscenza di Pasquale Ermio della letteratura italiana tanto da prendere spunto dai maggiori scrittori che hanno fatto la storia italiana. Possiamo citare Carducci che nella sua ode “Funerea eclissi” parla della morte in modo paradossale dandole quasi vita e riconoscendole potenzialità di agire. “Infida sopraggiungi folgore e litania”, mi fa pensare il Carducci che descrive la morte che ha colto il piccolo Dante in tenera età. Credo che l’autore abbia manifestato una straordinaria sensibilità descrivendo paesaggi aridi e torbidi secondo il proprio stato d’animo, talora rigogliosi e verdeggianti , come nell’ode “Migrazione”: 

Il cielo è indicato da nuvole imponenti, bordate di luce. I colori pastello s’incendiano nel globo infuocato, nell’esodo di una coppia, anatre che, a stretto contatto, si defilano ansiose nell’ultimo bagliore del giorno. L’anima volteggia voluttuosa nell’ordita sagoma dei corpi.

Chi legge sa che ai poeti non è rimasto niente da dire, ma la poesia, con la sua dolce musicalità, può ancora scuotere le coscienze in questo secolo di vuoto esistenziale. Anche altri recensori  hanno descritto la poetica di Ermio, per esempio alcuni poeti nel sito “Poesiabar” hanno scritto queste espressioni  sull’opera: 

“La poesia salverà il mondo? In un certo senso sì, perché riesce a interpretarlo e a farlo vivere, in un dialogo fertile con l’universale e con il divino, grazie al suo potere simbolico ed espressivo, grazie alla sua musica, al suo ritmo, in grado di creare connessioni necessarie tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. Questo è “Sigillo” (Kimerik Editrice) di Pasquale Ermio, a conclusione di una trilogia poetica che giunge a un ideale di poesia come atto di parola capace non solo di indagare il reale, ma di rovesciare il male in bene, di incidere sul mondo. Un occhio esperto, attento al dettaglio e all’armonia della natura e degli animali, quello del poeta: ma nel sentire di uomo, nelle rime, nelle assonanze, nell’ispirazione ad altre forme d’arte come la pittura, tali dettagli – nel loro essere talvolta, quasi scientifici -, rivelano una trama profonda, quella dell’interconnessione armoniosa tra gli elementi del creato, dove ognuno ha un suo posto necessario e dove la poesia è vita, respiro, alito”. 

Condivido pienamente questa sinossi. Mi sembra utile e interessante inserire qualche stralcio di intervista che è stata fatta all’autore per capire meglio il significato del titolo e dell’opera.

“Qual è stata la scintilla che l’ha condotta a scrivere questo libro?”

Sigillo è la mia terza pubblicazione. Completa un percorso umano e poetico, una fase importante della mia esistenza, quella vissuta fino ad oggi. Giunge in un periodo di maturità, forse anche per questo si differenzia dalle precedenti, ma rappresenta, di pari grado, un tassello essenziale di riflessioni, di pensieri e di domande sul senso che può avere la vita. La scintilla è stata la stessa di sempre, un compendio di ispirazione, di creatività, di passione e di quel desiderio espressivo necessario al modo di relazionarmi con gli altri. La poesia aiuta molto a farmi sentire pienamente partecipe dell’universo.

“Ci vuole dire perché questo titolo?”

Nel rispondere a questa domanda mi sovviene la scena di un film comico dei famosi Stanlio e Onlio. Stanlio, dovendo spedire una lettera a una gentildonna, scriveva sulla busta la sigla SCUB (Sigillata con un bacio). Così, il mio libro ha come Sigillo “Il bacio del colibrì“, il dipinto in copertina realizzato dall’artista Angela Viola. Il termine “Sigillo” comprende vari significati, molti dei quali, anche se soffusi o sottaciuti, sono presenti nel libro. Spero che ciascun lettore li sveli e dia una sua interpretazione al titolo, dopo essersi immerso pienamente nel contenuto. La scelta è legata a “sigillo di mani”, uno dei versi della poesia “Amarsi”, quindi abbastanza datata nel tempo; la poesia “Sigillo” è arrivata successivamente. Ultimamente questo libro è arrivato primo al premio  “L’Anfora di Calliope”.

Sabrina Santamaria

Fonti del web://viruspoesia.beepworld.it/interviste.htm ,  Poesia.bar.wordpress

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FLASH QUIZ: PAOLA CASULLI

FLASH QUIZ: PAOLA CASULLI
1 – Nome e Cognome: 

Paola Casulli
2 – Professione:

Bibliotecaria 
3 – Passioni / hobby:

Scrivere, fotografare, viaggiare. Riempire interi taccuini di acquerelli, biglietti aerei, e autografi di gente incontrata durante i miei viaggi. Per avere sempre con me pezzetti di mondo lontano.
4 – Quale significato hanno per Te arte e cultura: 

Cultura deriva dal latino “colere”, coltivare. Io la intendo, insieme all’arte, da un punto di vista antropologico. Dove ciascun membro di una collettività,  “coltiva” il proprio spirito e quello dell’altro per far germogliare un comune senso etico e morale. L’arte e la cultura,  dunque, come strumento privilegiato per determinare un patrimonio di regole e modelli volto alla crescita spirituale dell’umanità.
5 – Artisti preferiti:

Passando da un’epoca ad un’altra come in una macchina del tempo, direi  le atmosfere essenziali di Edward  Hopper, i ritratti conturbanti di Dante Gabriel Rossetti, l’esotismo di Henry Rousseau, i corpi evanescenti di Pierre Puvis de Chavannes… e tanti altri. Su tutti Jack Vettriano. Il suo “The singing Butler” mi fa sognare di danzare almeno una volta nella vita su una spiaggia deserta a piedi nudi, fasciata in un lungo abito rosso, con il vento sulla schiena.
6 –  Progetti attuali:

Far decollare il mio ultimo libro di poesie (Sartie, lune e altri bastimenti) e terminare la mia raccolta di racconti per una pubblicazione spero imminente. 
7 – Sogni nel cassetto: 

Compiere il tanto agognato giro del mondo con l’uomo che amo e realizzare un libro di reportage, anche fotografico, sulle realtà vissute durante il viaggio.
8 – Essere intelligente vuol dire per te:

Per me l’intelligenza non si scardina dal suo significato più profondo. Ossia dal concetto di intelligenza emotiva. Conoscere, controllare e gestire le proprie emozioni per migliorare la capacità umana di adattamento all’ambiente e agli innumerevoli, profondi cambiamenti sociali e culturali della nostra epoca.
9 – Dove va l’umanità di oggi?: 

Si avvia verso un grande periodo di giustizia, di pace e di progresso. Solo che noi ora non riusciamo a vederlo perché viviamo nel grande, terribile momento di transizione. Imbrigliati come siamo nelle nostre paure per il diverso e il lontano da noi. Immobilizzati dalle guerre e dai conflitti. Coalizzati  sterilmente gli uni contro gli altri. Siamo popoli senza coerenza spiriruale e culturale, privati di veri leaders che sappiamo guidarci. Ma il massiccio, imponente spostamento di masse da un continente all’altro a cui stiamo già assistendo e l’allarme climatico a cui si dovrà far fronte, porterà ad un assestamento storico senza precedenti. Ad una integrazione di popoli, lingue e culture che, volenti o nolenti, ridisegnará le mappe di un mondo migliore. 
10 –  Dove conduce l’arte contemporanea?: 

L’arte contemporanea oggi é alquanto caotica e priva di quel significato che un medium immortale e di fondamentale importanza dovrebbe avere. Leggo in questa deriva il probabile riflesso dei tempi in cui agisce e si dispiega e una pericolosa omologazione degli artisti che non cercano di smuovere l’animo o le coscienze dell’osservatore quanto inseguire un apprezzamento sovente superficiale e qualunquista.

11 – Ti piace sperimentare? :

Vorrei ma non posso. Avere una forte propensione verso nuove ricerche di indagine non é  sufficiente. Sperimentare vuol dire conoscere approfonditamente ciò che determina le nuove problematiche. Confrontarsi con i cambiamenti epocali che ci attraversano.

Mettere in atto le giuste innovazioni stilistiche sia in campo poetico che artistico che ridefiniscano il linguaggio e la comunicazione. Mica roba facile!   
12 – Preferisci l’arte viva (teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione  (cinema, CD, Youtube etc.): 

Adoro entrambe.  Il teatro é una delle mie vocazioni e svela il contrasto tra realtà e finzione. Mette in atto tutte le convenzioni che si celano dietro le maschere di ciascuno. Il cinema, se non ridotto a consumo di massa, ci permette di approfondire il nostro concetto di estetica nelle sue forme più concettuali ed è insieme conoscenza storica, sociologica e di costume.
13 – Libri preferiti: 

Il viceré di Ouidah di Bruce Chatwin, Canone inverso di Paolo Maurensing, Anime alla deriva di Richard Mason. 

Aggiungo tutta la letteratura americana del ‘900.
14 – Secondo te i social network sono importanti? : 

Direi di si perché permettono lo sviluppo di relazioni anche internazionali che, se pur virtuali, sarebbero altrimenti impossibili data la distanza considerevole tra un luogo e un altro.  Di convesso c’è il pericolo di una dipendenza che, sempre in agguato, incrementa la solitidine e una sorta di autismo dell’anima. 

Io personalmente preferisco di gran lunga i rapporti vis-à-vis.
15 –  Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori?:

Un mosaico di valori nuovi e una rinnovata, forte connessione con le nostre emozioni.

GRAZIE PER AVER RISPOSTO A QUESTO FLASH QUIZ. 

Izabella Teresa Kostka 

Per il Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria”.

Settembre 2017

Sito originale: 

http://gruppoculturalevalchiria.blogspot.com/
Tutti i diritti riservati agli autori. 

NICHOLAS SPARKS “LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO” a cura di SABRINA SANTAMARIA 

Le parole che non ti ho detto” di Nicholas Sparks

Avvincente storia d’amore che ancora fa battere il cuore di chi la conosce e la scopre.  È un romanzo dai toni aspri e tristi, per certi versi, per altri è una vicenda che ancora emoziona, suscita commozione e sentimento di nostalgia nel lettore. I sentimentalisti, infatti, definiscono Sparks “Poeta dell’amore” perché nei giorni nostri chi meglio di lui ha saputo esprimere i sentimenti? Il romanzo comincia con una lettera scoperta da Theresa in una bottiglia, l’autore della lettera è Garrett, scrive alla donna amata, Catherine, tristemente scomparsa e mai dimenticata da quest’uomo. Theresa quando la lesse sentì una profonda puntura al cuore, qualcosa di molto profondo e vero che suscitava in lei molta tristezza, ma allo stesso tempo quella lettura la indusse ad avere la curiosità di conoscere Garrett. La nostra protagonista aveva avuto un trascorso negativo sul piano dei sentimenti, perché era divorziata ed era rimasta sola con un figlio, Bryan. Per anni aveva deciso di allontanarsi da qualsiasi uomo  per evitare di soffrire, ma quella lettera era rimasta scolpita nella sua mente tanto da non poter dimenticare quelle parole così sentite tanto che lei percepiva la sofferenza di quell’uomo come se fosse sua: “Mi manchi, amore, come sempre, ma oggi è più dura del solito, perché il mare ha cantato per me, e la canzone era quella della nostra vita insieme. Mi sembra di averti accanto, mentre scrivo questa lettera e sento il profumo dei fiori di campo che mi hanno sempre ricordato te. Ma ora queste cose mi lasciano indifferente. Le tue visite si sono diradate, e a volte ho la sensazione che la parte più importante di me stia scivolando lentamente via. Eppure mi sforzo. Di notte, quando sono solo, ti chiamo, e tutte le volte che il mio dolore giunge al culmine, riesci ancora a trovare il modo per tornare da me.”  Quando Theresa lesse queste frasi cercò di immaginare il suo autore, si sforzava di immaginare il suo volto, la sua età. Un giorno tramite i dati della lettera riuscì a risalire alla città di Garrett. Grazie al supporto di Deanne, un’amica sua,  riesce a trovare il nostro protagonista, tra i due nacque subito un’intesa, sempre di più cresceva un affetto profondo , un legame indissolubile. Entrambi si liberarono dai fantasmi delle loro paure, la figura di Catherine diventava sempre più fievole, più labile, svaniva, mentre Theresa  provava sempre più amore nei suoi riguardi, ebbe la gioia di vivere una vera storia d’amore. Theresa non disse subito a Garrett di essere a conoscenza delle lettere, solo alla fine rivela questo segreto, che il lettore conosce da sempre, ma rimane quasi per tutto il resto della vicenda celato al personaggio, da questo si evince il titolo di questo capolavoro, inoltre egli  non comunica fino in fondo i suoi propositi(vivere con Theresa), solamente nell’ultimo capitolo si palesano, ma ci sarà un impedimento più forte di loro che non li farà stare insieme. Si potrebbe facilmente creare un parallelismo tra la figura del protagonista e quella del suo autore, leggendo il romanzo si ha l’impressione che Sparks abbia voluto raccontare di sé, narrare dei suoi sentimenti e immetterli nelle parole di Garrett, è come se la voce narrante e l’autore si unissero insieme per decantare le stesse emozioni alla donna amata, anche fra le due donne vi è un consonanza, l’una completa l’altra, la storia comincia quando già Catherine non c’è più e la sua triste vicenda viene scoperta passo passo durante la scoperta del libro, mentre Theresa si racconta da se stessa, sono i suoi gesti, i suoi pensieri a parlare di lei, ella è materia vivente, si muove ed è proprio la pedina grazie alla quale nasce tutta la vicenda, da un suo atto di coraggio partirà una grande storia emozionante che ha fatto appassionare intere generazioni. A  Sparks  non piace narrare un lieto fine, per quanto nella sua prosa vi sia della poesia fa sempre i conti con la realtà, i suoi romanzi non hanno mai finali da fiaba o da favola, ma riproducono in modo nudo e crudo le tristezze della vita quotidiana, i suoi personaggi dipendono dalla sua penna come noi siamo sottoposti alla vita, essi di questo Bestseller sono vittime della sorte del destino, tutto si chiude come un cerchio, Theresa all’inizio dell’opera è sola e rimane tale. Lo consiglio come lettura perché è coinvolgente, può essere letto solo di un fiato e fa aprire gli animi più anti-romantici ai sentimenti.

Sabrina Santamaria

Tutti i diritti riservati all’autrice 

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VERSO SEGNALA: DAL 6 AL 7 OTTOBRE DUE GIORNI DI STRAORDINARIA POESIA A FAGNANO OLONA E A BUSTO ARSIZIO 

COMUNICATO STAMPA EVENTO 6 OTTOBRE FAGNANO OLONA 
L’assessorato alla Cultura del Comune di Fagnano Olona in collaborazione con le associazioni:

L’alba, Acli, Salvarore Orrù, l’Istituto Comprensivo di Fagnano Olona, L’associazione La Fenice promotrice del Premio Europeo di poesia-videopoesia-fotografia 2017 

INSIEME VERSO LA PACE “ TRA MELMA E SANGUE”  CLEMENTE REBORA

Organizza per il giorno VENERDÌ 6 OTTOBRE 

un’intera giornata dedicata alla poesia con il programma seguente:

Ore 10 aula magna, lezione magistrale riservata agli studenti delle terze classi delle scuole medie Enrico Fermi, relatore  Filippo Ravizza Poeta e critico letterario di fama Nazionale ed Internazionale con il tema:

“MALATO D’ETERNO tra melma e sangue CLEMENTE REBORA”

A cui seguiranno le letture di DIEGO DE NADAI attore e insegnante d’interpretazione vocale.

Nell’occasione saranno premiate le poesie di due ragazzi tra quelle svolte sul tema “Insieme Verso la Pace”.

Ore 20.30 aula magna Scuole Enrico Fermi di Piazza Alfredo Di Dio Fagnano Olona

aperta al pubblico gratuitamente: 

Una serata spettacolo dedicata al poeta Fernando Pessoa con letture di Diego De Nadai e brani di Fado con i testi di Pessoa interpretati dalla voce di Mariachiara Ferraro accompagnata al pianoforte dal maestro Enrico Salvato.

ospite d’onore Filippo Ravizza Poeta e Critico letterario.

Il Presidente dell’associazione culturale Alba Alfredo Maestroni (poeta) nell’invitare tutti all’evento del 6 ottobre a Fagnano Olona coglie l’occasione per ringraziare le associazioni e l’assessore Giuseppe Palomba per aver reso possibile questo importante evento.  

Inoltre si segnala:

Dopo essere già stato presentato in Sardegna e alle Giubbe Rosse di Firenze, mitico caffè letterario e luogo d’incontro di artisti di fama internazionale, Il Premio Europeo Clemente Rebora 2917 fa tappa a Busto Arsizio. 

La data è Sabato 7 Ottobre 2017 alle ore 17.00 presso l’Aula Magna del Liceo Artistico di Busto Arsizio in via  Manara, 10.

Quest’ evento, organizzato  da ‘LA FENICE Associazione Culturale Arte e Solidarietà e dal Liceo Artistico Paolo Candiani – Liceo Musicale Coreutico Pina Bausch, prevede l’intervento del poeta e critico letterario di fama internazionale 

Prof. FILIPPO RAVIZZA,

oltre che la lettura di poesie di 10 autori iscritti al Premio, ci saranno anche spazi dedicati alla musica ed alla danza, a cura degli studenti dei Licei coinvolti, e di una cantante lirica, il mezzosoprano Tiziana Sbalchiero.

Un’occasione culturale importante, patrocinata dal Comune di Busto Arsizio,e che diventa motivo d’orgoglio sia per la città, che per il Liceo Artistico, Musicale e Coreutico.

FILIPPO RAVIZZA – BIOGRAFIA 

Filippo Ravizza è nato a Milano, ove risiede, nel 1951. Poeta e critico letterario, è autore, prima de “La coscienza del tempo”, l’ultimo libro, uscito nel mese di giugno del 2017, presso le Edizioni La Vita Felice, di sette raccolte di versi: l’ultima in ordine di apparizione è la fortunata silloge “Nel secolo fragile”, uscita nel febbraio 2014 (la seconda edizione è del novembre 2015) presso La Vita Felice Editore. Prima di “Nel secolo fragile” è uscito “La quiete del mistero” (Amici del Libro d’Artista, 2012), preceduta da “Turista” (Lieto Colle, 2008)” Prigionieri del tempo” (Lieto Colle 2005), “Bambini delle onde” (Campanotto, 2000), “Vesti del pomeriggio” ( Campanotto, 1995), “Le porte” (Schema Editore, 1987). Nella sua città ha tra l’altro ideato e realizzato, insieme al docente e critico letterario Gianmarco Gaspari, “Lezioni della Storia – Dopo un secolo quale memoria”, un ciclo di conferenze iniziato nel 2011, lettura della Storia italiana ed europea attraverso la letteratura. Tra le altre vanno segnalate le conferenze che Gaspari e Ravizza hanno tenuto su Alessandro Manzoni, su Vittorio Sereni, Eugenio Montale, Umberto Saba, Italo Svevo e Giovanni Pascoli. Nel 1995, insieme al poeta Franco Manzoni, Filippo Ravizza ha redatto il “Manifesto in difesa della lingua italiana”, oggi parte del programma orale (cours de production orale) per il conseguimento del dottorato specialistico del Dipartimento di Italianistica dell’Université Paris 8 (Paris – Saint Denis, docente Laura Fournier). E’ stato chiamato a rappresentare la poesia italiana contemporanea alla XIX Esposizione Internazionale della Triennale di Milano (1996). Attualmente coordina le iniziative culturali di una grande organizzazione di rappresentanza economico – sindacale milanese.

Invitiamo a visitare la pagina Facebook dell’evento intitolata:

“Fernando Pessoa e il Fado. Un viaggio nell’anima portoghese ”
 

FLASH QUIZ: CLAUDIA PICCINNO

FLASH QUIZ: CLAUDIA PICCINNO

1 – Nome e cognome: Claudia Piccinno

2 – Professione: insegnante

3 – Passioni / hobby: lettura

4 – Quale significato hanno per Te arte e cultura: l’arte è terapia, dove la fede e la ragione falliscono, lei ci salva da noi stessi, la cultura ci restituisce la nostra umanità, chi è colto, sa alimentare il pensiero critico, chi è colto cerca nel confronto col prossimo una soluzione alla barbarie.

5 – Artisti preferiti: Alex Colville

6 –  Progetti attuali: sto curando, assieme ad altre due autrici, un volume antologico a tema discriminazioni razziali, ho in cantiere il mio quinto libro di poesie con testo a fronte in inglese, a giorni uscirà in Serbia la versione tradotta di Ragnatele Cremisi e a Novembre una monografia sui miei versi in una rivista cartacea in Cina.

7 – Sogni nel cassetto: realizzare una monografia in trenta lingue sulla tematica dell’autismo e destinare i proventi alla ricerca.

8 – Essere intelligente vuol dire per te: soffrire, soffrire, soffrire,..ma non arrendersi mai, so trasformare il dolore in resilienza.

9 – Dove va l’umanità di oggi?: all’estinzione, assistiamo al medioevo dei sentimenti, all’oscurantismo di ogni empatia e alla corsa sfrenata verso l’apparire.

10 –  Dove conduce l’arte contemporanea?: se vera ricerca dovrebbe ricondurre al sé, se invece si fa ancella del potere conduce al vuoto

11 – Ti piace sperimentare? : mi piace sperimentare accostamenti di parole desuete e nuovi termini, mi piace sperimentare miscele di dolce e salato in cucina, mi piace contagiare alunni e colleghe con un innato stupore perché tutto si sperimenta nella vita.

12 – Preferisci l’arte viva (teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione  (cinema, CD, Youtube etc.): la prima.

13 – Libri preferiti: quelli della Allende, nessuno escluso, di Almudena Grandes, di Marcela Serrano, e La donna abitata di Gioconda Belli, non disdegno le irlandesi e rileggo spesso i classici.

14 – Secondo te i social network sono importanti? : promuovono gli scambi d’informazioni in questo villaggio globale, ma accentuano le distanze nei nostri appartamenti e nei condomini.

15 –  Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori?: di non perdere mai l’entusiasmo per ciò che fanno.

GRAZIE P PER AVER RISPOSTO A QUESTO FLASH QUIZ. 
Izabella Teresa Kostka 
Per il Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria”.
Settembre 2017

Tutti i diritti riservati agli autori. 

Sito originale: http://gruppoculturalevalchiria.blogspot.com/

GIRAMONDO CULTURALE: VERSO LA SCOZIA by LINA LURASCHI 

Siamo alla prima tappa della rubrica GIRAMONDO CULTURALE  e ci fermiamo a WIGTOWN: è una paesino della costa sud-occidentale della SCOZIA, si trova  nella penisola di Machars di fronte alla baia di Wigtown, un’insenatura del Mare d’Irlanda . Ha una popolazione inferiore ai 1.000 abitanti ed è conosciuta per eccellenza, come La Città Del Libro della Scozia: si contano circa 11 librerie, diverse case editrici tipografie e legatorie.

Ogni anno, si svolge un rinomato BOOK FESTIVAL: nel 2017 sarà dal 23 settembre al 1° ottobre.

Nel paese esiste la libreria OPEN BOOK, che ha la caratteristica di ospitare per un massimo di due settimane, due persone, facendo gestire loro tutte le attività del libraio, con libertà di orari, ma garantendo un minimo fisso di ore di presenza. Si coniuga così, un’esperienza di turismo e di scambio culturale. I turisti che decidono di affrontare questa esperienza, saranno affiancati da volontari del Book Festival. Si organizzano eventi, reading e serate a tema.

È la prima e unica inziativa, a tutt’oggi nel mondo, della cosiddetta “vacanza in libreria”.

Per gli amanti di Harry Potter, Wigtown è la sede dei Wingtown, squadra dell’immaginario gioco di Quiddicht.

Tappa obbligatoria ad ALLOWAY, paese natale di Robert Burns per una visita al cottage dove nacque il poeta: due stanze arredate con semplicità e fra le antiche rovine della chiesa e del ponte citate nel poemetto Tam O’ Shanter. L’antica chiesa era già un rudere al tempo del poeta e le storie di paura e di mistero che aleggiavano attorno a questo sito, hanno ispirato appunto Tam O’ Shanter (1790). Il poemetto epico di Burns Tam o’ Shanter racconta la storia di un uomo che si è fermato a bere all’osteria fino a tarda notte e al ritorno visioni spaventose lo terrorizzano come la danza delle streghe descritta qui di seguito. Una curiosità: a Burns è stato intitolato il cratere Burns, sulla superficie di Mercurio.
Stregoni e streghe danzanti: 

Non cotillon, alla nuova maniera francese,

Ma corni, gighe, stracci, forche

Mettevano vita e forza nei loro talloni.

Il legame tra il poeta e la natura, lo si evince ancora oggi nel BURNS MONUMET & GARDEN, progettato da un architetto scozzese immerso in un variegato giardino.

Legata al poeta anche la cittadina di DRUMFIES  dove il poeta vi trascorse gli ultimi anni, una casa fatta in pietra locale e vari oggetti appartenuti a Burns. Al Robert Burns Center troviamo esposti diversi suoi oggetti.

Terminiamo questo tour letterario visitando ABBOTSFORD, la dimora di Sir Walter Scotto, famoso scrittore: si ammira il suo studio, la biblioteca il salotto e le armerie.

A cura di Lina Luraschi

Tutti i diritti riservati, 2017

NOVITÀ su “VERSO”: “GIRAMONDO CULTURALE” a cura di LINA LURASCHI 

Una bellissima e frizzante avventura inizierà su “VERSO – SPAZIO LETTERARIO INDIPENDENTE” grazie alla nuova rubrica intitolata “GIRAMONDO CULTURALE” a cura di LINA LURASCHI. Curiosità, varie tappe di turismo letterario, viaggi alla scoperta dell’arte e della cultura non solo Made in Italy. 

Alle mie domande Lina Luraschi risponde: 

I.T.K.: “Giramondo culturale”  suona veramente interessante, quale tematica desideri sfiorare in questa nuova e stimolante rubrica?  

L.L.: “Giramondo culturale” nasce da una passione, letteratura e viaggi. Scoprire la letteratura, l’arte, nei luoghi dove ” è stata vissuta”: condividere curiosità e itinerari nelle città europee, in luoghi molto noti, ma soprattutto in angoli sperduti.

I.T.K.: Svelaci in anticipo qualche prossima destinazione, dove ci porterai?

L.L.: Ahhhh…io proporrei Becherel in Bretagne dove c’è una libreria ogni 40 abitanti. Poi… top secret!

I.T.K.: Credi che la Tua rubrica riesca a stimolare la curiosità e la voglia di esplorare i nuovi orizzonti culturali nei nostri lettori?

L.L.: Spero di sì, anche se sappiamo che il turismo culturale è poco apprezzato: si dà corsia preferenziale a luoghi di svago , quali discoteche famose e… shopping.

I.T.K.: Siamo tutti in ansia e non vediamo l’ora di leggere il tuo primo articolo! Benvenuta tra i collaboratori fissi del “VERSO”, è un grande piacere di averTi con noi.  Aspettiamo la prima tappa del “Giramondo culturale “!

BIOGRAFIA 

Lina Luraschi nasce a Como nella cui provincia tutt’ora risiede. Dopo le scuole medie è in qualche modo costretta a scegliere un indirizzo scolastico non di suo gradimento e si ritrova ragioniera nella ditta di famiglia per lungo tempo.
La passione per la lettura e la letteratura, trasmessale dal padre e insieme a lui coltivata sin dalla più tenera età, l’incontro con un’insegnante che ama i grandi autori, soprattutto i poeti, fa sì che il seme della poesia trovi in Lina un terreno già fertile.
Impegnata nel sociale, è stata vice sindaco e assessore alla cultura, pubblica istruzione e servizi sociali nel suo paese dal 1999 al 2006. Nel 1997 è fra le socie fondatrici dell’associazione di volontariato NOISEMPREDONNE O.N.L.U.S. che opera all’interno dei reparti oncologici degli ospedali comaschi, ricoprendo il ruolo di vicepresidente e segretaria fino al 2005. Nel 2017 co – fondatrice del Gruppo per la Diffusione della Cultura e dell’Arte “Valchiria”.

Ha all’attivo cinque sillogi poetiche più una in stampa , ” ENTENDEMENT ” – phoenix editrice, in lingua francese,
destinata al mercato francese.
Infatti il suo buen retiro , da decenni, è sulle coste dell’oceano fra la Normandia e la Bretagne.

FLASH QUIZ in 15 domande

1 – Nome e Cognome: Lina Luraschi

2 – Professione:   ragioniera  nell’azienda di famiglia

3 – Passioni / hobby:  collezione  di libri antichi  e di pregiate bambole in ceramica . Adoro la Normandia e la Bretagna  dove, da  decenni, mi concedo  qualche mese di relax  durante l’anno, oltre alle vacanze . La passione principale che coltivo da circa 35 anni è la scrittura.

4 – Quale significato hanno per Te “Arte e Cultura”:  per me sono linfa vitale  e francamente, provo compassione per chi non ne capisce l’importanza.

5 – Artisti preferiti:  sono tanti gli scrittori e I poeti, soprattutto francesi e russi. 

6 – Progetti attuali:  I progetti attuali sono due:  concludere l’accordo con la casa editrice francese Phoenix, di Parigi, per pubblicare il mio sesto libro di poesie, questa volta in lingua francese, dal titolo ENTENDEMENT. Contemporaneamente, entro la primavera del 2018, dare alla stampa la raccolta  NINFOSI DELL’ANIMA   con la prefazione del  Prof. Vincenzo Guarracino.

7 – Sogni nel cassetto:  Trasferirmi  e vivere i prossimi anni fra ETRETAT in Normandia, paese di Arsenio Lupin e Benodet , in Bretagna, ma non è solo un sogno, manca poco !!

8 – Essere intelligente vuol dire per te:  saper fare un passo indietro quando occorre, saper chiedere scusa, utilizzare il contraddittorio come fonte di arricchimento personale, uscire dal proprio guscio senza timore.

9 – Dove va l’umanità di oggi?:  da nessuna parte : il percorso, purtroppo, è a ritroso nel tempo, torniamo primitivi, incapaci di gestire emozioni e reazioni.

10 -Dove conduce l’arte contemporanea?:  in generale non è di facile interpretazione, si sperimenta, a volte, senza un minimo di buon senso, si vuole catturare l’attenzione del pubblico rasentando il ridicolo.

11 – Ti piace sperimentare? :   sì, dipende , nella scrittura sì

12 – Preferisci l’arte viva (teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione (cinema, CD, Youtube etc.):   preferisco l’arte viva , solo così ricevo emozioni.

13 – Libri preferiti:  saggistica  letteratura  in generale  biografie  poesia , quella che graffia l’anima 

14 – Secondo te i social network sono importanti? :  no, ma non si può farne a meno, rimani isolato.

15 -Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori?:  Auguro  che i loro sogni nel cassetto si possano realizzare. Così come io ho realizzato i miei.

GRAZIE PER AVER RISPOSTO A QUESTO FLASH QUIZ. 

Izabella Teresa Kostka

per il Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria” 

Settembre 2017