MARIA ROSA ONETO E LA SUA NUOVA RUBRICA “PENSIERI E GIOCHI DI PAROLE”

Carissimi Lettori!

Con grande gioia vorrei dare il mio benvenuto alla nuova collaboratrice del blog “Verso”: MARIA ROSA ONETO poetessa, scrittrice e giornalista freelance. Con la pubblicazione di oggi inauguriamo la Sua nuova rubrica personalizzata intitolata “PENSIERI E GIOCHI DI PAROLE”, dedicata ai racconti, alle riflessioni, agli articoli vari tra la narrativa, la poesia e il giornalismo. Auguro buon lavoro alla nostra Cara Maria Rosa e tante profonde emozioni a tutti i Lettori del sito.

Izabella Teresa Kostka

● NOTA BIOGRAFICA DI MARIA ROSA ONETO

Maria Rosa Oneto, nasce a Rapallo (GE). L’amore per la scrittura e la Poesia si manifestano prestissimo nella Sua vita.
L’ambiente in cui cresce, dove il mare e la bellezza del paesaggio tolgono il respiro, le fanno superare i momenti di solitudine e smarrimento.
Disabile sin dalla nascita, ottenuto il Diploma Magistrale, continua per diletto gli studi. Ottiene numerosi Premi e Riconoscimenti in vari Concorsi Letterari. Pubblica personali Sillogi e Antologie poetiche con altri Autori.

Per “Pensieri e Giochi di Parole.”

ATTENDO

Son qui, in questo giacimento di cuore, che regala sofferenza e pensieri tardivi. Respiro l’aria che vagandomi attorno, raccoglie: ruscelli, canti di bimbi, cinguettii di uccelli a primavera.
Ammiro la vastità del cielo, quello scorrimento di nubi, simile alla transumanza.
Vado oltre, al di sopra del nulla, dove i sogni cercano rifugio.
Lo spazio si amplia, diventa Mondo del Divino e dell’Eterno.
Mi lascio incantare da quell’azzurro fluido che i tormenti dilata; ricuce le speranze, frantumando il tempo dell’oggi e della lontananza.
Anime dissolte nel vento. Corpi inceneriti senza più sostanza.
Voci scomparse all’improvviso. Abbracci che si sono persi dopo essersi trasformati in alberi secchi.
Anche le foglie sono cadute, nel tremolio del rimpianto.
Soli a guardare la vita, che odora ancora di latte e marmellata. Tracce di un rosso vivo su labbra silenziose. Mani da lavoro con i calli della fatica e una giostra di parole in fuga.
Sono morta e risorta dall’alba al tramonto, veleggiando sulle sponde di un mare sconfinato che riprende le onde.
Nel riflesso che trafigge lo sguardo, ho impugnato la penna come una lama acuminata.
Ho versato parole di sangue su un foglio nudo che la fame aveva macchiato. Ancora abbraccio me stessa come fossi una bambola di pezza negli scarti in soffitta.
Attendo la sera, raccontando fiabe davanti allo specchio.

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

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