GLI OCCHI DELL’INFINITAMENTE ALTRO “L’AUTISMO SUSSURRA” di DOLORES SANTORO a cura di SABRINA SANTAMARIA

Gli occhi dell’infinitamente Altro
“L’autismo sussurra” di Dolores Santoro.

“Possiamo entrare noi nella mente di un pipistrello?” si chiedeva lo studioso Nagel, ovviamente sostenendo la tesi che non possiamo in quanto il pipistrello ha una forma mentis diversa che lo porta a vivere un’esistenza altra rispetta alla nostra. Allo stesso tempo Albert Einstein sostenne che ogni persona ha un potenziale di apprendimento suo differente da ogni persona: “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.” è ovvio che le sue abilità risulterebbero nulle, ogni individuo è intelligente e sensazionale a modo suo. Alcuni anni fa in Italia i soggetti diversamente abili erano considerati castighi divini o si pensava fossero posseduti dal male, forse non vorrei esagerare, ma alcuni pregiudizi continuano ad esserci ancora oggi, in questa sede mi viene in mente il film “Il figlio della luna” in cui la madre di Fulvio, ragazzo spastico, in tempi diversi da oggi riesce a fare studiare il ragazzo e farlo affermare, missione totalmente impossibile negli anni ’70 nonostante l’art. 3 della nostra Costituzione Italiana entrata in vigore il 1 Gennaio del 1948 sancisce il diritto all’uguaglianza di tutti i cittadini italiani e lo Stato dovrebbe cercare di attenuare ogni ostacolo e fare in modo che questo principio si realizzi. Ma davvero questo principio ad oggi può dirsi realizzato? Veramente le scuole italiane sono attrezzate per accogliere i ragazzi diversamente abili? Gli insegnanti hanno un’adeguata preparazione per questi giovani? Sicuramente rispetto alcuni anni fa abbiamo fatto alcuni passi avanti, ma non dobbiamo certamente rallentare il passo o addirittura fermarci. Ogni volta che affronto la tematica della diversità, cerco di sforzarmi e immaginarla in tutte le sfaccettature (di genere, culturale), in questo articolo mi concentrerò sui giovani o bambini diversamente abili e su quanto loro possano essere una risorsa per la società europea e per la scuola. Il termine “normodotato” mi porta a guardare con un certo sospetto perché quali sono i confini entro i quali qualcuno potrebbe definirsi “normale” e quale il punto d’arrivo in cui una persona potrebbe definirsi “malata” mentalmente, psichicamente? In realtà i confini sono molto labili, non vorrei deludere nessuno con questo assunto. È proprio questo l’invito della nostra autrice Dolores Santoro in “L’autismo sussurra” in cui ci racconta in modo accorto, con dedizione l’esperienza con suo figlio autistico Emanuele, ci narra la scelta sua e di suo marito di non restare nell’anonimato e di “uscire allo scoperto” per crescere insieme e per essere supporto per alcuni genitori che dovevano affrontare la stessa tematica perché i loro figli sono pure autistici. La nostra ha creato un’associazione che si chiama “Notteblu” per venire incontro alla società e per sensibilizzarla su questa tematica molto attuale. Da studente in pedagogia devo estremamente affermare che stimo molto la decisione della nostra autrice. Mi ha molto colpita la sua ostinazione ad agire ed allo stesso tempo l’invito che porge in questo libro a non considerare l’autismo come una malattia, ma come una caratteristica di suo figlio come possono essere “il colore degli occhi o dei capelli”, la Nostra ci racconta risolutamente: “Io non penso più alla guarigione di mio figlio!”, ha imparato che non deve essere necessariamente Emanuele ad entrare nel nostro mondo, ma possiamo provare anche ad entrare nella sua realtà, sua come di ogni altro bambino autistico, in realtà bisognerebbe creare un ponte di incontro, uno sforzo esperienziale che ci aiuta ad avvicinarci a questo modo di essere infinitamente diversi. Solo cosi queste esperienze possono diventare possibilità di crescita e di condivisione per trarne delle risorse piuttosto che dei problemi. La Nostra ha un’accuratezza dei particolari nel descrivere la mente autistica. Lo fa con linguaggio semplice e comprensibile a tutti, ma coglie i punti cardine della mente autistica. Spesso si parla di “Spettro autistico” considerandolo un handicap che affligge le famiglie, il titolo che ha dato al libro ci dà l’idea di qualcosa di delicato, non siamo noi a dover insegnare i nostri precetti ai bambini autistici, ma è l’autismo a volerci raccontare tante cose di sé con dolcezza agli orecchi di chi sa ascoltare. Ci “sussurra” la sua ricchezza di possibilità che può darci! A noi sta l’ascoltare con orecchio attento la sua flebile voce con pazienza e dedizione. È troppo comodo e semplice affibbiare un’etichetta, la nostra missione è accogliere le differenze come valore nelle scuole soprattutto. La scelta di aver inserito nel diario, questo piccolo-grande itinerario, i disegni di Emanuele è stata propedeutica al progetto in quanto trasportano il lettore e fanno da cornice al libro perché anche quelli ci raccontano il modo di vedere il mondo di chi lo guarda con occhi diversi, forse troppo sinceri! Uno sguardo che ingloba tutte le immagini di un oggetto e non generalizza e manca del pensiero astratto. Si respira la sua esperienza vissuta, è palpabile, sperimentata, forse a volte sofferta, ma affrontata con coraggio e col cuore in mano. Si può quasi toccare la sua storia in questo diario. Si ha quasi l’impressione che ad ogni parola letta si asciugasse ogni lacrima versata da Dolores Santoro per lo scoraggiamento iniziale. L’attenzione nella lettura è il regalo più bello che noi possiamo fare all’autrice. Seguire questo dolce itinerario ad ogni pagina ci fa sentire profondamente le angosce, i drammi di questi genitori che hanno avuto la forza dell’aquila per mostrare e raccontare del loro bambino e cimentarsi in questa stupenda avventura. Un’avventura che fa toccare le corde dell’infinito, dell’infinitamente Altro! Perché Noi siamo gli Altri.

“Ma ti chiamavo vita!

Per la stretta sulle braccia
e per il grandissimo tuo sorriso, per la primavera di quei primi sguardi fioriti all’improvviso”

Poesia “Ad Emanuele” di Dolores Santoro

Sabrina Santamaria

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s