“DOV’È L’UOMO” di MARIA ROSA ONETO

“Dov’è l’uomo” di MARIA ROSA ONETO

Dov’è l’uomo, padre e padrone di un tempo che subliminava la passione con l’arroganza? Dov’è l’uomo che alla vista di una caviglia femminile scoperta aveva un sussulto di erotismo? Dov’è finito il maschio rude, inesperto, analfabeta e poco pulito, che con le mani sozze di concime portava avanti la famiglia e per distrarsi giocava a carte o beveva un bicchiere di vino? Che fine ha fatto l’uomo: minatore, artigiano, servo dei signori, vestito di stracci rivoltati, con poche lire in tasca e pochi grilli in testa? Dov’è finito l’uomo di casa, dedito al lavoro e alla famiglia? L’uomo che non si ammalava mai e che risparmiava pochi centesimi per regalare una schiocchezza alla moglie o per comprarsi un pacchetto di sigarette.
Oggi abitiamo il mondo della violenza, dell’inciviltà e della mala creanza. Nessuno vuole più bene a nessuno. Già da bambini, si viene educati al menefreghismo, all’intolleranza, al bullismo, alla “legge che governa il più forte”. Guai a mostrarsi: deboli, teneri di cuore, altruisti, disposti ad aiutare, a comprendere e sorreggere chi sta peggio di noi! Già da decenni, l’uomo, estromesso del ruolo di marito e padre, è scivolato nella china dell’autodistruzione. Relegato ai margini di un contesto familiare quasi del tutto inesistente, ha perso “mordente”, autorevolezza e persino, identità sessuale.
L’uomo esteta di se stesso, frivolo e narcisista o l’altro, rosicchiato dalla depressione, dall’indolenza e da vizi spesso non manifesti, eccolo diventare: violento, stupratore, delinquente. Di questa trasformazione, una delle cause principali (a mio modesto parere) va addebitata anche alle donne, dalla “rivoluzione femminista in poi”. Il discorso si farebbe lungo e complesso, di non facile spiegazione.
Aver relegato l’uomo, il maschio, in una condizione subordinata ne ha infranto: i valori, la stessa dignità e quel sacro fuoco d’amore e passione che lo distinguevano nel passato.
Di lui, resta ben poco,
se non la speranza di un “nuovo sentire!”

Maria Rosa Oneto

Foto Pixabay

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