L’ENGAGEMENT PITTORICO DI MORENA MEONI a cura di SABRINA SANTAMARIA

CENNI BIOGRAFICI DI MORENA MEONI

Ha frequentato il liceo artistico di Brera. Ha iniziato la carriera artistica nel 1969 sempre a Milano e nel 1972 si è trasferita a Messina continuando la sua attività artistica. Ha vinto diversi concorsi poetici e di arte pittorica. Morena Meoni dipinge con le sue mani, non usa pennelli e questa caratteristica la rende originale ed unica.

• ALI SPEZZATE

ALI SPEZZATE, olio su tela 70×50

Hai spezzato le mie ali
Incurante del mio essere donna
Hai calpestato i miei sogni le mie ambizioni, la mia dignità, mi hai reso invisibile, il nulla nel nulla.
La mia anima grida immersa nel sangue di ferite che più non sanano.
Il mio talento soffocato non potrai mai annullare scorre nelle mie vene fa parte di me donandomi la forza.
Tu dici d’amarmi, l’amore non è schiavitù, è un donarsi all’altro, l’amore ti fa sentire viva.
Hai spezzato le mie ali, le raccolgo anche se ferite
riprendo a volare e tu resterai solo nel nulla.

Poesia di Morena Meoni

• Critica artistica al dipinto “Ali Spezzate” di Morena Meoni

Si può quantificare il valore che si logora come l’espressione più usurpata del suo esistere? “Ali Spezzate” di Morena Meoni impersona in un dipinto una vita distrutta, stracciata, usurata, azzerata dal “braccio forte”. La Nostra mette in essere sulla tela un figura che potrebbe essere una donna, ma anche un angelo in lacrime che piange la sua vita annientata ed è affranta per la brutalità dell’essere umano sempre più cinica. Il volto non è tutto visibile, solo di profilo si intravede il dolore della donna-angelo. Lo sfondo è tinteggiato di nero e di rosso, colori emblematici che simboleggiano il lutto (il nero la morte) e la violenza (il rosso il sangue). Le ali bianche che sono segno di purezza della vita innocente che è stata trucidata nel corpo, ma, secondo i casi nell’animo, presentano evidenti sfumature di sangue, anche la schiena dell’essere sublime che piange le sue ali sanguina; non lascia intendere all’osservatore che si tratta di una ferita che si rimargina, al contrario è uno squarcio, un taglio profondo che rimane aperto. La posizione appare china e rannicchiata, fa trasparire il pathos emergente dallo scavo interiore di un’esistenza soffocata dalla perfidia umana. Il corpo della donna-angelo è sinuoso e le sue curve sono proporzionate tanto da suscitarmi il ricordo liceale della “Venere di Cnido” appartenente alle sculture risalenti all’età Greca del V secolo a.C. Lo sfondo mi ha ricordato Munch per la sua essenzialità, ma in questo caso non si tratta di un urlo, ma di un singhiozzare lacrimante a causa dell’atrocità dell’ “Homo homini lupus” che non ha pietà. Il pianto è la commiserazione verso la natura umana che ha perso quasi del tutto il significato intrinseco del vivere. In un momento storico come il nostro in cui imperano ancora i femminicidi e la violenza sulle donne, il messaggio straziante e straziato di Morena Meoni è quanto mai attualissimo, fermo restando che le “Ali Spezzate” raffigurano anche, ma non solo il talento negato ed affogato! Ci coinvolge nella sofferenza radicata la Nostra in una battaglia contemporanea in cui lei non si dà per vinta.

Sabrina Santamaria

• IL MIMO

IL MIMO, olio su tela 100×70

Un cilindro, un fiore, una maschera.
Appari nell’ ombra silenzioso, solo il tuo bianco volto
ove traspare il dolore, la gioia, l’amore.
Nel silenzio tenebroso, le tue mani raccontano
una storia, la tua storia, la nostra storia.
Arte antica ove l’emozione si fonde nel silenzio dell’ anima trasportando nel vento come un viandante, la poesia, donando a un pubblico senza volto, una lacrima, un sorriso, un’emozione.
Quando lo spettacolo finisce, resti solo sul palcoscenico della vita, per sempre, il mimo.

Poesia di Morena Meoni

• Critica artistica al dipinto “ Il Mimo” di Morena Meoni

“Nel cammino della tua vita ti accorgerai a tue spese che incontrerai molte maschere e pochi volti” scrisse Pirandello. È una maschera o un volto “Il Mimo” di Morena Meoni? È una pantomima azzeccata della nostra quotidianità in cui tutti recitiamo più o meno implicitamente nel palcoscenico dell’esistenza. Noi viviamo o ci guardiamo vivere? Recitiamo un ruolo in cui inconsciamente fingiamo di essere chi siamo o ci personifichiamo? Questo dipinto mostra, a mio parere, l’omologazione e il conformismo imperante del XXI secolo; la Nostra con la sua arte che le fa da padrona mette sotto accusa i pilastri principali della nostra società che ci impone determinati canoni da seguire: la cura estetica, le mode casual e gli stili culinari. I “membri di scarto” divengono ghettizzati come devianti in quanto non si uniformano a questi modelli. La maschera del “mimo” è finzione che nasconde la verità che andrebbe scavata, ricercata “sporcandosi le mani”: le mani che lasciano il dubbio se appartengano al mimo oppure no sono il dettaglio principale dell’opera perché fungono da elemento ossimorico del dipinto come invito all’uomo contemporaneo di impegnarsi senza riserve per non divenire un’ameba arazionale, inoltre sebbene il mimo appaia inespressivo ed enigmatico a chi non osa scrutare col binocolo della profondità di uno sguardo e incredibilmente finto che fissa il vuoto, le mani fanno emergere la fatica fisica e morale dell’essere umano, in quanto a tratti appaiono logorate, sebbene il mimo appaia asessuato, le mani sono quelle di una donna. L’opera appare come un’immagine riflessa in uno specchio in cui si concentra la critica meoniana senza filtri o veli perché solo misurandosi con lo specchio del suo vivere l’uomo contemporaneo può ritrovare la bussola perduta del suo sentire sommamente etico.

Sabrina Santamaria

Tutti i diritti riservati agli autrici

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s