TRE POESIE di MARIA ROSA ONETO

LASCIAMI ANDARE

Lasciami andare,
non ho più molto tempo
da perdere.
Vestita a fresco,
voglio respirare il mare.
Sentire il richiamo
di una conchiglia.
Guardare lontano
dove le vele
sfiorano il cielo.
Lasciami andare
a raccogliere fiori
di primo mattino.
A scambiare canti d’amore
con l’ultimo usignolo.
A immergere le mani
nella fontanella in giardino
per accarezzare
quel pesciolino rosso
vinto alla Fiera del paese.
Non ho più molto tempo
da sprecare.
Già le ombre si avvicinano
a togliere il sereno.
Lascia che vada
a sospirare altrove
la mia pena.

TI TERRÒ

Ti terrò nel palmo
della mano
per avvicinare
il cuore alla tua bocca.
Sarà d’oro puro
il respiro
che uscirà lieve
vagando su sentieri
di pietra,
su passi
mai camminati,
su frusciami d’edera
tormentati
dall’ansia di restare.
Ti terrò
accanto a questo
dolore,
come un libricino
di preghiere.
Un cerino acceso
nella notte buia.
Il pianto di una donna
che non ha
consolazione
e ancor si attarda
a chiedere amore!

SCRIVO

Scrivo
affinché la gioia
non si trasformi
in fatica.
Ore di noia
nella sabbia di una
clessidra.
Traccio parole
per far bere
il cuore.
Ho bisogno
di mani amorose
e di un’alcova
d’aprile,
gialla di fiori,
per lasciar
risorgere
l’anima
intorpidita.
Scrivo
senza spegnere
la malinconia,
che si dipana
in gomitoli
di seta intrecciati.

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

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