IL FUTURISMO NEL CLIMA DI RINNOVAMENTO ARTISTICO-LETTERARIO DEL PRIMO NOVECENTO (di Eduardo Terrana)

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IL FUTURISMO
NEL CLIMA DI RINNOVAMENTO ARTISTICO-LETTERARIO
DEL PRIMO NOVECENTO

(di Eduardo Terrana)

Il Futurismo, di cui si ricorda quest’anno la centodecima ricorrenza dalla nascita, si inserisce, come movimento artistico-letterario, nel clima di rinnovamento del primo novecento di cui espressione significativa sono le riviste fiorentine : Il leonardo, Il regno, Hermes, Lacerba, L’unità, La voce.
La sua importanza sta nella funzione di rottura svolta rispetto ai rigidi schemi della tradizione, contribuendo così a spianare la strada a nuove e più significative sperimentazioni poetiche tra cui in particolare l’ermetismo.
È un movimento di avanguardia letteraria e artistica la cui nascita coincide con il primo dei manifesti programmatici dell’iniziatore Filippo Tommaso Marinetti, apparso il 20 febbraio del 1909 su “ Le Figaro”, ed esaurisce la carica innovativa nell’arco di un decennio, espandendosi nel periodo in Francia, dove ebbe influenza sul poeta Guillaume Apollinaire, in Svizzera ed in Russia dove riscontrò l’interesse e la sensibilità poetica di Vladimir Majakovskij.
Il futurismo influenza non solo la letteratura ma anche altre arti, elaborando per ognuna un manifesto programmatico, così: per la letteratura elabora il manifesto tecnico della letteratura futurista del 1912, firmato da Marinetti; per la pittura, il I° ed il II° manifesto della pittura futurista del 1912; per la musica, il manifesto dei musicisti futuristi del 1910; per il teatro, il manifesto del teatro futurista sintetico del 1915.
Gli intellettuali dell’avanguardia futurista ostentano un atteggiamento sdegnoso nei confronti della realtà comune e dei valori classici tradizionali.
In linea con il nuovo gusto di un pubblico avido di novità , si sforzano di essere originali ad ogni costo.
Esaltano l’ebbrezza di vivere momenti di fugace appagamento; mostrano disprezzo per tutto ciò che è debole o sentimentale; reagiscono alla caduta di ideali della loro epoca inneggiando alla tecnologia della società capitalistica ed agli aspetti esteriori della moderna società industriale e proponendo una fiducia fermissima nel futuro e nella civiltà delle macchine.
In linea con i fatti storici e le nuove tendenze ideologiche del momento, protese al culto della persona, all’esaltazione della virilità, del coraggio e dell’ardimento, i nuovi Intellettuali affermano gli ideali della forza, del moto, della vitalità, del dinamismo, dello slancio; esaltano l’amore del pericolo, l’abitudine all’energia, il culto per il coraggio e l’audacia; ostentano ammirazione per la velocità; propugnano la lotta contro il passato, affermando “ noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie di ogni specie”; si fanno paladini del movimento aggressivo, del passo di corsa, dello schiaffo e del pugno; ed esaltano il mito della violenza e della guerra, considerata la “ sola igiene del mondo “, il militarismo, il patriottismo e il disprezzo della donna.
“ Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia ed alla temerarietà; il coraggio, l’audacia, la ribellione saranno elementi essenziali della nostra poesia”, si legge testualmente nel “Manifesto del Futurismo”, di Marinetti, che inneggia alla velocità e sostiene che la “La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo”, e compito del poeta è quello di prodigarsi “con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali; non vi è più bellezza se non nella lotta.”
Il nuovo Movimento proclama di combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica ed utilitaristica e di cantare le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa, le marce delle rivoluzioni nelle capitali moderne e il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri.
Scopo del Movimento è quello di lanciare per il mondo il manifesto di violenza avvolgente e incendiaria su cui si fonda il Futurismo con l’obiettivo di liberare il paese dalla cancrena di professori, archeologi, ciceroni e antiquari che hanno ridotto “l’Italia a un mercato di rigattieri”.
Questi contenuti caratterizzano il Futurismo come espressione del dinamismo del mondo moderno che esalta e celebra “ la civiltà della macchina” , perché solo ad una velocità elevata si può avere una diversa percezione del paesaggio e si possono attingere sensazioni nuove dal mondo della scienza e della tecnica.
Questi contenuti, pertanto, andavano espressi in un modo nuovo, con una nuova Poetica, perciò Marinetti : rigetta le regole della grammatica e della sintassi tradizionale, dell’ortografia e della punteggiatura, proponendo la tecnica delle parole in libertà, cioè senza alcun legame grammaticale – sintattico fra di loro, senza organizzarle in frasi e in periodi; rigetta l’uso di aggettivi ed avverbi e propone la disposizione casuale dei sostantivi usati, in modo da suggerire l’immagine che descrivono; propone l’uso del verbo all’infinito e i collegamenti analogici, ma, in particolare, propugna la distruzione nella letteratura dell’uso dell’IO e ogni riferimento psicologico ad esso da sostituire con l’ossessione lirica della materia.
È quello futurista il manifesto di una letteratura e di un’arte rivoluzionarie che intende nascondere i nuovi miti del progresso che avanza trionfante,la velocità, l’automobile, la città industriale, gli aeroplani, il dominio tecnologico dell’uomo sulla materia e al contempo accoglie e glorifica ogni tipo di violenza, di lotta e di distruzione di ogni valore tradizionale e celebra la guerra perché “ elimina i deboli dal mondo “.
La produzione poetica del Futurismo, nei suoi autori più significativi :
Aldo Palazzeschi; Corrado Govoni e lo stesso teorico del movimento futurista Filippo Tommaso Marinetti, ispirata, pertanto, all’ottimismo, alla gioia di vivere aggressiva e prepotente, non si può dire che lasci pagine di poesia vera.
Si caratterizza da un lato per la celebrazione dell’audacia creativa, della vita dinamica attiva, e dall’altro per la testimonianza dello spirito nuovo che aleggia nell’ Europa del primo novecento, avida di dimostrare la sua forza ed al cui orizzonte già si profilano l’ombra della croce uncinata e della svastica.

Eduardo Terrana
Conferenziere Internazionale su Diritti Umani e Pace

Diritti Riservati All’Autore

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