SCAPPO VIA di Maria Rosa Oneto

“Scappo via”

Ci sarà un cielo da dipingere a nuovo. Porte sfondate ad accogliere il sole. Cocci di esperienza gettati in strada. Rivoluzioni ad issare bandiere e finestre spalancate per far volare i pensieri.
Ci sono anch’io in questo lembo di terra salata. Un miscuglio di odori e spezie che imbalsamano il cuore. La tavola imbandita senza pretese, diventa un altare anche senza candele. È un giorno qualunque, di un anno imprecisato. Corre il tempo su binari affollati.
Ore calde di caffè, consumate in piedi, piene di malanni e filosofia. Escono le parole come nuvole di fumo. Le emozioni divagano e partoriscono alla spinta del vento. Mi vedo bella, senza guardarmi allo specchio. Fuori, passano i pendolari camminando come automi, caricati a molla. I visi già stanchi, le mani al ritmo di samba. I bambini sfrecciano a scuola, usciti dal pulmino, con la voglia di scappare e gettare via i libri. Il Mondo si muove ed io sto ferma. Guardo trasognata l’albero carico di mele e quello strano volatile dispettoso che ripete sino allo sfinito:” Dai che è giorno!” Potessi gli tirerei una scarpa e con un click spegnerei la luce sul “palcoscenico dei burattini”. “Tutti a dormire, un’altra volta!’
La vita aspetta, nascosta in agguato dietro ricordi edulcorati. Mi faccio forza, scendo dal letto, lasciandolo sfatto. Apro il rubinetto e inizia a piovere, quasi per dispetto. Nuvole passeggere rovesciano: risate, dolori, pentole sbattute, tocchi da un pianoforte a coda.
Eccomi, son pronta! Chiudo a doppia mandata la porta e scappo via ad inseguire la gioia di essere viva.

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

Foto: Pixabay
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Intervista a Carmine Laurendi: Quando il pathos diventa talento a cura di Sabrina Santamaria.

Intervista a Carmine Laurendi: Quando il pathos diventa talento a cura di Sabrina Santamaria.

• Alcuni cenni su Carmine Laurendi

Carmine Laurendi è un giovane poeta che in questi ultimi anni ha pubblicato due raccolte poetiche: “Ti pensu notti e ghiornu Bagnara” e “Ogni cosa cu so tempo”, spesso nelle sue liriche esalta l’amore per il suo paese natio, Bagnara oppure snocciola con grande stile spunti e riflessioni attuali e di carattere sociale.

S.S: Quando è stato il tuo primo incontro con la poesia?

C.L: Mi sono avvicinato alla poesia subito dopo la morte di mio padre. Grazie ad essa sono riuscito a liberarmi del peso che mi portavo dentro.

S.S: A quale poeta della letteratura ti sei ispirato maggiormente? Sempre se c’è uno stile che più di tutti ti ha affascinato…

C.L: Non mi ispiro a un poeta o a uno stile in particolare. La mia poesia nasce spontaneamente, da un attimo, da un pensiero o da una riflessione. Apprezzo tuttavia l’ermetismo di Salvatore Quasimodo, e recentemente ho iniziato a leggere con passione le opere di un poeta originario della mia terra, Vincenzo Spinoso.

S.S: Cosa ti ha particolarmente spinto a pubblicare due raccolte poetiche?

C.L: L’idea di pubblicare le mie raccolte poetiche è nata dai commenti, dai suggerimenti e dalle critiche costruttive dei miei amici e dei miei compaesani. Dal loro interesse sono scaturiti i miei libri.

S.S: Secondo te cosa la poesia può ancora trasmettere alle nuove generazioni?

C.L: Alle nuove generazioni la poesia può ancora trasmettere un’idea di bellezza, di purezza, di spontaneità, valori quanto mai necessari in questo mondo confuso.

S.S: Quale potrebbe essere il suo messaggio?

C.L: La mia vena poetica ha origine dal luogo in cui sono nato, dalle mie origini e dallo studio costante. Contestualmente cerco sempre di essere aperto verso altre culture e nuovi orizzonti.

S.S: Le poesie, spesso, hanno risvolti dal punto di vista sociale… Per quali fenomeni sociali pensi che la poesia possa essere incisiva?

C.L: La poesia è una forma d’arte, e come tutte le arti potrebbe allontanare i giovani dalla strada, attirando la loro attenzione e offrendogli una speranza. In questo senso, mi sento di poter affermare che la poesia ha un ruolo salvifico.

S.S: Al centro delle tue liriche metti sempre il tuo paese natio, Bagnara, pensi che lo spirito del poeta sia quello di mettere al centro i luoghi in cui viviamo? Oppure bisogna essere “cittadini del mondo”?

C.L: Io parlo del mio paese non perché sia speciale, ma perché lo amo. Questo amore lo rende unico. Allo stesso modo chi legge le mie poesie, attraverso le mie parole rivive l’amore per il proprio paese e le proprie origini.

S.S: Secondo te la poesia è il sentimento più profondo dell’essere umano? Oppure è il frutto di un’erudizione attenta e continua?

C.L: Sono due espressioni simbiotiche, nel senso che la poesia nasce spontaneamente come espressione profonda dell’anima, ma poi si evolve in erudizione, come allenamento costante.

S.S: Qual è il ruolo del poeta nella società attuale? E rivestendo questo ruolo come potrebbe agire?

C.L: Il poeta non deve ergersi a giudice, né pontificare. Nella società odierna il poeta deve essere soprattutto una persona umile che cerca di far riflettere il pubblico attraverso i suoi pensieri e le sue emozioni.

S.S: Per esprimere con i colori o con la musica la tua poetica a quale quadro o composizione musicale ti riferiresti?

C.L: Le opere di Renato Guttuso esprimono al meglio il mio modo di fare poesia. Vi ringrazio per questa opportunità che mi avete regalato, mi avete reso ospite su questo blog stupendo. Alla prossima.

RITRATTI: UMBERTO BARBERA – il connubio perfetto tra la fotografia e la poesia

Umberto Barbera, Atelier Spazio Galleria dell’architetto Giovanni Ronzoni, Verseggiando sotto gli astri di… Lissone

(by I.T.Kostka)

L’arte ha mille volti e sfumature, spesso impregna l’anima di un uomo fino all’ultimo neurone. Umberto Barbera convive da anni con le sue due amate Muse: quella della fotografia e quella della poesia. Umberto è un artista generoso e umile, sempre gentile e disponibile verso il prossimo, ricco di elevata empatia e sensibilità. Ironico e sorprendente, innamorato della natura ma, allo stesso tempo, aperto alle nuove tendenze stilistiche e alle sfide. Da menzionare soprattutto quella nata dall’incontro con la corrente del Realismo Terminale, alla quale si è avvicinato partecipando al programma “Verseggiando sotto gli astri di Milano” e alle puntate con il M° Guido Oldani. La sua crescita espressiva non si ferma, il Nostro si fa apprezzare come un buon vino: la sua scrittura mette in evidenza sempre più originale e ricca creatività artistica. Chissà quante sorprese ci regalerà nel prossimo futuro!

Izabella Teresa Kostka, Milano

• NOTA BIOGRAFICA

Umberto Barbera, nato a Sandigliano, in provincia di Biella . Sognatore e amante della libertà. Il viaggiare, la fotografia e la poesia sono espressione di continua ricerca e sfogo di emozioni.
Alcune sue opere sono presenti in alcune antologie: “Bugella’S Heart”, “Il fruscio delle parole mai dette”, “Tra le braccia di Turan”, “Per non dimenticare” e “Le maree della vita”.
Nella Collana Orizzonti Aletti editore:
“Verrà il mattino e avrà un tuo verso” vol.XII, “Tra un fiore colto e l’altro donato”.
Poeta Federiciano nelle edizioni 2016 e 2018 di Rocca Imperiale “Il Paese della poesia”.
Dal 2016 fa parte dei Poeti Verseggiatori di Milano – Serate cicliche di poesie con il patrocinio del Cerifos a cura di Izabella Teresa Kostka.

• ALCUNE POESIE SCELTE

FIAMMIFERI

Erano fiammiferi,
semplici fiammiferi dalla punta rossa
colpo in testa ed il fuoco innescava

Petardi impazziti nel silenzio della notte
Mortai pronti per la battaglia
Anonime opere d’arte su quadri di tela dipinte
come i sogni dei giovani dai mille volti
dal futuro in salita verso mete ambite
Lento e faticoso il cammino al buio
tortuose e tormentate le strade

Ultimo cerino ribelle
su di un piano grezzo striscia
nuova luce infiamma
nuova marcia nel motore al minimo
pronto a risalire la china

IL POLITICHESE

Ammasso di filo spinato arrugginito
Contorto ed annerito
Strade strette, tornanti infiniti
Teatrino di luci e sfondi
Plasmato con ciprie e costumi
in ambienti ovattati
Fattucchiera attenta nel leggerti la mano
Intento primario ed assoluto
creare ingorghi sullautostrada dei pensieri
far ingoiare il dolce di cioccolato
su di un panino salato

L’AMORE MATTUTINO

Appena sveglio già mi manchi
Sotto lenzuola ancora calde
il profumo attira prepotente
il desiderio assale la mente

Labbra desiderose affondano su di te

Calda, morbida e vellutata
schiuma dal sapore dolce amaro

Con le mani a coppa ti accolgo
Il biscotto inzuppo delicatamente
il tuo calore lo fonde velocemente

Sei il primo amore del mattino
Caro schiumato… cappuccino.

RISVEGLIO QUOTIDIANO

O mio Dio è tardi!
Ma nooo…
La notte prepara ancora la valigia
alla porta il giorno suonerà

Il gallo già canta!
la sveglia ancor non l’ho udita

Suonaaa!
Anch’essa impettita,
come una sirena impazzita

Sul filo di lana l’aurora si è vestita
All’ordine il sole richiama
ancor non risponde,
assonnato… nel letto si rigira

Nascosto dal piumone
stanco per la notte di passione
le ciabatte ancor non trova

Sbiancata la luna… scivola via…
tra lenzuola stropicciate e coperte vellutate
con l’occhiolino sottovoce lo saluta

Rosso come un semaforo infuocato
del palcoscenico pian piano le scale sale
sornione teatrante
di primo attore…
la parte!

Umberto Barbera

Tutti i diritti riservati all’autore

“Amore a prima vista” foto: Umberto Barbera

INTERVISTA a MARIA TERESA DE DONATO: Narratrice della fisiologia dell’amore (a cura di Sabrina Santamaria)

Maria Teresa De Donato

Intervista a Maria Teresa De Donato: Narratrice della fisiologia dell’amore, a cura di Sabrina Santamaria.

• NOTE BIOGRAFICHE

Maria Teresa De Donato, Ph.D. è nata a Roma, dove ha vissuto, studiato e lavorato fino all’inizio del 1995, prima di trasferirsi definitivamente negli Stati Uniti.
Dopo essersi diplomata presso l’Istituto tecnico del turismo “J. F. Kennedy”, Maria Teresa ha frequentato per due anni la facoltà di Magistero – dipartimento di lingue e letteratura straniere moderne presso l’Università “La Sapienza” di Roma, abbandonandola alla fine del secondo anno, perché non si sentiva particolarmente motivata a proseguire i suoi studi. Allo stesso tempo studia anche giornalismo alla scuola superiore di giornalismo “Accademia”.
Una volta negli Stati Uniti, Maria Teresa riprese i suoi studi in giornalismo e si laureò presso l’American College of Journalism. La sua natura estremamente versatile ed eclettica, la sua grande varietà di interessi e il suo approccio olistico e multiculturale non solo alla salute ma, ancor più, alla vita stessa le ha permesso nel corso degli anni di pubblicare opere di diversa natura.

S.S: Quale immagine di te vuoi veicolare ai lettori?

T.D.D: Desidero veicolare un’immagine che corrisponda quanto più possibile a chi sono nella realtà, come donna e come autrice: una persona eclettica, che ha una veduta olistica e multidisciplinare della vita; che si pone delle domande ‘universali’ a cui cerca di dare delle risposte, magari approcciando il tema da prospettive non comuni e seguendo ragionamenti non convenzionali. Il mio scopo, almeno negli intenti, è sempre quello di aiutare il lettore, di ispirarlo, di aumentare in lui la consapevolezza e di motivarlo ad intraprendere modi di pensare ed azioni positivi affinchè possa vivere una vita più equilibrata, serena, felice e gratificante e contribuire anche lui alla creazione di un mondo migliore.

S.S:I tuoi personaggi quali parti di te incarnano?

T.D.D: Oltre alle caratteristiche indicate sopra, sicuramente la passionalità, la capacità di analisi, l’attenta osservazione della realtà che li circonda e dei comportamenti umani, oltre ad un profondo senso della sacralità e della spiritualità – che per me non hanno nulla a che vedere con il concetto di ‘religione’, ma prescindono da esso – nonché dell’Amore, non solo Eros, ma inteso nella più ampia accezione del termine. Tutto ciò mi ha sempre affascinata.

S.S: Con i tuoi romanzi quale target di lettori vorresti raggiungere?

T.D.D: Oceano di Sensi, il mio primo romanzo fiction, che ho pubblicato di recente, è rivolto, per i suoi contenuti, ad un pubblico adulto (maggiorenni). Benché nelle mie intenzioni iniziali non avessi pianificato di scrivere un romanzo erotico, quando poi mi sono trovata ad approfondire gli aspetti legati alle relazioni sentimentali di Claudia, la protagonista, ho ritenuto, proprio per la mia veduta olistica della Vita e del Mondo, di non poter escludere la sessualità, che comunque è sempre stata e rimane una componente fondamentale del rapporto di coppia. Infatti, affinché l’individuo abbia una vita veramente felice, equilibrata ed appagante sotto ogni aspetto, ritengo che Amore e Sessualità debbano andare di pari passo e complementarsi, proprio come nel simbolo Yin e Yang, piuttosto che prescindere l’uno dall’altra. Come conseguenza di questa mia veduta, il romanzo ha finito con il diventare profondamente erotico. Tanti sono, comunque, anche i riferimenti storici e le domande e gli aspetti introspettivi presenti in esso, quindi il romanzo può piacere ad un vasto pubblico di lettori aventi preferenze ed interessi diversi.
Il secondo romanzo, che sto ultimando ed è di prossima pubblicazione, ha un carattere autobiografico-storico-genealogico, una sorta di “memoir”, molto ricco, profondo ed altrettanto interessante, a mio avviso, che può affascinare un pubblico molto vasto, composto di donne, uomini, adolescenti, insomma sia di coloro che hanno preceduto o vissuto certi eventi storici, sia quello composto dalle generazioni più giovani che magari scopriranno attraverso la sua lettura i nei, ma anche “il patrimonio” e “la ricchezza culturale e delle tradizioni” di un mondo e di una società, sotto molti aspetti più semplici e migliori, in cui sono nati, cresciuti e si sono mossi i loro genitori e i loro nonni e a cui molti della mia generazione e di quelle che mi hanno preceduta guardano con una certa nostalgia, consapevoli di quanto sia andato perduto.

S.S:Cosa ti ha ispirata alla scrittura di “Oceano di sensi”?

T.D.D: Molti fattori: La vita e le esperienze di donne in generale che hanno sofferto e sono state abbandonate dal proprio uomo, magari con figli che hanno dovuto crescere poi da sole; l’aver conosciuto persone che, benché di origini italiane, sono nate e cresciute in Libia dove sono rimaste fino al colpo di stato di Gaddafi, in seguito al quale hanno dovuto abbandonare il Paese e rientrare in Italia come ‘profughe’; le varie sfaccettature dell’Amore, delle relazioni, della sessualità; l’imprevedibilità della Vita che, come diceva mia zia Anna Maria “Ha più fantasia di noi”. Tutto può essere motivo di ispirazione per me: una frase detta, un’esperienza vissuta direttamente o indirettamente, un ragionamento fatto con una persona, magari sconosciuta, in treno o in aereo, una riflessione fatta prima di addormentarmi la sera o mentre camminavo…

S.S:Nel tuo ultimo romanzo racconti della colonizzazione libica. Sei affascinata dalla cultura africana?

T.D.D: Sì, ma non solo da quella africana. I miei erano amanti della cultura, dei libri, dei viaggi. Mio padre, che è stato per decenni socio della Società Geografica Italiana e socio vitalizio del Touring Club Italiano, sin da bambina mi ha portata a vedere documentari e mostre su culture e popoli stranieri. Questo ha spianato la strada ai miei successivi studi linguistici e turistici. Sono sempre stata affascinata dalle culture straniere, così diverse per molti aspetti dalla nostra. Credo che tale conoscenza, se fatta con una mente aperta al confronto e ricettiva, costituisca una ricchezza unica, immensa e da tesoreggiare. La cultura africana è sicuramente quella che conosco meno e che, nei limiti imposti dal romanzo, ho cercato di approfondire, o quantomeno di avvicinare e descrivere quanto più possibile.

S.S: La tua protagonista Claudia è la tua alter ego o la tua antitesi?

T.D.D: Entrambe le cose. Prevalentemente la mia alter ego, ma non in tutti gli aspetti. Ad esempio con Giorgio, l’ex marito, io sarei stata molto dura, mentre lei, al contrario, si è limitata ad accettare passivamente le sue scelte con tutte le conseguenze del caso. Io sarei stata molto più combattiva. In questo senso ritengo che le differenze tra noi non dipendano tanto da fattori generazionali, ma soprattutto da personalità diverse. In alcuni casi, quindi, Claudia rappresenta più la mia antitesi.

S.S: Secondo te è possibile nel mondo trovare un uomo come Eugenio o è l’esasperazione impossibile del desiderio di ogni donna?

T.D.D: Premettendo che la perfezione, almeno come la intende la maggioranza delle persone, ed il “Principe azzurro” non esistono, secondo me è possibile, anzi, possibilissimo. Il problema a mio avviso è un altro ed io lo identificherei in due aree: 1) La Vita, l’Universo, Dio – o come lo/la vogliamo chiamare – sa perfettamente ciò di cui ognuno di noi ha bisogno; non ciò che semplicemente ‘desidera’, ma ciò che a livello profondo il suo cuore, la sua anima, la sua natura cerca, richiede per essere felice ed avere una vita appagante. Ma noi ci conosciamo veramente? Sappiamo veramente chi siamo e di cosa abbiamo realmente bisogno? Detto questo, perché ogni ‘Claudia’ abbia il proprio ‘Eugenio’ occorre, quindi, colmare questa lacuna e sintonizzarci con l’Universo (=con il nostro Io più profondo), acquistando maggiore consapevolezza e conoscenza di chi realmente siamo ed aspettare. L’Amore, quello con la A maiuscola non va ricercato; non dobbiamo andare a caccia di nessuno. Al contrario, sarà l’Amore che verrà a noi: dobbiamo solo coltivarlo in noi stesse/i ed essere pronte/i a riconoscerlo e ad accettarlo quando si presenterà. Questo ci porta al secondo aspetto da tenere in considerazione e che spesso preclude al Vero Amore la possibilità di manifestarsi o di trovare posto nella nostra vita, e cioè 2) la paura di restare sole/i e l’erronea convinzione che per essere felici si debba necessariamente stare in coppia. Questo modo di pensare e di operare crea ansia e spinge troppe persone a gettarsi precipitosamente e a capofitto in relazioni con individui con cui non c’è affinità di alcun tipo o se c’è (come possono essere l’attrazione fisica ed i rapporti sessuali appaganti almeno in un primo momento) è superficiale e non destinata a durare nel tempo, proprio perché non soddisfacendo l’individuo a tutti i livelli (mente, corpo e spirito) questi finisce, inconsapevolmente, con l’agire come un bambino piccolo che, in tempi record, perde interesse per un “giocattolo” e passa a quello successivo. Queste relazioni ben presto si manifestano per quello che sono in realtà e cioè una scelta sbagliata.
Per ogni Claudia esiste, quindi, il proprio Eugenio e viceversa.

S.S: Cos’è per te l’amore? Cosa significa amare per te?

T.D.D: L’Amore, quello vero, quello con la A maiuscola e di qualsiasi tipo si tratti, incluso quindi quello Eros, ossia quello che lega due persone sentimentalmente come nel rapporto di coppia, è la vera e più grande forza dell’Universo. È pura energia, come d’altronde lo è ogni altra cosa, visibile o invisibile che sia: si tratta di un’energia positiva, costruttiva, che permea tutto, smuove tutto e supera qualsiasi barriera permettendo ai più meravigliosi ‘miracoli’ di aver luogo. Per me amare, significa vibrare in sintonia con questa energia e riuscire a manifestarla nella mia vita al meglio delle mie possibilità ed in ogni ambito: nei confronti di me stessa, nel rapporto di coppia, verso i miei familiari, amici, conoscenti, l’Umanità in generale, l’Universo e quello che molti tra noi concepiscono come Dio a prescindere da come Lo/La definiscano – Il Campo, la Consapevolezza Suprema, l’Energia Cosmica, la Mente Universale, Yahweh, Geova, Allah o altro.

S.S: Raccontami della tua storia letteraria…

T.D.D: Ho iniziato a scrivere da giovanissima. I miei primi articoli apparvero nel Giornale In Cammino mentre frequentavo le scuole elementari. Dal 1980 al 1982, oltre a frequentare l’Università ‘La Sapienza’, Facoltà di Magistero – Lingue e Letterature Straniere Moderne, che però ho abbandonato alla fine del secondo anno per mancanza di interesse, ho studiato presso la Scuola Superiore di Giornalismo ‘Accademia” collaborando al tempo stesso, come Assistente Editoriale, alla revisione e all’aggiornamento di tre volumi di geografia turistica di un mio ex professore dell’Istituto Tecnico per il Turismo.
Successivamente, una volta trasferitami negli USA e non potendo lavorare per motivi di burocrazia, ne ho approfittato per riprendere a coltivare questo mio grande sogno: scrivere. Ho seguito prima un corso di scrittura per non-fiction organizzato dal Writer’s Digest e poi mi sono diplomata presso l’American College of Journalism. Sono stata autrice di alcune poesie, tra cui “Darkness” (Tenebre), “Ocean of Senses” (Oceano di Sensi) e “Night of Love” (Notte d’Amore). Le prime due sono state pubblicate negli USA dalla Cader Publishing sull’antologia Etchings nel 2000. “Ocean of Senses” ha ottenuto una Honorable Mention nell’estate del 2000 ed è stata pubblicata anche sull’antologia Ovations nell’estate del 2001, ottenendo, sempre nel 2001 il President’s Award of Literary Excellence, ed è apparsa anche sul N. 13 del periodico italiano L’Etruria (15/08/2002), nello spazio dedicato alla cultura.
Negli anni ho collaborato, in qualità di scrittrice freelance, content manager, editor-in-chief (caporedattrice), ricercatrice bibliografica, e/o traduttrice, con riviste e giornali vari sia americani sia europei.
Dal 1995 ad oggi ho svolto un’intensa attività di scrittura che può essere riassunta come segue:

• Traduttrice della raccolta di Poesie MAGMA (di Alessandra Trotta) (2002);
• Autrice dell’articolo sul Tumore uterino (Mioma), pubblicato dalla rivista online di Omeopatia Hpathy (2013): http://hpathy.com/clinical-cases/case-study-abdominal-mass/ ;
• Autrice dell’articolo sull’Asma bronchiale in un bambino di 18 mesi, pubblicato dalla rivista online di Omeopatia Hpathy (2015): http://hpathy.com/clinical-cases/asthmatic-bronchitis-in-an-18-month-old-boy/ ;
• Autrice di The Dynamics of Disease and Healing – The Role That Perception and Beliefs Play In Our Health and Wellness (2015) (Le Dinamiche della Malattia e della Guarigione – Il Ruolo che Percezione e Convinzioni rivestono nella nostra Salute e nel nostro Benessere);
• Coautrice (Denis Gorce-Bourge) di DARE TO RISE – Reshaping Humanity by Reshaping Yourself (2016) (OSA ELEVARTI – Rimodellare l’Umanità Rimodellando Te Stesso) – Un libro ispiratore-motivatore, di sviluppo personale, sul potere dell’Amore incondizionato e sull’importanza della consapevolezza, della presa di coscienza e dell’auto-responsabilità per cambiare la propria vita e quella degli altri;
• Autrice di PTSD: Conquering The Invisible (2015) (Disordine da Stress Post-traumatico: Conquistare l’Invisibile);
Autrice di Conquistare l’Invisibile – Approccio Olistico al PTSD (2015);
• Autrice di PTSD: Conquering The Invisible (Kindle) (2016);
• Autrice di Conquistare l’Invisibile – Approccio Olistico al PTSD (Kindle) (2016);
• Autrice di Disease and Healing Dynamics (Kindle) (2016) – Versione ridotta e kindle di The Dynamics of Disease and Healing – The Role That Perception and Beliefs Play In Our Health and Wellness (2015);
• Coautrice (Dr.ssa Anneli Sinkko, Ministro di Culto) di Hunting for The TREE of LIFE – A Spiritual Journey in the Garden Traditions (2016) (Andando a caccia dell’ALBERO della VITA – Un Viaggio Spirituale nelle Tradizioni del Giardino);
• Autrice di MENOPAUSE – The best years of my life (2018) (Paperback and Kindle Editions);
• Autrice di MENOPAUSA – I migliori anni della mia vita (2018) (Edizioni cartacea e kindle);
• Autrice di Ocean of Senses – a fiction story (2019). (Edizioni cartacea e kindle)
• Autrice di Oceano di Sensi – romanzo fiction (2019). (Edizioni cartacea e kindle).
Di recente, e precisamente il 25 febbraio 2019, su Protagonista Donna – Il magazine delle donne è stato pubblicato il mio articolo Texas. Il Sud da esplorare. Il mio articolo Co-creare la propria realtà – Lezione di coaching con Maria Teresa De Donato, Dottoressa in Salute Olistica sarà pubblicato su CLASS24 il 2 aprile.

Chi desiderasse avere la lista completa dei miei libri o ordinarli può visitare la seguente pagina Amazon:

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Al momento sto lavorando a varie pubblicazioni che affrontano tematiche diverse e che spero di ultimare quanto prima e di realizzare sia in italiano sia in inglese. Il mio prossimo libro sarà proprio il romanzo autobiografico-storico-genealogico che ho menzionato prima. Altri lavori “bollono in pentola”.
Sono anche un’appassionata blogger e pubblico regolarmente i miei articoli sul mio blog:

http://holistic-coaching-dedonato.blogspot.com/

in italiano, inglese e tedesco.

Coloro che volessero saperne di più possono visitare la mia Pagina di Autore Amazon su

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e contattarmi attraverso i miei siti, blogs e sui vari social networks tra cui Facebook, Linkedin e Twitter.
Sarò ben lieta di entrare in contatto con i miei lettori.
Ringrazio la redazione di “Verso – Spazio letterario indipendente” per avermi regalato questa opportunità per raccontare di me. Alla prossima!

Tutti i diritti riservati agli autrici

EVENTI: “POEMUS MUSIPÒ” ha incantato il pubblico presso Alta Luce Teatro a Milano.

Corrado Coccia e Maria Teresa Tedde

(By I.T.Kostka)

Due talentuosi e bravissimi autori uniti dalla stessa passione per l’arte e la poesia: la poetessa sarda alias “Fata Turchina” Maria Teresa Tedde e il carismatico cantautore milanese Corrado Coccia. La loro collaborazione iniziata grazie all’incontro durante una delle puntate del programma ciclico culturale itinerante “Verseggiando sotto gli astri di Milano” ha fiorito, trasformandosi in uno splendido spettacolo poetico musicale dal titolo assai stimolante “Poemus Musipò”, ispirato ai testi tratti dall’ultimo libro di Maria Teresa Tedde “Senza scudo” (Pluriversum edizioni). Dopo un piccolo “assaggio” in anteprima, tenutosi presso il prestigioso Atelier Spazio Galleria dell’architetto Giovanni Ronzoni a Lissone, il 23 marzo 2019 la kermesse ha avuto la sua vera e importante Prima presso Alta Luce Teatro a Milano. È stato un bellissimo incontro di condivisione culturale in pieno rispetto di ogni linguaggio individuale, di ogni identità artistica e stilistica. Tutto questo con la preziosa partecipazione del M° Vito Silvestro (sassofono) e con alcuni versi poetici di Giovanni Ronzoni, Patrizia Varnier e Izabella Teresa Kostka (ospiti del programma). Lo spettacolo è stato arricchito dall’importante presenza di Marina Vicario – responsabile della casa editrice Pluriversum edizioni.

In allegato alcuni scatti immortalati durante la serata “Poemus Musipò”.

Da sinistra: Umberto Barbera, Maria Teresa Tedde, Patrizia Varnier, Izabella Teresa Kostka, Giovanni Ronzoni, Corrado Coccia, Vito Silvestro
Maria Teresa Tedde e Izabella Teresa Kostka
Patrizia Varnier e Izabella Teresa Kostka
Corrado Coccia, Izabella Teresa Kostka, Patrizia Varnier, Marina Vicario (Pluriversum edizioni) e Maria Teresa Tedde
Corrado Coccia
Giovanni Ronzoni e Vito Silvestro
Vito Silvestro
Maria Teresa Tedde
Corrado Coccia

POETICAMENTE: Trilogia poetica sulla Primavera di Maria Rosa Oneto

Primavera a Milano, foto: I.T.Kostka 2019

Trilogia Poetica sulla Primavera di Maria Rosa Oneto

• I GIORNI MIGLIORI

S’alza il vento
e odo
il richiamo della primavera.
Trastullano i bimbi
con mani
d’acqua pura,
la barchetta di carta
sulla riva del fiume.
Adagio il cuore
al pulsare delle viole
che come uccellini
al primo nido,
gorgheggiano d’amore.
Si spacca la gemma
al tocco di una semplice carezza.
Respiro piano
per non turbare
la compostezza
teatrale
di un prato fiorito.
La melodia che
il mare va raccontando al cielo.
Vedo una rondine
sotto tetto
imbeccare i
suoi piccolini.
Cade una lacrima
su questa Terra
osannata
e risorge la vita
a passi di danza!

• A GARGANELLA

Su muri
scrostati
abbaglia il sole.
Un riverbero di mare
porta lontano
la caducità del pensiero.
Non è tempo
per morire
con Cristo pronto
a scendere dalla Croce.
Sopra uno scoglio
attendo
il levarsi del vento,
l’incresparsi
delle onde,
un pezzo di cielo
dove scrivere
il tramonto.
Sono donna,
raccolta
in un fagotto
di speranza.
I piedi dolenti.
La schiena stanca.
Non ho molta vita
davanti
per sentirmi infelice.
Il peggio è passato.
Almeno credo.
L’Inferno l’ho già
bevuto a garganella,
trattenendo il fiato.
Rimanendo
strozzata…
Risorgi Signore
al peccato di Noi Umani
e fa che ancora germogli
l’alba
di un nuovo giorno!

• UN MERLO

È venuto un merlo
a farmi compagnia.
Una spiga di velluto
tra le ali.
Voleva che fossi
felice, radiosa,
come fanciulla
al primo Amore.
È arrivato cantando,
spargendo
sementi,
lucide le piume
incoronate
di speranza.
Sulla spalla
si è posato
un attimo soltanto.
“Non crescere”
mi ha detto,
sussurrando.
Anche se oramai
era troppo tardi!

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

Primavera a Milano, foto: I.T.Kostka 2019

L’ENGAGEMENT PITTORICO DI MORENA MEONI a cura di SABRINA SANTAMARIA

CENNI BIOGRAFICI DI MORENA MEONI

Ha frequentato il liceo artistico di Brera. Ha iniziato la carriera artistica nel 1969 sempre a Milano e nel 1972 si è trasferita a Messina continuando la sua attività artistica. Ha vinto diversi concorsi poetici e di arte pittorica. Morena Meoni dipinge con le sue mani, non usa pennelli e questa caratteristica la rende originale ed unica.

• ALI SPEZZATE

ALI SPEZZATE, olio su tela 70×50

Hai spezzato le mie ali
Incurante del mio essere donna
Hai calpestato i miei sogni le mie ambizioni, la mia dignità, mi hai reso invisibile, il nulla nel nulla.
La mia anima grida immersa nel sangue di ferite che più non sanano.
Il mio talento soffocato non potrai mai annullare scorre nelle mie vene fa parte di me donandomi la forza.
Tu dici d’amarmi, l’amore non è schiavitù, è un donarsi all’altro, l’amore ti fa sentire viva.
Hai spezzato le mie ali, le raccolgo anche se ferite
riprendo a volare e tu resterai solo nel nulla.

Poesia di Morena Meoni

• Critica artistica al dipinto “Ali Spezzate” di Morena Meoni

Si può quantificare il valore che si logora come l’espressione più usurpata del suo esistere? “Ali Spezzate” di Morena Meoni impersona in un dipinto una vita distrutta, stracciata, usurata, azzerata dal “braccio forte”. La Nostra mette in essere sulla tela un figura che potrebbe essere una donna, ma anche un angelo in lacrime che piange la sua vita annientata ed è affranta per la brutalità dell’essere umano sempre più cinica. Il volto non è tutto visibile, solo di profilo si intravede il dolore della donna-angelo. Lo sfondo è tinteggiato di nero e di rosso, colori emblematici che simboleggiano il lutto (il nero la morte) e la violenza (il rosso il sangue). Le ali bianche che sono segno di purezza della vita innocente che è stata trucidata nel corpo, ma, secondo i casi nell’animo, presentano evidenti sfumature di sangue, anche la schiena dell’essere sublime che piange le sue ali sanguina; non lascia intendere all’osservatore che si tratta di una ferita che si rimargina, al contrario è uno squarcio, un taglio profondo che rimane aperto. La posizione appare china e rannicchiata, fa trasparire il pathos emergente dallo scavo interiore di un’esistenza soffocata dalla perfidia umana. Il corpo della donna-angelo è sinuoso e le sue curve sono proporzionate tanto da suscitarmi il ricordo liceale della “Venere di Cnido” appartenente alle sculture risalenti all’età Greca del V secolo a.C. Lo sfondo mi ha ricordato Munch per la sua essenzialità, ma in questo caso non si tratta di un urlo, ma di un singhiozzare lacrimante a causa dell’atrocità dell’ “Homo homini lupus” che non ha pietà. Il pianto è la commiserazione verso la natura umana che ha perso quasi del tutto il significato intrinseco del vivere. In un momento storico come il nostro in cui imperano ancora i femminicidi e la violenza sulle donne, il messaggio straziante e straziato di Morena Meoni è quanto mai attualissimo, fermo restando che le “Ali Spezzate” raffigurano anche, ma non solo il talento negato ed affogato! Ci coinvolge nella sofferenza radicata la Nostra in una battaglia contemporanea in cui lei non si dà per vinta.

Sabrina Santamaria

• IL MIMO

IL MIMO, olio su tela 100×70

Un cilindro, un fiore, una maschera.
Appari nell’ ombra silenzioso, solo il tuo bianco volto
ove traspare il dolore, la gioia, l’amore.
Nel silenzio tenebroso, le tue mani raccontano
una storia, la tua storia, la nostra storia.
Arte antica ove l’emozione si fonde nel silenzio dell’ anima trasportando nel vento come un viandante, la poesia, donando a un pubblico senza volto, una lacrima, un sorriso, un’emozione.
Quando lo spettacolo finisce, resti solo sul palcoscenico della vita, per sempre, il mimo.

Poesia di Morena Meoni

• Critica artistica al dipinto “ Il Mimo” di Morena Meoni

“Nel cammino della tua vita ti accorgerai a tue spese che incontrerai molte maschere e pochi volti” scrisse Pirandello. È una maschera o un volto “Il Mimo” di Morena Meoni? È una pantomima azzeccata della nostra quotidianità in cui tutti recitiamo più o meno implicitamente nel palcoscenico dell’esistenza. Noi viviamo o ci guardiamo vivere? Recitiamo un ruolo in cui inconsciamente fingiamo di essere chi siamo o ci personifichiamo? Questo dipinto mostra, a mio parere, l’omologazione e il conformismo imperante del XXI secolo; la Nostra con la sua arte che le fa da padrona mette sotto accusa i pilastri principali della nostra società che ci impone determinati canoni da seguire: la cura estetica, le mode casual e gli stili culinari. I “membri di scarto” divengono ghettizzati come devianti in quanto non si uniformano a questi modelli. La maschera del “mimo” è finzione che nasconde la verità che andrebbe scavata, ricercata “sporcandosi le mani”: le mani che lasciano il dubbio se appartengano al mimo oppure no sono il dettaglio principale dell’opera perché fungono da elemento ossimorico del dipinto come invito all’uomo contemporaneo di impegnarsi senza riserve per non divenire un’ameba arazionale, inoltre sebbene il mimo appaia inespressivo ed enigmatico a chi non osa scrutare col binocolo della profondità di uno sguardo e incredibilmente finto che fissa il vuoto, le mani fanno emergere la fatica fisica e morale dell’essere umano, in quanto a tratti appaiono logorate, sebbene il mimo appaia asessuato, le mani sono quelle di una donna. L’opera appare come un’immagine riflessa in uno specchio in cui si concentra la critica meoniana senza filtri o veli perché solo misurandosi con lo specchio del suo vivere l’uomo contemporaneo può ritrovare la bussola perduta del suo sentire sommamente etico.

Sabrina Santamaria

Tutti i diritti riservati agli autrici

LO SGORGARE DI UN AMORE: “OCEANO DI SENSI” di MARIA TERESA DE DONATO a cura di Sabrina Santamaria

Lo sgorgare di un amore: “Oceano di sensi” di Maria Teresa De Donato (in lingua italiana e inglese)

Percorrere il baricentro delle proprie emozioni e sensazioni significa giungere ad una maturità piena e consapevole. È un traguardo non sempre facile ed ovvio. L’amore come sentimento pienamente vissuto dal corpo e dall’anima è il sintagma completo del benessere psico-fisico dell’essere umano. A volte senza amore una persona può incamminarsi in un marasma di giornate senza coscienza permettendo che la vita trascorra inutilmente in un percorso monotono ed apatico; Claudia, la protagonista del romanzo “Oceano di sensi”, finirà per molti anni per imbattersi in un vivere piatto ed a-emozionale, un incontro casuale marcherà per sempre il suo esistere, la sua storia amorosa con Eugenio. Vivere una storia sentimentale e una relazione amorosa è la stessa cosa? Essere coinvolti interamente nell’amore succede a chiunque? Cosa significa amore? Questi ed altri interrogativi si pone la nostra autrice, Maria Teresa De Donato, nei panni del suo personaggio femminile Claudia. Quest’ultima è una donna che ogni uomo avrebbe voluto sposare: passionale, dolce, sensibile, sensuale e colta. La nostra protagonista è molto socievole, spigliata ed intelligente, ha un ottimo rapporto con i genitori, Rosaria e Franco, i quali la adorano. Alcuni eventi distruggeranno la serenità della Nostra. Maria Teresa De Donato ha qualità spiccate in quanto accompagna con la sua voce narrante il lettore coinvolgendolo nel setting narrativo attraverso un andamento fluido, scorrevole, ma non retorico; chi legge sente di essere preso per mano dall’autrice la quale con flebile e colloquiale voce accompagna mano per mano i suoi lettori tra le pagine del suo romanzo. “Oceani di sensi” è un sommesso fiume emotivo messo a nudo nel cuore di una donna ferita che ha un’unica esigenza: l’essere raccontata. Maria Teresa De Donato compone, a mio giudizio, la sua ordita trama su due principali tessuti narrativi: la tematica storico-sociologica e la tematica amorosa. Per quanto riguarda il primo snodo tematico la Nostra ha inquadrato il suo romanzo in un tempo del racconto che va dai primi anni del novecento fino agli anni settanta, fanno da cornice della vicenda: il fascismo, le campagne di colonizzazione di Mussolini, la sottomissione libica verso l’Italia. Arricchiscono e fanno da ornamento al romanzo i diversi riferimenti storici( che ho particolarmente apprezzato),l’impero romano durante le campagne di conquista dell’imperatore Settimio Severo il quale occupò la Libia, in quanto hanno conferito all’opera ricchezza di contenuto e sono stati espedienti letterari per una caratterizzazione psicologica dei personaggi. L’altro tema preponderante del romanzo è l’amore, aspetto reso particolareggiato in quanto si mette a nudo l’esigenza dell’incontro con l’altro con pienezza di anima e corpo; la nostra autrice non accetta l’idea, ancora oggi diffusa, di un amore avulso dal corpo, asettico e platonico. L’amore è “qualcosa di magico” scrive nel romanzo, ancora non del tutto spiegabile in termini scientifici, è inconscio e in quanto tale rende gli esseri umani che lo provano totalmente vitali, se vissuto pienamente nei bisogni che la sensualità del corpo richiama porta benessere a chi lo prova e non una condizione di schiavitù e di banali doveri affettivi. La Nostra, altresì, ci mette in guardia dal pensare che il sentimento amoroso rasenti la spiritualità e tocchi solo l’apice dell’orgasmo. Ella ci esprime, attraverso le riflessioni di Claudia, che l’amore è l’unione perfetta e sincronizzata di due spiriti che diventano uno solo mediante il contatto dei corpi. Lo sfondo dell’opera non costituisce un banale alogico romanzo rosa, “Oceano di sensi” è uno straripare di sensazioni dei personaggi che avvolgono in una leggera e accattivante lettura l’attenzione di chi legge attirando del tutto la sua curiosità. È un libro scritto per chi sa ancora sperare nei sentimenti profondi dell’anima e per chi, magari, vuole ripercorrere il canto delle muse di tutti i secoli in cui l’amore signoreggia affinché la fine di una storia non comporti una completa fossilizzazione dell’essere. Il messaggio che Maria Teresa De Donato ci lascia ha un’impronta forte; ci suggerisce che dopo una fine c’è pur sempre un inizio e dobbiamo sempre avere dei motivi per vivere ogni stralcio di attimo la nostra esistenza perché ci rende consapevoli di chi siamo noi stessi abbracciando i fermi immagine della nostra storia rischiando i nostri vissuti nella difficile quanto mai imprevedibile partita senza tempo e senza misure delle nostre scelte che potrebbero costarci lacrime, ma marcano la nostra identità senza rimpianti. La nostra autrice conduce davanti al suo lettore un oceano denso di sentimenti puramente umani che si esplicano con eleganza ed armonia fra le pagine del testo in cui i suoi personaggi Claudia ed Eugenio si imbattono nel vortice di una passione profonda scegliendo di provare delle emozioni fino in fondo senza rimpiangere di aver trattenuto lo sgorgare sinuoso di una scintilla che scatta rarissime volte in due cuori che imparano ad amarsi davvero.

Sabrina Santamaria

The gushing of a love: “Ocean of Senses” by Maria Teresa De Donato

Following the center of gravity of one’s emotions and sensations means reaching a full and conscious maturity. It is a goal that is not always easy and obvious. Love as a feeling fully lived by the body and the soul is the complete syntagma of the psycho-physical well-being of the human being. Sometimes, without love, a person can start down alone in a chaos of days without awareness and allow life to go by unnecessarily in a monotonous and apathetic way. Claudia, the protagonist of the novel “Ocean of Senses”, will end up for many years living a flat and unemotional life; a chance encounter will forever mark her existence, her love story with Eugenio. Is living a love story and a love affair the same? Does being completely involved in love happen to anyone? What does love truly mean? These and other questions asks our author, Maria Teresa De Donato, herself through her female character Claudia. The latter is the woman every man would like to have, to marry: passionate, sweet, sensitive, sensual and cultured. Our protagonist is very sociable, self-confident and intelligent; she has an excellent relationship with her parents, Rosaria and Franco, who love her dearly. Some events, though, will destroy the serenity of our protagonist.
Maria Teresa De Donato has strong qualities in that she accompanies the reader with her narrating voice, involving him in the narrative setting through a fluid, fluent, but not rhetorical trend; the one who reads feels to be taken by the hand by the author who with feeble and colloquial voice accompanies her readers hand in hand through the pages of her novel. “Ocean of Senses” is a subdued emotional river laid bare in the heart of a wounded woman who has only one need: to tell her story. Teresa De Donato composes, in my opinion, her warp plot on two main narrative fabrics: the historical-sociological theme and the amorous theme. With regard to the first thematic junction, the Author has framed her novel in a time of the story that goes from the early twentieth century to the seventies: fascism, the colonization campaigns of Mussolini, the Libyan submission to Italy are the frame of the story; the various historical references (which I particularly appreciated) of the Roman Empire that conquered Libya enrich and adorn the novel, as they give the work a wealth of content and act as literary expedients for a psychological characterization of the characters. The other preponderant theme of the novel is love, an aspect described in detail as it exposes the need for the encounter with the other as fullness of soul and body; our author does not accept the idea, still widespread today, of a love detached from the body, aseptic and platonic. Love is “something magical”, she writes in the novel, still not entirely explainable in scientific terms, it is mysterious and, as such, makes the human beings who are able to experience it totally vital, if fully lived according to the needs that the sensuality of the body recalls; it brings a state of well-being to those who experience it and not a condition of slavery and banal emotional duties. The Author likewise warns us against thinking that the feeling of love borders on spirituality and touches only the climax of orgasm.
She states, through Claudia’s reflections, that love is the perfect and synchronized union of two spirits who become one through the union of the bodies. The background of the work does not constitute a banal romance novel without logic: “Ocean of Senses” is a flood of sensations of the characters that wraps the attention of the reader in a light, yet captivating reading, attracting his curiosity. It is a book written for those who still know how to hope for the profound feelings of the soul and for those who, perhaps, wish to rekindle their hope towards love so that the end of a story does not culminate in a complete fossilization of the being. The message that Maria Teresa De Donato leaves us has a strong imprint: it suggests that after an end there is always a new beginning and we must always have reasons for living each moment of our existence, because it makes us aware of who we truly are; for embracing the still images of our history; for risking our experiences, in the difficult, unpredictable, timeless and measureless life match of our choices that could bring us much sorrow, and yet mark our identity without regrets. Our Author leads her reader to an ocean full of purely human feelings that unfold with elegance and harmony between the pages of the text in which her characters, Claudia and Eugenio, run into the vortex of a deep passion, and choose to fully live their emotions without regretting having withheld the sinuous gushing of a spark that shoots very rarely in two hearts that learn how to really love one another.

Sabrina Santamaria

Per “La Giornata Mondiale della Poesia”

(by I.T.Kostka)

In occasione della Giornata Mondiale della Poesia dedico a tutti i lettori “Sei poesie scelte” di vari autori contemporanei: Loredana Borghetto, Anna Vercesi, Giuseppe Leccardi, Candido Meardi, Massimiliana Pieri e Maria Rosa Oneto.

Buona lettura!

• LOREDANA BORGHETTO

PAROLE

Parole incise sulla carne
con pennini spuntati
lasciate a macerare
in una scatola di latta
cadono sul foglio
come respiri
che tremano appena
lacrime dolci
di pensieri traditi
raschiano cicatrici
di antiche ferite
coprono segni
di schiaffi
sul volto battuto
dalla vita.

Finalmente
navigano leggere
sulla schiuma del mare
accarezzate dai freddi
colori dell’alba
lanciando scaglie di luce
nell’abisso popolato
di orchi e di fate.

• ANNA VERCESI

POESIA AL MASCHILE

donna
donna ti chiamo
dalle tue costole
dai tuoi seni forse nascosti
è il desiderio che ti apre il volto negli occhi
parevan sipari chiusi
parevan sepolcri abbandonati
io so
che dietro a quella polvere respiri
voglio strappare le tue zavorre
voglio ghermire i tuoi lutti
sarò l’uomo che non hai mai ascoltato
sarò la voce che ti ha tradito
nel tuo ventre troverò i colori sperduti
la voce del padre che ti generò
OH DONNA
dal capo ostinato
dal volto ingabbiato
io ascolterò la tua carne
io abbraccerò i tuoi ginocchi
pregando che il tuo precipizio
diventi il mio
il tuo ventre non è l’autunno
è un’alba
che oggi esplode
OH DONNA
se sei mia
appartieni al vento
là da dove arrivo anch’io.

• GIUSEPPE LECCARDI

TERRA PROMESSA

Vado dove mi trasporta il treno
fra verdi pianure e le colline,
ai piedi di montagne di cristallo
severe sentinelle di confine.

Assorto nei ricordi e nei pensieri
non so dove il treno mi conduce
correndo su binari di metallo,
forse da te oppure a nuovi lidi.

Vado dove suggerisce il cuore
sul ponte curvo dell’arcobaleno
che unisce due punti equidistanti,
due sogni che sembrano rimpianti.

Vado dove vola il mio pensiero,
nello spazio dove c’è più luce
in cerca di silenzio e della quiete
scivolando su nuvole di seta.

O alla scoperta finora infruttuosa,
d’una terra promessa sconosciuta
senza visti d’ingresso e passaporti
dove non esistano guerre, né paure,
dove nessuno si senta uno straniero.

• CANDIDO MEARDI

AVREI ANCHE DETTO DI TE

Avrei anche detto di te
che abiti sempre e soltanto
sulla soglia e che aspetti…
Avrei anche detto di te
che abiti nel fuoco
del rovo
e lì ti doni a chi ti merita
e vuole.
Che tu abiti l’angoscia,
l’Arcipelago enigmatico
di un mare profondo e perenne.
A costruirti un io, un io
a cavallo dell’onda.
Tramonto reale, avrei detto
notte immaginaria
dei sensi…
Stella d’amore, fiamma
tra compito e meta…
Svuotamento dell’essere,
frattura sognante, avrei detto
tra il tempo e la morte.
Avrei detto di te,
da un fuoco ardente divorata
che sai essere stella
e lucciola nel buio del cuore.
Divorata dal Dio cercato
senza esserne pasto.
Avrei detto di te
che ti sei creata da sola
innamorata del Dio indifferente.
Per non scomparire, avrei detto
nel suo seno profondo,
per non scomparire
nell’orizzonte-mare del tempo.

• MASSIMILIANA PIERI

UN SOFFIO DI LIBERTÀ

Questo frammento d’alba
che si sbriciola tra le parole……
soffia forte il vento dentro un pensiero.
Urla la voce del silenzio come
canto di Libertà.
Soffia forte il vento
Rigonfia la mia anima…
“Io Capitano” di questo viaggio.
Navigo con forza e coraggio
verso mete
Oneste e Sincere…
M’aggrappo forte
per non cadere
nelle gelide acque nere.
Soffia vento caldo dentro al cuore.
Soffia forte
“ la Poesia”
Sul diario di Bordo scrivo
le screziature del tempo…
Perché questo viaggio
giunga onesto e sincero
nelle mani fragili e curiose,
del Domani
come soffio
di
Libertà.

• MARIA ROSA ONETO

CARNE

Carne che qualcuno
ha cucito con crine di cavallo.
Ricami osceni sulla pelle di una bambina.
Budella di gatto per chiudere ferite.
Odore di etere come balsamo afrodisiaco.
E feti galleggiare in vasi di cristallo.
Mani palmate cercare il cielo.
Carni da macello come Cavie Peruviane.
Spiriti in salsa d’edera
su crinali baciati dal mare
dove la voglia d’essere uguali
era un grido strozzato,
un pianto funebre nella notte buia,
un rantolo di piacere che il lenzuolo seppelliva.
Un incesto di parole che le labbra
non trattenevano.
Una domanda rivolta a Dio sul senso della Vita
e una catena di ingiurie
presa a schiaffi di mattino.
Carne che l’Anima ha spogliato
con tenero amore
in un mattino d’Aprile.

Tutti i diritti riservati agli autori

VERSO CONSIGLIA: Verseggiando sotto gli astri di… Fagnano Olona

(by I.T.Kostka)

Nell’ambito della rassegna”Percorsi culturali” patrocinata dal Comune di Fagnano Olona e ideata dall’Assessore alla Cultura Giuseppe Palomba in collaborazione col poeta Claudio Mecenero, invitiamo all’evento organizzato nel ciclo culturale itinerante “Verseggiando sotto gli astri” dal titolo “Il viaggio alla ricerca dell’uomo”. La kermesse si svolgerà presso Sala Magna delle Scuole E. Fermi in Piazza Alfredo Di Dio a Fagnano Olona (Varese), il 24 marzo 2019 alle ore 16.00 e vedrà la partecipazione di 14 poeti contemporanei (Umberto Barbera, Carmelo Caldone, Elisa Longo, Patrizia Varnier, Sergio Belvisi, Maria Teresa Tedde, Paolo Bossi, Luigi Maione, Antonio Laneve, Barbara Rabita, Tito Truglia , Antonio Vaccaro, Omar Gellera, Izabella Teresa Kostka). Oltre al reading nel programma troverete una mini performance teatrale a cura dell’attrice drammatica Domitilla Colombo, un omaggio a Lawrence Ferlinghetti curato dal poeta Claudio Mecenero e, soprattutto, uno straordinario spettacolo di musica, voce, danza e arte visiva con la partecipazione di Ermanno Librasi (strumenti a fiato), Laura Zahira (danze) e Daniel Kolle (percussioni – voce).

Presenterà l’evento la scrittrice e poetessa italo – polacca, fondatrice e coordinatrice del programma “Verseggiando sotto gli astri” Izabella Teresa Kostka.

Ingresso libero e gratuito.

Vi aspettiamo numerosi!