VERSO: REDAZIONE, COLLABORATORI, I NOSTRI AUTORI

Ecco in poche essenziali parole la redazione, i collaboratori fissi e gli autori pubblicati di recente su VERSO – SPAZIO LETTERARIO INDIPENDENTE: 

●  Fondatrice e capo – redattrice: 

Izabella Teresa Kostka  (rubrica interviste, articoli vari, ritratti, VERSO consiglia)

● Collaboratori fissi:

Roberto Marzano ( per “I nostri autori”)

Luigi Balocchi ( per “I nostri autori “, articoli vari)

Lina Luraschi  (responsabile della rubrica esclusiva “Giramondo culturale”)

Sabrina Santamaria  (per la rubrica “Novità e recensioni letterarie”)

● Collaborazione occasionale 

Lorenzo Spurio (saggi e critica letteraria) 

● Autori pubblicati fino ad oggi:

Luigi Balocchi, Claudio Mecenero, Roberto Marzano, Lina Luraschi, Izabella Teresa Kostka, Alessandra Beratto, Giancarlo Stoccoro, Lucia Audia, Mauro Cesaretti, Luigi Maione, Fabio Strinati, Raffaella Amoruso

Per contattare la redazione: 

itk.edizioni@yahoo.com

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NOVITÀ su “VERSO”: “GIRAMONDO CULTURALE” a cura di LINA LURASCHI 

Una bellissima e frizzante avventura inizierà su “VERSO – SPAZIO LETTERARIO INDIPENDENTE” grazie alla nuova rubrica intitolata “GIRAMONDO CULTURALE” a cura di LINA LURASCHI. Curiosità, varie tappe di turismo letterario, viaggi alla scoperta dell’arte e della cultura non solo Made in Italy. 

Alle mie domande Lina Luraschi risponde: 

I.T.K.: “Giramondo culturale”  suona veramente interessante, quale tematica desideri sfiorare in questa nuova e stimolante rubrica?  

L.L.: “Giramondo culturale” nasce da una passione, letteratura e viaggi. Scoprire la letteratura, l’arte, nei luoghi dove ” è stata vissuta”: condividere curiosità e itinerari nelle città europee, in luoghi molto noti, ma soprattutto in angoli sperduti.

I.T.K.: Svelaci in anticipo qualche prossima destinazione, dove ci porterai?

L.L.: Ahhhh…io proporrei Becherel in Bretagne dove c’è una libreria ogni 40 abitanti. Poi… top secret!

I.T.K.: Credi che la Tua rubrica riesca a stimolare la curiosità e la voglia di esplorare i nuovi orizzonti culturali nei nostri lettori?

L.L.: Spero di sì, anche se sappiamo che il turismo culturale è poco apprezzato: si dà corsia preferenziale a luoghi di svago , quali discoteche famose e… shopping.

I.T.K.: Siamo tutti in ansia e non vediamo l’ora di leggere il tuo primo articolo! Benvenuta tra i collaboratori fissi del “VERSO”, è un grande piacere di averTi con noi.  Aspettiamo la prima tappa del “Giramondo culturale “!

BIOGRAFIA 

Lina Luraschi nasce a Como nella cui provincia tutt’ora risiede. Dopo le scuole medie è in qualche modo costretta a scegliere un indirizzo scolastico non di suo gradimento e si ritrova ragioniera nella ditta di famiglia per lungo tempo.
La passione per la lettura e la letteratura, trasmessale dal padre e insieme a lui coltivata sin dalla più tenera età, l’incontro con un’insegnante che ama i grandi autori, soprattutto i poeti, fa sì che il seme della poesia trovi in Lina un terreno già fertile.
Impegnata nel sociale, è stata vice sindaco e assessore alla cultura, pubblica istruzione e servizi sociali nel suo paese dal 1999 al 2006. Nel 1997 è fra le socie fondatrici dell’associazione di volontariato NOISEMPREDONNE O.N.L.U.S. che opera all’interno dei reparti oncologici degli ospedali comaschi, ricoprendo il ruolo di vicepresidente e segretaria fino al 2005. Nel 2017 co – fondatrice del Gruppo per la Diffusione della Cultura e dell’Arte “Valchiria”.

Ha all’attivo cinque sillogi poetiche più una in stampa , ” ENTENDEMENT ” – phoenix editrice, in lingua francese,
destinata al mercato francese.
Infatti il suo buen retiro , da decenni, è sulle coste dell’oceano fra la Normandia e la Bretagne.

FLASH QUIZ in 15 domande

1 – Nome e Cognome: Lina Luraschi

2 – Professione:   ragioniera  nell’azienda di famiglia

3 – Passioni / hobby:  collezione  di libri antichi  e di pregiate bambole in ceramica . Adoro la Normandia e la Bretagna  dove, da  decenni, mi concedo  qualche mese di relax  durante l’anno, oltre alle vacanze . La passione principale che coltivo da circa 35 anni è la scrittura.

4 – Quale significato hanno per Te “Arte e Cultura”:  per me sono linfa vitale  e francamente, provo compassione per chi non ne capisce l’importanza.

5 – Artisti preferiti:  sono tanti gli scrittori e I poeti, soprattutto francesi e russi. 

6 – Progetti attuali:  I progetti attuali sono due:  concludere l’accordo con la casa editrice francese Phoenix, di Parigi, per pubblicare il mio sesto libro di poesie, questa volta in lingua francese, dal titolo ENTENDEMENT. Contemporaneamente, entro la primavera del 2018, dare alla stampa la raccolta  NINFOSI DELL’ANIMA   con la prefazione del  Prof. Vincenzo Guarracino.

7 – Sogni nel cassetto:  Trasferirmi  e vivere i prossimi anni fra ETRETAT in Normandia, paese di Arsenio Lupin e Benodet , in Bretagna, ma non è solo un sogno, manca poco !!

8 – Essere intelligente vuol dire per te:  saper fare un passo indietro quando occorre, saper chiedere scusa, utilizzare il contraddittorio come fonte di arricchimento personale, uscire dal proprio guscio senza timore.

9 – Dove va l’umanità di oggi?:  da nessuna parte : il percorso, purtroppo, è a ritroso nel tempo, torniamo primitivi, incapaci di gestire emozioni e reazioni.

10 -Dove conduce l’arte contemporanea?:  in generale non è di facile interpretazione, si sperimenta, a volte, senza un minimo di buon senso, si vuole catturare l’attenzione del pubblico rasentando il ridicolo.

11 – Ti piace sperimentare? :   sì, dipende , nella scrittura sì

12 – Preferisci l’arte viva (teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione (cinema, CD, Youtube etc.):   preferisco l’arte viva , solo così ricevo emozioni.

13 – Libri preferiti:  saggistica  letteratura  in generale  biografie  poesia , quella che graffia l’anima 

14 – Secondo te i social network sono importanti? :  no, ma non si può farne a meno, rimani isolato.

15 -Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori?:  Auguro  che i loro sogni nel cassetto si possano realizzare. Così come io ho realizzato i miei.

GRAZIE PER AVER RISPOSTO A QUESTO FLASH QUIZ. 

Izabella Teresa Kostka

per il Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria” 

Settembre 2017

BENVENUTA SABRINA SANTAMARIA 

Oggi, con grande gioia, diamo il benvenuto alla nostra nuova collaboratrice fissa per la rubrica NOVITÀ E RECENSIONI LETTERARIE:  SABRINA SANTAMARIA. Come indica la filosofia di questo sito, desideriamo dare la visibilità ai nuovi “FRESCHI GERMOGLI” appassionati della letteratura e della scrittura. Ed eccoci qua la giovane e piena di entusiasmo donna nata “ove il mare lambisce gli scogli”. Un abbraccio affettuoso e in bocca al lupo per la lunga collaborazione! 

BIOGRAFIA 

Sabrina Santamaria è nata a Messina il 27 Aprile del 1994. Sin da adolescente si è appassionata alla letteratura italiana ed europea. Molto amante dell’ambito delle scienze umane ha intrapreso il corso di laurea Scienze della formazione laureandosi quest’anno. Scrive per un blog degli studenti, Newsophia, nel 2016 ha pubblicato il suo romanzo “Germogli… scritti in emozioni”. 

FLASH QUIZ: SABRINA SANTAMARIA

 1-Nome e Cognome: Sabrina Santamaria

 2-Professione: Studentessa

 3-Passioni/hobby: leggere, fare running

 4-Quale significato hanno per Te “Arte e Cultura”: Per me l’arte è la manifestazione più alta dell’animo umano, eleva lo spirito, la cultura è apertura all’altro, alla diversità.

 5-Artisti preferiti: Van Gogh, Alda Merini, Oscar Wilde, Baudelaire

 6-Progetti attuali: Frequento la Specialistica in Scienze pedagogiche, vorrei pubblicare un secondo romanzo

 7-Sogni nel cassetto: Mi piacerebbe insegnare

 8-Essere intelligente vuol dire per te: Secondo me l’intelligenza nasce in concomitanza alla convinzione di poter migliorare sempre, la persona intelligente sa che l’intelligenza è un processo in fieri

9-Dove va l’umanità di oggi?: L’umanità di oggi predilige l’apparenza, la bellezza fisica, la perfezione corporea

10-Dove conduce l’arte contemporanea?: Secondo me l’arte contemporanea segue due filoni principali: il primo in linea ai canoni di bellezza e perfezione, il secondo , invece, cerca di svegliare le masse da questo “sonno dogmatico” per dirla con Kant

11-Ti piace sperimentare?: Certo, le grandi scoperte nascono dalle sperimentazioni

12-Preferisci l’arte viva(teatro, performance live) oppure scegli la registrazione (cinema, CD; Youtube): Entrambe, perché la seconda è lo specchio della prima, scelgo la seconda nel momento in cui rispecchia la prima, ma l’arte viva ti fa entrare nel vivo delle scene

13-Libri preferiti: “Se questo è un uomo”, “Il gabbiano Jonathan Livingstone”, “Bianca come il latte e rossa come il sangue”

14-Secondo te i social network sono importanti?: SÌ lo sono, perché anche io ho beneficiato infatti tramite Facebook ho conosciuto molti poeti e artisti

15-Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori?: Spero che tutti i loro sogni si possano realizzare

● 

Grazie per aver risposto a questo FLASH QUIZ. 

Izabella Teresa Kostka, Settembre 2017

 


CINQUE PENSIERI DI ROBERTO MARZANO 

● SENZA FAR DRAMMI

Amore, amor perduto, non è cosa
lasciami naufragar tra questi flutti     
mentre beccheggio esausto a pelo d’acqua
nel buio mar di cocci alla risacca
lanciami pure un sasso, fa’ ch’io affoghi
muto e cianotico, ormai senza più aria.

Amore, non amor, di carta zuppa
fracassa ora il mio cranio sulle chiglie 
mi assaliranno alghe le narici
una vertigine, spezzerà la schiena stanca
fantoccio spento nel rollìo della corrente 
e poi più niente
sbatacchierò qua e là 
senza far drammi…

● SOTTO I PALAZZI

Passerà anche questa domenica 
che si giustiziano i passeri per noia 
bui cuscini soffocati d’incoscienza
pieni di carta vetro, morsi di cani. 

Sotto i palazzi perdon fiato e sangue
scatole schiacciate nella pattumiera
la rabbia nera stridula di strega
sparge il suo sale sulle code basse.

● SON TORNATE A FIORIRE LE RONDINI

Son tornate a fiorire le rondini
sui davanzali sospesi al disordine
bruni grappoli, frecce che esplodono
di pazzia vorticando nei baratri
scapestrate ragazze in un turbine ellittico
a sfiorarsi l’un l’altra gioiendosi addosso
infaticabile azzurro, traiettorie impossibili
in un volo infinito da Indianapolis a Disneyland…

● QUATTRO STAGIONI DI MEZZO

Hai bruciato le tappe del Giro 
pizza quattro stagioni di mezzo 
addormentata sulla panchina nel parco 
auto conservazione dello stato d’incoscienza 
della realtà dei fatti a mano da bambini 
schiavi dell’abitudine alle comodità 
indispensabili strumenti di lavoro 
sette ore perdute le speranze di ritrovarti 
intatta come ti avevo lasciata la strada vecchia
osteria numero uno para-ponzi-ponzi-po’!

● CIÒ CHE È INUTILE

A questo punto di domanda
importuna la vicina di casa
di riposo un po’ sul divano
a tre posti fissi lo sguardo
agli occhi che non san mentire
ah, se stessi in campagna!
acquisti ciò che è inutile
bussare se non c’è nessuno…

Roberto Marzano 

Tutti i diritti riservati all’autore 

IL LAMENTO DI DIANA by ROBERTO MARZANO 

IL LAMENTO DI DIANA

Cosa dovrei pensare adesso che mi guardi 
così dall’alto in basso con disprezzo
l’assurda urgenza  di spegnermi la luce
punirmi, il sorriso farmi a pezzi?
Cosa n’è stato di noi? Cos’è successo?

Tu, che anelavi ansioso 
l’impulso irrefrenabile
di un contatto urgente
da consumarsi subito ovunque ci trovassimo
che prendeva fuoco nell’impeto di un lampo
nella brace di pochi ansimanti respiri
di quel piacere perverso, tormentato
come fossi un’amante di cui portar vergogna
ma troppo evidente agli occhi per celare 
il disgusto per la nostra sporca storia 
che ti impregna del mio odor fino ai capelli
fino all’ultimo fiato di piacere
voluttà, vizio torbido che leva l’aria…

Cosa, cosa dovrei pensare adesso? 
Quando mi scaraventi a terra con ripugno 
e mi schiacci sotto la suola della scarpa 
violento, crudele nel gesto rotatorio 
che mi scompatta, irrimediabilmente…

Ma non ti sarà facile dimenticarmi, bello mio
e tornerai a cercarmi disperato
mai potrai smettere di seguirmi come un cane
ed io pronta sarò a farmi comprare
in venti piccole dosi cilindriche fatali
sempre che bastino a quietare
le tue stupide brame da coglione.

Roberto Marzano
Tutti i diritti riservati all’autore

PER LUCIO MASTRONARDI di LUIGI BALOCCHI 

Per Lucio Mastronardi
Lucio Mastronardi, scrittore morto suicida nel 1979, il geniale autore de – Il maestro di Vigevano -, ha svelato l’ignominia del boom industriale, quello stesso che ha fatto di Vigevano, per più di un decennio, la capitale mondiale della scarpa. Un solo dato: negli anni sessanta, a fronte di oltre settantamila abitanti, nella città detta Ducale si producevano novantamila paia di scarpe al dì. Due famiglie su tre eran lì tra colla e tomaie.

Lucio, a Vigevano, ha vissuto una sostanziale emarginazione. Perché? Perché aveva visto là dove gli altri si rifiutavano di fare. E stato il tragico testimone di un radicale mutamento di vita. In quegli anni, una sorta di impazzimento collettivo ha colto i vigevanesi, Doc o immigrati dal veneto o dal sud non fa differenza. Questi tutti, avevano capito che era possibile far denaro e, a ragion di ciò, rivoltare un’intera città come un calzino. La scarpa portava i soldi. Quindi, tutti a far scarpe.

Migliaia di uomini e donne, non han guardato che a quello e nulla gli è più importato se non quello. Ogni cosa, che altro non fosse il denaro, si è ridotta a lerciume. La devastante speculazione edilizia, la gretta ostentazione degli arricchiti, la morte sostanziale del dialetto, il disprezzo verso tutto ciò che non era merce, merce e danaro, hanno decretato la fine dei modi di vita tradizionali. Nessuno, al pari di Mastronardi ha colto con pari tragedia il mutamento indotto da quei tempi. Ci han provato, in parte riusciti, Bianciardi, Calvino, Piovene. Lo ha detto Pasolini. Nessuno, con pari, estetica e letteraria, tragicità.

Tutto ciò, ha partorito una razza mutante di borghesucci per cui davvero tutto si misura con il danaro; per cui davvero l’unica e sostanziale preoccupazione è l’accumulare soldi: da investire in beni visibili, automobili di riguardo, case di pregio, o sperperare in consolatori paradisi vacanzieri, di cui poi raccontare e farsi vanto.

Ecco cos’è la Vigevano di oggi, paradigma dell’Italia intera, figlia di quel tempo orrendo. Se ne ha immediata contezza allo sfrecciare di unghiuti individui alla guida di un Suv.

Ecco, sì, la profezia di Lucio. Uno che aveva visto dove gli altri non han potuto, non han voluto, han fatto finta di niente.
Luigi Balocchi 

Tutti i diritti riservati 

IL GREGORY E IL BRUNO di LUIGI BALOCCHI (graffiante!)

Il Gregory e il Bruno

Ma perché Gregory Corso è famoso e Bruno Brancher se lo caga nessuno? Semplice. Corso conosceva Kerouac, Burroughs e Ginsberg, il nostro Brancher, al massimo, quelli della banda di via Osoppo. E così. Come si direbbe in milanese, lè pròppi inscì. La butto in meneghino perché così parlava il Bruno Brancher, nato in quel Milano ora divorato dalla metropoli grifagna, cresciuto tra le osterie e quelli della Ligera, la vecchia mala dell’Ortica e di Porta Cicca. Anche Gregory Corso era nato pressappoco nelle stesse disgrazie, figlio di un calabrese, ma lo aveva fatto a New York. Il che fa differenza. Tutti e due poeti, certo. Entrambi finiti in galera e poi a loro modo, da simpatici balordi, redenti dalla zappa dell’arte. Il che ha portato a differenti conclusioni. Gregory Corso è diventato tra i poeti più conosciuti del novecento, alfiere stortignaccolo della Beat Generation e per questo acclamato in ogni dove. Bruno Brancher, ha continuato a fare avanti indrèe per varie gabbie. E già che gli inizi gli eran stati per nulla a suo sfavore! Da ragazzino, il suo nome aveva fatto il giro dei giornali per aver rubato nientemeno che la bici di Fausto Coppi. Poi, altra galera. Fino al giorno in cui ha cominciato con la penna. Scriveva racconti, il Bruno, racconti e poesie. Editori di non poco conto si sono interessati di lui. L’han pubblicato. Scriveva come Gregory Corso o forse Gregory Corso scriveva come lui. Se vogliamo dirla tutta, Corso un po da cane, il Brancher da gran portento. Alla fine della fiera, il Gregory vien fatto santo della Beat Generation, il Bruno è negli anni dimenticato. E ciò accade prima, molto prima che perda la ragione e finisca per morire come un ratt in un ospizio di provincia. Ora uno mi dice che ce l’ho con gli americani. Ma va là. Ce l’ho solo con gli imbecilli. Che mica stanno negli States. Ghjèmm in cà, li abbiamo tutti in casa, date retta a un pirla.

  
Luigi Balocchi 

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