CURIOSITÀ LETTERARIE a cura di LINA LURASCHI

GIRAMONDO CULTURALE … CURIOSITÀ LETTERARIE.

Sveliamo un po’ di CURIOSITÀ LETTERARIE per chi ne è all’oscuro: buona lettura.

IL 1224 fu un grande anno per la cultura italiana.
Il 5 giugno del 1224 nacque la prima università statale e laica del mondo, ovvero l’Università degli Studi di Napoli Federico II°, chiamata così in onore dell’imperatore che la fondò.
Nello stesso anno San Francesco D’Assisi compose il Cantico delle Creature. Si tratta del primo testo letterario della cultura italica, scritto in volgare umbro.

JOSE’ RYOKI , lo scrittore più prolifico di tutti i tempi.
Autore brasiliano , nato il 22 luglio 1946 è lo scrittore più prolifico in assoluto.
Ha pubblicato oltre 1075 libri, anche con pseudonimi.
In soli 10 anni, tra il 1986 e il 1996 ha pubblicato ben 1058 opere, tra racconti di fantascienza, libri western, storie d’amore e thriller.
Medico, nel 1993 è entrato nel Guinnes dei primati grazie a questo suo incredibile record.
Nel 1996 il giornalista di Wall Street Journal, Matt Moffett, ha sfidato Ryoki a scrivere un libro nel minor tempo possibile. L’autore è riuscito a realizzarne uno in una sola notte.

PAOLO DIACONO testimonia che lo sci era praticato già nell’alto medioevo.
Diacono, nella sua opera l’HISTORIA LANGOBARDORUM, ci ha illustrato la storia di una curiosa popolazione dell’estremo nord Europa, da lui chiamata Scribotini, che sono i Lapponi, i quali praticavano lo sci come sport.
Gli Scribotini cacciavano con degli archi ricurvi posti sotto i loro piedi ed erano così in grado di scivolare e saltare rapidamente sulla neve evitando così di affondare e di rallentare. Si tratta insomma dello sciare, pratica descritta anche da Erodoto e Virgilio.

DANTE ALIGHIERI, il sommo poeta, colui che ha introdotto gli studi linguistici (De vulgari eloquientia), affrontato il rapporto fra chiesa e stato ( De monarchia), del grande Dante, non si è trovato alcun testo scritto di suo pugno, nemmeno una firma su qualche documento ufficiale.
Infatti, la mancanza originale del testo della Divina Commedia ha fatto sorgere molti dubbi sul periodo della stesura, oltre che su numerosi passaggi interni al testo.
Tutto ciò non ha però oscurato la grandezza dell’autore.

JOHN POLIDORI e non Bram Stoker, fu il primo narratore moderno ad aver scritto un’opera sui vampiri.
Infatti il suo VAMPIRO, uscì ben 70 anni prima del più noto DRACULA.
L’opera venne inizialmente attribuita a LORD BYRON di cui Polidoro era accompagnatore e medico personale, ma in seguito fu lo stesso poeta inglese a riconoscerne la paternità a Polidori. Il VAMPIRO di Polidori, aveva caratteristiche di Lord Byron: nobiltà, altezzosità, seduzione e malinconia.

ALEXANDRE DUMAS era anche un esteta: per decenni scrisse tutta la narrativa su una carta color blu, le poesie su carta gialla ed i suoi articoli su carta color rosa.

CHARLES DICKENS aveva un debole per l’inchiostro blu, mentre VIRGINIA WOOLF amava l’inchiostro viola.

STEIN, come WLADIMIR NABOKOV, amava scrivere in un’auto parcheggiata, mentre SIR WALTER SCOTT componeva poesie a cavallo.

Lina Luraschi

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CURIOSITÀ SUI BANCHI DI SCUOLA NEL MONDO a cura di LINA LURASCHI

GIRAMONDO CULTURALE…CURIOSITÀ SUI BANCHI DI SCUOLA NEL MONDO

Come funzionano le scuole nel resto del mondo? Che divise indossano gli alunni?

In GERMANIA, come regalo per il primo giorno di scuola, i bambini ricevono in dono dai genitori un cono ( SCHULTUTE ) pieno di leccornie e regalini che va aperto rigorosamente solo quando i piccoli si trovino già in classe.

In FINLANDIA le scuole sono considerate le migliori del mondo.
Qui gli alunni non ricevono voti fino alla terza elementare. Non devono affrontare prove e test fino a 12 anni e la scuola vera e propria inizia invece a 7 anni.

In GIAPPONE i bambini devono recarsi a scuola da soli e devono provvedere alla pulizia della classe.
A scuola non c’è la mensa e devono portare il pranzo al sacco. Il cibo deve essere contenuto in scatoline organizzate per contenere miniporzioni di pasto.
I nonni hanno il compito di acquistare lo zaino per la scuola, il cosiddetto RANDOSERU.

In POLONIA i bambini al primo giorno di scuola, indossano una divisa scolastica: camicetta bianca e pantaloni / gonna blu per le ragazze e un abito formale per i ragazzi.
Esiste anche una cerimonia d’apertura dell’anno scolastico in cui i bambini prestano
giuramento in quanto scolari di prima.

In RUSSIA i bambini iniziano la scuola sempre il primo settembre, anche se si tratta di un giorno festivo o di un fine settimana.
Questa data segna anche l’inizio dell’autunno ed è noto come GIORNO DEL SAPERE.

In INDIA vi si trova la più grande scuola, la CITY MONTESSORI SCHOOL e conta oltre 30.000 studenti.

In ISLANDA che è un paese con clima rigidissimo in inverno, tutti gli scolari devono imparare a lavorare a maglia per fare un maglione caldo.
Il KNITTING ( lavorare a maglia ) è una materia di classe.

In BRASILE le scuole funzionano dalle 7 fino a mezzogiorno. Così i bambini possono pranzare con i genitori. Per esigenze di spazio, gli alunni frequentano la scuola a rotazione su tre turni.

In CANADA il bilinguismo è d’obbligo; molte lezioni hanno luogo sia in francese che in inglese e gli alunni possono scegliere la lingua attraverso la quale studiare le singole materie.

Nella scuola tedesca gli intervalli durano non meno di 20 minuti e in Svezia solitamente non si hanno mai piu’ di tre materie per giorno e la scuola viene vissuta anche al di fuori delle lezioni, fra palestre, aule di studio , biblioteche.
Qui i libri di testo vengono forniti gratis e si pratica l’insegnamento bilingue.
La scuola tedesca è al primo posto in Europa per la capacità di inserire nuove tecnologie all’interno dei programmi didattici.

La vita scolastica dello studente AMERICANO è scandita, sin dai primissimi anni dell’infanzia, da una serie di esami di ammissioni e test attitudinali. Anche per l’ammissione all’asilo, soprattutto per le scuole private e più prestigiose, la lista d’attesa comincia addirittura in gravidanza.
La maggior parte dei bambini comincia il percorso educativo verso i 5 anni; l’anno scolastico americano inizia alla fine di agosto e termina a metà giugno.

Lina Luraschi

FOTO DA WEB

CURIOSITÀ SUI… LIBRI a cura di LINA LURASCHI

GIRAMONDO CULTURALE: CURIOSITÀ SUI… LIBRI

UNA SFIDA AI POETI CHI CI LEGGONO: VOGLIAMO PROVARE A SCRIVERE UNA POESIA CON LA TECNICA DEL LIPOGRAMMA ?

Il lipogramma è un testo letterario in cui possono comparire tutte le lettere dell’alfabeto tranne una, a scelta dell’autore. Lo scrittore francese Georges Perec (1936- 1982) è riuscito a scrivere un romanzo di oltre 300 pagine senza mai usare la “e”.
Fra i molti volumi rari custoditi nella biblioteca dell’Università di Harvard (Usa) ce n’è uno unico pubblicato nel 1880 e rilegato in pelle umana: “Dei destini dell’anima”, raccolta di versi del poeta francese Arsène Houssaye. Veniva preferita la pelle delle donne per la sua morbidezza e perché aggiungeva un tocco di depravazione quando veniva toccata. Questa pratica era diffusa fra il XVII° e XIX° secolo.
Uno dei libri più misteriosi di tutti i tempi è il Manoscritto Voynich: un volume illustrato di 204 pagine, vergato a mano su pergamena dell’inizio del XV sec. La cosa strana è la lingua in cui è scritto, che non assomiglia a nessuna di quelle conosciute. Finora nessuno è riuscito a decifrarlo.
Papa PAOLO IV nel 1558 creò un elenco di pubblicazioni ritenute dannose per la fede che i cattolici non dovevano leggere, pena la scomunica (abrogato nel 1966). Ancora oggi chi viene escluso si dice che è stato messo all’indice.
Nel 2010 è stato restituito alla New York Society Library, un libro prestato a George Washington nel 1789 e mai riportato. Per i 221 anni di ritardo gli eredi del presidente Usa avrebbero dovuto pagare una multa di 300 mila dollari, che è stata però condonata.
Nessuno vorrebbe stare sul Libro nero: se si compare fra le sue pagine, significa che qualcuno ha deciso di farci la guerra. Il modo di dire risale alla Rivoluzione francese, quando i nomi dei condannati alla ghigliottina venivano annotati su un volumetto di quel colore.
Il libro più piccolo del mondo, leggibile senza lente, si trova nella Biblioteca Malatestiana di Cesena. Stampato a Padova nel 1897, misura 15×9 mm e contiene una lettera di Galileo Galilei a Cristina di Lorena, in cui lo scienziato sostiene che la teoria copernicana non è in contrasto con la fede.
Che cosa c’entrano i libri con gli alberi? Molto, se si pensa che la carta è fatta di cellulosa, ricavata dagli alberi ad alto fusto. Ma c’è un’altra affinità: i latini chiamavano liber la parte interna della corteccia, che un tempo si usava come materiale da scrittura.

Lina Luraschi

Foto dal web

GOSSIP LETTERARIO – GRANDI AMORI FRA ARTISTI: GEORGE SAND E FRYDERYK CHOPIN a cura di LINA LURASCHI

GOSSIP LETTERARIO: GRANDI AMORI FRA ARTISTI <GEORGE SAND E FRYDERYK CHOPIN>

GEORGE SAND Fu donna che si chiamò come un uomo, amava vestire da uomo, fumare la pipa, assumere atteggiamenti in pubblico impensabili per una donna. E di uomini, ne amò tanti, d’un amore che fu passione, estrema devozione.

George Sand, alias Amandine Aurore Lucine Dupin, era nata a Parigi nel 1804. In un’epoca in cui le donne se ne stavano sedute su pouf imbottiti a ricamare uccellini e fiorellini sui fazzoletti, sprofondando nelle gonne, lei interveniva nelle discussioni politiche e scriveva romanzi a getto continuo. Prima di invaghirsi degli occhioni grigi di Chopin e del suo genio, aveva avuto altre relazioni molto disinvolte, col barone Casimir Dudevant, Stéphane Ajasson, Prosper Mérimée, Alfred de Musset, l’avvocato Michel de Bourges e Félicien Mallefille, precettore di suo figlio Maurice, avuto da Dudevant. La Sand aveva avuto anche un’altra figlia, Solange, non si sapeva – e non si sa ancora – bene da chi.

CHOPIN si era innamorato di George Sand, incontrandosi a Parigi nel 1838, ma non era entusiasta della prospettiva di invischiarsi in una scandalosissima relazione con una delle donne più chiacchierate d’Europa, insofferente verso tutte le restrizioni sociali, e madre divorziata di due figli, di cui una illegittima, tranne che durante le estati a Nohant, nella tenuta di campagna della Sand, i due non convissero mai in senso stretto, ma fecero sempre in modo di abitare abbastanza vicini perché Chopin comparisse a casa della Sand a tutti i pasti e a tutti i ricevimenti.

Nel novembre del 1838 un piccolo gruppo di persone, formato da una donna, un giovane uomo e due ragazzini, sbarca nel porto di Palma, isola di Maiorca. La donna è George Sand; i due ragazzi, un maschio e una femmina, sono i suoi due figli che le sono stati da poco affidati dopo il divorzio dal marito; il giovane uomo è Fryderyk Chopin.
Sono arrivati dalla Francia, via mare da Barcellona, con molte aspettative.
L’ambiente si rivela presto inospitale e George Sand dopo aver scovato in mezzo alle campagne un’antica certosa abbandonata, la trasforma in un luogo quasi ospitale. Dopo molte peripezie riesce a far arrivare anche un piccolo pianoforte sul quale Chopin comporrà i suoi famosi Preludi, anche in virtù dello stato d’animo esacerbato da quel soggiorno che detesta. Lei e i suoi figli invece godono di quell’ambiente selvaggio e inusuale, della libertà e della natura incontaminata. Da quell’esperienza che dura tre mesi nasceranno le pagine bellissime del libro “Un inverno a Maiorca”, pubblicato solo nel 1855, e oggi per la prima volta in Italia dalla casa editrice L’Iguana.

Chopin, trovò nella famiglia della Sand affetto, senso di appartenenza e protezione; e la sua presenza aveva una funzione di sostegno e stabilità nella vita turbinosa e ondivaga di George, che lo definisce “buono come un angelo”.
Il loro rapporto non era saldo, ma basato sul cedimento di Chopin a quello che in fin dei conti era stata una momentanea passione della Sand, che però non sembra essersi tradotta mai davvero in amore. Erano troppo diversi. La Sand derideva apertamente la religione, senza curarsi di urtare la sensibilità di Chopin, e frequentava persone sguaiate che a Chopin non piacevano affatto. Dal canto suo, Chopin aveva un carattere molto chiuso e poco comunicativo e si limitò a chiudersi sempre di più in se stesso, lasciando che George scambiasse le sue manifestazioni di insofferenza per le insensate crisi di nervi di un malato.

La loro storia durò nove anni.

Lina Luraschi
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GOSSIP LETTERARIO: I GRANDI AMORI FRA SCRITTORI – BORIS PASTERNAK E OLGA IVINSKAJA by LINA LURASCHI 

GOSSIP LETTERARIO: i grandi amori fra scrittori – per GIRAMONDO CULTURALE 

BORIS PASTERNAK E OLGA IVINSKAJA si incontrarono nel 1946 nella redazione della rivista letteraria dove lei era redattrice e il loro amore continuò a crescere a caro prezzo per lei.

 Nel 1949 Olga fu arrestata e portata in gulag. Per settimane fu torturata: volevano convincerla a firmare una “confessione” nella quale avrebbe dovuto dichiarare che Pasternak stava scrivendo un romanzo antisovietico, ma lei resistette. Dopo tre anni di carcere venne liberata dalla prigionia e trasferitasi vivino alla residenza di Boris. Quando, tre anni dopo, fu liberata dalla prigionia, si trasferì in una casetta vicino alla residenza di Boris e i due continuarono a vivere un amore “clandestino” fino alla morte di lui, avvenuta nel 1960. Nello stesso anno, però, fu arrestata e condannata, per la seconda volta, a quattro anni di lavori forzati, con l’accusa di aver partecipato alla stesura del romanzo incriminato. Olga continuò ad essere legata a Pasternak fino alla fine dei suoi giorni.

 Il cuore di Pasternak non regge alle perfidie dei suoi persecutori, provocate dallo “scandalo Zivago” esploso due anni prima. Nell’ottobre del 1958 l’ hanno costretto a rifiutare il premio Nobel, pena l’esilio. È considerato un Giuda, cacciato dall’Unione degli scrittori, insultato dai suoi colleghi. «È peggiore d’un maiale», arringa Vladimir Semichastni, capo della Gioventù comunista. Non sono da meno i poeti di regime. Sul finire del’59 Pasternak si mostra prostrato, nel fisico e nell’umore. Ha anche pensato al suicidio, con delle pastiglie e non si fida quasi di nessuno, neppure della moglie Zinaida, che pure cerca di proteggerlo attraverso le sue relazioni con Kruscev.

 Dopo la pubblicazione del  Dottor Zivago (1957), Olga è stata inviata nuovamente nel 1960 per quattro anni nel Gulag  per “traffico di valute”, un modo per punirla per aver permesso la pubblicazione del  Dottor Zivago all’estero.

 Il Kgb lo tiene sotto stretta sorveglianza, una microspia viene ritrovata nella casetta di Olga a Peredelkino. Dolce ed energica Ivìnskaja: è l’unico riparo, l’amore a cui aggrapparsi. Lo scrittore teme come il fuoco la visita dell’editore italiano Feltrinelli e lo supplica :  «Voi non immaginate quali dolorose conseguenze, incredibilmente umilianti e pericolose, potrà avere una vostra visita e la vostra partenza». È il 18 novembre del 1959, Feltrinelli rinuncia al viaggio a Mosca. Sei mesi più tardi, il 30 maggio del 1960, Pasternak muore tra lancinanti dolori al petto: gli è stato diagnostico un cancro al polmone, già metastatizzato. Lo scrittore aveva esplicitamente chiesto che la sua salma fosse sottratta alle autorità sovietiche. Non viene accontentato. Il funerale si svolge il 2 giugno a Peredelkino: partecipano centinaia di persone, molti gli agenti del Kgb. 

  «Il premio Nobel a Pasternak, attribuitogli con evidenti intenzioni politiche, ha avuto come primo risultato quello di risvegliare le tendenze peggiori della società culturale del suo paese». In altre parole, la responsabilità della feroce campagna contro lo scrittore è da attribuirsi innanzitutto ai saggi di Stoccolma, secondo lo scrittore italiano Italo Calvino.

Olga morì a 85 anni, nel 1995.  Olga Ivinskaja, musa misteriosa e affascinante Lara del Dottor Zivago di Boris Pasternak, che per anni visse con estrema discrezione il suo legame clandestino col poeta, a tre chilometri dalla dacia dove lui viveva con la moglie e i figli . “Lara” se n’è andata a 85 anni senza farsi sentire né notare, in una Russia differente.
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STORIE D’AMORE FRA SCRITTORI: SIBILLA ALERAMO E DINO CAMPANA a cura di LINA LURASCHI  (per “Giramondo culturale”) 

PER  “ GIRAMONDO CULTURALE : STORIE D’AMORE FRA SCRITTORI “

Sibilla Aleramo e Dino Campana

 Dino Campana nasce a Marradi nel 1885 e Sibilla Aleramo( 1876 ) che di nome faceva Rina Faccio, si incontrarono per la prima volta nel 1916, lui aveva 31 anni, lei 40. Il primo era un poeta barbaro, folle, ossessionato, soprannominato “ il matto “ del paese sin dall’adolescenza, ma studiò fino ad iscriversi all’università. Sempre inquieto, partiva, fuggiva per viaggi misteriosi in Argentina, come testimoniato in alcuni suoi versi .

Lei era una donna fatale, bella, famosa e desiderata aveva tessuto storie d’amore con una serie di scrittori piuttosto famosi ; ha già pubblicato “Una donna”, manifesto per decenni del femminismo italiano. 

Anche il nome che si è scelta è tutto un manifesto programmatico, Aleramo è infatti l’anagramma di “amorale”, così si sente lei: spudorata, scandalosa,  autodidatta, scrittrice senza censure,  avversa ad ogni tipo di conformismo. 

Nel libro autobiografico, Sibilla racconta la sua adolescenza difficile, con l’abbandono da parte del padre, la demenza della madre e poi la vita adulta, il matrimonio “riparatore” con un marito non stimato, fino alla decisione di abbandonarlo, rinunciando dunque all’adorato figlio Walter. Qui finisce il romanzo e qui è tutto il suo dramma, attualissimo.

 Lui ha già subito ricoveri per crisi ossessive, le sue condizioni di salute destano preoccupazioni e i suoi “Canti Orfici” hanno ricevuto tiepide critiche e si rende conto che con la sola poesia non si può vivere, libro difficile e stratificato, fatto ti poesie e prose, di racconti di viaggio brevi ed onirici. È una delle storie d’amore più tormentate della nostra letteratura.

Sibilla arriva in quel piccolo paesino, Marridi , perché sedotta dalla bellezza dei Canto Orfici di Campana: da qui nascerà una passione furibonda, nonostante Dino soffrisse di una malattia venerea, la sifilide che portò anche  la sua malattia mentale a peggiorare, sempre più preda di folli ossessioni. 

 La follia iniziale di Dino è nella gelosia, soprattutto perché conosce sin troppo bene gli amanti di Sibilla – Carrà, Prezzolini, Soffici, Papini. Lei, grande conquistatrice , donna  eccentrica, scrittrice, dice d’amarlo e probabilmente lo ama davvero di un amore che solamente una come lei potrebbe concepire.
Lui, autolesionista  le chiede dei suoi amanti e lei ammette dando origine ad un  tormentato periodo di litigi e lasciando sgomenti chi vi assiste . La loro storia prosegue, finché nel gennaio del 2017  le condizioni della malattia di Dino non peggiorano ed è costretto ad essere rinchiuso in un ospedale. Tra i due inizia un rapporto epistolare: Sibilla lo cerca e rifugge, Dino la insegue ma non la trova.. finché ad un certo punto Sibilla non smise davvero di cercarlo ma, ormai, Campana non era più in grado né di vivere né di scrivere. Lui morì nel 1932, nell’ospedale psichiatrico dove fu internato, mentre Sibilla continuò a scrivere e a dedicarsi ai suoi giovani amanti fino al giorno della sua morte nel 1960.

Lina Luraschi 

Foto dal web

GIRAMONDO CULTURALE: FRA I CALVARI E LE CITTÀ DEL LIBRO a cura di LINA LURASCHI 

GIRAMONDO CULTURALE – Ultima tappa fra i Calvari e le Città del Libro

● KERGOAT – Chappelle de Notre Dame con Calvario e Cimitero
La Cappella Notre-Dame de Kergoat è un monumento che si trova nel comune di Quéménéven -(Finistere Bretagna). Rappresenta un’attrazione per i turisti durante il soggiorno nella regione.

E’ un paesino di circa 1.100 abitanti . Interessante, e meta di molti visitatori è appunto la Cappella situata all’interno di un Cimitero antico con l’immancabile Calvario.

 Cosa sono i Calvari ?

Pietra scolpita in verticale, i CALVARI, raccontavano i testi sacri, la vita di Cristo e dei Santi per immagini, con al centro la Passione e il Calvario. L’obiettivo era di farsi capire anche dalla gente semplice che non sapeva leggere. Per questo le figure sono ben definite con le teste sproporzionate rispetto al corpo per facilitare la comprensione delle espressioni. Venivano costruiti e commissionati a scultori e artigiani  per ringraziare la divina provvidenza per aver per esempio risparmiato il paese dalla peste o per chiedere perdono per chissà cosa. Spesso ad un calvario é associata una festa del perdono (appunto) a una data precisa dell’anno con processioni e costumi locali. Complessi religiosi di questo tipo sono molto numerosi in Bretagna: ne esistono una settantina soltanto nella Bassa Bretagna.

Foto di Lina Luraschi

● Fjærland  Norvegia. Città del libro.

Fino al 1985 Fjærland, cittadina norvegese il cui primo insediamento risale al tempo dei Vichinghi, era raggiungibile soltanto in barca. Qui libri e librerie si annidano nelle vecchie stalle e in diverse costruzioni rurali e da quando, nel 1996, la città ha aderito al progetto booktown, diventando una città letteraria, attrae ogni anno un flusso notevole  di turisti, tutti accomunati dall’amore per la lettura.

 Fjærland è una delle Booktown norvegesi poste ai piedi dello Jostedalsbreen, il più grande ghiacciaio dell’Europa continentale. Vecchi capannoni, case e persino un hotel sono stati trasformati in librerie che  sono aperte tutti i giorni dal 1 maggio al 21 settembre, ma la loro attività prosegue pure d’inverno, con minor frequenza e anche se “con la neve i librai devono trasportare i libri da un luogo all’altro sulle slitte, spesso trainate a forza di gambe“, racconta uno di essi.
Foto libreria tratta da web

GIRAMONDO CULTURALE:  I CALVARI DI FUESNANT E DI QUILINEN IN BRETAGNA a cura di LINA LURASCHI 

● IL CALVARIO DI FUESNANT – Bretagne

Fuesnant è un comune francese di circa 9.000 abitanti, nel dipartimento del Finistère, in Bretagna.

Assolutamente da visitare il Calvario che, anche se di piccole dimensioni, è uno fra i più belli della Francia, assieme a quello di Quilinen.

Si ipotizza che questo tipo di scultura  possa ricondursi alle croci che i primi Celti di religione cristiana solevano porre in cima ai menhir. È un monumento di granito con tantissime figure, all’ interno di chiese che rappresentano scene della passione, culminano poi in Cristo crocifisso e furono in parte costruiti per scongiurare la peste nel 500.

● CHAPPELLE DE NOTRE DAME DE QUILINEN – Finistère – Bretagne
 – IL CALVARIO DI QUILINEN uno dei più originali della Bretagna.

La cappella attuale Notre-Dame-de-Quilinen, in stile gotico e i suoi calvari, risalgono alla fine del XV secolo; la cappella di 500 anni, ad eccezione della torre campanaria che è crollata nel 1868 e ricostruita.

Ha una statua di Saint Pierre risalente al XVI secolo e molte altre statue policromi lignee come Notre-Dame-de-Bonne-Nouvelle, Notre-Dame-de-Pitié e un bel gruppo di Saint Yves litiganti del Quattrocento e del Cinquecento, altre statue antiche dello stesso periodo ( San Corentino, San Rocco, San Cado, Sant’Anna, Madre Vergine, Annunciazione ecc.) e un fascio di gloria; il suo portico conserva tracce di policromia .

Cosa sono i Calvari ?

Pietra scolpita in verticale, i CALVARI, raccontavano i testi sacri, la vita di Cristo e dei Santi per immagini, con al centro la Passione e il Calvario. L’obiettivo era di farsi capire anche dalla gente semplice che non sapeva leggere. Per questo le figure sono ben definite con le teste sproporzionate rispetto al corpo per facilitare la comprensione delle espressioni. Venivano costruiti e commissionati a scultori e artigiani  per ringraziare la divina provvidenza per aver per esempio risparmiato il paese dalla peste o per chiedere perdono per chissà cosa. Spesso ad un calvario é associata una festa del perdono (appunto) a una data precisa dell’anno con processioni e costumi locali. Complessi religiosi di questo tipo sono molto numerosi in Bretagna: ne esistono una settantina soltanto nella Bassa Bretagna.

Il Calvario di Quilinen, costruito nel XVI secolo, ha tre croci, il cui centro è quello di Cristo e tutto intorno sono statue degli apostoli e di vari santi come Saint Yves e una bellissima Pietà. Questo Calvario di Quilinen è una delle più originali della Bretagna perché è costruita su una base composta da due triangoli che formano, a causa dello spostamento, una struttura a stella con sei rami (una stella di David ). Le statue mostrano tracce di pittura e doratura.

I danni causati dall’uranio 15 ottobre 1987 hanno richiesto importanti lavori di restauro che hanno avuto inizio nel 2013.

Lina Luraschi 

Foto di Lina Luraschi 

GIRAMONDO CULTURALE: BÉCHEREL e MONTOLIEU a cura di LINA LURASCHI 

GIRAMONDO CULTURALE:  BÉCHEREL e MONTOLIEU 

● Bécherel, in Bretagna, un villaggio diventato Città del Libro: ha circa 800 abitanti e 13 librerie .

Se siete appassionati di letteratura, sicuramente durante le vostre vacanze, inserite anche un tour letterario, a caccia di luoghi pieni di librerie, di eventi culturali, o che hanno dato i natali ad uno scrittore conosciuto.

Bécherel si trova a circa 30 km da Rennes  enel 1989 è diventata la terza città del libro in Europa e la prima in Francia. Ospita librerie e bouquiniste, ovviamente, ma anche antiquari, galleristi, scultori, illustratori.
 Tutto nasce nel 1986 quando, con l’impulso dell’associazione culturale Savenn Douar, il paesino viene scelto come luogo di sviluppo di progetti culturali in un ambiente di campagna. All’inizio si tratta di concerti, gruppi di lettura, eventi gastronomici e di valorizzazione della cultura bretone.

Poi, gli organizzatori, scoprono l’esistenza in Europa di due villaggi del libro e ne copiano le iniziative; così si promuove la Notte Del Libro, La Primavera dei Poeti e la Festa del Libro.

Il libro diventa in realtà un “pretesto” per un calendario culturale molto sfaccettato. Mostre, concerti, laboratori per bambini, esposizioni di fumetto, incontri con autori bretoni nei suoi caffé letterari. Se passate da quelle parti, non sarà tempo perso dedicandogli una visita… e chissà che tornando in Italia, non si porti uno spunto analogo per le nostre città.

Foto L.Luraschi

● Montolieu paesino nel cuore  del Cabardès,  si è conquistato meritatamente il  soprannome di “villaggio del libro”.  È un comune francese di  784 abitanti situato nel dipartimento dell’Aude nella regione dell’Occitania.

Si trovano una quindicina di librai, una galleria di venditori di libri usati, artigiani del libro e il museo Michel Braibant, rilegatore e appassionato bibliografo.

Interamente dedicato alle arti e ai mestieri del libro, questo museo illustra la storia del libro, dalla nascita della scrittura sino allo straordinario sviluppo della tipografia e della stampa.

Vi si promuovono laboratori pratici e didattici su tipografia, calligrafia, miniatura, incisione, rilegatura o illustrazione e numerosi eventi culturali vivacizzano questa località dalla storia molto antica come testimoniano resti preistorici quali il mnhir Guittard.

Montolieu è conosciuto come Libro Village con i suoi quindici negozi di libri di antiquariato e usato e Museo di Arti e Mestieri del Libro, ma la sua storia è molto più antica. Testimoniano i resti preistorici, come menhir Guittard, o le coppe di pietra e croci scolpite.

Negli ultimi quindici anni, il villaggio è stato il luogo di residenza di Kevin Ayers, cantautore e musicista inglese degli anni sessanta e settanta, qui deceduto in data 18 febbraio 2013.

Lina Luraschi 

Foto dal web

GIRAMONDO CULTURALE: VERSO LA SCOZIA by LINA LURASCHI 

Siamo alla prima tappa della rubrica GIRAMONDO CULTURALE  e ci fermiamo a WIGTOWN: è una paesino della costa sud-occidentale della SCOZIA, si trova  nella penisola di Machars di fronte alla baia di Wigtown, un’insenatura del Mare d’Irlanda . Ha una popolazione inferiore ai 1.000 abitanti ed è conosciuta per eccellenza, come La Città Del Libro della Scozia: si contano circa 11 librerie, diverse case editrici tipografie e legatorie.

Ogni anno, si svolge un rinomato BOOK FESTIVAL: nel 2017 sarà dal 23 settembre al 1° ottobre.

Nel paese esiste la libreria OPEN BOOK, che ha la caratteristica di ospitare per un massimo di due settimane, due persone, facendo gestire loro tutte le attività del libraio, con libertà di orari, ma garantendo un minimo fisso di ore di presenza. Si coniuga così, un’esperienza di turismo e di scambio culturale. I turisti che decidono di affrontare questa esperienza, saranno affiancati da volontari del Book Festival. Si organizzano eventi, reading e serate a tema.

È la prima e unica inziativa, a tutt’oggi nel mondo, della cosiddetta “vacanza in libreria”.

Per gli amanti di Harry Potter, Wigtown è la sede dei Wingtown, squadra dell’immaginario gioco di Quiddicht.

Tappa obbligatoria ad ALLOWAY, paese natale di Robert Burns per una visita al cottage dove nacque il poeta: due stanze arredate con semplicità e fra le antiche rovine della chiesa e del ponte citate nel poemetto Tam O’ Shanter. L’antica chiesa era già un rudere al tempo del poeta e le storie di paura e di mistero che aleggiavano attorno a questo sito, hanno ispirato appunto Tam O’ Shanter (1790). Il poemetto epico di Burns Tam o’ Shanter racconta la storia di un uomo che si è fermato a bere all’osteria fino a tarda notte e al ritorno visioni spaventose lo terrorizzano come la danza delle streghe descritta qui di seguito. Una curiosità: a Burns è stato intitolato il cratere Burns, sulla superficie di Mercurio.
Stregoni e streghe danzanti: 

Non cotillon, alla nuova maniera francese,

Ma corni, gighe, stracci, forche

Mettevano vita e forza nei loro talloni.

Il legame tra il poeta e la natura, lo si evince ancora oggi nel BURNS MONUMET & GARDEN, progettato da un architetto scozzese immerso in un variegato giardino.

Legata al poeta anche la cittadina di DRUMFIES  dove il poeta vi trascorse gli ultimi anni, una casa fatta in pietra locale e vari oggetti appartenuti a Burns. Al Robert Burns Center troviamo esposti diversi suoi oggetti.

Terminiamo questo tour letterario visitando ABBOTSFORD, la dimora di Sir Walter Scotto, famoso scrittore: si ammira il suo studio, la biblioteca il salotto e le armerie.

A cura di Lina Luraschi

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