INTERVISTA A IZABELLA TERESA KOSTKA – autrice del libro “KA_R_MASUTRA”. A cura di SABRINA SANTAMARIA.

Intervista a Izabella Teresa Kostka – autrice del libro “KA_R_MASUTRA “. A cura di Sabrina Santamaria.

S.S.: Cosa significa per te femminilità, qual è a tuo giudizio il miglior modo per esprimerla?

I.T.K.: Buongiorno Cara Sabrina, innanzitutto ti ringrazio per questa intervista, è sempre un piacere per me. Il termine “femminilità” ha per me un significato molto complesso, sia fisico che spirituale. Ovviamente preferisco focalizzare la mia attenzione sul secondo per evitare la banale e superficiale commercializzazione delle “curve” donateci da Madre Natura. La vera, fine femminilità appartiene, secondo me, alla sfera del nostro sentire, della percezione della realtà che ci circonda e del nostro rapporto con il prossimo: l’empatia, la pazienza, la sensibilità e l’attitudine a donare il supporto agli altri, il coinvolgimento personale nelle sofferenze altrui e la voglia di portare il proprio aiuto, l’intelligenza sensoriale, l’intuito e, ultimamente molto trascurato, il fascino raffinato dell’eleganza assai lontano dai nostri tempi volgari. La femminilità è anche l’orgoglio e il coraggio di essere donna in qualsiasi situazione, pure nell’estrema difficoltà. Sicuramente non menzionerei, tra gli attributi di una vera femminilità, seni, sederi e bocche inutilmente rifatti. Purtroppo, negli ultimi tempi, la fisicità spesso “artificiale” ha soppresso le altre e più importanti doti femminili. Ciò mi dispiace molto perché, qui oserei un’espressione piuttosto forte, siamo viste soprattutto come “merce e divertimento maschile”.

S.S.: Per te femminilità ed espressione poetica coincidono perfettamente in una donna? Se sì, qual è l’apice in cui si incontrano?

I.T.K.: Non credo che la femminilità sia per forza legata alla poesia, ci sono anche tanti ottimi poeti uomini. Comunque esiste questa tendenza e preferenza di genere. Probabilmente la natura femminile, essendo sottoposta a numerosi turbamenti sentimentali e ormonali, cerca spesso uno sfogo. Noi donne siamo come spugne che assorbono i mali e i dolori di questo Mondo, soffriamo come la biblica Maddalena sotto la croce e ci piace esternare il nostro ego interiore attraverso la scrittura. Vogliamo essere ascoltate, ne abbiamo bisogno.

S.S.: Dalla lettura della tua silloge poetica ho percepito che la poesia può affrontare qualsiasi tematica. Pensi davvero questo?

I.T.K.: Decisamente sì. Credo che la poesia debba finire con la finta e assai arcaica idealizzazione della realtà. Infatti, per me non esistono tabù, posso scrivere senza alcun imbarazzo testi che riguardano sia temi di impegno civile, come alcune piaghe della società moderna (prostituzione, ambiente, femminicidio, guerre, terrorismo, stupri, pedofilia, omofobia), sia argomenti più intimistici (morte, sesso, abbandono, tradimento, maternità, fede etc.). Attraverso la mia scrittura tendo ad essere una testimone del nostro secolo, non un relitto del passato.

S.S.: Quali consigli daresti ad un poeta che si accinge a scrivere le sue prime poesie?

I.T.K.: Essere coraggioso e sempre se stesso, non arrendersi alle prime sconfitte (quelle non mancheranno mai!), non cedere alle false lusinghe né spezzarsi sotto il peso delle critiche, ma essere sempre fedele al suo sentire. Serve tanta resistenza, tanto lavoro per crescere e maturare sempre (migliorare la stilistica e il linguaggio), bisogna leggere e confrontarsi con gli altri, essere aperti al Mondo e ai suoi mutamenti. Nel labirinto dei social network consiglio di non badare ai like e alla quantità di followers. Paradossalmente i più grandi consensi trovano gli scritti mediocri e facili da capire, quelli più di spessore devono affrontare un percorso più faticoso. Determinazione e passione non possono mancare.

S.S.: In quale occasione hai scoperto la tua passione per la poesia? Raccontami la tua esperienza.

I.T.K.: Non è stata una scoperta ma un percorso naturale costruito in maniera spontanea. Sono cresciuta in una famiglia di artisti, sono maturata venerando l’arte in ogni sua forma e sfumatura, mi sono laureata con lode in pianoforte ma, dopo un incidente invalidante in palestra di circa 6 anni fa, ho dovuto cessare la mia attività pianistica. Non riuscivo ad immaginare la vita senza l’arte, non potevo farne a meno, allora ho deciso di dedicarmi alla Musa della letteratura, della poesia che, secondo me, potrebbe essere definita come “la musica delle parole”. Ho combattuto contro una pesante depressione e la scrittura mi ha permesso di vincere questa grande battaglia personale per la sopravvivenza.

S.S.: Chi è il vero sognatore? Egli è il poeta?

I.T.K.: Il sognatore è colui che non si arrende mai, comunque vada. Prosegue per la sua strada nonostante abbia spesso tutti contro, vive in una dimensione un po’ utopica che, lui stesso, vorrebbe rendere reale e vera. Il sognatore è un eterno guerriero, un profeta dell’Impossibile. Un sognatore è un animo ribelle che non si sottomette ma sfida la realtà e le regole.

S.S.: Qual è, a tuo giudizio, l’espressione più alta dell’amore? In quale misura l’artista ne può essere il portavoce?

I.T.K.: L’amore ha molteplici sfaccettature, per ciascuno di noi la sua espressione più alta può avere le forme diverse. Personalmente credo che la sua essenza principale si manifesti nell’empatia, nella misericordia, nel desiderio di donare e non soltanto di prendere, nell’accettazione delle diversità, dell’indipendenza e della libertà del prossimo. L’amore possessivo è una malattia, corrode e distrugge tutto. Questo vale sia per l’amore tra uomo e donna, sia per quello materno o paterno: l’amore, per durare, ha bisogno di spazio, non deve essere preteso ma ottenuto e donato volontariamente. L’arte, come libera espressione dell’intelletto e del sentire umano, può sicuramente mostrare nuovi orizzonti, la pura dimensione affettiva dell’amore.

S.S.: Quali sono i tuoi prossimi progetti letterari? Stai lavorando ad un nuovo figlio letterario?

I.T.K.: I miei futuri progetti sono sicuramente legati al movimento del Realismo Terminale fondato dal poeta lombardo Guido Oldani. Una stilistica alla quale mi sono avvicinata nel 2016, trovandola estremamente stimolante, priva di inutili e artificiali fronzoli, diretta e rivoluzionaria. Voglio dedicarmi anche alle presentazioni del mio ultimo libro “KA_R_MASUTRA” (edito da Kimerik Edizioni) e alla prossima, audace sfida letteraria. Non vorrei svelare di più perché adoro sorprendere, sono molto poliedrica e non temo la sperimentazione.

S.S.: Qual è il ruolo del poeta nella società contemporanea secondo te?

I.T.K.: La società contemporanea lascia poco spazio alla poesia. Ogni suo adepto è un combattente, un guerriero, un Don Chisciotte moderno che sfida i mulini a vento. Per sopravvivere e lasciare qualche traccia del nostro passaggio dobbiamo avvicinarci alle problematiche dei nostri tempi, essere “testimoni” dell’epoca in cui viviamo. Dobbiamo essere visti come persone vere in “carne e ossa” che descrivono la verità e “non planano nell’idiliaco paese delle meraviglie”. La poesia non attira il lettore perché, nonostante la sua innegabile forza d’espressione, è vista come qualcosa di distaccato, estraneo ai nostri brutali tempi. Nulla di più sbagliato! Per sfatare questi miti serve la ricerca di un linguaggio nuovo e di una stilistica più aderente al XXI secolo.

S.S.: Con questa tua ultima raccolta hai avuto eliminare alcuni tabù sociali ed affrontare alcune tematiche che, in genere si pensa, non si addicano al genere poetico come ad esempio la sessualità?

I.T.K. Nel libro “KA_R_MASUTRA” ho deciso di sfidare il lettore, di creare polemiche creative e di osare l’impossibile. Non esistono tabù, siamo tutti peccatori espulsi dall’Eden e nessuno può giudicare il prossimo. La sessualità al confronto con la profonda spiritualità, l’estremo erotismo che sfida le sofferenze dell’umanità dovute al peccato primordiale, la femminilità ferita rinchiusa nel guscio dell’abbandono, la sessualità perversa che tenta di saziare l’eterna fame d’affetto e, infine, la sconfitta dell’essere umano condannato al Calvario dall’inizio dei tempi. Tutto questo ho descritto nei due capitoli usando un linguaggio ricco di immagini contemporanee, simboliche e allegoriche, una stilistica molto diretta basata sull’immediatezza comunicativa e, spesso, molto coraggiosa. Mi piace stuzzicare e provocare il lettore indirizzandolo verso una profonda riflessione esistenziale.

Intervista rilasciata da Izabella Teresa Kostka a Sabrina Santamaria,
Milano 13.06.2018.
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INRERVISTA A TANIA SCAVOLINI a cura di IZABELLA TERESA KOSTKA

INTERVISTA A TANIA SCAVOLINI a cura di Izabella Teresa Kostka

1. I.T.K.: Carissima Tania, è un piacere ospitarTi sulle pagine del VERSO – SPAZIO LETTERARIO INDIPENDENTE.
Sei un’ artista poliedrica ed eclettica, ti trovi a tuo agio sia generando intensi e scaltri versi poetici, sia dipingendo o disegnando con successo. Qual è il significato dell’arte per Te? Ti senti realizzata oppure sei alla ricerca infinita di un impeccabile e personalizzato linguaggio artistico?

T.S.: Cara Izabella è un grande piacere anche per me essere ospitata sulle pagine del “Verso” e ti ringrazio dell’intervista. Sono effettivamente una persona poliedrica, con tanti interessi in diverse forme artistiche. In qualità di artista, sento di poter offrire il mio contributo con il personale bagaglio di esperienza nella poesia e nella pittura, ma sono anche un’amante, come semplice spettatrice, di altre forme artistiche quali la scultura, la fotografia, il cinema, la musica e il teatro. L’arte secondo me è l’espressione massima dell’Io dell’artista, che può estrinsecare la sua interiorità o anche ciò che la sua personale lente può osservare del mondo circostante portandola, attraverso la sua espressività, ad essere oggetto di fruizione a vantaggio di tutti. L’arte in questo modo diventa universale.
Sono sempre in continua ricerca per soddisfare un’esigenza personale di miglioramento dello stile per quanto riguarda la poesia, e delle tecniche pittoriche per quanto riguarda la pittura. In poesia, l’esigenza di creare un buon livello stilistico mi rende soddisfatta, ma ritengo non sia sufficiente. Dico spesso che la poesia non è un’equazione matematica il cui risultato è il componimento perfetto, dico anzi che deve piacere, toccando determinate corde empatiche. Questo succede solo quando i versi sono veicolo di trasmissione di stati d’animo emozionali che viaggiano fino al cuore del lettore. Quando ciò accade mi sento veramente realizzata.

2. I.T.K.: Come poetessa hai pubblicato su numerose importanti antologie collettive e su tue individuali raccolte monografiche, attingendo l’ispirazione ad un mosaico di variopinta tematica. Ultimamente è uscito il tuo nuovo libro di poesie dedicato integralmente all’impegno sociale. Come mai questa scelta? Parlaci della tua ultima opera.

T.S.: Ho sempre creduto nell’idea di questo libro dal titolo “Urla dal silenzio”. Un’intuizione già accarezzata molti anni fa e finalmente realizzata tramite la ricerca di temi sociali a cui volevo porre un accento di rilievo, raccogliendo sia poesie già scritte nel corso degli anni, sia poesie inedite. È la mia quinta raccolta, la seconda pubblicata dalla CTL Editore Livorno, e l’esigenza di scrivere un libro di poesie interamente a sfondo sociale è stata avvertita per assolvere un preciso dovere d’impegno civile. Poesia di denuncia quindi che ritengo possa scuotere le coscienze spesso intorpidite dall’indifferenza in cui i versi si trasformano in ponte immaginario tra le realtà più disagiate, emarginate, abusate e la cosiddetta società civile. Il titolo è nato spontaneamente pensando alle urla degli oppressi che subiscono gravi soprusi, che si levano inascoltate contro il silenzio dell’indifferenza della società. La cover è stata disegnata da me ed elaborata poi fotograficamente e ritrae una giovane madre migrante col suo figlioletto in braccio, avvolti in una coperta appena sbarcati da un barcone. La raccolta è dedicata a Zihindula, la bambina congolese ora adolescente che ho adottato a distanza e che considero fortunata rispetto a tante sue conterranee, e che rappresenta un messaggio di speranza affinché tante situazioni di conflitto e disagio, di emarginazione e abusi, di violenza e di violazione dei diritti umani, possano un giorno non lontano migliorare, anche grazie alla sensibilizzazione, se non di tutta, di una parte dell’umanità.
Le dieci tematiche sono: disabilità e diversità, emarginazione, problemi legati al mondo del lavoro, migranti, abusi sui bambini, violenza contro la donna e femminicidio, mutamenti ambientali, disagi legati alla vecchiaia, terrorismo e guerra.
“Urla dal silenzio” è anche una raccolta di brevi racconti che introducono ai vari temi e sono per lo più tutti inediti. Sono da considerarsi come una porta che si apre su una stanza oscura che ci fa orrore e paura, ma che bisogna aprire per prenderne coscienza e conoscenza.
In ultimo, vorrei sottolineare che la prefazione attenta ed incisiva è stata sapientemente scritta dalla critica letteraria Marzia Carocci, persona che stimo enormemente, di estrema sensibilità e acutezza di analisi e che colgo l’occasione di ringraziare per aver compreso immediatamente quale fosse il mio messaggio e il mio intento.

3. I.T.K.: George Bernard Shaw disse: “Il peggior peccato contro i nostri simili non è l’odio ma l’indifferenza: questa è l’essenza della mancanza di umanità.” Sei d’accordo con questa affermazione? Secondo te la poesia e la scrittura di carattere sociale riusciranno a frantumare il muro dell’odio, sofferenza e disuguaglianza che ci circondano oppure, come spesso accade, rimarranno soltanto sugli scaffali delle librerie senza giungere al cuore dei lettori? Credi che questa tematica poco commerciale possa attirare l’attenzione delle masse?

T.S.: Sono assolutamente d’accordo con l’affermazione di Shaw a cui aggiungerei anche quella di Gramsci: “Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.”
Non so se la poesia e la scrittura a sfondo sociale riusciranno a frantumare il muro dell’indifferenza, e quindi scuotere coscienze prive di umanità, ma certamente nutro questa speranza. La tematica sociale è poco commerciale, non sufficientemente pubblicizzata, non se ne esalta il suo valore intrinseco e se anche venduti questi libri rischiano davvero di fare solo bella presenza nelle librerie, ma confido nei pochi che invece ancora non solo leggono questi libri ma ci riflettono sopra, ne fanno argomento di discussione, divulgandone i concetti di fondo e sensibilizzando anche altri possibili lettori. Una specie di catena umana che possa via via attirare sempre più persone.

4. I.T.K.: Sei un’artista a 360°, secondo Te qual è il futuro dell’arte nel nostro mondo sempre più ostile e meccanizzato? La supremazia dell’AVERE E APPARIRE sull’ ESSERE E SENTIRE lascia ancora qualche spazio alla sensibilità e fragilità dell’essere umano?

T.S.: Io credo che la storia sia composta di cicli e che in questo momento sicuramente l’arte è relegata ad un ruolo marginale e spesso di nicchia. Così non era molti anni fa e ciò si poteva riscontrare in tutte le arti, dalla pittura, alla poesia alla drammaturgia ecc. ecc. Un impoverimento culturale complessivo a cui non possiamo che assistere impotenti, continuando però a coltivare e a promuovere iniziative tese ad un risveglio della cultura in generale. Certo, il passaggio dall’essere, che ha contraddistinto le epoche precedenti, all’avere e apparire dei tempi attuali, complica la penetrazione dei valori espressi nell’arte. Tuttavia non sono affatto pessimista ed anzi, proprio la mia incessante ricerca di emozioni in forma poetica e talvolta in forma pittorica, mi spinge a sperare in un nuovo rinascimento dell’interesse per l’arte in generale, che saprà unire le forme tradizionali a quelle più innovative. Avremo bisogno in sintesi di uscire da meccanismi di puro business ed entrare in una fase nella quale si faccia cultura senza sottostare alle logiche di mercato, o peggio di speculazione che sviliscono l’artista vero e che a volte promuovono la mediocrità.

5. I.T.K.: In Italia si legge sempre di meno eppure… gli scrittori e gli aspiranti poeti sbocciano su internet come le margherite in primavera. Secondo Te è soltanto la corsa per un facile apprezzamento (like) oppure la voglia di ritrovare il perduto valore della letteratura? Al popolo mancano le emozioni oppure abbiamo a che fare con il fenomeno dei “contemporanei Narcisi”?

T.S.: È vero Izabella, si legge sempre meno e questo è un peccato. Il fluire veloce del tempo a volte è nemico della lettura in pieno relax, ma oltre a questo c’è anche da parte di tanti, una disaffezione alla lettura per l’assenza di questo desiderio. Nonostante ciò prolificano sui social e su piattaforme dedicate, aspiranti scrittori che sembrano avere un certo seguito, forse perché la lettura è veloce e raggiunge proprio tutti facilmente. Per quanto riguarda la nascita sorprendente di un gran numero di scrittori, credo sia un fenomeno dei tempi attuali in cui sono tanti a scrivere, ma pochi in modo apprezzabile. Diceva la grande Alda Merini, la casa della poesia non avrà mai porte e nel web c’è posto per tutti davvero, ma non nel senso che intendeva la Merini. E molto diffuso il concetto dell’apparire piuttosto che del sentire ed essere, quindi subentra un certo narcisismo e una conseguente corsa agli apprezzamenti (like) che sicuramente non porta al miglioramento delle proprie attitudini o capacità, ma piuttosto al solo esibizionismo. Di contro apprezzo e stimo tanti poeti e scrittori, di cui leggo i componimenti in versi o narrativi, con cui mi congratulo spesso sinceramente perché hanno indiscusse qualità letterarie. Non a caso sono scrittori che conservano una certa semplicità e dignità nel proporsi sul web.

6. I.T.K.: Qual è la differenza tra “TANIA – DONNA” e “TANIA – SCRITTRICE”? Secondo Te il fatto di “essere femmina” influenza il modo di scrivere e di percepire il Mondo?

T.S.: La differenza tra la Tania-donna e la Tania-scrittrice in fondo credo non ci sia. Il mio approccio col mondo, con la società è lo stesso sia come donna che come scrittrice. I miei scritti sono spesso la prosecuzione delle mie riflessioni. Il mio carattere di donna, che si batte contro le ingiustizie sociali, trapela prepotente dai miei scritti, il mio rispetto per altrui religioni, etnie, ecc. lo si può individuare facilmente nelle poesie a sfondo sociale. Come anche l’impotenza, la frustrazione a volte per non riuscire a vedere nella società attuale cambiamenti significativi. Anche per le poesie più intimiste che mettono a nudo l’animo, si può rintracciare ciò che sono io: un misto di fragilità e forza insieme, sia per poesie con riferimenti auto-biografici che per altre in cui riesco ad immedesimarmi in persone che conosco appena, ma che suscitano l’ispirazione. Certamente gli eventi dolorosi e difficili della vita che tutti attraversano in un modo o nell’altro, lasciano una traccia indelebile che può rafforzare o indebolire.
In me ci sono ambedue i fattori, dando vita a operazioni di sottrazione o addizione interiore a seconda del momento, della situazione e condizione d’animo, a seconda del grado di sofferenza. Sicuramente il sostegno dell’amore della mia famiglia, come anche l’amore che nutro per la vita stessa e per le persone per me importanti, mi permette di reagire in ogni caso, e la scrittura ne è una rappresentazione diretta. Il fatto di essere donna, mi permette di esplorare a 360° l’animo umano, sfruttando quel sesto senso tipico di noi appartenenti al sesso femminile. Ritengo infatti che le donne abbiano una percezione più ampia e maggiormente sensibile rispetto agli uomini della visione della realtà e della vita stessa. Fatte le debite eccezioni ovviamente per uomini che riescono a captare le medesime sollecitazioni, rispondendo alle stesse, seppur con modalità diverse, ma con uguale sensibilità.

7. I.T.K.: Sei sicuramente una poetessa di grande spessore, ti senti già realizzata oppure, come tanti artisti del passato, sei “tarlata” dai dubbi, dalle paure e dalle insicurezze personali? Come vorresti che fosse vista dai posteri la Tua poesia? Che cosa desidereresti trasmettere alle prossime generazioni?

T.S.: Con il mio ultimo libro di poesia sociale ho realizzato un altro obiettivo, ma come anche tu sai bene per essere anche tu scrittrice di talento, non si smette mai di ideare e voler vedere realizzati altri progetti. Quindi a breve riprenderò a riflettere su quale potrebbe essere il mio prossimo lavoro, non perché non sia soddisfatta di ciò che ho creato finora, ma perchè ritengo che l’artista debba continuare a cercare nuovi stimoli e nuovi traguardi, in qualsiasi modo e a qualunque età. Ammiro tantissimo gli artisti che pur molto anziani proseguono nel produrre opere, perché si sentono ancora di poter offrire qualcosa al mondo. Senza nessuna velleità di fama, vorrei che la mia poesia fosse vista dai posteri come poliedrica come sono io, malinconica, potente, profonda, diretta e senza orpelli come un pugno al centro dello stomaco, languida come lacrime che inumidiscono gli occhi, graffiante come i brividi di forti emozioni sulla pelle. Uno dei desideri più grandi che vorrei trasmettere ma non necessariamente per le mie poesie, è quello che le prossime generazioni imparino ad amare la Poesia in generale e che, una volta amata, non ne facciano mai a meno. Saranno persone non solo più ricche di sentimento, ma anche di compassione e di sensibilità, che a mio giudizio sono pregi incommensurabili.

I.T.K.: Carissima Tania,
Ti ringrazio per questa interessante conversazione che sicuramente ha emozionato tantissimo i nostri lettori. Ti auguro un meritato successo, tanta ispirazione artistica e soddisfazione personale. Che la Poesia sia con noi e… alla prossima volta!

T.S.: Carissima Izabella, è stato piacevolissimo discorrere con te, di così interessanti argomenti.
Grazie per la bella intervista e per gli auguri.
Un saluto a tutti quelli che ci leggeranno, e a presto.
Tania

L’intervista rilasciata da Tania Scavolini per il blog culturale “VERSO – spazio letterario indipendente” a cura di Izabella Teresa Kostka

18.02.2018

Tutti i diritti riservati

● TANIA SCAVOLINI RECITA ALCUNE SUE POESIE TRATTE DAL LIBRO “URLA DAL SILENZIO”

Per ascoltare seguite il link allegato:

https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=Wur0hS7Uk5U

● NOTA BIOGRAFICA DELL’ARTISTA

Tania Scavolini è nata a Roma il 10 ottobre 1959. Le sue passioni fin da bambina sono la pittura e la scrittura. Dal 2009 al 2012 ha collaborato come redattrice presso un sito di poesia. È risultata in diversi concorsi finalista, (50° Marcelli a Senigallia, Quelli che a Monteverde-Roma, Premio di Poesia Circolare -Barcellona Pozzo di Gotto, Donne sulle tracce di Eva-Roma, concorso In Vita) in altri ha riportato menzioni d’onore e targhe per le sue poesie e sillogi. Ultimi riconoscimenti sono nel 2016 Premio speciale per la musicalità del verso al Concorso Letterario Naz.le “Una perla per l’oceano”, nel 2017 Premio Speciale del Presidente di Giuria del 2°Premio Libri Editi Poesia e Narrativa Antonia Pozzi TraccePerLaMeta per il libro “Riflessi in volo” ed. CTL Livorno. Molte sue liriche sono in antologie edite da Ed. Creativa, Ursini Edizioni, TraccePerLaMeta Ed., Poetikanten Ed. Con la silloge “Ali di lieve battito” è stata inserita nell’Antologia “ Melancholy Collection” ed. da Rupe Mutevole presentata alla Fiera del libro di Francoforte 2015. Nel 2016 sue poesie sono state pubblicate su riviste on-line, tra cui la rivista letteraria del sito http://www.larecherche.it., la Liburni Arte e poesia e la rivista Euterpe. Altri prestigiosi inserimenti sono quelli di sue opere nelle Antologie Proustiane a cura del sito http://www.LaRecherche.it. anno 2016 e 2017. E’ stata nel 2017 giurata del concorso di poesia Amoroma-club amici Escluso Mortimer. Ha pubblicato finora cinque libri di poesie: 2010 “Squarci di cielo”, 2011 “Mare e Terra”, 2012“Diario di un’assenza”, 2016 “Riflessi in volo”, 2017 “Urla dal silenzio” editi entrambi da CTL Editore Livorno.

INTERVISTA A DOMENICO GAROFALO a cura di SABRINA SANTAMARIA

Intervista a Domenico Garofalo

● S.S.: Quando è stato il tuo primo incontro con la letteratura? Raccontami il tuo imprinting con la poesia…

D.G.: Ho iniziato presto, ovvero l’età in cui molti ragazzi iniziavano a scrivere sui diari i loro segreti le loro emozioni i loro innamoramenti. Ti parlo di metà anni ‘80. Inizio con brevi versi scritti su una agenda ritrovata poi nel 2012.

● S.S.: Cosa significa per te essere un poeta? La poesia si avvicina ad un’elevazione dello spirito come sosteneva Platone?

D.G.: A parte il fatto che i poeti hanno ben altra possanza, io non lo sono, per me la poesia è esprimere e dare forma all’anima attraverso schizzi di inchiostro sui fogli bianchi. Mostrare chi sono a chi ha il piacere di seguirmi nella lettura.

● S.S.: Quali consigli daresti ad un giovane scrittore? Qual è a tuo parere la ricetta vincente per un poeta?

D.G.: Scrivere, scrivere, scrivere tutto quello che da dentro spinge per uscire, superando a volte la fase critica della vergogna.

● S.S.: Per te hanno più rilievo la metrica e lo stile o piuttosto il contenuto veicolato da una poesia?

D.G.: Io non seguo metriche o stili. Seguo il sentire che ho dentro. Molte delle mie poesie sono scritte in fasi di trance dove il mio pensiero il mio spirito il mio osservare vanno a cercarsi.

● S.S.: Quale mito della letteratura italiana porti ancora con te e ti ha accompagnato sempre durante la stesura dei tuoi capolavori?

D.G.: Non vorrei deludere nessuno ma i miei miti non sono italiani. Io amo profondamente Pablo Neruda e Henry Charles Bukowski. In diverse poesie escono fuori in modo prepotente e meraviglioso.

● S.S.: L’opera “Caffè schiumato” è per il lettore un dolce invito a vivere la propria quotidianità con incoraggiamento o un punta di lieve ironia?

D.G.: “Caffè schiumato” dice al lettore questo: fai tue le poesie e vivi i tuoi giorni nella consapevolezza che puoi essere felice a tutti i livelli. Amore, amicizia, fratellanza e non per ultimo il sesso.

● S.S.: “Acquarelli” è il tentativo di accostare i tuoi versi alle tinte di colori di un dipinto?

D.G.: “Acquarelli” è il modo di trattare in maniera delicata argomenti come l’amore adolescenziale e materno, importanti nella fase di crescita di ogni essere umano.

● S.S.: Il tuo secondo libro “Cambio matita” ha profondi significati in quanto racchiude tematiche di denuncia sociale. Quali esperienze personali ti hanno spinto appunto a “cambiare matita”?

D.G.: Il desiderio di dire la mia e anche quello di sfatare un luogo comune: i poeti scrivono e raccontano dell’amore. I poeti s’incazzano anche per le ingiustizie e i soprusi di questa poco civile e moderna società. Io ho cercato di raccontare anche questo aspetto.

● S.S.: La pubblicazione del tuo ultimo libro quali stati d’animo ti ha trasmesso? Quali emozioni pensi di suscitare al lettore?

D.G.: Il mio ultimo libro uscito a novembre 2017 è anche il mio primo romanzo. “Chiedi alla neve” il suo titolo. Una storia che da moltissimi anni mi girava e rigirava dentro me. Affrontare il tema dell’anziano e della parte finale della propria vita mi ha affascinato. Cercando di essere possibilmente delicato e rispettoso dei loro sentimenti.

● S.S.: Raccontaci dei tuoi futuri progetti e pubblicazioni…

D.G.: Ora sono preso dal fare conoscere “Chiedi alla neve” con presentazioni e interviste. Ho pronte altre due silloge poetiche e un secondo romanzo in fase di scrittura. Nel prossimo anno uno di questi libri uscirà in stampa.

Voglio chiudere ringraziando, per lo spazio concessomi te Sabrina e tutti i lettori che leggeranno i miei libri donandomi felicità.
Abbiamo bisogno della poesia perché non basta mai l’amore e abbiamo bisogno di credere che non è mai troppo tardi per essere felici.

Intervista a cura di Sabrina Santamaria

NOTA BIOGRAFICA

Domenico Garofalo è nato a Torino nel 1959.
Diplomato in elettronica, lavora come Informatore Medico Scientifico per una nota azienda del parafarmaco della provincia di Milano.
Dopo anni passati a gettare nel cestino i suoi scritti, decide nell’autunno del 2012 di conservare tutto. Il cuore e l’anima lo affascinano nelle loro sfumature, e sono presenti in molte sue poesie.
Ottobre 2013 esce la sua prima silloge poetica “ACQUARELLI” edita da Narrativaepoesia di Roma.
Ha fatto presentazioni a Roma e Torino nell’autunno 2013.
Partecipa ad alcuni concorsi letterari entrando in antologie poetiche come: Ali Penna D’Autore, LCE “ Il volo del poetare “, Associazione Artemia, Premio La Rocca Scaligera.
Nel mese di Aprile 2014 compie un breve tour nelle città di Messina e Reggio Calabria, dove presenta le sue poesie alla Feltrinelli di Messina e alla Libreria Culture di Reggio Calabria.
Con le scuole Medie di Messina indice un concorso per pubblicare nel suo prossimo libro alcune delle poesie composte dai ragazzi.
Nel mese di luglio ha presentato il suo libro nella Terra del Mito a Bacoli (NA) presso la casina Vanvitelliana.
Nel mese di Ottobre a Roma (Palazzo Barberini) presso il Circolo Ufficiali dell’Esercito per continuare a parlare di poesia, e a fine novembre ritorna in quel di Messina per la Commemorazione dei Caduti di Nassiriya.
Ha pubblicato nel mese di marzo 2015 il secondo libro di poesie, “CAMBIO MATITA” con Alter Ego di Viterbo, presentandolo in prima assoluta davanti a un folto pubblico presso la libreria Belgravia di Torino.
Altre tappe dal 25 al 27 settembre a Messina al Circolo “U.Fiore” e alla Feltrinelli, Caltagirone al Circolo “Salotto d’Arte”
Ha ultimato il suo primo romanzo che sarà pubblicato nel mese di novembre 2017 dalla David and Matthaus.
Attualmente lavora al testo del secondo romanzo.
Ha pubblicato con la casa editrice Il Seme Bianco (partner Castelvecchi Editore), nel mese di aprile, 2017 la terza silloge poetica dal titolo “CAFFE’ SCHIUMATO”.
A novembre 2017 è uscito il suo primo romanzo dal titolo “CHIEDI ALLA NEVE” edito dalla DavidandMatthaus.
Il romanzo è stato presentato in prima assoluta alla libreria FELTRINELLI di Torino il 25 gennaio 2018, con ottimo successo di pubblico e vendite.

INTERVISTA A FRANCESCA GHIRIBELLI SULL’OPERA “TWINS OBSESSION” a cura di SABRINA SANTAMARIA

INTERVISTA A FRANCESCA GHIRIBELLI SULL’OPERA “TWINS OBSESSION”

● Sinossi romanzo

Il diario di una donna dalle sfumature ossessive, dove in ogni riga albergano le sue più profonde paure e i suoi famelici dubbi.
Un’ossessione, come una specie di apnea, dalla quale a tratti sembra fuoriuscire e in altri momenti ricadere come un peso morto, ma sarà proprio il dialogo con il suo diario a mostrarle faccia a faccia i suoi più profondi tormenti fino ad arrivare a scoprire la verità su una inquietante storia.
La storia di se stessa e dell’indimenticabile legame con la persona più importante della sua vita.

● Note biografiche

Francesca Ghiribelli è ragioniera programmatrice. Fin dai sei anni ha coltivato la passione per la poesia e la scrittura. Ha ricevuto molti riconoscimenti nazionali nel suo percorso letterario, pubblicando anche un libro di poesie illustrate (Un’altalena di emozioni, Bancarella Editrice). L’autrice gestisce un blog (www.francescaghiribelli.blogspot.it), ed è stata insignita “SCUDIERO DELL’UNIONE MONDIALE DEI POETI” dal Cavaliere Silvano Bortolazzi per il suo impegno dimostrato nel campo della letteratura. L’autrice ha pubblicato il suo primo romanzo ‘TWINS OBSESSION-IL DIARIO DI UNA GEMELLA OSSESSIONE’ edito SACCO ARDUINO EDITORE DI ROMA. Il suo primo romanzo d’amore “Cuore zingaro – Amore a prima vista Vol.I” è stato pubblicato da Il seme bianco di Roma.

La seguente intervista aiuterà i lettori a comprendere la passione profonda che l’autrice nutre per la letteratura e a cogliere quelle che sono state le ispirazioni che l’hanno portata a scrivere questo suo nuovo romanzo, genere differente rispetto alla sua raccolta poetica “Un’altalena di emozioni”, già precedentemente recensita nel blog “Verso – spazio letterario indipendente”.

S.S.: Da dove nasce per te questo amore appassionato per la letteratura?

F.G.: Il mio amore per la letteratura e per la lettura in generale nasce fin da piccola. Quando avevo pochi mesi sfogliavo già libri illustrati per bambini, dove le figure colorate attiravano il mio sguardo rapito da quelle storie su carta. Se pensiamo che dei semplici fogli rilegati fra loro possano incantare un lettore, possiamo davvero dire che il libro resta e sarà sempre un’invenzione meravigliosa. L’unica invenzione che dà voce ai nostri sogni.

S.S.: Il personaggio del tuo romanzo potrebbe essere paragonato a quale mito della letteratura del Novecento?

F.G.: Una domanda davvero interessante e particolare. Diciamo che non mi sono ispirata a nessun tipo di mito della letteratura del Novecento e quindi il personaggio non può essere paragonato a nessun genere già esistente. Un’idea nuova arrivata dalla mia ispirazione inaspettatamente e all’improvviso.

S.S.: Come mai dopo la tua opera “Un’altalena di emozioni” hai deciso di cambiare matita e scrivere un romanzo?

F.G.: Dopo la pubblicazione del mio primo libro di poesie ‘Un’altalena di emozioni’ mi sono dedicata a poesia e a narrativa contemporaneamente. Di solito come tutti gli scrittori emergenti si inviano molti manoscritti in valutazione a varie case editrici e per caso ho voluto inviare questo tipo di nuovo romanzo che si differenzia dalle solite trame d’amore, che scrivo a sfondo storico o contemporaneo. Così è stata la volta buona, perché la Arduino Sacco Editore di Roma ha scelto proprio questo genere, dicendo che era molto particolare e che valeva la pena pubblicare. Da parte mia, sono rimasta stupita, visto che pensavo di saper scrivere meglio narrativa di altro tipo.

S.S.: Il tuo personaggio é un tuo alter ego? L’altra gemella potrebbe essere paragonata alla letteratura?

F.G.: Il personaggio della protagonista di ‘Twins Obsession’ non è un alter ego, né mio né di altre persone. E direi neanche una possibile altra gemella paragonata alla letteratura. Io la accomunerei alla singolare storia di una donna, dove i dubbi e le paure di un passato che non ricorda come suo, possano accomunare a volte la vita di tutti noi. Possiamo non ricordare per un vuoto improvviso di memoria, ma possiamo anche non voler ricordare per un particolare trauma subito o addirittura perché ci fa troppo male scoprire la verità che appartiene alla nostra vita quotidiana.

S.S.: Il fatto di dare un tono un po’ “paranormale” alla tua opera lo hai fatto per un tuo bisogno di trascendenza?

F.G.: Il lato paranormale del libro non è stato cercato volontariamente, anzi è venuto spontaneo passo dopo passo. Niente di trascendentale, anzi il mio credo è cattolico e credo non volendo sia stato questo a voler regalare alla storia un profondo significato esistenziale. Avere la consapevolezza, che la morte non può essere evitata, e riuscire a non perdere definitivamente le persone che amiamo. Non le perdiamo mai completamente, nonostante gli errori compiuti nella nostra vita.

S.S.: Per il pensiero che esistono altre vite al di là della vita materiale dei corpi?

F.G.: La materialità dei corpi oltre la vita e l’esistenza di altre vite dopo la morte riguarda più una religione trascendentale e non quella cattolica in cui credo. Io credo nell’esistenza di una dimensione paradisiaca dove potremo ritrovare i nostri cari dopo aver abbandonato questo mondo, ovvero nella resurrezione delle anime e dei corpi. La morte non è la fine di un tutto, ma una seconda possibilità per rincontrare chi abbiamo perso durante il nostro cammino terreno.

S.S.: Qual è stata la molla che ha fatto scattare in te questo pensiero di scrivere di una “gemella ossessionata”?

F.G.: Una domanda molto complicata anche per la sottoscritta che ha scritto il romanzo. La prima ispirazione è arrivata attraverso l’immagine di una donna sola rinchiusa in casa e abbandonata a se stessa, mentre la parte della gemella ossessionata è arrivata soltanto dopo i primi capitoli. Tutto è giunto quando ho dovuto scegliere l’identità della persona a cui la protagonista scrive e quest’idea della gemella mi sembrava molto promettente e curiosa.

S.S.: A quale target di lettori lo consiglieresti? Quale stato d’animo vorresti risollevare, divertire, distrarre con questo libro?

F.G.: Il mio romanzo è aperto a tutti i tipi di lettori che amano leggere, soprattutto narrativa contemporanea, ma ovviamente potrebbe piacere di più a chi ama i libri scritti in forma epistolare e a chi ama un po’ di mistery psicologico e surreale. Coloro che preferiscono unire realtà e paranormale attraverso una lettura che incuriosisce ad andare avanti per spingere il lettore a scoprire la verità fino all’ultima pagina. Le persone che lo hanno letto finora mi hanno detto proprio che la sua scorrevolezza e la sua trama ti spingono a restare incollato alle pagine per sapere come finirà. E per una come me, che non credeva neanche di poter arrivare ad una pubblicazione romanzesca, è una bellissima soddisfazione, credetemi. Vorrei che la mia opera potesse distrarre e al contempo lasciare il segno.

S.S.: Quale emozione ha suscitato in te la scrittura di questo romanzo, genere completamente diverso al primo tuo libro?

F.G.: Devo dire che nasco con la poesia, genere che preferisco in assoluto, ma posso confermare di essermi divertita a scrivere ‘Twins Obsession’, anzi per l’ispirazione giunta velocemente e improvvisamente sono riuscita a scriverlo in circa tre mesi. La stesura è stata emozionante, sorprendente e indimenticabile.

S.S.: Perché hai voluto dare al libro una forma diaristica?

F.G.: Questa è la prima opera a cui dedico una forma epistolare e diaristica. Non mi sono posta troppe domande, l’idea è arrivata di getto ed era l’unico modo per rendere la narrazione speciale e intima. Il lettore, anche quello che ama leggere di meno, credo possa preferire una forma narrativa più semplice come quella del diario. Un diario può essere interpretato bene da tutti e ogni lettore entra meglio nella storia. E poi tutti prima o poi abbiamo appuntato i nostri pensieri in un diario o in piccola agenda! Una forma di scrittura che avvicina il mondo prima o poi.

S.S.: Visto che ti occupi anche di recensire le opere altrui, se dovessi recensire la tua opera, quali aspetti metteresti in rilevanza?

F.G.: Già, da sempre mi dedico con passione a recensire opere altrui sul mio blog, soprattutto di autori emergenti italiani. Penso che soltanto leggendo possiamo arricchirci meglio, ogni libro esistente ci può regalare qualcosa di nuovo e utile per la nostra vita. Ogni storia ha la propria anima da donare. L’autore non può giudicare da solo la propria opera, anzi dovrebbero essere gli altri a commentare positivamente o negativamente con un parere sincero. Soltanto così chi scrive con passione può crescere e migliorare. L’unica cosa che posso dire a chi mi leggerà o recensirà è di tener presente il particolare genere del mio romanzo, potrebbe essere un piccolo punto in più che lo differenzia, perché unisce generi diversi: narrativa contemporanea, mistery psicologico e paranormale. Buona lettura!

Sabrina Santamaria

INTERVISTA A CARMINE LAURENDI a cura di SABRINA SANTAMARIA 

Carmine Laurendi è un giovane poeta che in questi ultimi anni ha pubblicato due raccolte poetiche: “Ti pensu notti e ghiornu Bagnara” e “Ogni cosa cu so tempo”, spesso nelle sue liriche esalta l’amore per il suo paese natio, Bagnara oppure snocciola con grande stile spunti e riflessioni attuali  e di carattere sociale.

S.S.: Quando è stato il tuo primo incontro con la poesia?

Mi sono avvicinato alla poesia subito dopo la morte di mio padre. Grazie ad essa sono riuscito a liberarmi del peso che  mi portavo dentro.

S.S.: A quale poeta della letteratura ti sei ispirato maggiormente? Sempre se c’è uno stile che più di tutti ti ha affascinato…

Non mi ispiro a un poeta o a uno stile in particolare. La mia poesia nasce spontaneamente, da un attimo, da un pensiero o da una riflessione. Apprezzo tuttavia l’ermetismo di Salvatore Quasimodo, e recentemente ho iniziato a leggere con passione le opere di un poeta originario della mia terra, Vincenzo Spinoso.

S.S.: Cosa ti ha particolarmente spinto a pubblicare due raccolte poetiche?

L’idea di pubblicare le mie raccolte poetiche è nata dai commenti, dai suggerimenti e dalle critiche costruttive dei miei amici e dei miei compaesani. Dal loro interesse sono scaturiti i miei libri.

S.S.: Secondo te cosa la poesia può ancora  trasmettere alle nuove generazioni?

Alle nuove generazioni la poesia può ancora trasmettere un’idea di bellezza, di purezza, di spontaneità, valori quanto mai necessari in questo mondo confuso.

S.S.: Quale potrebbe essere il suo messaggio?

La mia vena poetica ha origine dal luogo in cui sono nato, dalle mie origini e dallo studio costante. Contestualmente cerco sempre di essere aperto verso altre culture e nuovi orizzonti. Le mie poesie, spesso, hanno risvolti dal punto di vista sociale…

S.S.: Per quali fenomeni sociali pensi che la poesia possa essere incisiva?

La poesia è una forma d’arte, e come tutte le arti potrebbe allontanare i giovani dalla strada, attirando la loro attenzione e offrendogli una speranza. In questo senso, mi sento di poter affermare che la poesia ha un ruolo salvifico.

S.S.: Al centro delle tue liriche metti sempre il tuo paese natio, Bagnara, pensi che lo spirito del poeta sia quello di mettere al centro i luoghi in cui viviamo? Oppure bisogna essere “cittadini del mondo”?

Io parlo del mio paese non perché sia speciale, ma perché lo amo. Questo amore lo rende unico. Allo stesso modo chi legge le mie poesie, attraverso le mie parole rivive l’amore per il proprio paese e le proprie origini.

S.S.: Secondo te la poesia è il sentimento più profondo dell’essere umano? Oppure è il frutto di un’erudizione attenta e continua?

Sono due espressioni simbiotiche, nel senso che la poesia nasce spontaneamente come espressione profonda dell’anima, ma poi si evolve in erudizione, come allenamento costante.

S.S.: Qual è il ruolo del poeta nella società attuale? E rivestendo questo ruolo come potrebbe agire ?

Il poeta non deve ergersi a giudice, né pontificare. Nella società odierna il poeta deve essere soprattutto una persona umile che cerca di far riflettere il pubblico attraverso i suoi pensieri e le sue emozioni.

S.S.: Per esprimere con i colori o con la musica la tua poetica a quale quadro  o composizione musicale ti riferiresti?

Le opere di Renato Guttuso esprimono al meglio il mio modo di fare poesia. 

Vi ringrazio per questa opportunità che mi avete regalato , mi avete reso ospite su questo blog stupendo. Alla prossima. 

L’intervista a cura di Sabrina Santamaria, 2017.

FLASH QUIZ: IZABELLA TERESA KOSTKA 

FLASH QUIZ: IZABELLA TERESA KOSTKA

1 – Nome e Cognome: Izabella Teresa Kostka 

2 – Professione: Pianista, docente di pianoforte (laureata in pianoforte e belle arti con qualifiche pedagogiche), interprete, presentatrice eventi 

3 – Passioni / hobby: scrittura, organizzazione eventi culturali, giornalismo freelance, animali, arte in ogni sua forma e sfumatura, nuoto, teatro, fotografia

4 – Quale significato hanno per Te “Arte e Cultura”: L’arte e la cultura sono la più sublime espressione dell’intelletto e dell’emozione umana. Sono come catarsi e nirvana, fanno parte di me dall’acerba età, sono indispensabili per purificare questo nostro malato Mondo.

5 – Artisti preferiti: Tanti, sarebbero troppi da menzionare. Apprezzo soprattutto la passione,  l’umiltà e la “verità” nelle performance e nelle opere di ogni settore. Detesto il manierismo e la falsità. 

6 – Progetti attuali: Condurre la 3° stagione del Verseggiando sotto gli astri di… e far crescere il Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte Valchiria. Collaborare con la Carovana dei Poeti e far crescere “Verso – spazio letterario indipendente”.

7 – Sogni nel cassetto: Finire i miei prossimi due libri. Per il futuro più lontano: non morire nella solitudine cit.”vorrei non sparire nella dimenticanza”

8 – Essere intelligente vuol dire per te: Avere la mente aperta e senza pregiudizi. Sapere ritrovare il proprio equilibrio emotivo – intellettuale, saper ascoltare senza giudicare a priori e avere una bella dose di autoironia e senso dell’umorismo. Adattarsi ai cambiamenti.

9 – Dove va l’umanità di oggi?: Verso il dirupo dell’autodistruzione. Ha perso ogni ragione e non rispetta più nulla, conta soltanto il profitto. Sono piuttosto black nelle mie previsioni ma combatto ancora.

10 – Dove conduce l’arte contemporanea?: Verso i nuovi orizzonti e la ricerca sperimentale non sempre riuscita. Nonostante tutto amo l’arte contemporanea e faccio del mio meglio per “crearla” e per diffonderla in ogni modo possibile. L’arte arricchisce ogni società e non può essere trascurata.

11 – Ti piace sperimentare?: Sì, soprattutto cucinando  🙂

12 – Preferisci l’arte viva (teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione (cinema, CD, Youtube etc.): Quella viva. L’emozione unica che vive nell’aria. Per la prima volta sono salita sul palcoscenico avendo appena 5 anni e… ne sono rimasta affascinata.

13 – Libri preferiti: narrativa, thriller legali e medici, libri storici e biografie. Poesia “ribelle” e filosofica.

14 – Secondo te i social network sono importanti? Sono molto utili ma devono essere usati con cautela. Personalmente mi trovo abbastanza bene sui social.

15 -Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori?
Di sperare sempre e di non arrendersi mai. Memento audere semper, importante vivere in equilibrio interiore e capire che cit. “siamo piccole formiche nell’immenso Universo”. Pace sia con Voi!

GRAZIE PER AVER RISPOSTO A QUESTO FLASH QUIZ.

Izabella Teresa Kostka
per il Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria” 
Settembre 2017

Sito originale: 

http://gruppoculturalevalchiria.blogspot.com/

Tutti i diritti riservati

FLASH QUIZ VIP: GUIDO OLDANI  (padre del Realismo Terminale)

FLASH QUIZ VIP: GUIDO OLDANI 

1-Nome e Cognome: Guido Oldani

2- Professione:  Poeta

3- Passioni/hobby: il terzo millennio e la sua felice frattura totale.

4- Quale significato hanno per te “Arte e Cultura”: L’Arte è la forma che prende la vita in tutti i modi ed in questo tempo. La Cultura è lo strumento: traliccio di pensiero ed opere per rendere possibile la coesistenza di bellezza e bruttezza in tutti noi.

5- Artisti preferiti: Tutti quelli che in qualche modo abbiano a che fare con la fruttificazione del Realismo Terminale.

6- Progetti attuali:  Diffondere ed articolare il più possibile il libriccino  “Il realismo terminale” e le sue traduzioni, l’antologia “Luci di posizione” di Giuseppe Langella e “900 non più” di Battagia e Contessini.

7- Sogni nel cassetto: Non ho nulla che non siano i sogni.

8- Essere intelligente vuol dire per te: Non amare i cuochi, detti chef, i sarti, detti stilisti e i giornalisti, detti servi.

9- Dove va l’umanità di oggi? Nelle tasche dei dieci finanzieri che, senza muovere un dito, ci stanno disossando.

10- Dove conduce l’arte contemporanea? Forse è l’unico strumento non religioso che ci possa portare alla salvezza.

11- Ti piace sperimentare? Sì, credo che vada fatto costantemente.

12- Preferisci l’arte viva ( teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione (cinema, CD, Youtube etc.)?  Sceglierei il loro mescolamento, che, se ben gestito, ci regala un mondo nuovo.

13- Libri preferiti: I classici russi, Il rosso e il nero di Stendhal, Sotto il sole di satana di Bernanos, Lavorare stanca di Pavese e Don Chisciotte, più qualche altro.

14- Secondo te i social network sono importanti?  Sono l’unica possibilità, pericolosissima, che i poveri hanno oggi per salvarsi dai veleni quotidiani e dai pellegrinaggi sbagliati. I non poveri sono già perduti.

15- Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori? Di dedicare mezz’ora a questa intervista. Grazie.

● 

Ringrazio di cuore il Maestro Guido Oldani per la partecipazione a questo FLASH QUIZ. 

Izabella Teresa Kostka 

Per il Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria”

Settembre 2017

Tutti i diritti riservati agli autori. 

Sito web originale: 

http://gruppoculturalevalchiria.blogspot.com/


 

FLASH QUIZ: PAOLA CASULLI

FLASH QUIZ: PAOLA CASULLI
1 – Nome e Cognome: 

Paola Casulli
2 – Professione:

Bibliotecaria 
3 – Passioni / hobby:

Scrivere, fotografare, viaggiare. Riempire interi taccuini di acquerelli, biglietti aerei, e autografi di gente incontrata durante i miei viaggi. Per avere sempre con me pezzetti di mondo lontano.
4 – Quale significato hanno per Te arte e cultura: 

Cultura deriva dal latino “colere”, coltivare. Io la intendo, insieme all’arte, da un punto di vista antropologico. Dove ciascun membro di una collettività,  “coltiva” il proprio spirito e quello dell’altro per far germogliare un comune senso etico e morale. L’arte e la cultura,  dunque, come strumento privilegiato per determinare un patrimonio di regole e modelli volto alla crescita spirituale dell’umanità.
5 – Artisti preferiti:

Passando da un’epoca ad un’altra come in una macchina del tempo, direi  le atmosfere essenziali di Edward  Hopper, i ritratti conturbanti di Dante Gabriel Rossetti, l’esotismo di Henry Rousseau, i corpi evanescenti di Pierre Puvis de Chavannes… e tanti altri. Su tutti Jack Vettriano. Il suo “The singing Butler” mi fa sognare di danzare almeno una volta nella vita su una spiaggia deserta a piedi nudi, fasciata in un lungo abito rosso, con il vento sulla schiena.
6 –  Progetti attuali:

Far decollare il mio ultimo libro di poesie (Sartie, lune e altri bastimenti) e terminare la mia raccolta di racconti per una pubblicazione spero imminente. 
7 – Sogni nel cassetto: 

Compiere il tanto agognato giro del mondo con l’uomo che amo e realizzare un libro di reportage, anche fotografico, sulle realtà vissute durante il viaggio.
8 – Essere intelligente vuol dire per te:

Per me l’intelligenza non si scardina dal suo significato più profondo. Ossia dal concetto di intelligenza emotiva. Conoscere, controllare e gestire le proprie emozioni per migliorare la capacità umana di adattamento all’ambiente e agli innumerevoli, profondi cambiamenti sociali e culturali della nostra epoca.
9 – Dove va l’umanità di oggi?: 

Si avvia verso un grande periodo di giustizia, di pace e di progresso. Solo che noi ora non riusciamo a vederlo perché viviamo nel grande, terribile momento di transizione. Imbrigliati come siamo nelle nostre paure per il diverso e il lontano da noi. Immobilizzati dalle guerre e dai conflitti. Coalizzati  sterilmente gli uni contro gli altri. Siamo popoli senza coerenza spiriruale e culturale, privati di veri leaders che sappiamo guidarci. Ma il massiccio, imponente spostamento di masse da un continente all’altro a cui stiamo già assistendo e l’allarme climatico a cui si dovrà far fronte, porterà ad un assestamento storico senza precedenti. Ad una integrazione di popoli, lingue e culture che, volenti o nolenti, ridisegnará le mappe di un mondo migliore. 
10 –  Dove conduce l’arte contemporanea?: 

L’arte contemporanea oggi é alquanto caotica e priva di quel significato che un medium immortale e di fondamentale importanza dovrebbe avere. Leggo in questa deriva il probabile riflesso dei tempi in cui agisce e si dispiega e una pericolosa omologazione degli artisti che non cercano di smuovere l’animo o le coscienze dell’osservatore quanto inseguire un apprezzamento sovente superficiale e qualunquista.

11 – Ti piace sperimentare? :

Vorrei ma non posso. Avere una forte propensione verso nuove ricerche di indagine non é  sufficiente. Sperimentare vuol dire conoscere approfonditamente ciò che determina le nuove problematiche. Confrontarsi con i cambiamenti epocali che ci attraversano.

Mettere in atto le giuste innovazioni stilistiche sia in campo poetico che artistico che ridefiniscano il linguaggio e la comunicazione. Mica roba facile!   
12 – Preferisci l’arte viva (teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione  (cinema, CD, Youtube etc.): 

Adoro entrambe.  Il teatro é una delle mie vocazioni e svela il contrasto tra realtà e finzione. Mette in atto tutte le convenzioni che si celano dietro le maschere di ciascuno. Il cinema, se non ridotto a consumo di massa, ci permette di approfondire il nostro concetto di estetica nelle sue forme più concettuali ed è insieme conoscenza storica, sociologica e di costume.
13 – Libri preferiti: 

Il viceré di Ouidah di Bruce Chatwin, Canone inverso di Paolo Maurensing, Anime alla deriva di Richard Mason. 

Aggiungo tutta la letteratura americana del ‘900.
14 – Secondo te i social network sono importanti? : 

Direi di si perché permettono lo sviluppo di relazioni anche internazionali che, se pur virtuali, sarebbero altrimenti impossibili data la distanza considerevole tra un luogo e un altro.  Di convesso c’è il pericolo di una dipendenza che, sempre in agguato, incrementa la solitidine e una sorta di autismo dell’anima. 

Io personalmente preferisco di gran lunga i rapporti vis-à-vis.
15 –  Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori?:

Un mosaico di valori nuovi e una rinnovata, forte connessione con le nostre emozioni.

GRAZIE PER AVER RISPOSTO A QUESTO FLASH QUIZ. 

Izabella Teresa Kostka 

Per il Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria”.

Settembre 2017

Sito originale: 

http://gruppoculturalevalchiria.blogspot.com/
Tutti i diritti riservati agli autori. 

FLASH QUIZ: CLAUDIA PICCINNO

FLASH QUIZ: CLAUDIA PICCINNO

1 – Nome e cognome: Claudia Piccinno

2 – Professione: insegnante

3 – Passioni / hobby: lettura

4 – Quale significato hanno per Te arte e cultura: l’arte è terapia, dove la fede e la ragione falliscono, lei ci salva da noi stessi, la cultura ci restituisce la nostra umanità, chi è colto, sa alimentare il pensiero critico, chi è colto cerca nel confronto col prossimo una soluzione alla barbarie.

5 – Artisti preferiti: Alex Colville

6 –  Progetti attuali: sto curando, assieme ad altre due autrici, un volume antologico a tema discriminazioni razziali, ho in cantiere il mio quinto libro di poesie con testo a fronte in inglese, a giorni uscirà in Serbia la versione tradotta di Ragnatele Cremisi e a Novembre una monografia sui miei versi in una rivista cartacea in Cina.

7 – Sogni nel cassetto: realizzare una monografia in trenta lingue sulla tematica dell’autismo e destinare i proventi alla ricerca.

8 – Essere intelligente vuol dire per te: soffrire, soffrire, soffrire,..ma non arrendersi mai, so trasformare il dolore in resilienza.

9 – Dove va l’umanità di oggi?: all’estinzione, assistiamo al medioevo dei sentimenti, all’oscurantismo di ogni empatia e alla corsa sfrenata verso l’apparire.

10 –  Dove conduce l’arte contemporanea?: se vera ricerca dovrebbe ricondurre al sé, se invece si fa ancella del potere conduce al vuoto

11 – Ti piace sperimentare? : mi piace sperimentare accostamenti di parole desuete e nuovi termini, mi piace sperimentare miscele di dolce e salato in cucina, mi piace contagiare alunni e colleghe con un innato stupore perché tutto si sperimenta nella vita.

12 – Preferisci l’arte viva (teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione  (cinema, CD, Youtube etc.): la prima.

13 – Libri preferiti: quelli della Allende, nessuno escluso, di Almudena Grandes, di Marcela Serrano, e La donna abitata di Gioconda Belli, non disdegno le irlandesi e rileggo spesso i classici.

14 – Secondo te i social network sono importanti? : promuovono gli scambi d’informazioni in questo villaggio globale, ma accentuano le distanze nei nostri appartamenti e nei condomini.

15 –  Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori?: di non perdere mai l’entusiasmo per ciò che fanno.

GRAZIE P PER AVER RISPOSTO A QUESTO FLASH QUIZ. 
Izabella Teresa Kostka 
Per il Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria”.
Settembre 2017

Tutti i diritti riservati agli autori. 

Sito originale: http://gruppoculturalevalchiria.blogspot.com/