VERSO consiglia: l’antologia poetica bilingue italo – polacca “Ponte poetico / Most poetycki” a cura di Izabella Teresa Kostka (Kimerik Edizioni, 2020)

• Nota introduttiva della curatrice

Carissimi Lettori!

Con grande soddisfazione affido alle Vostre mani questa
antologia che mi sta molto a cuore e riflette l’idea principale del programma culturale internazionale “Verseggiando sotto gli astri di Milano”, nato da una mia idea spontanea nell’anno 2015. A partire
dai primi incontri tenutisi nella sua “culla” presso il Centro di
Ricerca e Formazione Scientifica “Cerifos” di Milano, il mio obiettivo era quello di unire tutti i campi dell’arte, mostrare le diversità culturali e molte tendenze stilistiche spesso opposte.
Queste variegate sfaccettature artistiche, che ai nostri tempi sono innegabilmente associate alla rapida globalizzazione e allo sviluppo di una società multietnica, sono sempre state una grande ricchezza
per me. Diverse esperienze storiche e personali, ma allo stesso tempo, il percorso comune segnato dalla civiltà in via di sviluppo e dal progresso tecnologico, hanno portato a una “penetrazione illimitata” di culture, punti di vista, visioni artistiche e, naturalmente, anche politiche. Durante i miei incontri culturali ho sempre dedicato tanta attenzione al pacifico intreccio reciproco di
molte tendenze letterarie, musicali, canore e teatrali. Il programma “Verseggiando sotto gli astri di Milano” riserva da sempre molta attenzione al movimento letterario chiamato “Realismo Terminale”, ideato e creato in Italia dal poeta Guido Oldani, con il prezioso e insostituibile contributo del Prof. Giuseppe Langella.
L’antologia Ponte poetico – Most poetycki è la realizzazione del
sogno personale di unire le mie due “patrie” sotto un comune
denominatore letterario, per diffondere la tanto pregiata ma un po’ dimenticata “ars poetica”. Sono profondamente commossa e contenta dal fatto che questo progetto sia stato accolto con immenso entusiasmo e che il gruppo di poeti pubblicati in questo
volume includa le celebrità del Realismo Terminale, ovvero gli
ospiti d’onore Guido Oldani e Giuseppe Langella, molti poeti
italiani appartenenti alla soprannominata corrente, diverse individualità poetiche italiane di altre tendenze stilistiche e molti scrittori polacchi contemporanei residenti in Polonia e all’estero.
Spero che questo viaggio letterario internazionale Vi regalerà un’esperienza indimenticabile e stimolerà la riflessione, diventando
un simbolo della libertà dell’arte, dell’espressione e della vastità degli orizzonti intellettuali. Vorrei che mostrasse un percorso da
seguire per poter vivere in armonia con il Mondo e, come scrive la poetessa polacca Katarzyna Dominik, “…regalare un sorriso”.

Come vivere? (di Katarzyna “Kasia” Dominik, Polonia)

Ho versato del cemento sull’indifferenza,
ho rimosso l’escrezione dal cuore,
ho fatto il primo passo,
non si può tornare indietro,
la vita non è un boomerang.

Sguardi selvaggi,
serie di domande assurde
e nessuna risposta significativa…

Ho rotto la corda
del freno di sicurezza,
per regalare un sorriso
di giorno in giorno senza anestesia.

Con affetto e tanta simpatia.
Dott.ssa Izabella Teresa Kostka

(curatrice dell’antologia,
ideatrice e coordinatrice generale del programma culturale
“Verseggiando sotto gli astri…”)
Milano, 20.02.2020

Info editoriali

titolo: A.A.V.V. “Ponte poetico / Most poetycki” cura e traduzione di Izabella Teresa Kostka

Antologia italo – polacca
Prefazioni Prof. Giuseppe Langella e M° Guido Oldani

casa editrice Kimerik, Patti (ME), Italia 2020

ISBN: 978-88-5516-305-7

Edizione bilingue italo – polacca
Pagine 390
Sulla copertina due dipinti di Roberto Lacentra

Totale 44 autori italiani e polacchi pubblicati

• Realismo Terminale:

Guido Oldani, Giuseppe Langella, Giusy Càfari Panìco, Igor Costanzo, Sabrina De Canio, Tania Di Malta, Izabella Teresa Kostka, Massimo Silvotti, Antje Stehn

• Poeti italiani di altre tendenze stilistiche:
Luca Ariano, Lorenza Auguadra, Umberto Barbera, Lucia Bonanni, Margherita Bonfilio, Gabriele Borgna, Maria Giuliana Campanelli, Pasquale Comunale, Rosa Maria Corti, Maria Teresa Infante, Gianfranco Isetta, Giuseppe Leccardi, Veronica Liga, Roberto Marzano, Massimo Massa, Raffaella Massari, Giacomo Picchi, Barbara Rabita, Maria Teresa Tedde, Tito Truglia, Patrizia Varnier

• Poeti polacchi contemporanei:
Daniela Karewicz, Teresa Klimek Jasnota, Katarina Lavmel (Katarzyna Nazaruk), Anna Maria Mickiewicz, Jolanta Mielcarz, Olaf Polek, Krzysztof Rębowski, Marian Rodziewicz, Bogumiła Salmonowicz, Eliza Segiet, Alex Sławiński, Izabela Smolarek, Józefa Ślusarczyk – Latos, Tadeusz Zawadowski

Ecco tutti i link per ordinare l’antologia italo – polacca bilingue “Ponte poetico / Most poetycki” negli stores online:

• Casa editrice Kimerik
https://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=3912

• Mondadori
https://www.mondadoristore.it/Ponte-poetico-Most-poetycki-na/eai978885516305/

• Amazon

• IBS
https://www.ibs.it/ponte-poetico-most-poetycki-libro-vari/e/9788855163057

• Libreria Universitaria
https://www.google.com/amp/s/m.libreriauniversitaria.it/amp/product/BIT/9788855163057

• Libraccio
https://www.libraccio.it/libro/9788855163057/ponte-poetico-most-poetycki.html

VERSO consiglia: “Oggi ti sono passato vicino” di Tommaso Urselli

In questi tempi difficili segnaliamo con entusiasmo una nuova interessante e fresca di stampa raccolta poetica di Tommaso Urselli

• “Oggi ti sono passato vicino” – sinossi

I testi che compongono questa raccolta sono stati composti in periodi differenti.
Quelli relativi alla sezione Oggi ti sono passato vicino, fanno riferimento a un periodo dedicato al lavoro di raccolta e cura delle poesie di mio padre, cui la sezione è dedicata; lavoro non ancora terminato e che mi permette, dopo la sua scomparsa, di sentirlo vicino. Ogni tanto la sua voce mi tiene in qualche modo compagnia, e a tratti fa capolino tra un verso e l’altro dei testi di questa sezione. È, per forza di cose, una voce più udita che parlata: ho perciò deciso di riportarla in corsivo invece che tra virgolette – scelta poi adottata anche per le “voci” di altre sezioni –, soprattutto dopo la lettura del bel libro La seconda voce (Transeuropa, 2018) di Gabriela Fantato, che ringrazio anche per il sostegno “a distanza” durante la composizione di questo libro.
I testi di La lingua delle cose, come sarà in alcuni casi evidente in lettura, sono stati scritti o comunque rielaborati in periodo di “lockdown”; alcuni di essi sono stati letti in un cortile condominiale di via Settembrini, Milano, dall’attore e caro amico Massimiliano Speziani che durante la quarantena diceva storie, favole, poesie… teneva viva la sua arte… a salutare distanza di balcone.
Corpo-città è la rielaborazione poetica di alcuni miei testi nati per il teatro; in particolare il testo III è stato scritto per un laboratorio drammaturgico tenuto da Renata M. Molinari e dedicato al teatro e alla poesia di Antonio Neiwiller.
Frammenti di Ipazia è tratto dalla drammaturgia di Ipazia. La nota più alta, spettacolo da me scritto sulla tragica figura di Ipazia di Alessandria d’Egitto.
Le composizioni di In labirinto sono state scritte in seguito alla lettura e rilettura ossessiva de Il minotauro di Friedrich Durrenmatt; in particolare dal suo racconto è mutuata l’immagine del labirinto con le pareti a specchio.
Parole alle formiche: brevi composizioni di una raccolta per sua natura in fieri. In particolare a questi testi si riferiscono le parole in quarta di copertina del poeta Giuseppe Conte, che per primo li ha letti un paio di anni fa e mi ha incoraggiato, con una disponibilità non comune, ad andare avanti.

«Sono poesie che dietro una brevità quasi da haiku nascondono invece abissi di angoscia e visionarietà occidentale: I morti, Figlio soltanto (molto bella), Era, Mia piscina… vivono di immagini tra l’onirico e il metafisico che le rendono molto significative… sino a testi come Treno siderale, dove una maggiore complessità sviluppa sin dal titolo – quotidiano e cosmico – il tema centrale di tutta la silloge».

Giuseppe Conte

• Estratti dalla sezione “La lingua delle cose”

Unidentified flying virus

È silenzio tra le mura di casa
(sembra casa nuova, invece è solo
nuovo assetto delle cose), tagliato
unicamente dal passare tetro
di ambulanze: chissà per chi? domandi
quasi a scongiurare possano essere
per me per te o per qualcuno che
conosciamo. Come se già l’umano
genere non fosse unito da un filo, ora
viene un virus a ricordarcelo: non
umano non animale, nemmeno
cellulare: unidentified flying virus.

Estratti dalla sezione “Parole alle formiche”

Figlio soltanto

Vorrei essere nave, scivolare
sopra l’acqua scura del naviglio
senza più la novanta da prendere
per tornare a casa e questa rabbia
di essere sempre soltanto
figlio.

Caduta

Da piccolo nel sonno
cado dal letto: ti
sei fatto male? chiede
mio nonno preoccupato.
Sono abituato
rispondo io da bravo
bambino insanguinato.

• NOTA BIO-BIBLIOGRAFICA

Tommaso Urselli è autore di teatro. In passato alcuni suoi componimenti poetici sono stati pubblicati e positivamente recensiti da Maurizio Cucchi su Lo Specchio de La Stampa. “Oggi ti sono passato vicino”, da poco pubblicata per Ensemble, è la sua prima silloge poetica; un estratto è pubblicato da Maurizio Cucchi per la sua Bottega della Poesia su Repubblica; la sezione “Parole alle formiche”, particolarmente apprezzata dal poeta Giuseppe Conte (sue le parole in quarta di copertina), è giunta finalista al Premio InediTO – Colline di Torino 2019. Tra i suoi testi teatrali rappresentati e pubblicati: “Un vecchio gioco“ (La Mongolfiera Editrice) commissionato da Compagnia Scena Nuda. “Boccaperta” (La Mongolfiera Ed.) commissionato da Teatro Periferico. “Ipazia. La nota più alta” (pubblicato da Sedizioni) su commissione di PactaDeiTeatri. “Il Tiglio. Foto di famiglia senza madre”, prodotto dall’autore in collaborazione con l’attore-regista Massimiliano Speziani: il testo, tra i vincitori del premio Borrello per la drammaturgia (e premio Fersen alla regia) è pubblicato sul n. 727 della rivista Sipario, in volume per La Mongolfiera Editrice, in e-book per Morellini Editore. Su commissione del Festival Connections – Teatro Litta, Milano, scrive “In-equilibrio”. Viene prodotto dal Teatro Litta il suo testo “Esercizi di distruzione. L’importanza di chiamarsi Erostrato” (pubblicato in volume per Edizioni Corsare e sul n. 758 della rivista Sipario; vincitore del premio Lago Gerundo). È attore-autore di “Ma che ci faccio io qua” (pubblicato da Edizioni Corsare). Cura con Renata Molinari e Renato Gabrielli la pubblicazione di “A proposito di menzogne – testi per Città in condominio”, L’Alfabeto urbano, Napoli. Scrive “Canto errante di un uomo flessibile”, tra i vincitori del Premio Fersen per la drammaturgia e pubblicato da Editoria&Spettacolo. Vince la prima edizione del premio Parole in scena per il teatro-ragazzi con il testo “La città racconta” (pubblicato da Edizioni Corsare). È autore-regista di “Piccole danze quotidiane” (messo in scena al PimOff e presso la Triennale di Milano per il Festival Tramedautore, Outis).

Blog d’autore:

https://tommasourselli.wordpress.com/

Il link per acquisto del libro presso l’editore:

Tommaso Urselli

Ritratti: “Quattro poesie bilingue” di Gregory Spis (IT, EN)

(by Izabella Teresa Kostka)

Oggi con grande piacere ed entusiasmo pubblico alcune poesie scelte del poeta di origine polacca residente a Londra: Gregory Spis (Gregorio Spis). Testi di carattere diaristico, posizionati perfettamente nella nostra realtà moderna e così variegata, sospesa tra i sogni segreti, i gesti e l’attività quotidiane e, ultimamente, flagellata dall’inquietudine drammatica della pandemia COVID-19. Consiglio sinceramente, buona lettura!

Entrambe le versioni linguistiche a cura dell’autore.

Gregory Spis

… da un viaggio agli Stati Uniti
il quale non è mai successo

Ero sdraiato sulla spiaggia
tenendo una busta di plastica
con entrambe le mani
sopra la mia testa
volevo catturare
il sole che tramontava
e quando è scivolato lentamente
proprio dentro
mi sono alzato rapidamente
per portarlo a casa
per sempre
ma il sole è scoppiato
attraverso il fondo
affondando dolcemente e frivolamente
da qualche parte nel Mar Celtico misero
ecco com’è il sole americano
sempre libero

… from a journey to the USA
that has never happened

I was lying on the beach
holding a plastic sandwich bag
in both hands
over my head
I wanted to catch
the sun going down
and when it slid slowly
right inside
I got up quickly
to take it home
for ever
but it burst out
through the bottom
sinking softly and frivolously
somewhere in the Celtic Sea
this is what the American sun is like
always free

Venezia, estate

I pensieri veneziani…

Ho appeso i miei pensieri
bianchi
screziati
puliti
semplici
proprio come il bucato
sulla corda
dopo il suicidio
senza un cappio
allentati
come a Venezia
tra le finestre
dell’odio e l’amore
e loro nel sole
stanno riflettendo
come un tappeto colorato
sull’acqua
sfiorandosi
ai bordi
delle case
delle barche
persone

Venice, Summer
Venetian Thoughts…

I pegged out my thoughts
white
motley
clean
chaste
just like laundry
on the rope
after a suicide
without a loop
slackly
like in Venice
between the windows
of hatred and love
and they’re
reflecting on the water
like a colourful rug
in the sun
rubbing against
the edges
of houses
boats
people

I tatuaggi cortometraggi

Milano, estate ’99, sabato, a 19.26 …

… seduto a un tavolo all’aperto sotto l’ombrellone, nel ristorante La Bodega, alla via San Andrea, stavo bevendo una birra e…

…due
drogati
incollati
alla sporcizia del muro
alzando nelle loro mani
le fiamme bianche dei loro gelati
come torce trionfanti
nelle fragili cornette del tempo
di cialde
i loro corpi di cialde
immersi nel freddo bagliore
il fuoco perde velocemente
bruciando i loro palmi
bruciando i loro pensieri
nelle cialde
come i tatuaggi cortometraggi
fino a quando smette di bruciare
insieme a loro
lasciando la traccia appiccicosa
sulla parete bassa
che sarà leccata avidamente
dalla pioggia

The Short-Feature Tattoos

Milan, Summer ‘99, Saturday, 19:26

…sitting at the table in the open air under the great umbrella, in the Bodega restaurant, San Andrea Str. I was drinking a beer and…

…two
junkies
stuck
into the dirt of the wall
raising in their hands
the white flames of their ice-creams
like triumphant torches
in the fragile cornets of time
of wafers
their bodies of wafers
soaking in the cool glow
the fire is leaking fast
scorching their palms
burning out their thoughts
in the wafers
like short-feature tattoos
until it stops burning
together with them
leaving the sticky trace
on the low wall
that will be licked greedily
by the rain

COVID 19. 2020, Londra *

Un guanto blu…

i virioni stanno incoronando
i miei pensieri
non c’è via d’uscita
c’è solo paura
prima di essere al comando
di me stesso
mi attaccano
infiltrati bilaterali
della realtà
e sogni
tirati fuori ferocemente
grezzi e pronti
per paura per te
durante il viaggio
alla mia memoria
sei scomparsa
in piedi davanti a me
come un bianco
straccio imbevuto di alcol
stai lasciando
un blu
guanto di gomma per me
sul tavolo
non ho mai sentito
il tuo tocco caldo
in quel modo
prima
non ci ho mai provato
così disperatamente
trovare nella mia memoria
il tuo sorriso
prima che se ne sia sparito
tra le onde blu
di maschere per il viso
che stanno allagando
la nostra identità…

COVID19 – l’acronimo deriva dalla compressione dell’identità del coronavirus. Qui è necessario per sostituire il mese di aprile e rimanere sincronizzato con la data odierna. 19 aprile 2020

COVID 19. 2020, London*

A Blue Glove…

virions are crowning
my thoughts
there’s no way out
but fear
before being in command
of myself
I’m being attacked
by the two-way infiltration
of reality
and dreams
ripped off ferociously
rough and ready
in fear about you
during the journey
to my memory
you disappear
standing in front of me
like a white
alcohol-soaked wipe
you are leaving
a blue
rubber glove for me
on the table
I’ve never felt
your warm touch
in that way
before
I’ve never tried
so desperately
to look in my memory
for your smile
before it’s gone
in the blue waves
of face masks
flooding
our identity…

COVID 19 – the acronym comes from the compression of coronavirus identity. Here it’s to replace the month of April and stay synchronized with today’s date. April 19. 2020.

Gregory (Gregorio) Spis
Tutti i diritti riservati all’autore

Nota biografica

Gregory Spis, il poeta, lo scrittore. Scrive e publica in polacco, in inglese e in italiano, traducendo le sue opere da solo. Il suo poema di punta ‘I tatuaggi cortometraggi’, gli è valso il Primo Premio al concorso di Poesia chiamato ‘Any Wonders’, organizzato a Londra, da PhD Urszula Chowaniec e Anna Maria Mickiewicz. La maggior parte delle sue poesie sono state pubblicate nel Diario letterario dalla Polish Writers Abroad Association (Associazione degli Scrittori Polacchi all’estero). in Polish Observer, Poetry Kit e altri. Una delle sue poesie molto controverse ‘The Tramway to Croydon’ (La tranvia a Croydon) è stata pubblicata sulle riviste settimanali Cooltura e New Times a Londra. Alcune sue poesie furono anche pubblicate in Polonia, in ‘Poesia oggi’ (Poezja Dzisiaj), a cura di A. Nawrocki. ‘A Rush Hour Crash on the Tube’ (Infatuazione in metropolitana nelle ore di punta) è una delle sue poesie che mostra la sua fantastica e stravagante satirica realtà fuori rotta. Una selezione delle sue poesie, intitolata ‘Gettato via dal bozzolo’ è stata pubblicata in lingua polacca a Londra dalla Biblioteca KaMPe associata a Scrittori Polacchi all’estero e nell’antologia di poesia, insieme ai suoi amici, intitolata ‘Cinque da KaMPe’. Il suo primo libro intitolato ‘The Interpreter’s Diary’ (Il diario dell’interprete) è un altro esempio di narrativa delle sue abilità satiriche solleticanti le costole che mostrano i cambiamenti cruciali nella società polacca dagli anni ’90 fino al 2007 quando lavorava in Fiat come l’interprete. Alcuni passaggi sono stati pubblicati nel Diario letterario degli Scrittori Polacchi a Londra. Il libro completo in lingua polacca è stato pubblicato dalla Meridian Publishing a Londra, nel 2018. Inoltre, traduce poesia e narrativa. Ha tradotto dall’italiano in polacco Le avventure di Guizzardi di Gianni Celati, alcuni brani pubblicati in un trimestrale Letteratura al mondo (Literatura na Świecie). Oltre polacco ed inglese, parla ovviamente italiano, francese e tedesco. Alcune delle sue poesie furono tradotte in russo, bulgaro e altre lingue. È membro della Polish Writers Abroad Association e di due gruppi di poesie: KaMPe e 4th Floor in POSK, Hammersmith, nonché della Poetry Society e della Croydon Poets Society a Londra.

Pubblicato anche su “Alessandria Today” di Pier Carlo Lava:

https://alessandriatoday.wordpress.com/2020/11/29/angolo-di-poesia-bilingue-quattro-liriche-di-gregory-gregorio-spis-en-it/?preview=true

Due poesie di Lorenzo Spurio (traduzione in polacco: Izabella Teresa Kostka) / Dwa wiersze Lorenzo Spurio (przekład na język polski: Izabella Teresa Kostka

Poesie di LORENZO SPURIO, traduzione in polacco: Izabella Teresa Kostka / Wiersze LORENZO SPURIO, tłumaczenie na polski: Izabella Teresa Kostka

La cartolina di Terezin

Si è crepata la grafite del mozzico di matita
eppure non poteva sapere del silenzio di sillabe.
Scrivi pure, porta il tuo pensiero dove vuoi.
Ho calcato duro la pagina per segnare
contro il tempo degli spilli acuti;
non un protocollo, una velina lasciata seccare
tratta dallo scarpone, filigrana di cartone
consunto, della suola ormai reticolo.
Si poteva scrivere in quegli istanti, giorno
di festa – funzione di calma e libertà ad ore;
il cinema dei momenti ritoccati, la farsa.
Fili d’acciaio come margini di un palco,
un tamburo di latta nel ventre, rissoso
ha dettato la mano tra perifrasi sicure.
Dovevo raccontare l’aria – parlando di me,
sentivo l’alone di risposta, un abbraccio.
Vergai cinque righe e mezzo, quel mozzico
di superficie di più non permetteva;
la busta avrebbe assicurato il contenuto.
Un lacerto di lettera – quali intemperie
anche al di là di quel confine? – non si può
scordare il profumo di violetta né eludere
il vento che scorrazza prepotente. Mai.
Così sigillai la cartolina di Terezin,
ora riposa in qualche archivio, pronta
per trasparire dalla lucida teca dei secoli
o, impastata alla cenere e alla terra,
ha fatto nascere un filo d’erba.

Il mio verso, foglia tra parole di vene,
cerco ancora il sole – lo intuisco –
e lemmi radiosi per colmare di radiche
quest’ellissi di cloroformio e folgori.

Pocztówka z Terezina

Pękł grafit końcówki ołówka
i nie mógł wiedzieć o milczeniu sylab.
Pisz, zanieś swoje myśli dokąd chcesz.
Z trudem zgniotłem stronę
ciężką do zaznaczenia kłującymi szpilkami;
nie protokół, ale folię do wyschnięcia
wyciągniętą z buciora, tekturową znoszoną wkładkę,
z podeszwy retikulum.
W takich chwilach można by pisać, dzień
świąteczny – spokój i wolność na parę godzin;
kino wyretuszowanych chwil, farsa.
Stalowe druty jak krawędzie sceny,
blaszany bębenek w brzuchu, hałaśliwie
poprowadził dłoń poprzez bezpieczną retorykę.
Musiałem opisać powietrze – mówiąc o mnie,
poczułem aurę odpowiedzi, uścisk.
Napisałem pięć i pół linijki, mała powierzchnia kartki
na więcej nie pozwoliła;
koperta zabezpieczyła całą zawartość.
Fragment listu – jakie perturbacje
są za tą granicą? – nie można zapomnieć
o zapachu fiołków ani uciec przed
wiatrem, który wieje porywczo. Nigdy.
Zapieczętowałem więc pocztówkę z Terezina,
teraz spoczywa w jakimś archiwum gotowa
błyszczeć przez wypolerowaną obudowę wieków
lub, zmieszana z popiołem i ziemią,
zrodziła źdźbło trawy.

Mój werset, liść między słów żyłami,
wciąż szukam słońca – wyczuwam je –
i promienne lematy° co wypełnią korzeniami
tę elipsę chloroformu i błyskawicy.

° Lemat (z gr. λημμα „założenie”) – twierdzenie pomocnicze, którego głównym zastosowaniem jest uproszczenie dowodów innych, bardziej istotnych twierdzeń (Wikipedia)

Come distribuire il sole

Intervenire sulla vigilia della normalità
credendo ai veli alzatisi come petali,
plastiche che rincorrono – sfido le parole –
comparare il virus con i tempi aviti,
persino il sale si secca quando è notte;
i poteri con corona, inquinano aria.
La gente stretta di paura, bavaglio verde,
tedio a rivoli, che dilegua nel fondo.
Procedere così – nel tempo – è un vivere
negli evi che rincorrono, ombreggiare
tra risultati a scacchi lenti e fasulli.
Le unità si assommano, faltan ataúdes* ;
tabella multicolore infida e posti letto
finiti, completi, vuoti e riempiti, finiti.
Come distribuire ancora il sole
ora che, a pezzi uguali, abita la strada?
Chiusi i corpi, e le menti s’accalcano.

* Faltan ataúdes (spagnolo) in riferimento al tragico periodo della pandemia Covid-19 in Spagna: “mancano casse da morto”

Jak rozdzielić słońce

Interweniować na straży normalności
wierząc w zasłony wyrosłe na twarzy jak płatki,
w tworzywa sztuczne, które starają się – kwestionuję słowa –
przyrównać wirusa do czasów przodków,
nawet sól wysycha nocą;
moce w koronie zanieczyszczają powietrze.
Ludzie zamykają się ze strachu, w zielonych kagańcach
strugami cieknie wyczerpanie, na dnie się rozmywa.
Takie postępowanie – z biegiem czasu – jest życiem
w wieku, która upływa w cieniu
powolnych i fałszywych ruchów szachów.
Jednostki się sumują, faltan ataúdes* ;
zdradziecka wielobarwna tabela i wolne łóżka
na wyczerpaniu, w komplecie, puste i wypełnione, skończone.
Jak ponownie rozdzielić słońce
co w kawałkach mieszka na ulicy?
Zamknięte ciała i stłoczone umysły.

* Faltan ataúdes (z hiszpańskiego) dotyczy tragicznego okresu pandemii Covid- 19 w Hiszpanii: “brakuje trumien”

Nota biografica

Lorenzo Spurio (Jesi, 1985), poeta, scrittore e critico letterario. Per la poesia ha pubblicato “Neoplasie civili” (2014), “La testa tra le mani” (2016), “Le acque depresse” (2016), “Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico García Lorca” (I ediz. 2016; II ediz. 2020) e “Pareidolia” (2018). Ha curato antologie poetiche tra cui “Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana” (2016, 2 voll.). Per la narrativa ha pubblicato tre raccolte di racconti brevi. Intensa la sua attività quale critico con la pubblicazione di saggi in rivista e volume, approfondimenti, prevalentemente sulla letteratura straniera, tra cui le monografie su Ian McEwan e il volume “Cattivi dentro: dominazione, violenza e deviazione in alcune opere scelte della letteratura straniera” (2018). Si è dedicato anche allo studio della poesia della sua regione pubblicando “Scritti marchigiani” (2017) e “La nuova poesia marchigiana” (2019). Tra i suoi principali interessi figura il poeta e drammaturgo spagnolo Federico García Lorca al quale ha dedicato un ampio saggio sulla sua opera teatrale, tutt’ora inedito e tiene incontri tematici. Ha tradotto dallo spagnolo racconti di César Vallejo e di Juan José Millás e una selezione di poesie di Dina Bellrham confluite in “Le iguane non mi turbano più” (2020). Presidente di Giuria in vari concorsi letterari nazionali, è Presidente del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” e Presidente dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi. Numerosi i riconoscimenti ottenuti, tanto per la poesia che per la saggistica, tra i quali i premi “Casentino” (Poppi – AR), “Anselmo Spiga” (San Sperate – CA), “Tulliola” (Roma), “Le Rosse pergamene” (Roma); è risultato più volte finalista al Premio “Camaiore”.

Biogram

Lorenzo Spurio (Jesi, 1985), poeta, pisarz i krytyk literacki. W dziedzinie poezji opublikował “Neoplazje społeczne” (2014), “Głowa w dłoniach” (2016), “Wody w depresji” (2016), “Pomiędzy pomarańczami a miętą. Recytatyw nieobecności dla Federico García Lorca (I wydanie 2016; II wydanie 2020) i “Pareidolia” (2018). Redagował liczne antologie poetyckie, w tym “Convivio in versi / Wspólnota w wersach. Demokratyczne odwzorowanie poezji regionu Marche (2016, 2 tomy). Z beletrystyki opublikował trzy zbiory opowiadań. Jego działalność jako krytyka nasiliła się dzięki publikacji esejów w czasopismach i książkach, opracowań i rozpraw głównie o literaturze zagranicznej, w tym monografii Iana McEwana oraz tomu “Źli wewnątrz: dominacja, przemoc i zboczenia w wybranych dziełach literatury zagranicznej (2018). Dużo uwagi poświęcił także badaniu poezji swojego regionu, publikując “Zapiski z regionu Marche”(2017) i “Nowi poeci regionu Marche” (2019). Do jego głównych zainteresowań należy twórczość hiszpańskiego poety i dramaturga Federico García Lorca, któremu zadedykował obszerny, jeszcze niepublikowany esej dotyczący jego twórczości teatralnej oraz liczne spotkania tematyczne. Przetłumaczył z hiszpańskiego opowiadania Césara Vallejo i Juana José Millása oraz wybór wierszy Diny Bellrham połączonych w cykl “Iguany już mi nie przeszkadzają” (2020). Przewodniczący Jury w różnych ogólnowłoskich konkursach literackich, jest przewodniczącym Krajowej Nagrody Poetyckiej „Sztuka w wersach”. To także prezes Stowarzyszenia Kulturalnego “Euterpe” w Jesi. Zdobył wiele nagród, zarówno za poezję, jak i literaturę faktu, w tym nagrody „Casentino” (Poppi – AR), „Anselmo Spiga” (San Sperate – CA), „Tulliola” (Rzym), „Czerwone pergaminy” (Rzym); był kilkakrotnie finalistą nagrody „Camaiore”.

Tutti i diritti intellettuali riservati all’autore

Wszystkie prawa zastrzeżone przez autora

Lorenzo Spurio

VERSO consiglia: Un’antologia di racconti inediti per ragazzi a sostegno di ASROO per i malati rari

Segnaliamo con grande affetto questa pubblicazione benefica di importante spessore umanitario:

COMUNICATO STAMPA

Un’antologia di racconti inediti per ragazzi a sostegno di Asroo per i malati rari

Siena, lì 13 aprile 2020 – La beneficenza non si ferma anche in tempi di Coronavirus. E così, in poco tempo, autori volontari si sono messi a disposizione per una antologia di racconti, Fantàsià – il cui ricavato andrà completamente a sostenere le attività di ASROO, Associazione Scientifica Retinoblastoma e Oncologia Oculare di Siena. Il progetto, nato da un’idea dello scrittore Stefano Labbia, intende unire le forze della parola per un obiettivo comune: sostenere le attività di ricerca sul Retinoblastoma, il tumore oculare più frequente in età pediatrica.
Lo Staff di Siena, condotto dal medico oncologo di fama internazionale Prof.ssa Doris Hadjistilianou, segue dal 2011 un percorso di cura e diagnosi precoce di una malattia rara: il Retinoblastoma. Proprio a Siena ogni anno si celebra la Giornata di Oncologia Oculare che vede la partecipazione di massimi esperti sul tema. Siena è il terzo centro di Eccellenza in Europa per casi trattati.
L’intero ricavato dell’antologia fantasy – disponibile su Amazon – sarà devoluto ad ASROO.

Ecco il link per acquistare il libro (versione cartacea o e-book: https://www.amazon.it/dp/B086PMNDNR?ref_=pe_3052080_397514860.

Nell’antologia si sperimenta il tema della fantasia con gli autori: Aharan Lee, Elena Panzera, Giorgia Sbuelz (già vincitrice del concorso “Una fiaba per Asroo”), Greta Guerrini, Maggie van der Toorn, Monica Serra, Silvia Bruni e Stefano Labbia che hanno dedicato gratuitamente il loro tempo e le loro competenze in beneficenza. La prefazione è di Mattia Albani.
Un contributo speciale nella realizzazione del progetto va a Palma Caramia, interior design che ha intrapreso la strada da bookblogger per recensire e commentare i libri presenti nel catalogo Amazon e librerie fisiche e che attualmente collabora come grafica e illustratrice per autori emergenti e non.

ASROO – Associazione Scientifica Retinoblastoma e Oncologia Oculare è nata il 27 aprile 2010 per iniziativa di medici e biologi del Centro di riferimento del Retinoblastoma, dell’Unità di Oftalmologia e della Sezione di Biochimica del Dipartimento di Medicina Interna Scienze Endocrino Metaboliche e Biochimica di Siena, che già da alcuni anni stanno collaborando per un progetto di ricerca sul retinoblastoma.

L’Associazione si prefigge le seguenti finalità:

– migliorare le conoscenze medico-scientifiche nel vasto campo dei tumori oculari;
– migliorare la qualità dei servizi offerti ai pazienti;
– diffondere e divulgare le conoscenze scientifiche raggiunte nel settore attraverso opuscoli distribuiti negli ospedali, negli studi medici, nelle manifestazioni pubbliche quali seminari e convegni;
– sostenere tramite raccolta di fondi il miglioramento dei centri specialistici dedicati attraverso la donazione di apparecchiature scientifiche.

Ufficio Comunicazione ASROO
dott.ssa Marianna Alicino
e.mail: segreteria@asroo.org
http://www.asroo.org

VERSO consiglia: La fotografia, la poesia e la musica con Corrado Coccia e Umberto Barbera in diretta streaming giovedì, 18 giugno 2020.

(di Izabella Teresa Kostka)

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In un intreccio di musica, poesia e fotografia si uniranno a breve le due, a noi già ben conosciute, personalità artistiche ricche di creatività ed entusiasmo, regalandoci un appuntamento insolito in live streaming su Facebook. “Fotografando le parole” del cantautore milanese Corrado Coccia e del poeta e fotografo biellese Umberto Barbera giovedì 18 giugno 2020 alle ore 20.40 in diretta dal profilo Facebook di Corrado Coccia.

Alle mie domande riguardanti il progetto in oggetto i nostri artisti rispondono:

I.T.K.: Com’è nato il progetto di unire la fotografia alla musica e alla poesia?

U.B: L’idea è quella di far lavorare la fantasia, la fotografia è cogliere l’attimo, il fotografo è come un pittore il suo pennello e la tela bianca sono la macchina fotografica, deve avere la capacità di vedere quel qualcosa in più che altri non vedono nel palcoscenico dell’universo, la musica è l’orchestra del creato, ma anche della vita cruda e reale della vita, che suona vibrazioni e sensazioni che l’anima in silenzio ascolta, la poesia raccoglie il tutto e li trasforma in versi.

C.C.: L’idea è arrivata perché sia la poesia che la musica spesse volte fermano attraverso i rispettivi componimenti , una o più immagini. Trovo che i versi poetici di Umberto Barbera, siano molto descrittivi, così come in certi casi le mie canzoni. Spesso vengo avvicinato dalle persone, non tanto per i complimenti, ma perché s’identificano attraverso le mie canzoni, scene da vedere o da toccare . Questo a me fa assai piacere perché è il mio primo obiettivo nel momento in cui scrivo. Poco fa (ma è un fattore opinabile) se non sono Pollini al pianoforte o Pavarotti al canto… basta poter lasciare qualcosa. Le canzoni e le poesie spesse volte sono considerate “ arte povera “, entrambe però hanno la forza delle pietre dure così da non poterle scordare mai più.

I.T.K.: Cosa volete trasmettere agli ascoltatori durante il programma del 18 giugno?

U.B.: Spero di trasmettere emozioni, le mie emozioni, certo ognuno vede e vive in modo diverso, il più delle volte non ci soffermiamo a guardare i particolari, siamo sempre di corsa nella frenesia contemporanea, ma se ci fermiamo un attimo a guardare i particolari, i visi delle persone, gli oggetti che ci circondano, la natura stessa, scopriamo un altro mondo. bisognerebbe fermarsi a volte e guardarsi intorno. Le brutture, purtroppo ce ne sono tante: guerra, povertà, miseria dovrebbero farci pensare, non abbiamo tempo per pensare, il particolare a volte ha un valore unico, dalla natura al vivere quotidiano. La macchina fotografica è il pennello, la tela la fantasia!

C.C.: Il 18 Giugno io ed Umberto Barbera, vorremmo poter fare arrivare una nostra immagine e fare vivere attraverso i nostri componimenti, l’arte visiva . Impresa ardua ? Certo! Ma a noi piacciono le sfide.~Sì, sicuramente sarà una bellissima e stimolante sfida, un appuntamento imperdibile nato dalla passione artistica comune, dall’amicizia e dall’immaginazione fuori dal comune di Corrado e Umberto.

Concludo questo invito con un pensiero di Umberto Barbera scritto nella stilistica del Realismo Terminale:

“La vita è un treno in corsa, il finestrino è la fotografia, il fermoimmagine della pellicola del film della vita”.

Alcune foto di Umberto Barbera:

Il Piccolo Museo della Poesia di Piacenza (di Massimo Silvotti)

Con grande piacere presento oggi il Piccolo Museo della Poesia di Piacenza, creato dal poeta, animatore culturale e Direttore Generale del museo stesso: Massimo Silvotti.

In seguito allego il suo dettagliato articolo che sarà pubblicato nella mia traduzione in lingua polacca sul mensile di arte e cultura “Bezkres / Infinito” e su numerose riviste letterarie polacche online tra cui “Pisarze.pl / Scrittori.pl”.

I.T.Kostka

Il Piccolo Museo della Poesia di Piacenza (di Massimo Silvotti)

La storia del museo:

Il Piccolo Museo della Poesia le Incolmabili fenditure è nato a Piacenza il 17 maggio 2014 per iniziativa di Massimo Silvotti, poeta e artista italiano che ne è anche il direttore generale. A Silvotti, nelle funzioni rispettivamente di condirettrice generale e direttrice del Comitato scientifico, sono affiancate due poetesse, Sabrina De Canio e Giusy Càfari Panìco.
A presiedere il Comitato Scientifico il poeta Guido Oldani, direttore per Mursia della collana Argani di Poesia e ideatore della Poetica del Realismo Terminale.

Da sinistra: Guido Oldani, Sabrina De Canio e Massimo Silvotti

Il museo, dal 2016, è censito da ISTAT in qualità di unico museo della poesia in Italia (ma sappiamo per certo anche in Europa, e forse nel mondo). Si tratta di un museo privato, inserito ufficialmente nelle Rete Museale piacentina.

Focus della collezione museale, la poesia contemporanea e il ’900 italiano, ma non mancano meravigliose incursioni nella poesia italiana e mondiale di altri periodi, ’700 e ’800 in particolare.

Complessivamente la collezione museale è costituita da poesie inedite e autografe, libri, antologie, riviste letterarie, manifesti letterari, opere di poesia visiva, di poesia concreta, di poesia lineare, quadri e sculture relativi ad autori o poesie, suggestioni poetiche.

Circa i libri di poesia , in molti casi rarissimi o addirittura unici, va detto che la maggior parte è autografata dagli autori; alcuni sono prime edizioni, altri edizioni speciali, altri ancora addirittura non editi (ovvero solo stampati e mai entrati in commercio).

Circa le riviste letterarie, il museo possiede una tra le collezioni più complete e rare, attualmente in circolazione; discorso analogo può essere fatto per le antologie del Novecento.

Un discorso a parte riguarda invece il filone della poesia contemporanea che tra l’altro testimonia in modo incontrovertibile della autorevolezza del museo nella percezione del consesso letterario italiano. Da quando il museo è aperto, e con un aumento esponenziale negli ultimi due anni, oltre 300 poeti hanno voluto donare le loro opere al museo; nel complesso circa 800 libri, quasi tutti autografati. Oltre a questi, altri eccezionali doni, come quadri, sculture, installazioni, tutti con una forte attinenza con la poesia. Circa le poesie inedite e autografe (dei grandi Maestri contemporanei) va sottolineato che si tratta di un patrimonio di impareggiabile valore letterario.

“Viaggetto in Etruria” di Giuseppe Ungaretti

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Un Museo itinerante e performativo
Al fianco di una attività museale per così dire consueta, in questi anni il Piccolo Museo della Poesia si è soprattutto caratterizzato per l’ideazione e realizzazione di numerose e differenti performance poetico – artistiche in diverse città italiane, alcune delle quali svolte in collaborazione col Movimento del Realismo Terminale che hanno visto coinvolti centinaia di poeti e artisti provenienti da tutta Italia.

Poeti e artisti con cui il Museo ha collaborato e collabora

Cospicuo il numero di poeti, artisti, attori, critici letterari, direttori di festival internazionali, direttori di musei, direttori di riviste letterarie, editori, musicisti, performer, registi, che in questi anni hanno collaborato (sempre gratuitamente e a loro spese), alla riuscita delle nostre manifestazioni.

Con una stima approssimativa, non meno di quattrocento tra donne e uomini della cultura italiana e internazionale.
Facendo torto a tantissimi, gli amici poeti:

– Giampiero Neri (decano dei poeti italiani),

– Guido Oldani (presidente del comitato scientifico del Museo, ideatore del Movimento del Realismo terminale e recentissimamente insignito del più importante riconoscimento letterario alla carriera dal Governo Cinese),

– Tiziano Rossi
e ancora Amedeo Anelli, Margherita Bonfilio, Ferruccio Brugnaro, Luigi Cannillo, Gabriella Cinti, Igor Costanzo, Tania Di Malta, Izabella Teresa Kostka,
Mauro Ferrari, Milton Fernandez, Anna Maria Gallo, Laura Garavaglia, Vincenzo Guarracino, Giuseppe Langella, Eliza Macadan, Mauro Macario, Bebbe Mariano, Vincenzo Mascolo, Alessandra Paganardi, Renato Pennisi, Maria Pia Quintavalla, Filippo Ravizza, Margherita Rimi, Ottavio Rossani, Enzo Santese, Gabriella Sica, Lidia Sella, Antje Stehn, Marisa Tumicelli, Adam Vaccaro, Paolo Valesio, Lucio Zinna; gli amici artisti: Fernanda Fedi, Omar Galliani, Gaetano Grillo e Roberto Paci Dalò; i registi e attori Corrado Calda, Gilberto Colla, Domitilla Colombo e Pasquale Misuraca; la violinista Elisabetta Garetti (Primo violino al Teatro Carlo Felice di Genova), la soprano Luisa Staboli, il pianista Federico Pulina.

L’area didattica:

Di eccezionale valore strategico, e vero fiore all’occhiello tra le attività museali di questi anni, l’intensissima attività didattica rivolta alle nuove generazioni: dai bambini, agli adolescenti, ai giovani. Impossibile, in poco spazio, delinearne le molteplici sfaccettature proposte, ci limitiamo a certificare l’enorme soddisfazione di aver aperto un mondo, una visuale del tutto inedita, nella contaminazione virtuosa tra grandi poeti (e artisti contemporanei) e nuove sognanti generazioni.

La nuova sede: un gioiello assoluto della Storia dell’arte
Dopo oltre cinque anni di attività, dal mese di dicembre (’19), il Piccolo Museo della Poesia ha interrotto tutte le proprie attività per problemi di ordine prevalentemente economico; una realtà culturale, assolutamente unica nel panorama addirittura mondiale, ha chiuso inesorabilmente i battenti. Ma anziché trattarsi di una notizia nefasta, nel caso del Piccolo Museo della Poesia, ci troviamo di fronte ad una situazione semplicemente straordinaria per impatto e prospettive future. La chiusura del museo, infatti, è stata preceduta da un’autentica sollevazione poetica e artistica e questo ha consentito l’approdo verso una nuova sede a dir poco eccezionale. Il 22 gennaio 2020, il direttore del Piccolo Museo della Poesia, Massimo Silvotti, ha dunque firmato l’accordo con “Fondazione Opera Parrocchiale della Cattedrale di Piacenza” per il trasferimento del Museo presso il complesso dell’Oratorio di San Cristoforo a Piacenza e, specificatamente, utilizzando la Chiesa Barocca di San Cristoforo (Cupola affrescata da Ferdinando Bibiena) quale propria sede espositiva permanente (per la collezione museale) e temporanea (ad esempio per mostre, incontri poetici o performativi, musica, teatro, corsi di formazione, incontri con le scuole, o altro ancora) in piena autonomia gestionale.

Il progetto di arredo museale

Lo spazio museale sarà diviso per stili e ambienti, in due grandi sezioni espositive, a cui si aggiungerà un ulteriore spazio, adibito a biblioteca poetico filosofica e artistica (la biblioteca, tra l’altro, conterrà uno spaccato straordinario, per quantità e qualità, del mondo della poesia contemporanea), nel salone dell’Oratorio, adiacente alla Chiesa. Questo il dettaglio delle due sezioni:
Circa la sezione poesia classica, in essa sarà compresa e ulteriormente arricchita, la collezione museale del precedente museo di via Pace; il luogo si caratterizzerà per un’atmosfera accogliente e meditativa; percepito come statico e quindi ben definito. In qualche modo rassicurante.
Circa la sezione poesia contemporanea, doverosamente apertissima a tutte le sensibilità e/o correnti poetiche, la caratteristica assolutamente preminente riguarderà invece il dinamismo. Lo spazio espositivo, non solo poetico, sarà costantemente modificabile; saranno accolti in situazioni espositive anche molto diversificate, la gran parte dei poeti contemporanei storicizzati e antologizzati, ma anche poeti giovani o giovanissimi, significativi per riconoscibilità stilistica o innovazione; tutti costoro faranno parte della collezione museale attraverso loro testi poetici, soprattutto inediti e in molti casi addirittura manoscritti. Una particolare attenzione sarà rivolta alla poesia al femminile (a cui sarà dedicata una sezione specifica). Al centro dello spazio espositivo sarà collocata una grandissima Opera d’arte, rappresentativa della poetica del Movimento del Realismo terminale.

Massimo Silvotti, maggio 2020

Per info e per contattare il Piccolo Museo della Poesia:

silmasmina@libero.it

Cell.: (+39) 3470359629

Pubblicato anche sul blog giornalistico internazionale “Alessandria Today”:

https://alessandriatoday.wordpress.com/2020/06/05/il-piccolo-museo-della-poesia-di-piacenza-di-massimo-silvotti/?preview=true

TRE POESIE SCELTE di MARCO ANGELLA

LA TORRE DI BABELE

Ubriache parole serpeggiano nel tempo
Uomini convinti si ostinano ad usarle
perdendosi in mille rivoli ondeggianti
Anche i saggi cantori
inopportunamente citati
appaiono in contrasto tra loro
Polemiche incandescenti
condite con astrusi giochi verbali
arricchiscono i giornali
Comari distratte si perdono dietro al non senso quotidiano
Il sommo regista guarda dall’alto l’arca con occhi stralunati
Le lettere sciabordano confuse cozzando l’una contro l’altra
Gli accenti si accapigliano egocentrici
Le immagini si impongono sull’essere
mascherando discorsi scheletriti e roboanti inni al nulla
L’ingorda storia, maestra di morte, sconvolge le vite
Nel caos s’insinua l’artista con feroce afasia
per strappare al mondo fedifrago incontaminati suoni
Pianto e riso si perdono nei petali delle margherite
pronti a risorgere al prossimo urlo ipocrita di pace
velato da subdole armi.

[tratta da “VERSI MANNARI. Poesie”, Ibiskos-Ulivieri (Collana Il Quadrifoglio), Empoli 2010, p. 18]

ALFABETO MANNARO

Architettare altane alate
Braccare bagliori battesimali
Carpire chimere cibernetiche
Dipingere destini deliziosi
Eternare espressioni elette
Favoleggiare filtri fedifraghi
Ghermire gesti generazionali
Habere halitum haesitabundum
Ideare icone ieratiche
Liberare lettere laconiche
Mandrinare menti meditabonde
Noverare novelle noetiche
Orchestrare onde originali
Propagare pensieri pittoreschi
Quietare quisquilie quotidiane
Ripercorrere rèdole remote
Solennizzare sculture sognate
Trarre teorie trascendentali
Umanizzare ululati usti
Vivificare varchi ventilati
Zigrinare zibaldoni zebrati

[tratta da “VERSI MANNARI. Poesie”, Ibiskos-Ulivieri (Collana Il Quadrifoglio), Empoli 2010, p. 23]

LA BALLATA DEL COVID-19

Vorrei essere il merlo
che sul davanzale
mi racconta la storia
con voce ancestrale
di chi non è uguale
In questo paese lugubre, spettrale
Dove la gente non è più la stessa
e non può andare a messa
Dove i bambini
non vanno più a scuola
e l’asino vola
Dove gli abbracci
non son più consentiti
e impera “corona”
come in certi spartiti
Dove non è concesso
andar fuori comune
come se fossimo
su tante lune.
Dove camminare
non è fare moto
ma il passo è pesante
e risuona nel vuoto
Dove le mamme sono angosciate
e le donne amate
non possono esser baciate

Dove la paura avanza
come negli ospedali, in ogni stanza
Dove i teatri e i musei sono chiusi
e gli abitanti disillusi
Dove il turista non ti dà più del “tu”
e il punto “Sigeric” a marzo non apre più
Dove ogni giorno chiude un negozio
e siamo tutti nell’ozio
Dove i maestri
non mostran le viole
perché c’è… il sole
ma il morbo non vuole
Dove è sospeso il mercato
perché affollarsi è vietato
Dove fare la spesa
è diventata un’impresa
Dove l’economia collassa
e sui social sparla la massa
Dove siamo LIBERI ma SCHIAVI
di un mondo del quale
non abbiamo le chiavi

Vorrei sapere dal merlo indovino
quale sarà il nostro destino
ma non mi è dato il grande dono
d’interpretarne il dolce suono

Marco Angella
Pontremoli, 12 marzo 2020, ore 5 (svegliato dal merlo sul davanzale) – 6.36
[INEDITA – pubblicata e recensita su: http://www.ticinolive.ch/2020/04/07/il-merlo-simbolo-di-resurrezione-nella-pasqua-della-pandemia-marco-angella-e-la-sua-poesia/ ]

BREVE CURRICULUM

Marco Angella è nato a Pontremoli (MS) il 25 aprile 1970. Si è laureato in Lettere nel 1994 con 110 e lode presso l’Università degli studi di Parma.
Abilitato nelle classi di concorso A043 e A050 dal 2002. Nel 2007 è entrato in ruolo come insegnante di sostegno nella scuola primaria presso l’Istituto Comprensivo “Giulio Tifoni” di Pontremoli, dove lavora tuttora.
Dall’aprile 2012 è socio ordinario della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi sezione di Pontremoli e, dal 2010, è nella redazione della rivista Archivio Storico per le Province Parmensi.
Sue ricerche di storia locale sono state pubblicate sull’Archivio Storico per le Province Parmensi, su Studi Lunigianesi, sul terzo Quaderno dell’emigrazione toscana, sul Giornale Storico della Lunigiana, su Nuovi Studi Livornesi, su Cronaca e Storia di Val di Magra, su Il Porticciolo e sulle “Memorie” dell’Accademia Lunigianese di Scienze “Giovanni Capellini”
È autore dei libri Racconti Lunigianesi (Montedit, Melegnano 2009, pp. 50), Versi mannari (Ibiskos – Ulivieri, Empoli 2010, pp. 64) e dell’e-book Musica e teatro a Pontremoli nel secondo periodo lorenese (Pragmata, Roma 2012, pp. 43).
Si è classificato 1° al Premio Sigillo dei Poeti 2008 Città di Genova nella sezione L’emozione del ricordo, 1° alla XXIV Edizione del Premio Nazionale di Poesia Rosario Piccolo (2013) di Patti (Messina) nella sezione Binomi Poetici e 2° al Premio Nazionale di scrittura essenziale Brevis 2006 di Barbariga (Brescia) nella sezione endecasillabo. Suoi testi sono stati pubblicati in diverse antologie ed alcuni sono stati tradotti in spagnolo, in inglese ed in greco.
Ha partecipato alla rassegna nazionale di poesia “Altramarea” di Tellaro (SP) (ideata e diretta da Angelo Tonelli) negli anni 2014, 2017 e 2019.
La sua attività come autore emergente è stata oggetto di recensioni ed è stata seguita e apprezzata da vari critici e studiosi, tra cui Roberto Rizzoli, Maria Maestri, Riccardo Ponti, Vincenzo Zanetto, Enrica Carli, Aldo Vigna e Cristiano Mazzanti.

Per conoscere le sue pubblicazioni più significative cfr.

http://www.stmoderna.it/angella-marco_a3408

Per conoscere parte della sua attività relativa alla scrittura creativa cfr.

https://www.ilporticciolocultura.it/narrativa/517-marco-angella.html

Pubblicato anche sul blog giornalistico internazionale Alessandria Today:

https://alessandriatoday.wordpress.com/2020/05/27/angolo-di-poesia-tre-liriche-scelte-di-marco-angella/?preview=true

Marco Angella

Intervista al cantante Alberto Amati: “La musica fa parte del mio DNA” (a cura di Izabella Teresa Kostka)

(by I.T.Kostka)

Ho conosciuto Alberto Amati un po’ di tempo fa su Facebook e, nel mese di dicembre del 2019, ho assistito con piacere a uno dei suoi concerti in Polonia, nella mia città natale di Poznań. Il suo sorriso contagioso e la gentilezza hanno conquistato con facilità il pubblico polacco, permettendo ad Alberto di realizzare i sogni e di continuare con successo la carriera artistica.

In questi giorni abbiamo parlato tanto ed eccomi qui con un’intervista in esclusiva e con un saluto speciale tutto per Voi:

” Buongiorno a tutti cari italiani, in questo momento difficile per tutti volevo ringraziarVi per il vostro coraggio e forza d’animo. Vi auguro una buona lettura e spero che a breve torniamo alla nostra vita normale” (A.A.)

1. I.T.K.: Com’è iniziata la tua avventura con la musica? È stata una scelta personale voluta oppure dettata dalle coincidenze della vita?

A.A.: Avevo circa 6 anni e la mia vicina di casa studiava pianoforte, ascoltavo per ore i suoi studi ed ero affascinato dal fatto che con le mani si potessero creare suoni e melodie. Volevo assolutamente provare anche io e a Natale di quell’anno mio padre mi comprò il primo organetto. A 14 anni dopo anni di studi privati fui ammesso al Conservatorio Giuseppe Verdi di Ravenna ma lo abbandonai dopo un anno perché non riuscivo a conciliare gli studi musicali con quelli scolastici. Non abbandonai mai la musica, da solo infatti cominciai ad arrangiare al pianoforte i pezzi di musica leggera che mi piacevano cantandoci sopra, con gli anni poi mi appassionai più al canto che allo strumento.
Diciamo che la musica fa parte del mio DNA, mio nonno materno infatti era maestro di sassofono classico
e mio padre come mia sorella maggiore sono intonatissimi nel canto.

2. I.T.K.: Cosa significa essere un artista per te? Hai paura del contatto diretto con il pubblico oppure gli eventi live ti donano le ali?

A.A.: Un artista deve sapere regalare emozioni al pubblico, non annoiarlo e trasmettere la propria passione
e amore per la musica. Ho avuto paura prima di salire sul palco della Filarmonica di Cracovia circa due anni fa, ero ospite in un Festival Italiano e dovevo cantare quattro canzoni con questa super orchestra di professionisti dal vivo, avevamo fatto solo mezz’ora di prove la stessa mattina, il teatro era pieno e prima di salire sul palco avevo il cuore in gola. Appena cominciai a cantare sparì tutta l’ansia e finito l’ultimo pezzo non avrei mai voluto scendere da quel palco.
Sinceramente più c’è pubblico e più mi carico, soprattutto quando mi accorgo che si stanno divertendo come me e stanno apprezzando la mia esibizione.

– Concerto a Cracovia:

https://www.youtube.com/watch?v=jmWdN18Bq_k

3. I.T.K.: Raccontaci della tua vita in Polonia: qual è stato il motivo e quando è nata la decisione di traslocare in questo Paese?

A.A.: Nel 2008 iniziò la crisi economica mondiale, lavoravo in un’azienda chimica norvegese che produceva ingredienti per medicinali e durante la cassa integrazione concepii l’idea di trasformare quello che ormai era diventato solo un hobby in un lavoro. Dopo il trasferimento, l’inizio non fu dei più facili, trovarsi in un Paese estero senza conoscere la lingua e la poca esperienza furono gli ostacoli più grandi. Con il tempo migliorai la lingua e il bagaglio d’esperienza fu più ampio e così tutto diventò più facile.
Fondamentali poi per crescere furono i consigli di Gerardo Russo, una gentilissima persona che gestiva dei locali in Polonia dove andai qualche volta a cantare e di Roberto Zucaro un cantante italiano che si esibiva in Polonia già da molti anni. Devo molto a queste due persone, i loro preziosi consigli mi hanno fatto saltare ulteriori anni di gavetta, il che non è poco.

4. I.T.K.: Vedi qualche differenza tra la comunità artistica italiana e polacca? Dove ti senti più apprezzato?

A.A.: Il pubblico italiano è più esigente, bisogna essere continuamente aggiornati con le novità, mentre
il pubblico polacco è più legato ai successi italiani di qualche decade fa e questo rende più facile il lavoro. Riguardo la comunità artistica non posso fare confronti, posso dire che negli anni ho conosciuto qui
in Polonia artisti bravissimi e con molti di loro ho costruito anche un ottimo rapporto di amicizia e collaborazione, con altri meno.

5. I.T.K.: Quali sono i tuoi pregi e quali invece i difetti?

A.A.: Non sta a me dire quali sono i miei pregi ma alle persone che mi conoscono e con cui ho collaborato, peccherei infatti di poca umiltà e soprattutto farei l’errore di essere poco coerente. Sui difetti invece possiamo aprire un fascicolo di 100 pagine, posso riassumere in qualche riga. Pecco spesso di ingenuità, mi innervosisco subito e a volte esplodo in vere e proprie crisi di ira, in quei momenti potrei distruggere la stanza dove mi trovo. Diciamo che non ho la via di mezzo, passo da una calma estrema a un’ira funesta in pochi secondi.

6.I.T.K.: Il COVID-19 ha cancellato tanti progetti culturali, cambiando la vita di tutti gli artisti. Qual è il tuo rimedio contro la depressione e la tristezza di questi giorni?

A.A.: Il nove marzo 2020 ho avuto l’ultimo concerto in pubblico, poi è stato un susseguirsi di annullamenti, mi è dispiaciuto tantissimo per esempio non poter tornare a Cracovia dove era in programma un mio concerto caritativo per la raccolta fondi contro il cancro. Erano stati venduti tanti biglietti e il teatro era già quasi tutto pieno. Avevo inoltre già pronto per la stampa il mio secondo cd nonché gli arrangiamenti nuovi per la stagione 2020.
La situazione per noi artisti si è fatta e sarà molto problematica, viviamo quasi dimenticati e senza aiuti, inoltre siamo stati il primo settore a fermarsi e saremo l’ultimo a ripartire. D’altronde ci esibiamo in eventi dove il distanziamento sociale è nullo e gli assembramenti di persone sono la caratteristica principale. Pensare di tornare a lavorare solamente ad emergenza completamente finita rende tutto sempre più difficile da accettare, soprattutto ora che molti settori stanno già ripartendo. Devo ammettere che ho passato questi mesi in completo isolamento, passando ore a guardare notiziari e programmi dedicati a questo maledetto virus. Ho passato giornate a letto in completa tristezza senza alzarmi e non riuscivo più a concentrarmi sulla musica. Mi sono dedicato alla cucina, alla mia amata pizza, ingrassandomi qualche chilo. Come tanti artisti, dopo due mesi trascorsi così, ho fatto un concerto live sul mio profilo Facebook, per due ore ho rivissuto quelle emozioni che non provavo più da tempo, anche se esibirsi davanti al muro di casa e non davanti a una folla mi ha fatto provare ancora di più la nostalgia del passato. Ringrazio tanto chi mi ha seguito e sostenuto quel pomeriggio.

7. I.T.K.: Come vedi la tua carriera quando tutto sarà finito? Diventerai un uomo diverso?

A.A.: Spero che tutti i sacrifici passati non siano annullati e non si debba ricominciare tutto da capo, si rischia
infatti di essere dimenticati e di perdere tutti i contatti artistici con i vari organizzatori, questa è una delle mie tante paure. Sicuramente sarò un uomo diverso, apprezzerò molto di più quello che magari una volta non apprezzavo e davo per scontato. Sicuramente imparerò anche a risparmiare di più.

Alberto Amati

• Sito YouTube dell’artista:

https://www.youtube.com/channel/UCMHHIDjRsT-NMw_giQfoKew/videos?view_as=subscriber

• Pagina facebook:

https://www.facebook.com/alberto.amati.94

L’intervista rilasciata dal cantante di origine italiana residente in Polonia Alberto Amati, a cura di Izabella Teresa Kostka.

Maggio 2020, Milano

Tutti i diritti riservati

Pubblicata anche sul blog giornalistico internazionale “Alessandria Today” di Pier Carlo Lava:

https://alessandriatoday.wordpress.com/2020/05/14/la-musica-fa-parte-del-mio-dna-lintervista-al-cantante-alberto-amati-a-cura-di-izabella-teresa-kostka/?preview=true

#RealismoTerminale: Sul mensile polacco di arte e letteratura “Bezkres / Infinito” prosegue la rubrica fissa dedicata al Realismo Terminale a cura di Izabella Teresa Kostka

A partire dai primi mesi dell’anno 2019, sul mensile polacco di arte e letteratura “Bezkres / Infinito” (caporedattore Adam Gabriel Grzelązka), prosegue il costante impegno della diffusione del Realismo Terminale di Guido Oldani sulla terra polacca, attraverso una rubrica fissa dedicata al Movimento e condotta dalla scrittrice e giornalista culturale freelance Izabella Teresa Kostka – Portavoce e Ambasciatrice ufficiale del RT per la Polonia.

Ogni mese vengono presentati autori esponenti del RT con le loro poesie e note biografiche tradotte in lingua polacca da Izabella Teresa Kostka e numerosi articoli riguardanti l’attività e gli eventi nell’ambito del Movimento.

In seguito alcuni articoli pubblicati nella rivista sia in cartaceo che in versione digitale. Nei prossimi mesi altri interessati autori del RT.

• Guido Oldani

• Giuseppe Langella

• Poesia sociale e numerosi testi di Guido Oldani, Giuseppe Langella, Izabella Teresa Kostka e Tania Di Malta

Massimo Silvotti

Igor Costanzo

Giusy Càfari Panìco

• Sabrina De Canio

Tania Di Malta

• Antje Stehn