CROSSWORDS / CRUCIVERBA / KRZYŻÓWKA (Terminal Realism)

Kostka Izabella Teresa

CROSSWORDS / CRUCIVERBA / KRZYŻÓWKA (Terminal Realism)

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Our bodies are crosswords
they complement each other,
crucified martyrs without sin
waiting for nirvana,

the desire deceives every void
like candy soothes hunger,
the brain burns in an orgasm
throwing the reason to the stake,

we become matches
between the fingers of a child
and ashes scattered in nothingness,

fertilizer of the universe.

I nostri corpi sono cruciverba
si completano a vicenda,
crocifissi martiri senza peccato
in attesa del nirvana,

il desio inganna ogni vuoto
come le caramelle la fame,
arde il cervello in un orgasmo
gettando la ragione al rogo,

diventiamo fiammiferi
tra le dita d’un bambino
e ceneri cosparse nel nulla,

concime dell’universo.

Nasze ciała to krzyżówka
uzupełniają się wzajemnie,
ukrzyżowani męczennicy bez grzechu
oczekujący na nirwanę,

pożądanie omamia każdą pustkę
jak głód oszukuje cukierki,
płonie umysł w orgazmie
rzucając na stos rozum,

stajemy się zapałkami
w…

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Milan – capital of Terminal Realism, #Bookcity 2019

To read follow the link:

https://kostkaizabellateresa.wordpress.com/2019/11/17/terminal-realismbookcity-milan-capital-of-terminal-realism/?preview=true

AWAKENING / RISVEGLIO / PRZEBUDZENIE

Kostka Izabella Teresa

AVAKENING / RISVEGLIO / PRZEBUDZENIE (Terminal Realism)

It lights up every dawn
like fog lights,
restarts neurons
disconnected for a night’s rest.

I move the eyelash curtains
– shutters that isolate me from the world –
and
load the batteries
with a sip of an espresso.

Even today
I will pay the toll
on the highway of life.

Si accende ogni alba
come fari antinebbia,
rimette in moto i neuroni
scollegati per un riposo notturno.

Sposto le tende delle ciglia
– tapparelle che mi isolano dal Mondo –
e
carico le batterie
con un sorso di un espresso.

Pure oggi
pagherò il pedaggio
sull’autostrada della vita.

Zapala się świt
jak światła przeciwmgielne,
wprawia w ruch neurony
odłączone na wypoczynek nocny.

Przesuwam rzęs firany
– rolety oddzielające mnie od Świata
i
ładuję baterie
łykiem espresso.

Także dzisiaj
zapłacę za przejazd
autostradą życia.

Izabella Teresa Kostka, ©2018

Edited, all rights…

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#Bookcity: Milano – capitale del Realismo Terminale

(by Izabella Teresa Kostka)

Ieri, il 16 novembre 2019 alle ore 19.00, si è svolto un incontro storico nell’ambito della rassegna internazionale Bookcity dal titolo “Milano – capitale del Realismo Terminale”, tenutosi presso la Biblioteca d’Arte del Castello Sforzesco di Milano. Importante dibattito sul movimento del Realismo Terminale fondato dal M° Guido Oldani, premiato con International Poetry Award 1573 in China.

Interventi di grande spessore del M° Guido Oldani, del Prof. Giuseppe Langella, del senatore Gianni Marilotti, presenti molti poeti appartenenti al Realismo Terminale tra cui Beppe Mariano, Igor Costanzo, Massimo Silvotti, Sabrina de Canio, Sabrina Sognante Izabella Kostka, Tania Di Malta, Marco Pellegrini, Giusy Càfari Panìco, Pino Canta, Antje Stehn, Valentina Neri e altri.

È stato un onore per me assistere a questo solenne incontro e aver contribuito con un breve testo alla lettura finale delle poesie.

Foto: Umberto Barbera e Izabella Teresa Kostka
16.11.2019

Video finale:

L’articolo in lingua polacca anche sul portale culturale “Podtekst kulturalny”:

https://podtekstkulturalny.wordpress.com/2019/11/18/historyczne-spotkanie-mediolan-stolica-realizmu-terminalnego-na-bookcity-16-11-2019/?preview=true

La rubrica sul Realismo Terminale in lingua polacca su “Podtekst kulturalny”

Sul portale culturale in lingua polacca “Podtekst kulturalny” la mia rubrica dedicata al movimento del Realismo Terminale:

https://podtekstkulturalny.wordpress.com/category/realizm-terminalny/

Intervista a Izabella Teresa Kostka (scrittrice, poetessa, organizzatrice e presentatrice eventi culturali) #Screpmagazine

#screpmagazine
#intervista #izabellateresakostka

Carissimi!

Vorrei segnalarVi la mia ultima intervista “un po’ particolare”.

Sono profondamente emozionata e ringrazio il giornalista, redattore Vincenzo Fiore del magazzino culturale romano “Screpmagazine” per il nostro incontro e questa splendida intervista, la quale ho rilasciato con gioia ed emozione presso Chiostro Nina Vinchi a Milano. L’intervista molto diversa da tutte le altre, molto personale e, quasi, “intima”. Invito tutti gli interessati alla lettura!

Link all’articolo:

https://screpmagazine.com/una-intervista-molto-particolare/

Izabella Teresa Kostka, Milano

Chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro di Milano

Poesia del Realismo Terminale bilingue: Giuseppe Langella “Chiodi / Gwoździe”

prof. Giuseppe Langella, Mediolan 2019

CHIODI

Messi ai piedi se il ghiaccio s’invetra,
nella terra affondati a baluardo,
in parete di pietra piantati,
una corda, un berretto, due nodi:
con voi, chiodi, nessuno è codardo.
Mi farete salire al sicuro
sulla croce d’abete nel giorno
del passaggio oltre il muro del pianto
in un viaggio che esclude il ritorno,
all’incontro con l’ultimo schianto.

GWOŹDZIE

Założone na nogi gdy lód szkłem się staje,
zagłębione w ziemi dla ochrony,
wbite w kamienną ścianę,
lina, beret, dwa węzły:
z wami, gwoździe, nikt nie jest tchórzem.
Pozwolicie mi bezpiecznie wstąpić
na jodłowy krzyż w dzień
przejścia poza ścianę płaczu
w bezpowrotnej podróży,
na spotkanie z finałowym starciem.

Giuseppe Langella

Tłumaczenie na język polski: Izabella Teresa Kostka

Tutti i diritti riservati all’autore

PROSA: “RAVIOLUSCION” di DANIELE OSSOLA

Daniele Ossola, foto: Umberto Barbera. “Verseggiando sotto gli astri”, Teatro Polivalente di Sandigliano 2019.

RAVIOLUSCION

Quand’ero piccina, avevo circa 6-7 anni, i miei genitori mi spedivano, di solito durante le vacanze estive quasi fossi un pacco, da mia nonna in campagna.
Salivo, con la mia fedele bambola di pezza, su una sgangherata corriera che partiva da Piazza Castello e, in quattro ore, mi portava in uno sperduto paese della bassa mantovana. Ad attendermi c’era il figlio del mungitore, di nome Agide, il quale si preoccupava di portarmi alla cascina percorrendo lunghe, a volte tortuose e sconnesse, strade in terra battuta, seduti su un nero calesse a due posti con tettuccio in tela che ci riparava dal sole del mezzogiorno.
Iniziava così una vita fatta di odori di stalla, di maiali e di cenere del camino che veniva usata per lavare, in grandi catini di legno, le lenzuola che poi svettavano alte su corde che univano i filari di uva americana.
Tutti i giorni, mentre gli uomini erano nei campi con i trattori, io trascorrevo il mio tempo con nonna Cecca.
Mi ricordo ancora oggi che nella fattoria non c’erano altri bambini e così neanche l’ombra di un giocattolo a disposizione, ma ero attratta dalle macchine, da tutto quanto si potesse muovere. Così come, abituata a Milano dove rimanevo incollata alle finestre del salotto a vedere scorrere il traffico di Corso Buenos Aires, anche qui restavo con gli occhi sgranati mentre la nonna faceva la pasta per poi preparare i ravioli con il ripieno di pollo e prosciutto.
Ravioli tutti i giorni! Oggi la definirei una “ravioluscion” dove l’universo maschile era governato da un’autorità riconosciuta e riverita: la nonna. E quella macchina che lei usava era, in assoluto, il mio fantastico gioco principale perché, mentre facevo l’assistente in modo goffo e impacciato, la mia fantasia correva durante la preparazione di quelle palle di pasta. Siccome ero piccola, vedevo tutte le cose più grandi del normale.
Mi rivedo quando, estasiata, ammiravo Nonna Papera. Così avevo chiamato questa macchina interessante. Le avevo affibbiato tale appellativo perché vedevo la parte alta prominente come se fosse il becco di una papera.
Era una grande macchina Regina, in metallo cromato con luccicanti bordi rossi, staticamente piazzata nell’angolo di uno dei lati più corti del vasto tavolo rettangolare da lavoro, posto in mezzo all’ampia cucina che si affacciava sull’aia della cascina. Lei guardava, in modo veramente autoritario, i suoi servitori dall’alto del suo ruolo e della sua posizione.
Burro, acqua, farina, sale, uova e prosciutto erano allineati inchinandosi e sottomettendosi in attesa delle disposizioni della Regina. Quando poi la pasta usciva dalla cigolante macchina in sottili, gialle, strette e lunghissime strisce, io immaginavo queste come se fossero una serie di autostrade, senza barriere per il pagamento del pedaggio. Queste strisce cadevano sopra un bianco tappeto di farina che copriva il grande tavolo.
Nonna Cecca, con un piccolo attrezzo di metallo a disco zigrinato, tagliava le autostrade in piccoli giardini quadrati ed io mettevo nel loro centro delle piccole palline di carne, quasi fossero dei cespugli di rose, di gardenie o di mimose.
Poi, assistevo alla grande trasformazione: da piccoli giardini in piccoli, grassi e divertenti soldatini senza gambe, con le braccia incrociate dietro la loro schiena. Con gli occhi da adulta, mi posso immaginare una grande e splendida armata con soldati in tenuta mimetica di colore nocciola chiaro, come i militari dell’Afrika Korps, perfettamente allineati in una grande piazza battuta da una tempesta di neve (farina, ovviamente) che continuava a scendere sopra i loro elmetti in una scena di assoluto silenzio. Nessun Generale Rommel urlava ordini. Batterie di carri armati e cannoni (rappresentati dagli utensili di lavoro della nonna) componevano il quadro di questa strana adunata gastro-militare.
Poi, un poco alla volta e in modo ordinato, i soldati andavano a fare il bagno in un grande pentolone pieno di acqua bollente e salata che li faceva gonfiare e diventare più grossi, più belli, più lucidi e con un gustoso profumo; un aspetto che prima, quando erano allineati sulla bianca piazza, non avevano di certo.
Nella mia ingenuità, corroborata da una fervida fantasia, pensavo: “Certo che i soldati sono come le donne! Pur di piacere si lavano, si profumano, fanno vedere i muscoli, quasi debbano andare al Teatro alla Scala … mah!”
Dopo il bagno, un’abbondante manciata di soldati si metteva a sedere, in cerchio, dentro un bianco piatto fondo aspettando la compagnia del burro fuso, del saporito Parmigiano che pioveva in abbondanza assieme a una foresta di foglie di salvia appena colte.
Il momento culminante della storia di questi soldati era la trasformazione in deliziosi ravioli che velocemente entravano nelle bocche degli affamati contadini, tornati dai campi dopo una mattina di duro lavoro.
Per sancire l’apprezzamento dell’eccellente qualità dei ravioli, partiva una serie di rutti rumorosi ritmicamente alternati con differenti tonalità, quasi fossero le note di un canto Gregoriano tipo quelli che si ascoltano, ancora oggi, nella Basilica di Sant’Andrea a Mantova.
Il potere del mio gioco infantile è consistito nella trasformazione delle palle di pasta in autostrade, ridottesi poi in piccoli giardini, mutati dopo in fieri soldati e, finalmente, in gustosi ravioli!
Anch’io ho assistito e partecipato alla mia piccola “ravioluscion” con la perfetta integrazione tra uomo e macchina esaltati da due miti femminili di riferimento: nonna Cecca e nonna Papera, ovvero la “Regina”.

Daniele Ossola, tutti i diritti riservati all’autore

• NOTA BIOGRAFICA

Daniele Ossola ha vissuto per molti anni a Milano, dove si è laureato in Economia e Commercio all’Università Cattolica.
Iscritto all’Ordine dei Giornalisti di Milano è stato direttore del periodico “Il Gabbiano”.
La grande passione per il teatro amatoriale lo ha portato a fondare e a dirigere, metà anni ’80, “La Cumpagnia del fil da fer” formata da adolescenti e per la quale ha scritto le sceneggiature e curato la regia.
Ha fatto parte della “Compagnia Teatrale Isprese” che proponeva spettacoli in dialetto varesino, in qualità di aiuto-regista e attore. Oltre che sceneggiature teatrali ha scritto fiabe, racconti e romanzi.
Ha coordinato laboratori teatrali di dizione e postura, ed è docente di Scrittura Creativa presso l’UNITRE (Università delle Tre Età) di Sesto Calende (VA).
Vincitore e finalista in numerosi Concorsi Letterari nazionali e internazionali.

Opere pubblicate:

STORIE DI TANTI – raccolta di racconti (BookSprint Edizioni)
PRIMO PREMIO al Concorso “Città di Siena” organizzato dalla Casa Editrice Il Leccio – Sezione Opere Inedite.
TERZO PREMIO al Concorso “La Pergola d’arte” di Firenze – Sezione e-book.
FINALISTA al Premio Letterario ”Villotte: storie in cammino… un cammino di storia” – Sezione e-book

GRIGLIATA PER UN CADAVERE – romanzo thriller (BookSprint Edizioni)
FINALISTA al premio Letterario Internazionale “Gaetano Cingari” Sezione Narrativa Inedita organizzato dalla Casa Editrice Leonida.
PRIMO PREMIO al Concorso “Milano International” Sezione Narrativa Inedita organizzato dalla Casa Editrice Pegasus Cattolica.
MENZIONE D’ONORE al Premio Culturale Nazionale ”Milano Verticale – Le Torri del 2000”.

L’INCUBO DI CAPITAN UNCINO – commedia brillante in tre atti (Il Convivio Editore)
SEGNALAZIONE DI MERITO al Concorso “Teatro Inedito Giuseppe Borgese” con relativa pubblicazione da parte de Il Convivio Editore nella sezione “Ars Theatralis”.

CHE SCOPERTA!!! – commedia brillante in tre atti (Il Convivio Editore)
DIPLOMA D’ONORE e targa, FINALISTA con relativa pubblicazione da parte de Il Convivio Editore nella sezione “Ars Theatralis”.
PODIO 2^ CLASSIFICATA al Premio Culturale Nazionale “San Bernardino alle Ossa – La Milano gotica” sezione Opera Teatrale.

LA PECHERONZA – raccolta di racconti (Aletti Editore)
MENZIONE DI MERITO al Premio Internazionale “Maria Cumani Quasimodo” con pubblicazione da parte di Aletti Editore nella sezione “Emersi – Narrativa”.
MENZIONE DI MERITO al Concorso “Giglio Blu” (FI).
INTRIGHI ALLA ROCCA DI ANGERA – romanzo giallo storico (Macchione Editore)
FINALISTA al Premio Letterario “Sirmione Lugana 2018” nella sezione C – Narrativa Inedita.
MERITEVOLE di pubblicazione al “4° Premio Internazionale Salvatore Quasimodo”.

Pubblicato anche sul portale giornalistico Alessandria Today di Pier Carlo Lava:

https://alessandriatoday.wordpress.com/2019/11/07/angolo-di-prosa-daniele-ossola-ravioluscion/?preview=true

INTERVISTA ALLA CANTANTE LIRICA SOPRANO MONIKA LUKACS (a cura di Izabella Teresa Kostka)

INTERVISTA ALLA CANTANTE LIRICA SOPRANO MONIKA LUKACS (a cura di Izabella Teresa Kostka)

È per me una grande emozione intervistare una delle voci più preziose e affascinanti del palcoscenico operistico: la cantante lirica soprano di coloratura, Monika Lukacs.

1. I.T.K: Benvenuta Monika. La tua storia mi è molto cara, perché entrambe abbiamo lasciato la nostra terra di origine per il Bel Paese. Sei nata nella calorosa e accogliente Ungheria, una Nazione flagellata in passato da numerosi “turbamenti politici”. Quali sentimenti nutri e quali sono i ricordi che legano la tua memoria ai drammi della tua Patria?

M.L.: Cara Izabella, ti ringrazio della tua intervista. Sono onorata.
Sono nata a Miskolc, ho vissuto fino a diciotto anni con i miei genitori; dopo il liceo musicale-artistico, mi sono trasferita a Budapest dove ho iniziato gli studi di canto lirico al Conservatorio di Santo Stefano. Sono stati anni importanti per la mia formazione musicale e Budapest è una città meravigliosa, colta, vivace, piena di musica. Durante i miei anni di studio ho fatto tanti concerti, iniziando dalla gavetta: a 21 anni ho debuttato in “Rigoletto” al Teatro dell’Opera Erkel come Paggio, accanto ai grandi cantanti del teatro. Ero la più piccola, nonostante ciò alla prova generale ho invece cantato dalla buca d’orchestra Gilda, perchè la cantante era malata.
Ho avuto una bella infanzia, tranquilla, sono cresciuta in una famiglia semplice che mi ha amato molto. La musica era da sempre presente nella nostra vita, mia madre aveva una voce bellissima, era un soprano di coloratura che cantava nel coro, mentre mio padre suonava il sassofono.
Ero felice. Sono sempre stata una persona positiva e solare. Mi piace trasmettere emozioni attraverso il mio canto e aiutare le persona bisognose. Faccio tanti concerti di beneficenza sia come cantante che come pianista ma anche in qualità di docente con i miei allievi.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua grande avventura nel mondo del canto lirico? È stata una passione influenzata dalla famiglia oppure è nata in modo spontaneo dal tuo “sentire interiore”?

M.L.: Adoravo la musica fin da bambina. All’inizio suonavo il piano ma poi, a 9 anni, sono stata scelta dalla mia maestra di musica della scuola elementare per cantare davanti a 600 docenti, in occasione di una commemorazione della città, ed ho superato la prova, appassionandomi così al palcoscenico. All’età di 17 anni ho iniziato a prendere lezioni di canto, mentre frequentavo ancora il liceo, girando tutta l’Europa con il coro femminile per concerti e concorsi internazionali. Ne sono conseguite tante soddisfazioni e successi.
I miei genitori mi hanno sempre sostenuta, fin da piccola, ed io sono sempre stata molto determinate: quando tornavo tardi a casa dopo le lezioni di musica andavo subito al teatro oppure alla Filarmonica a sentire i concerti oppure mi impegnavo nelle prove. Avevo bisogno della musica, faceva parte del mio DNA.

3. I.T.K.: Sei un docente di canto masterclass in molti Paesi europei tra cui Belgio, Lussemburgo, Ungheria e Italia. Secondo te, esistono differenze sostanziali nell’insegnamento tra queste nazioni? In Italia l’arte sprofonda nelle gravi difficoltà causate dai problemi sia economici che logistici e per questo la giovane generazione si allontana sempre di più dalla musica classica e dal canto lirico: vedi ancora un futuro e una possibilità di crescita per questo prezioso ma trascurato settore artistico?

M.L.: Nell’insegnamento del canto esiste solamente una tecnica: quella giusta. La tecnica è un mezzo, poi devi aggiungere la voce, la musicalità e lo studio.
Ci sono tanti talenti nel campo della lirica ma purtroppo non basta solo la voce, bisogna avere intelligenza, cultura e musicalità, tanta perseveranza e studio. Al giorno d’oggi, i giovani cantanti non hanno pazienza, vogliono fare subito carriera, che invece va costruita pian piano, “step by step”! Ci vuole tempo per fare la gavetta, bisogna scegliere bene il proprio repertorio e non consumare subito la voce con ruoli troppo pesanti.
Purtroppo la musica classica appartiene ad un pubblico ristretto.
Spero ci saranno sempre più i giovani desiderosi di avvicinarsi alla musica classica e alla lirica. Da 27 anni tengo corsi propedeutici proprio per far crescere i piccoli, avvicinarli alla musica, aprire loro il mondo meraviglioso e magico della musica. Credo in questa missione.
È un periodo davvero difficile per la musica classica, una crisi mondiale con la conseguente chiusura di teatri, auditorium e scuole di musica. Non ci sono più fondi ed è sempre più faticoso andare avanti con questo campo, ma bisogna continuare a crederci!

4. I.T.K.: Quali sono le tue più belle esperienze artistiche come solista e, al contrario, qual è il ricordo più amaro? Ti sei mai sentita a disagio sul palcoscenico? Come combatti la “tremarella da prestazione” dal vivo?

M.L.: Ho tantissimi bei ricordi delle recite e dei Festival nei quali cantavo, tutti i concerti sono importanti per me, che sia davanti ad un pubblico di 2000 persone oppure solo di 100. Noi cantanti e musicisti dobbiamo essere sempre preparati e dare il meglio ad ogni tipo di concerto.
Ho un bruttissimo ricordo di una tournée in Israele: mi ero ammalata, nonostante ciò ho dovuto cantare Bach con 39 di febbre. Fu molto faticoso ma ce la feci… ero molto debole e alla fine sono praticamente svenuta in camerino. Quando sono scesa dall’aereo mi hanno portato in ospedale, avevo una bronco- polmonite che mi ha costretto a fermarmi per un mese, davvero terribile per me.

5. I.T.K.: Sei una vera diva e hai avuto la possibilità di esibirti nei più prestigiosi teatri in Austria, Polonia, Ungheria, Slovenia, Germania, Francia, Croazia, Israele, Romania e, ovviamente, in Italia, al Teatro alla Scala. Quale tra le cornici teatrali appena menzionate ti ha dato la soddisfazione più grande e dove hai trovato il calore del pubblico più sincero e contagioso? La presenza degli ascoltatori nella sala da concerto ti immobilizza oppure stimola e “ti dona le ali”?

M.L.: Ahahah, no. Non sono una diva, sono solo una cantante lirica e una concertista, per me la musica è essenziale, non è un lavoro: è la mia vita.
Adoro il pubblico, mi dà energia, desidero che il mio canto arrivi al cuore della gente. Mi piaceva il teatro, però ho deciso di fare la concertista e credo sia stata la scelta giusta. Il concerto per me più importante l’ho tenuto quando avevo solo 18 anni, la Messa di Schubert in Sol maggiore con i solisti del Teatro dell’Opera di Budapest, l’orchestra e il coro. Un concerto straordinario, tenuto nella nostra meravigliosa Chiesa di Mattia di Budapest davanti al Premier Ungherese, al Primo Ministro e molte altre personalità: fu una grande emozione per me. Ho un ricordo stupendo del Festival di Osijek in Croazia, dove feci la prima esecuzione europea di una Messa di John Rutter; fu talmente ben riuscito che la gente non voleva andarsene.
A 19 anni ho interpretato i Carmina Burana con 400 coristi e 200 orchestrali all’Arena di Budapest. Era il mio cavallo di battaglia. Sono dei ricordi meravigliosi.
Credo che un pò di adrenalina sia necessaria prima del concerto, è un’emozione sana: quando vedo che il pubblico reagisce bene alla mia performance, mi dà una carica enorme.

6. I.T.K.: Nel mondo di oggi, lacerato dalla migrazione dei popoli, dalle guerre e dalle disuguaglianze economiche, infestato dallo sfruttamento e dal crescente, purtroppo, odio razziale e religioso, c’è ancora posto per l’Arte e per il canto lirico? Quale ruolo può svolgere l’istruzione e l’educazione musicale nella società digitalizzata e, purtroppo, ignorante?

M.L.: Stiamo vivendo un periodo difficile, la società sta cambiando. Mi fa paura questo mondo a volte davvero crudele con tanta ingiustizia. Non abbiamo tempo per soffermarci un attimo e ascoltare le persone.
Dobbiamo andare avanti fiduciosi, non arrenderci mai! L’arte è una grandissima risorsa per il nostro animo, la musica è importante per l’umanità, è essenziale, aiuta a superare un lutto, esprimere gioia, felicità, tristezza. Se le persone andassero ai concerti a sentire delle belle musiche, il mondo sarebbe migliore. Quando ascolto certe musiche, come “La Seconda Sinfonia di Mahler”, il solo del contralto Urlicht mi dà pace interiore. Oppure Rachmaninov e i suoi concerti per pianoforte, oppure Franz Liszt: “La Sinfonia Dante” la parte del Paradiso, ti porta in un’altra dimensione, abbellisce i cuori.

7. I.T.K.: L’artista viene spesso deriso, non apprezzato e visto come “un relitto paleozoico” vivente. Come docente di canto lirico, cosa fai per coltivare e salvaguardare nei giovani la dedizione all’arte e per tenere sempre acceso l’entusiasmo? Ti piace insegnare?

M.L.: S, mi piace insegnare! Credo che sia fondamentale far avvicinare i bambini alla musica. Vengo dal paese di Kodàly, il grande maestro, l’educatore ungherese che sosteneva che la musica dovrebbe far parte alla nostra vita. Il suo metodo di insegnamento prevede l’esposizione alla musica sin dalla tenera età, il suo scopo era di insegnare la musica a scuola in modo tale che non fosse una tortura per gli studenti, bensì una gioia.
Quando incontro dei talenti, sono molto felice, cerco di seguirli con tutto il cuore e con il massimo della mia professionalità. Ho avuto degli alunni da Los Angeles, da Manila, da Bruxelles e da Parigi. Un mio alunno filippino, dopo essere ritornato nel suo Paese, mi ha scritto la lettera di ringraziamento più bella che abbia mai ricevuto. Adesso è laureato ed insegna al Conservatorio di Manila. Queste sono le mie più grandi soddisfazioni, così come molti altri che sono stati premiati ai concorsi e che adesso si esibiscono sui palcoscenici internazionali. Sono orgogliosa dei miei alunni.

8. I.T.K.: Monika Lukacs nella vita privata: ti immedesimi a volte nei personaggi lirici che rappresenti oppure, dopo il calo del sipario, torni subito alla realtà, diventando una semplice mortale in “blu jeans” e scarpe da ginnastica?

M.L.: Ah ah ah! Nella vita sono una persona molto semplice, alla mano. Mi piace chiacchierare, conoscere la realtà e le persone. Vado al supermercato, al mercato con i jeans e le scarpe da tennis. Mi piace la cucina italiana e quando ho un po’ di tempo cerco di inventare delle ricette. Chi sa, magari scriverò un ricettario quando sarò in pensione. Mi piace leggere, adoro le poesie oppure andare a vedere una bella mostra, a Milano o nelle altre città nelle quali mi trovo.
Quando canto sul palcoscenico sono un’altra persona, completamente diversa: sono severa, concentrata, non esiste nessuno, penso solamente alla musica e al ruolo che devo interpretare, mi immedesimo nei personaggi e sono molto critica con me stessa.
Devo dare il meglio di me al pubblico che mi onora con la sua presenza. Le soddisfazioni non mancano mai dopo le recite. Mi entusiasmano le ovazioni “standing ovation”, le foto, gli autografi e le interviste. Sono delle belle gratificazioni per un’artista.

9. I.T.K.: Se non fossi diventata una cantante dell’opera, che strada avresti voluto scegliere? Un’altra in ambiente artistico oppure completamente diversa?

M.L.: Ho studiato pianoforte, volevo diventare una pianista ma poi avevo una brutta tendinite e mi hanno consigliato di fare la cantante, dal momento che ho sempre avuto una voce cristallina. E così è stato. La musica appartiene alla mia vita e mi ritengo una donna fortunata. Non è da tutti. Se non fossi stata musicista, credo che avrei fatto la psicologa. Ho letto tanti libri e mi incuriosisce la psiche, mi piace ascoltare ed aiutare le persone bisognose.

10. I.T.K.: Quali sono i tuoi progetti professionali per il prossimo futuro?

M.L.: Ho in programma dei recital lirico e liederistico a Milano, a Budapest a Lugano.
Terrò una Masterclass al Conservatorio G. Verdi di Milano a marzo mentre ad aprile sarò al Conservatorio di Budapest. Spero in molte altre belle occasioni.
Deve uscire nel 2021 con un CD liederistico insieme al pianista Stefano Ligoratti.

11. I.T.K.: Se dovessi scegliere, un giorno, tra la vita professionale e quella privata e sentimentale, quale sarebbe la tua scelta? Saresti capace di rinunciare alla carriera per il bene delle persone a Te care?

M.L.: È una scelta molto difficile. È importante la vita privata, ma soprattutto avere una persona che ti sostiene e ti comprende sia nella vita quotidiana che nella professione.
Se dovessi scegliere, rinuncerei alla carriera per la persona amata, per l’anima gemella.
Ma credo che si possa fare una carriera discreta senza rinunciare alla famiglia. Se una persona ti ama, non ti chiederà mai di scegliere e rinunciare.
Credo che debbano esserci dei compromessi nella vita. Bisogna seguire il cuore che non sbaglia mai, sperando di conciliare l’amore con la professione.

12. I.T.K.: Un’ultima domanda piuttosto di routine: quali sono i tuoi sogni nel cassetto, quelli più segreti?

M.L.: Mi piacerebbe insegnare in un conservatorio in Italia, far crescere gli studenti di canto lirico.
Vorrei pubblicare il primo possibile il mio manuale di canto lirico destinato agli studenti. Poi ho un grande sogno nel cassetto, che adesso non posso svelare, ma magari al prossimo incontro ve lo dirò.

I.T.K.: È stato un vero piacere parlare con Te, Monika, e ti ringrazio profondamente per la disponibilità e il tempo dedicatomi. Ho avuto l’occasione di conoscerti di persona e, lo affermo con convinzione, sei una persona squisita e di grande raffinatezza e ricchezza interiore, per non parlare del tuo carismatico fascino femminile. Ti auguro numerosi successi e che il tuo magnifico cammino artistico duri all’infinito!

L’intervista a Monika Lukacs rilasciata nel mese di novembre 2019, a cura di Izabella Teresa Kostka.

Milano.

Tutti i diritti riservati.

NOTA BIOGRAFICA

Monika Lukács è nata a Miskolc (Ungheria). Si è diplomata col massimo dei voti presso il Conservatorio di Musica “St. Stefano” di Budapest . Ha studiato presso il Conservatorio di Musica ” G. Verdi” di Milano guidata prima da Silvana Manga, Adele Bonay e successivamente da Vittorio Terranova, dove si è diplomata con il massimo dei voti nel 2002. Nel 2005 si è laureata col massimo dei voti in Musica Vocale da Camera di primo livello con Stelia Doz, e nell’anno successivo si é laureata in canto lirico di secondo livello con Vittorio Terranova. Nel 2011 si è laureata con 110 in Musica Vocale da Camera di secondo livello con Stelia Doz. Ha frequentato inoltre numerosi corsi di alto perfezionamento tenuti da Jůlia Hamari, Renato Bruson, Teresa Berganza.
A partire dal 1996 ha tenuto numerosi concerti in, Austria, Polonia, Ungheria, Slovenia, Germania, Francia, Croazia, Israele e Romania. In Italia ha cantato per le Serate Musicali, Società del Giardino di Milano per la Società del Quartetto e per i concerti degli Amici del Loggione del Teatro alla Scala, inoltre ha preso parte a numerosi recitals lirici in diverse città (Milano, Brescia, Bergamo, Roma, Lodi, Mantova, Firenze, Napoli, Ferrara, Genova, Venezia). Si è esibita con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino presso il Teatro Comunale di Firenze, Teatro dell’Opera “ Erkel Ferenc” di Budapest, Teatro Bibiena di Mantova, Teatro Mancinelli di Orvieto, Teatro Malibran di Venezia, Teatro Piccolo di Milano, all’Auditorium di Lugano e all’Auditorium di Milano. Ha cantato con L’Orchestra Verdi di Milano, Divertimento Ensemble, L’Orchestra Guido Cantelli, Milano Classica e I Solisti della Scala, L’Orchestra Italiana Niccolò Paganini. Ha partecipato al II Festival Internazionale di Musica da Camera sotto la direzione artistica di Marcello Abbado.

Ha ottenuto il Premio Speciale al Concorso per i cantanti lirici dell’Europa Forum 2000 di Firenze, il Terzo Premio al Concorso Internazionale di canto lirico ” Assami” di Milano.
La Vincitrice del XII Concorso Nazionale della Società Umanitaria nel 2002 e del Secondo Premio di Musica Vocale da Camera di Rotary di Milano nel 2003.
Ha vinto la Borsa di studio per il Wagner Festival di Bayreuth nel 2008.
Nel 2012 ha vinto il Gran Premio “ Carducci “ al I Concorso Internazionale di Musica Vocale da Camera di Madesimo.

Nell’anno accademico del 2006 / 2007 docente presso il Conservatorio di Santo Stefano di Budapest come docente di canto lirico.
Dal 2007 al 2014 pianista , insegnante presso il Liceo Artistico “ Rudolf Steiner” di Milano.
Dal 2009 Docente di canto presso L Accademia Musicale “ G. Marziali” di Seveso per 5 anni.
Ha tenuto i corsi di alta formazione per i docenti di musica all’Accademia Musicale di Seveso e a Milano.
Attualmente docente presso la Milano Music Masterschool.
È docente delle Masterclass in Ungheria, in Belgio, in Luxembourg, in Italia.
Ha registrato CD per la Sarx Records, Classica Viva, Stradivarius e per la Radio Svizzera. Ha registrato per la RAI, per la SKY Classica, e per la TV Giapponese e Ungherese.
Svolge attività concertistica con repertorio lirico e da camera in Italia ed all’estero.
È membro delle giurie dei concorsi nazionali ed internazionali .
Dal 2007 collabora con il Teatro alla Scala.

Monika Lukacs su Youtube:

https://youtu.be/jqFr1EcYQtA

https://youtu.be/4LVB82JwaDc

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L’intervista pubblicata anche sul portale giornalistico Alessandria Today di Pier Carlo Lava:

https://alessandriatoday.wordpress.com/2019/11/04/musica-intervista-alla-cantante-lirica-soprano-monika-lukacs-a-cura-di-izabella-teresa-kostka/?preview=true

Il mensile letterario polacco “Bez{kres}” e lo spazio dedicato al M° Guido Oldani e al Realismo Terminale

Sul mensile culturale polacco “Bez{kres} – Infinito” di novembre, il posto centrale viene dedicato a Guido Oldani con le poesie tratte da “La guancia sull’asfalto” nella mia traduzione in polacco con la Sua nota biografica e il mio articolo riguardante il premio International Poetry Award 1573 conferito al M° Oldani in Cina. E chi ci ferma più? Evviva il Realismo Terminale.
E ci sono ancora tante altre sorprese… (verranno svelate a breve).
Ringrazio il caporedattore Adam Gabriel Grzelązka per l’impeccabile collaborazione.

Izabella Teresa Kostka