RITRATTI: VERONICA LIGA “PERESTROIKA POETICA”

(by I.T.Kostka) Come un vento fresco dell’Est arriva sulle pagine del nostro blog la poetessa di origine russa: Veronica Liga.  Innamorata fin dall’acerba giovinezza della cultura italiana, ha scelto il Bel Paese come “Seconda Patria”. Un’ interessante artista di variopinte sfumature: sviluppa e fa percepire la sua poliedricità attraverso i versi originali, stimolanti e, spesso, sorprendenti. Apprezza il simbolismo:  possiamo notarlo in numerose analogie mitologiche, ma non disdegna qualche verso in rima (usata piuttosto come un effetto sonore, un ironico scherzetto  linguistico, una divertente parentesi creativa), sperimenta con la forma costruendo le proprie liriche in piena libertà d’espressione. Volete mettere un’etichetta sulla sua scrittura? Nulla di più difficile. Veronica Liga cambia come un camaleonte, stuzzicando ogni lettore senza inibizioni. Personalmente percepisco una certa dose di ribellione e di estrema indipendenza nei suoi versi, la grande forza di carattere che sgorga dalle sue poetiche creazioni come la storica “Perestroika”. Non riuscite a fermarla!  Un linguaggio moderno, quello della Liga, con alcuni segni dei nostri multietnici e multiculturali tempi (qualche parola in inglese, come all’epoca dell’internet accade, rende più contemporanea e “quotidiana” la dialettica). La Liga partecipa spesso alle letture poetiche e agli Slam Poetry. Questa ricca attività influenza anche i suoi scritti: la loro struttura ed espressività sono ben adattabili al palcoscenico, alle performance live molto popolari tra le giovani generazioni  (Slam, Angelico Certame, maratone poetiche etc.etc.). “Verso – spazio letterario indipendente ” accoglie con piacere questa scintillante e “imprevedibile” artista. In bocca al lupo Veronica!

● NOTA BIOGRAFICA 

Veronica Liga nasce e si laurea in lingue a San Pietroburgo. La sua adolescenza coincide con gli anni dei grandi cambiamenti – la “Perestroika”, la caduta dei regimi socialisti nel mondo. Dalla più tenera età nutre una passione per la lingua e la cultura italiana – passione che ha determinato le sue scelte di lavoro e di vita. Dopo aver visitato e girato l’Italia innumerevoli volte, nel 2003 si stabilisce in provincia di Como, dove ancora oggi vive e lavora come interprete. Trova naturale scrivere in quella lingua nella quale comunica e pensa al momento dell’ispirazione. Da anni collabora con diversi portali letterali, frequenta dei circoli culturali lombardi e non solo. I suoi testi sono stati musicati dal gruppo irpino “Nuove forme di Poesia”, dalla cantautrice modenese Almax, dal brianzolo Paolo Fan e dal francese Roudoudou. A maggio del 2011 con OTMA Edizioni pubblica il suo primo libro “Le parole sono segnali stradali”. Nel titolo sta la sua filosofia: “Le parole non possono trapiantare l’esperienza di un altro. Diventano però un dono prezioso – ed una missione per chi le genera – se vissute in questa chiave: come Segnali Stradali che indirizzano i pensieri, le vibrazioni verso i luoghi affini, condivisibili. Verso l’Incontro.”. A novembre del 2014 pubblica con “David and Matthaus edizioni” il secondo libro “Regolazione termica” dove continua ad esplorare il tema della ricerca del calore del Contatto.

● Alcune poesie scelte:

SABBIE MOBILI

Sabbie mobili
                   in un’invisibile clessidra…
Sabbie mobili
                   che bruciano i piedi…
Sabbie mobili
                   dove finisce ogni scarto ed ogni gemma…
Sabbie mobili
                   dove è dolce affogare…

Vorrei raggiungere
Il gelo permanente,
Romperlo, sbriciolarlo,
Mescolarlo alla sabbia calda!

E invece
scivolo con un fruscio
strisciando sulla superficie,
trascinata
dalle sabbie mobili

*

SOBRIETÀ MATTUTINA

La mattina
cambia le luci
e la scena –
Torna a cuccia
la iena…

Ti ritrovi
con un abito da sera
tanto zozzo
che pare ci sia scesa in miniera!..

La mattina
il risveglio tira
fuori dall’imballaggio
i tuoi nuovi compagni di viaggio:
i ricordi di ieri…

Li hai portati a letto
(addormentata in fretta)
senza accorgerti di loro,
forse senza amore…

Ma oramai c’è poco da fare:
starete insieme
finché Alzheimer non vi separi!

*

EVOLUZIONE DI UNA CORNICE

Volevo incorniciare il tuo nome
con le pietre preziose
dai migliori designer

Poi optai per una cornice nera
da fare con la biro nera.

Pensavo di riquadrare il tuo nome in nero
Poi smussai gli angoli.

Lo stavo cerchiando
Mi fermai a metà cornice,
Ad un mezzo cerchio:
Come un sorriso
sotto il tuo nome.

Ripassai più volte la biro sul sorriso
Che diventava sempre più spesso
Fino a trasformarsi in una barchetta.

Ci ho appoggiato il tuo nome
E l’ho affidato alle onde.

*

UN ABBOZZO DISPETTOSO

Presi un foglio bianco d’autrice,
un inchiostro con la schiuma,
una penna con la piuma
e ci scrissi: SONO FELICE.

Poi piegai il foglio in fretta
con l’inchiostro ancora fresco
per mandare la circolare
Urbi et orbi un messaggio solare!

Ma l’inchiostro non era asciutto
e si sparse dappertutto
nella fuga lasciando le orme
del messaggio oramai deforme,

E trovai fra le mie dita
un ammasso di carta sgualcita
ricoperto con le chiazze
dalle tinte e dalle forme pazze.

E ne feci una pallina
con dispetto da ragazzina,
E la getto contro i muri nemici
Fra di me e me felice!

*

MISSIONE PERSEO
(dedicata a tutti i fanatici sotto varie bandiere)

In una notte d’agosto che non finisce mai,
con 10 giorni che mancano sempre alla mia nascita,
aspettando il Sol-Leone che non sorge più
osservo lo sciame delle Perseidi
aritmico come tutti i pianti

è una lenta caduta degli dei
che volano senza più allenare le ali,
senza più valutare l’altitudine nel fumo tossico
senza rendersi conto se volano ancora nel cielo
o già negli inferi

Gli immortali prendono
la reminiscenza nera
mentre la testa del nemico
è attaccata al corpo e tenuta alta

Gli eroi che combattono i draghi
iniziano a ruggire, a coprirsi di squame
prima ancora che il drago nemico
perda la prima goccia di sangue

E non so se è più pericoloso
voltar loro le spalle e lasciarli fare
o guardar loro negli occhi e lasciarsi contagiare
da un virus che cambia i nomi e le parvenze
alla velocità del buio
e c’è spazio per tutti
in quel buco nero del suo dominio

Eppure c’è un mezzo per affrontarlo,
suggerito da Atena a Perseo:
lo scudo divino
LO SPECCHIO!

Tutti i diritti riservati all’autrice.

Advertisements

IL 3° QUADERNETTO POETICO “LA CENA DELLE EFFE” a cura di Roberto Marzano 

( by I.T.Kostka) È appena uscito il 3° quadernetto poetico a cura di Roberto Marzano “La cena delle Effe “. All’interno un bel viaggio artistico attraverso i cibi, le golosità, le cucine, i nostri vizi e tante tante appetitose fotografie. Credete di trovare qualche riffinata ricetta? Può darsi, ma il contenuto dell’ebook risulta piuttosto sorprendente e stimolante. Roberto Marzano, come sempre, riesce a offrire ai lettori un caleidoscopio multicolore di artisti per niente banali! Per non parlare della grafica assai “frizzante” e fresca come un bicchiere di prosecco. Buona lettura e…   bon appétit. 

L’ebook da scaricare gratuitamente dai siti Issu e Calameo: 

https://issuu.com/robertomarzano/docs/3___quadernetto_poetico_-_la_cena_d

http://ita.calameo.com/read/0030497326d0d01d03aaf

CENA (con ironia)

Ho bisogno
d’assaporarti come il sangue di Cristo
diventando la Maddalena dei nostri tempi.

Mi stendo sull’altare dell’ultima cena
per nutrire le membra dei peccatori.

Assaggiatemi
rinunciando all’ingresso nel noioso Eden.

ACQUA

Sgorga
dal pozzo della dimenticanza
per saziare le labbra invernali,

depura gli stagnanti sensi di colpa
che scorrono tra i ruscelli fatti di rughe.

Affonda qualsiasi dolore.

PANE (l’urlo del disoccupato)

Pretendo il pane quotidiano
come i piedi il suolo della fresca terra
eppur vietate i miei diritti
spingendomi nel baratro dei disperati.

Voi, seduti nei comodi uffici
abbuffati di tasse e di grasse imposte,
diventerete un giorno cibo per i vermi
e nessuno s’accorgerà della vostra mancanza.

Scarti dell’Universo.

 

(Izabella Teresa Kostka,  2017)Per “La cena delle Effe ” a cura di Roberto Marzano

Diritti riservati.

RITRATTI: CINQUE POESIE DI FABIO STRINATI 

(by I.T. Kostka) Un artista poliedrico per niente scontato. Un linguaggio contemporaneo in cui possiamo ritrovare la ricerca stilistica sia nelle figure metaforiche sia nell’uso degli spazi e dei tempi. Niente tabù per la Sua travolgente e inquietante scrittura: nelle poesie di Fabio Strinati si riflette ogni dubbio, ogni dolore e malessere, ogni introspettiva riflessione dell’essere umano. L’autore, nonostante la giovane età, riesce a usare la penna in un modo molto efficace e non cede mai al vizio di “vuota e balbuziente retorica”. Ogni parola è perfettamente al posto giusto: né una di troppo né una di meno.  Oggi su “VERSO” presentatiamo un breve ritratto di questo talentuoso e promettente artista.

BIOGRAFIA
Fabio Strinati (poeta, scrittore, compositore) nasce a San Severino Marche il 19/01/1983 e vive ad Esanatoglia, un paesino della provincia di Macerata nelle Marche.

Molto importante per la sua formazione, l’incontro con il pianista Fabrizio Ottaviucci. Ottaviucci è conosciuto soprattutto per la sua attività di interprete della musica contemporanea, per le sue prestigiose e durature collaborazioni con maestri del calibro di Markus Stockhausen e Stefano Scodanibbio, per le sue interpretazioni di Scelsi, Stockhausen, Cage, Riley e molti altri ancora. Partecipa a diverse edizioni di  “Itinerari D’Ascolto”,   manifestazione di musica contemporanea organizzata da Fabrizio Ottaviucci, come interprete e compositore.
Strinati è presente in diverse riviste ed antologie letterarie. Da ricordare Il Segnale, rivista letteraria fondata a Milano dal poeta Lelio Scanavini. La rivista culturale Odissea, diretta da Angelo Gaccione, Il giornale indipendente della letteratura e della cultura nazionale ed Internazionale Contemporary Literary Horizon, la rivista di scrittura d’arte Pioggia Obliqua,  la rivista “La Presenza Di Èrato”, la revista Philos de  Literatura da Unia Latina, L’EstroVerso,  Fucine Letterarie, La Rivista Intelligente, aminAMundi, EreticaMente, Il Filorosso, Diacritica, la rivista Euterpe, Il Foglio Letterario, Versante Ripido, L’Ottavo, Nel Futuro.

Pubblicazioni:

2014  Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo.

2015 Un’allodola ai bordi del pozzo.

2016 Dal proprio nido alla vita.

2017 Al di sopra di un uomo.

2017 Periodo di transizione.

● 

Alcune poesie scelte: 

HO IMPARATO

Ho imparato presto a camminare
sulla scacchiera di un’epoca
a me contraria.
Ho visto nella folta spirale
l’imbarazzo per un’avventura
chiamata vita
che ormai per dissimmetria
ho presto dimenticato.

Ho visto te come nutrice di astri,
e in me, la moltiplicazione
di speranze indomabili
come sospiro ad ogni patimento.
Ho imparato la parola, 
rarissima perla contro il pianto
e la tristezza carica d’aroma.

*

A VOLTE

A volte, mi sento come sequestrato

e a tratti, 

come ominoso trambusto
dentro questa minuscola vita di trincea

e spesso, 

sento da me un distacco
che stravolge senza freni
il difetto della macchia, di quest’ombra
spesso schiava della strada

e poi,

tutto ricomincia dietro quella porta
chiusa per errore.

*

LA MIA ANIMA

Ho il cuore che batte forte sulla gola come
col bastone si batte sulla legna;
l’ansia si rivolge a me, astuta, mi muove
come un fuscello al vento 
di maggio
come sugli alberi lasciati soli a invecchiare nel tempo,

 

mentre la mia anima è dispersa, dove?

 

Nulla è più vasto dell’infinito che varia, che sfuma,
si disorienta, mai muore, come il dissolversi di una luce chiara
tra le scurite ore,
ombre,
come del suo ago la cruna.

*

ANORESSIA

Corpo svuotato, fermo, tracciato dentro
da invisibili tremolii,

dove fradicio l’umore, scola
l’anima sul pavimento
e la disperde nel momento che si cela.

Dentro, una bufera è nella selva smagrita
e l’alba, che negli occhi recide una crepa

in un’aria che osa aprire un varco
tra le vene, gli intrecci di nebbie
assiepate come ombre in un cesto d’ombra,

la morte è sulla riva, cruda nel suo cuore
come un aquilone che persino non vola.

*

LA MACCHIA

Come si dissolvono le nostre polveri nell’incertezza
della vita, o della morte che penetra che arriva
e alimenta altra morte, che impregna
la nostra vita che finalmente, al tocco della falce si svela.

Il tempo è in movimento e lontano;
e la solitudine serpeggia senza catene di ferro
durante i nostri momenti vuoti, 
e quando un po’d’ombra arriva a noi come
una macchia di petrolio su questa lavagna di vita,
il nostro vivere diventa fievole,
la nostra anima sbiadita.

Tutti i diritti riservati all’autore.

PRESENTAZIONI: ABOUT LUIGI MAIONE “ASSASSINI SI NASCE” 

(by I.T.K)

Parlando di Luigi Maione bisogna sottolineare soprattutto la sua illimitata poliedricità. L’artista cammina con grande libertà d’espressione sulle strade della creatività musicale e grida, senza alcuna inibizione, raccontando la sua “spavalda follia e ribellione” attraverso i versi di estremo impatto emotivo. “Assassini si nasce” – il titolo del suo ultimo CD è come CREDO, un comandamento da seguire. Maione è “un assassino” della banalità, dell’arte melensa e noiosa, “uccide” l’inutile retorica e le regole, si ribella descrivendo senza scuse ogni malessere e ogni dolore, esplode nelle strofe musicali oppure coi versi ardenti come lava. Non chiede il nostro perdono né il falso plauso, è sempre indipendente e imprevedibile. Affascina e turba, fa discutere, mai passa inosservato, la sua forte personalità attira sempre l’attenzione del pubblico sia durante le performance musicali, sia quelle poetiche. Si fa amare, a volte odiare, è come un’immensa ondata di calore che travolge distruggendo oppure riscaldando ogni ascoltatore, ogni lettore. Disinibito e coraggioso durante i reading letterari si distingue sempre grazie alla sua voce potente e al suo indiscutibile “talento teatrale”. Merita! E non lo dico per buonismo, Maione è un artista che sicuramente arricchisce la storia. 

Izabella Teresa Kostka 

BIOGRAFIA 

Musicista e poeta. Napoletano residente a Milano. 
Cantautore del Club Tenco (1995). Poeta (Premio Poesia Capodieci, Roma 1982)
Luigi Maione è il chitarrista storico del Rhapsodija Trio, il celebre gruppo milanese di musica zigana e klezmer, con cui ha inciso diversi cd.
Ha lavorato con Michele Serra, Antonio Albanese, Moni Ovadia, Antonella Ruggiero, La Compagnia di teatro danza Abbondanza-Bertoni, la danzatrice e attrice portoricana Kesia Elwin, la cantante inglese Rachel ‘o Brien, le attrici Benedetta Laurà e Debora Mancini e tanti altri… Ha partecipato a diverse colonne sonore di film tra cui  “Pane e Tulipani”  e “Agata e la Tempesta” di Silvio Soldini. Nel film Il Mnemonista di Paolo Rosa, è anche apparso in video.    
Ha lavorato e inciso con la band afro-beat, Mamud Band, col cantante e flautista israeliano Eyal Lerner, col sassofonista Massimo Cavallaro, e l’ Ensamble arabo- israeliana NUYALLA,con cui svolge concerti per la pace.

Attualmente sta promuovendo il suo ultimo lavoro discografico ASSASSINI SI NASCE.

Maione su YouTube:

https://youtu.be/29SdJD-op0M

Al “Verseggiando sotto gli astri di Milano ” BookCity 2016: 

https://youtu.be/PtupNh5hIzc 
Alla serata “Anime vaganti ” 12° Verseggiando sotto gli astri…: 

https://youtu.be/L0H7AodhII4

Alcuni testi scelti: 

Tutti i diritti riservati all’autore 

Foto copyright @verseggiandosottogliastridimilano

GIOCANDO COL REALISMO TERMINALE di Izabella Teresa Kostka 

(by I.T.K)

Sono un veliero solitario e non seguo né movimenti né correnti letterarie comunque nel Realismo Terminale del maestro Guido Oldani ritrovo spesso l’ispirazione. Un po’ per gioco, un po’ per sfida mi piace combattere contro le affollate tangenziali del moderno traguardo rovesciando sui marciapedi l’alfabeto del mio sentire. 

● 

Alcuni miei brani ispirati alla filosofia del Realismo terminale e della Similitudine rovesciata:

1. SENZA TREGUA 

Non so più urlare dallo sgomento
crollando come un grattacielo privo di fondamenta,
sgretolata dal terrore delle notizie
proiettate senza tregua dal telegiornale.

Ove si è persa la umana ragione
che sembra drogata dall’oppio e dalla cannabis,
ubriaca coi residui dei sensi di colpa
chiusi a chiave nel ripostiglio?

Guerre, soprusi e prepotenza,
attentati, bullismo e femminicidi,
non bastano più i sette vizi capitali
per descrivere la ruggine dei nostri giorni.

Gli angeli sono ormai “spiriti precari”
licenziati da tempo dall’azienda divina,
il Demone sereno gioca a scacchi
spostando i burattini sulla scacchiera.

Non so più fermare quella pazzia
somigliante ad una festa nel manicomio!

2. DEPERIBILI

Quelle tetre giornate di carta vetrata
che raschia i residui dell’oleastra coscienza,
impregnano la spugna nella nostra mente
dissolvendo il nucleo dei sensi di colpa.

Vegetiamo come le rotte bambole
gettate sulle bancarelle dei mercatini,
gli amputati arti sono pezzi di ricambio
rigorosamente tassati con imposte e IVA.

Non abbiamo l’identità di un essere umano,
siamo fatti di tessere e di codici a barre,
occupiamo lo spazio in un magazzino
destinato allo stoccaggio dei “deperibili”.

Svaniremo
tra i gas di scarico dell’esistenza.

3. QUESTA VITA

Questa vita così bella
ma senz’anima misericordiosa,
decollata al dischiudersi del seme
nell’accogliente ventre materno,

destinata all’inquieto turbamento
tra le rotaie del terrestre traguardo,
aggrappata agli aggrovigliati fili
pendenti sul burrone del destino.

Questa vita così breve
e senz’anima infallibile,
vagabonda come un barbone
tra gioie e pene moderne,

drogata dal lucro e dal potere,
sbandata sulle curve degli errori,
svuotata come un bicchiere di vodka
all’ultima sbronza di “addio”.

Questa vita così nostra
ma dagli altri giudicata,
tamponata sulle affollate tangenziali
nel viaggio verso l’Ignoto.

Izabella Teresa Kostka
Tutti i diritti riservati all’autrice

CONNUBI VISIONARI: PIETRO DI LEVA E IZABELLA TERESA KOSTKA 

(by I.T.K.) I nostri pensieri si sovrappongono e completano a vicenda, abbracciano tra il simbolismo delle forme e l’accusatorio urlo della parola. Nati separatamente eppure creano un connubio perfetto definito dai dipinti di Pietro Di Leva e dalle liriche tratte da alcune mie opere letterarie. La coincidenza? Probabilmente abbiamo raggiunto la stessa sorgente, il nucleo dell’ispirazione basata sulle sofferenze della specie umana, del simbolismo quasi biblico e del personale, retrospettivo traguardo terrestre. Le anime creative erranti nello spazio dell’indipendente e coraggiosa espressione artistica.

Dipinti: Pietro Di Leva 

Testi: Izabella Teresa Kostka 

 •

“Fede perduta”

LA RISURREZIONE

Giace sulla croce la purezza violata
sepolta da secoli nell’antro oscuro,
inutili sforzi degli angeli celesti,
nel limbo terrestre svaniscono le preghiere.

Giocano i mortali all’ombra del tempio
ignorando i corpi avvinghiati a terra,
in un sacrificio pagano dell’ingenuo agnello
perdono l’essenza del decalogo divino.

Vuoti sorrisi,
un’orgia di gioia,
il pianto taciuto degli sporchi barboni,
il sangue di Cristo,
la carne di pecora,
l’innocenza spezzata nel gioco dei ciechi.

Piange sulla croce la bontà divina
respinta dai cuori privi di fede,
la terza alba non trova l’aurora.

Non sorge il giorno della Risurrezione.

(tratto da “Peccati”, 2015)

MARIA 

Il tuo volto 
sradicato come un morto ulivo,
dissanguato dal pianto privato d’amore,
t’adagi inerte sotto un triste velo
strappato dall’urlo della disperazione.

Non c’è un domani sul cupo Golgota
adombrato dal piombo del terrore terrestre,
le tue dita s’aggrappano al fango 
in cerca del Figlio, 
della sua scia.

Luttuosa rimani in ogni altrove,
immune ai simboli di qualsiasi fede.

Benedetta tu sia nel materno dolore!

(2017, edita)

RIFLESSIONI DI UNA FEMMINISTA 

Che ne sapete di me ,
Voi, 
prepotenti uomini, 
che con le arroganti dita di ferro 
stropicciate le mie sorelle. 

Vi è stata donata la supremazia in questo Mondo,
così crudele e ingiusto 
come il sacrificio dell’ingenuo bestiame.
Sono una costola estratta dal vostro ego,
una quercia possente, immune al vento.
Potete piegarmi, ferendo la mia corteccia,
ma non tentate di spezzarmi 
– Vi ferirò come una freccia!

 
Che ne sapete delle mie curve,
Voi,
insaziabili maschi, 
che non riuscite a domare
neanche i vostri selvaggi membri. 

Elemosinate al buio le morbide grazie
perdendo ogni orgoglio,
svuotando il portafoglio,
giurate fedeltà inginocchiati a terra
in un facile spasimo confidando i peccati. 

Che ne sapete della mia vita,
Voi,
Grandi di questo Mondo
che va a rotoli da secoli 
come le viti di un’arrugginita giostra. 

Sono soltanto una donna 
che logora ogni quiete,
turba i vostri corpi e sfida la mente.

Non maleditemi invano,
dal mio grembo la Speranza sorgerà. 

(2017, edita)

Tutti i diritti riservati agli autori

THE SHOW MUST GO ON – PASQUA 2017 di Izabella Teresa Kostka 

Le mie tristi riflessioni scosse dalla situazione mondiale:

PASQUA 2017

THE SHOW MUST GO ON – PASQUA 2017

Quel marcio fetore delle uova di Pasqua
putrefatte sugli scaffali del quotidiano,
strapazzate e sbattute sui marciapiedi
insieme ai detriti delle rotte finestre.

Auguri deflagrati dagli scoppi delle bombe
gettate sui campi vangati col sangue,
seviziati pulcini sui grandi schermi
macinati di giorno dai colpi della mitragliatrice:

“Pace sia con Voi!”

E ridono soltanto i truccati pagliacci
rovesciando i giocattoli sull’arena del circo.

Izabella Teresa Kostka , aprile 2017, tutti i diritti riservati all’autrice

SENZA PIETÀ… di Izabella Teresa Kostka 

(by I.T.K.)

No, nella mia scrittura non planano i gabbiani e non splende il sole al sorgere dell’aurora. Io urlo, sputo il mio disdegno e tutta la rabbia accusando questo Mondo! Dal tempo di Caino incontriamo l’ingiustizia e tanto marciume nei vicoli oscuri delle nostre città di cemento… Sì, decisamente il mio personale “poetare” non culla ma flagella, non bacia ma scarna, non parla d’amore ma di tante ferite, di numerose piaghe e cicatrici della società contemporanea. Senza pietà e senza tabù. Descrivo i lati cupi dell’esistenza, donando la voce ai muti e le orecchie ai sordi. Mi assorgo in una semplice preghiera per gli innocenti agnelli e per le puttane condannate al disprezzo, sperando di scuotere le coscienze. Magari!

ABORTO

Non ero previsto nei ricchi programmi,
neanche segnato nell’agenda,
il frutto sbagliato di una sbornia,
nel morbido ventre una scomoda scoria.

Un germe,
un verme nella coscienza,
sgradito residuo d’un breve piacere,
struggente respiro del vivo sangue,
un corpo nemico del tuo ego.

Mamma,
portavo il nome dell’avvenire,
risucchiato in fretta precoce svanire.

Tratto dal libro “Peccati” (Antologica Atelier, 2015)

PUTTANA

Mi chiamate puttana,
eppur varcate ogni confine
dei sensi di colpa
per palparmi la carne
e le calde membra.

Quanto arde in voi
il bramoso desio,
divora la ragione
e fa negare il Dio.

Vi plasmo,
godendo del mio potere,
spingo le menti nella lussuria,
impossessati dal sesso, 
privati d’orgoglio,
pagate per i gemiti 
coi lingotti d’oro.

Ora mi date della puttana?

Eppur sono Io la vostra Padrona!

(Per Words Social Forum, 2016)

STABAT MATER

Scarno il ventre
all’arrivo della nona luna,
impregnato di vita,
pregno di dolore,
il suo candore 
adorno con sangue,
con linfa eterna della Madre Terra. 

Oh, strana creatura,
feto viscerale,
l’immagine di dio
e la dannazione, 
nutrirò le tue membra
nate dal peccato
saziando devota
la fame primordiale. 

Fermate gli orologi
ladri del tempo!

Possa io sanguinare
al ritmo delle maree.

Tratto dal libro “Gli Espulsi dall’Eden” (CTL Editore, 2016; presente anche su Words Social Forum – omaggio di parole a Sabine Pigalle)

Izabella Teresa Kostka
Tutti i diritti riservati all’autrice

“LA STRAGE”  – dall’antologia “NOVECENTO NON PIÙ. VERSO IL REALISMO TERMINALE ” con lettera di Guido Oldani 

In riferimento all’articolo precedente:

https://versospazioletterarioindipendente.wordpress.com/2017/04/10/verso-consiglia-il-realismo-terminale-per-capire-la-poesia-contemporanea-a-cura-di-matteo-fais/?preview=true

pubblico un mio brano tratto dall’antologia “NOVECENTO NON PIÙ. Verso il realismo terminale ” con lettera del Maestro GUIDO OLDANI, a cura di Diana Battaggia e Salvatore Contessini  (La Vita Felice Edizioni 2016). 

LA STRAGE 

Ombre, 
corpi sui barconi
come pozzanghere nere imbevute d’olio,
dal sudore orticante,
infiammabile come benzina,
carburante di ogni guerra e di crudele follia. 

Le urla 
affettano l’aria come un coltello d’acciaio
scricchiolante sul vetro imbrattato di coscienza,
tra le arrugginite rotelle del vecchio sistema
si fracassano le vite demolite sulla spiaggia.

Salme
– dispersi bulloni sui binari errati
che conducono gli spettri 
verso la stazione dei sensi di colpa. 

Rottamaio degli umani valori.

Izabella Teresa Kostka
Tutti i diritti riservati all’autrice

VERSO consiglia: “IL REALISMO TERMINALE PER CAPIRE LA POESIA CONTEMPORANEA” a cura di MATTEO FAIS

(by I.T.K.)  

Oggi, sul blog L’INTELLETTUALE DISSIDENTE, un articolo degno di essere letto e riletto attentamente intitolato “IL REALISMO TERMINALE PER CAPIRE LA POESIA CONTEMPORANEA” a cura di MATTEO FAIS. Uno studio approfondito e molto esaustivo riguardante la letteratura contemporanea, soprattutto il REALISMO TERMINALE e LA SIMILITUDINE ROVESCIATA del Maestro GUIDO OLDANI. Tra i testi citati e visibili nello slideshow troverete anche un mio brano “La strage” tratto dall’antologia “NOVECENTO NON PIÙ. VERSO IL REALISMO TERMINALE ” con lettera di Guido Oldani, a cura di Diana Battaggia e Salvatore Contessini  (La Vita Felice Edizioni 2016). Buona lettura!

Per leggere l’articolo suggerito seguite il link:

http://www.lintellettualedissidente.it/letteratura-2/il-realismo-terminale-per-capire-la-poesia-contemporanea/