RITRATTI: LE COLONNE DEL REALISMO TERMINALE – GIUSEPPE LANGELLA

(by I.T.Kostka)

Parlando del Realismo Terminale (la corrente e filosofia artistica in cui ogni essere umano viene sottoposto alla supremazia degli oggetti e “l’oggetto diventa soggetto”), ideato dall’illustre poeta melegnanese Guido Oldani, bisogna assolutamente mettere in evidenza un altro importante testimone: il suo cofondatore Giuseppe Langella.
Professore universitario alla Cattolica di Milano, saggista, critico letterario, poeta e, soprattutto, la seconda insostituibile colonna del Realismo Terminale, sempre straordinarmente efficace al fianco di Guido Oldani. Sarebbe superfluo, da parte mia, aggiungere un commento riguardante la ricca e superlativa attività professionale di Giuseppe Langella. La sua nota biografica e le opere poetiche scelte parlano chiaro riguardo al suo enorme impegno e alla devozione nel diffondere la filosofia del RT. Il suo intelletto, dotato di profonda e dettagliata conoscenza degli illustri Maestri del passato, ha saputo unire in modo eccellente le conquiste classiche alle rivoluzionarie idee del Realismo Terminale, indicando insieme al M° Oldani un nuovo valido itinerario poetico ed artistico per il Nuovo Millennio. Numerosi saggi, pubblicazioni letterarie, antologie, prefazioni, rassegne specialistiche e diversi articoli sulle prestigiose riviste del settore fanno di Giuseppe Langella il personaggio di spicco nel variegato panorama letterario europeo.

Izabella Teresa Kostka, Milano 2019

NOTA BIOGRAFICA

GIUSEPPE LANGELLA
Nato a Loreto (Ancona), l’11 settembre 1952.

• Profilo accademico

È professore ordinario di “Letteratura italiana moderna e contemporanea” presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del S. Cuore di Milano, dove dirige anche il Centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita”, con l’annesso “Archivio della letteratura cattolica e degli scrittori in ricerca”. È membro del Consiglio Direttivo della “Società italiana per lo studio della modernità letteraria” (MOD). Condirige la «Rivista di Studi Manzoniani».

• Produzione scientifica

Studioso di Manzoni e di Svevo, ha perlustrato altresì ampie zone della poesia, della prosa e della cultura militante dall’età del Risorgimento agli anni Duemila. Principali pubblicazioni scientifiche: Il secolo delle riviste. Dal “Baretti” a “Primato” (Vita e Pensiero, Milano 1982); Da Firenze all’Europa. Studi sul Novecento letterario (ibid., 1989); Italo Svevo (Morano, Napoli 1992); Il tempo cristallizzato. Introduzione al testamento letterario di Svevo (Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1995); Poesia come ontologia. Dai vociani agli ermetici (Studium, Roma 1997); Le ‘favole’ della “Ronda” (Bulzoni, Roma 1998); L’utopia nella storia. Uomini e riviste del Novecento (Studium, Roma 2003); Cronache letterarie italiane. Dal “Convito” all’“Esame” (Carocci, Roma 2004); Amor di patria. Manzoni e altra letteratura del Risorgimento (Interlinea, Novara 2005); Manzoni poeta teologo (1809-1819) (ETS, Pisa 2009).

• Rapporti con la scuola

È coordinatore nazionale della “Mod per la Scuola”. All’interno del “Tirocinio formativo attivo” (TFA) attivato in Università Cattolica ha tenuto i corsi di “Didattica della letteratura italiana”. Svolge da parecchi anni attività di formazione e aggiornamento degli insegnanti. Il suo interesse per la didattica della letteratura è culminato nella stesura, insieme ad alcuni colleghi (Paolo Gresti, Uberto Motta e Pierantonio Frare), di un apprezzato manuale ad uso dei trienni dei licei, Amor mi mosse (2019), uscito per le Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori. Per sua iniziativa, nella collana della “Modernità Letteraria” (Edizioni ETS, Pisa) sono usciti tre volumi di Atti dei seminari della “Mod per la Scuola”: Il Novecento a scuola (2011), La didattica della letteratura nella scuola delle competenze (2014) e Insegnare letteratura nell’era digitale (2017).

• Poeta

Come poeta ha esordito con Giorno e notte. Piccolo cantico d’amore (San Marco dei Giustiniani, Genova 2003). Con la raccolta Il moto perpetuo (Aragno, Torino 2008) ha vinto, fra l’altro, il Premio Metauro. Nel 2013 ha dato alle stampe, nella “Lyra” di Interlinea, La bottega dei cammei. 39 profili di donna dalla A alla Z, Premio Casentino. Nel 2015, sempre per Interlinea, nella collana “Passio”, ha pubblicato il Reliquiario della grande tribolazione, ispirato al calvario della Grande Guerra, Premio Alpi Apuane. Suoi testi poetici sono comparsi in diverse riviste, tra cui “Poesia”, “Incroci”, “Soglie”, “PoliScritture”, “Euterpe”, nonché in siti dedicati, come “Ossigeno nascente”, in antologie tematiche e in rassegne di festival di poesia. Con Guido Oldani è tra i promotori del “Realismo terminale”. Negli “Argani”, collana Mursia diretta da Oldani, è uscita per sua cura, nel 2017, l’antologia del movimento, Luci di posizione, dove figura anche in veste di poeta.

• ALCUNE POESIE SCELTE

C-OTTIMISTI

Ragionieri, stagiste, calciatori,
modelle, segretarie, tute blu,
lavoratori stagionali in nero,
siamo come padelle in mano a un cuoco,
che devono vedersela col fuoco,
congegni a molla cui dare la carica.
Pezzi di ricambio, o al massimo bijoux,
quando, pile esauste, non serviremo
più, ci smaltiranno in una discarica.

PENDOLARI

Commesse e impiegati, agenti di borsa
saliti di corsa, si sta stipati,

in piedi nei vagoni, le mattine,
come tante lattine nei cartoni;

e manca l’aria, peggio dei sacchetti
sotto vuoto di filetti d’otaria.

Alle stazioni il treno slot-machine
sgancia belin al posto dei gettoni.

Esodo giornaliero: ovunque vada,
è un’autostrada col bollino nero.

PERSONAGGI E DESTINO

Quelli che non guardano dove vanno,
quelli che invece sanno quel che fanno;
quelli che è sempre festa, beati loro,
e quelli che si angustiano per tutto,
scuri in volto più di un vestito a lutto;
quelli che è un dramma perdere il lavoro,
vuoti come vecchi piatti sbeccati,
e quelli che ti asfaltano spietati,
che time is money e nuotano nell’oro:

burattini, comparse e figuranti
del più grande spettacolo di massa,
con carte di credito o in contanti
devolvono tutti a un’unica cassa.

MEMORIE DAL SOTTOSUOLO FAVOLETTA ECOLOGICA

(Dedicata a Greta Thunberg e ai milioni di studenti di tutto il mondo
che venerdì 15 marzo 2019 hanno manifestato per il futuro del pianeta Terra)

– Cos’è la notte, nonno?
– È come quando spegni
la luce perché hai sonno.
Solo che cala in cielo.
– E il cielo che cos’è?
– Fa’ conto un grande velo
disteso sulla testa,
tempestato di strass,
da sfoggiare a una festa.
– Che bello! E l’hai mai visto?
– Da bambino, in un tempo
di questo meno tristo.
La vita era diversa:
si svolgeva all’aperto,
al sole e all’aria tersa;
non così, sottoterra,
cacciati dallo smog
e dall’effetto serra
nella città di Dite,
come topi di fogna,
chiuse tutte le uscite.

Giuseppe Langella

Tutti i diritti riservati all’autore

Prof. Giuseppe Langella, foto: Umberto Barbera
Il Prof. Giuseppe Langella e il M° Guido Oldani al Festival Internazionale di Poesia a Milano, durante l’evento dal titolo “L’uguaglianza delle diversità” con la presentazione dell’ultimo libro di Guido Oldani con l’introduzione di Giuseppe Langella “La guancia sull’asfalto”, 2019; foto: Umberto Barbera
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SEZIONE POLACCA: Współczesne oblicza sztuki – Realizm Terminalny czyli świat widziany przez pryzmat przedmiotów i technologii (autor: Izabella Teresa Kostka, 2019)

WSPÓŁCZESNE OBLICZA SZTUKI: REALIZM TERMINALNY czyli świat widziany przez pryzmat przedmiotów i technologii (autor: Izabella Teresa Kostka, 2019)

Od dłuższego czasu mówi się o poważnym kryzysie współczesnej kultury i sztuki, a przede wszystkim literatury i poezji. W zagonionym i zadymionym świecie nie mamy czasu na dostrzeżenie piękna, na kontemplację klasycznych wersów o nieskazitelnej harmonii i muzykalności. Czytelnicy, a szczególnie młode pokolenia, odchodzą od lektury i zainteresowań literackich, gdyż dla większości społeczeństwa pisarstwo i sztuka są uważane za coś staroświeckiego i zbytecznego. Sztywne zasady klasycznego piękna, ustalona rytmika strofy, rymy o precyzyjnych zasadach i strukturze sylabicznej stały się jakby “przyciasne” i archaiczne, a język, mentalność i środki komunikacji werbalnej podporządkowane zostały otaczającemu nas nawałowi przekaźników cyfrowych, komputerów, smartfonów i supremacji zaawansowanej techniki i technologii. Człowiek nie jest już “władcą”, nie stanowi o wolności swych myśli i poglądów, lecz stał się marionetką na linkach – przewodach nowoczesnego systemu. Wszystko zawiera się w informacjach dostarczonych przez kody kreskowe.
Ta smutna prawda stała się inspiracją twórczą dla włoskiego artysty, poety Guido Oldani’ego urodzonego w 1947 r. w Melegnano pod Mediolanem. Artysta wzrastający w młodości wśród rozległych zielonych równin Niziny Padańskiej, wraz z upływem czasu porwany został przez wir boomu ekonomicznego, rozwoju przemysłu, zabudowy terenów rolnych i osobiście uczestniczył w intensywnej transformacji życia i obyczajów nowoczesnego społeczeństwa. Jego kreatywny umysł odczuł potrzebę przekazania swych emocji i spostrzeżeń odchodząc od klasycznych schematów przeszłości, postanowił zrewolucjonizować spojrzenie na świat, na ekspresję artystyczną, aktualizując środki przekazu według praw rządzących współczesnym światem. Jak sam Oldani mówi, a powtarza to często w czasie prelekcji i spotkań literackich, żyjemy w czasach “dell’accatastamento dei popoli / nawarstwiania się społeczeństw”, zamknięci w miastach – betoniarkach (poezja “La betoniera / Betoniarka”), w których kręcimy się jak w wirówce poddani supremacji przedmiotów (wiersz “La lavatrice / Pralka”). Człowiek nie jest już podmiotem, sam stał się tylko przedmiotem. Przyroda i natura zostały zepchnięte na drugi plan, a o naszej egzystencji i rzeczywistości decydują wszechobecne dobra materialne i prawa komercyjnego rynku. To nowatorskie podejście do wizji współczesności doprowadziło pod koniec XX wieku i na początku nowego stulecia do stworzenia przez Guida Oldani’ego odłamu artystyczno – literackiego o nazwie Realismo Terminale / Realizm Terminalny. Stał się on oficjalnym nurtem, można nawet powiedzieć filozofią artystyczną w roku 2010, wraz z opublikowaniem przez Oldaniego książki p.t.”Il Realismo Terminale” ( “Realizm Terminalny”, wydawnictwo Mursia, Mediolan) i pierwszego konkretnego “Manifestu Realizmu Terminalnego”.
Jedną z charakterystyk cytowanego prądu jest zaniechanie tradycyjnego “banalnego” odniesienia metafor do otaczającej nas natury na rzecz tzw. ” similitudine rovesciata / odwróconego podobieństwa”: stany ducha, uczucia, sytuacje nie są porównywane do klasycznych wzorców (np.”Twe oczy iskrzą się jak gwiazdy”), lecz wyrażane są przez pryzmat porównań odnoszących się do świata przedmiotów i techniki (przykładowe podobieństwo odwrócone “Twe oczy świecą jak dwa reflektory”). Realizm Terminalny ukazuje znaną nam rzeczywistość w sposób bardzo bezpośredni, odarty z retorycznych upiększeń, opiera się na bezwzględnej, zwartej stylistyce i eksperymentalnym użyciu wielu pojęć i zwrotów. Dla klasyka deszcz to ” boskie łzy spływające po policzkach”, dla Realisty Terminalnego deszcz to “ołowiane kule, które dziurawią umysły”. Po wielu nurtach poszukujących nowości, wśród których należy wymienić chociażby dadaizm, abstrakcjonizm, metasemantykę Fosco Maraini’ego wydaję się, że właśnie Guido Oldani odnalazł drogę do współczesnego odbiorcy odzierając sztukę z fałszywego idealizmu i sztywnych schematów przeszłości. Oldani przybliżył przekaz werbalny i artystyczny do realiów otaczającego nas nowego tysiąclecia, a co za tym idzie, dokonał specyficznej rewolucji w postrzeganiu wydarzeń, odbieraniu i przetwarzaniu bodźców emocjonalnych i wizyjnych. Realizm Terminalny nie ogranicza się tylko do literatury, lecz znajduje duży oddźwięk w wielu dziedzinach sztuki od fotografii do malarstwa, od teatru do sztuki wizyjnej i tzw. instalacji przestrzennych. W samych Włoszech, w których mieszkam od prawie dwudziestu lat, nurt ten cieszy się co raz większym zainteresowaniem, zdobywa duże grono wielbicieli szczególnie wśród młodej generacji pisarzy i artystów. Realizm Terminalny wychodzi na przeciw problemom współczesności, angażuje się w działalność społeczną, jest blisko ekstremalnych sytuacji politycznych i problemów ekologicznych. Mimo powagi poruszanych tematów nurt ten nie odznacza się sztucznością ani nadmierną ciężkością, wręcz przeciwnie, często potrafi zaskakiwać zdrową ironią i pobudza wyobraźnię rozwijając bezkresną intelektualną kreatywność. Guido Oldani stał się uwielbianym Mentorem, a za jego przykładem w szeregi Realistów Terminalnych wstąpiło wielu liczących się artystów, krytyków literackich i intelektualistów. Wśród nich wymienić należy przede wszystkim prof.Giuseppe Langella i poetów, twórców prestiżowego Piccolo Museo della Poesia / Małego Muzeum Poezji w Piacenzy: Massimo Silvotti, Sabrina De Canio i Giusy Càfari Panico. Poetyka i filozofia Guida Oldani’ego roztacza co raz szersze kręgi, a sam artysta jest częstym gościem liczących się międzynarodowych spotkań i festiwali literackich, targów wydawniczych i sympozjów naukowo – kulturalnych. Znając i śledząc ten kierunek od lat, mając możliwość osobistego zapoznania się z jego twórcą, z entuzjazmem dołączyłam w 2015 roku do grupy Realistów Terminalnych, wśród których znalazłam zrozumienie i inspirację dla mojej poliedrycznej twórczości. Stałam się z przyjemnością oficjalnym rzecznikiem i ambasadorem w/w prądu artystycznego na Polskę.
Czy Realizm Terminalny i “odwrócone podobieństwa / similitudini rovesciate” znajdą swoich wielbicieli także w nadbałtyckim kraju? O tym zadecyduje upływ czasu i nowe pokolenia artystów. Z pewnością u nieprzygotowanego i klasycznego odbiorcy pierwszy kontakt z RT może wywołać pewne kontrowersje i lekki szok estetyczny, gdyż styl ten obala wszystkie tradycyjne kanony piękna i ekspresji na rzecz poszerzania środków przekazu poprzez podstawową regułę: “un oggetto diventa soggetto / przedmiot staje się podmiotem”, a tradycyjny podmiot (człowiek) zostaje sprowadzony do rangi przedmiotu. Osobiście życzę wszystkim Realistom Terminalnym, aby ich sztuka i filozofia znalazła żyzną glebę i aprobację również w odległej od Włoch Polsce, a szerzone nowatorskie poglądy i wizja świata posłużyły jako bodziec do rozwoju i wzbogacenia kulturowej panoramy kraju nad Wisłą. Poniżej załączam niektóre teksty Guida Oldani’ego wraz z jego krótkim życiorysem. Pozdrawiam serdecznie!

Izabella Teresa Kostka, Mediolan, kwiecień 2019

BIOGRAM

GUIDO OLDANI ideatore nurtu o nazwie Realismo Terminale / Realizm Terminalny urodził się w 1947 r. w Melegnano (Mediolan, Włochy), w którym do tej pory żyje i tworzy. Jego dzieła opublikowane zostały w najważniejszych przeglądach literackich drugiej połowy XX wieku począwszy od “Alfabeta” poprzez “Paragone” i “Kamen”. Wśród opublikowanych książek monograficznych znajdziemy zbiory “Stilnostro / Nasz styl” (CENS, 1985), “Sapone / Mydło” (Kamen, 2001), “La betoniera / Betoniarka” (LietoColle, 2005), “Il cielo di lardo / Niebo ze słoniny” (Mursia, 2008), “Il Realismo Terminale / Realizm Terminalny” (Mursia, 2010) i “La guancia sull’asfalto / Policzek na asfalcie” (Mursia, 2018). Wiersze Oldani’ego znajdują się w licznych prestiżowych antologiach, wśród których: “Il pensiero dominante / Myśl przewodnia” (Garzanti, 2001), “Tutto l’amore che c’è / Ta cała miłość co istnieje” (Einaudi, 2003), “Almanacco dello specchio / Almanach lustra” (Mondadori, 2008), “Antologia dei poeti contemporanei / Antologia poetów współczesnych” (Mursia, 2016), “Poesia di oggi. Un’antologia italiana / Poezja dnia dzisiejszego. Antologia włoska” (Elliot, 2016), “Novecento non più / To już nie 1900” (La Vita Felice, 2016), “Luci di posizione / Światła pozycyjne” (Mursia, 2017) i “Poesie italiane 2016. / Poezje włoskie 2016” (Elliot, 2017). Przy Wydawnictwie Mursia prowadzi “La Collana di poesia Argani / Serię publikacji poetyckich Argani” i współpracuje ze znakomitymi gazetami “Avvenire” i “Affaritaliani.it”.

NIEKTÓRE POEZJE WYBRANE ZE ZBIORU “IL CIELO DI LARDO / NIEBO ZE SŁONINY” (Mursia, 2008). Tłumaczenie z włoskiego na język polski: Izabella Teresa Kostka. Interpunkcja i zapis graficzny zgodny z oryginałem.

LA BETONIERA

l’acqua ha già il sale e su, le petroliere,
versano olio, come condimento,
alla zuppa di pesce navigante.
e la gabbia del cielo ha le sue penne
che portano la cacciagione in volo
e i vermi sono filo per cucire,
che tiene insieme ogni zolla nera
e il tutto è nella pancia di dio padre,
che ci mescola, dolce betoniera.

BETONIARKA (La betoniera)

woda jest już słona, a na niej tankowce
dolewają oleju, jak przyprawy
do pływającej zupy rybnej.
i klatka nieba ma swoje skrzydła,
które wznoszą dzikie ptaki do lotu
a robaki są nicią do szycia,
co utrzymuje razem czarne skiby ziemi
i wszystko jest w brzuchu boga ojca,
który to miesza, słodka betoniarka.

CRAVATTE

come cravatte rosse verso il cielo
si affacciano le fiamme al davanzale
incartando i gerani con il fumo.
e un camion grosso con la pancia d’acqua
alza la gamba posteriore e spegne
e hanno salvato il gatto per fortuna
la vecchia no, faceva grida indegne.

KRAWATY (Cravatte)

jak czerwone krawaty w stronę nieba
wychylają się na parapet płomienie
opakowując dymem pelargonie.
a duża ciężarówka z brzuchem wody
podnosi tylną łapę i gasi
całe szczęście, że uratowali kota,
staruszki nie, niegodnie krzyczała.

I DUE

i due cappotti siedono vicini
portati senza portamento alcuno
come due bucce vuote di banane.
si parlano le loro cicatrici
e gli occhi sono anelli di catene,
neanche a ballare suscitano brio
li ha fatti Dio non sempre riesce bene.

DWA (I due)

dwa płaszcze siedzą blisko siebie
noszone bez żadnego stylu
jak dwie puste skórki od banana.
rozmawiają ze sobą ich blizny
a oczy są ogniwami łańcucha,
nawet tańcząc nie wzniecają entuzjazmu
stworzył je Bóg, nie zawsze mu to wychodzi.

MILANO

è il camion fa il trasporto della ghiaia,
la mia patria, ribalta il cassone,
ci scarica a milioni su milano.
e insieme come uova ci sfondiamo
in un budino in cui quasi ci immola
e c’è chi ha il dubbio si sia ormai un po’ in tanti
ma un’altra camionata ci consola.

MEDIOLAN (Milano)

to ciężarówka do transportu żwiru,
moja ojczyzna, wywraca swój kontener
wyładowując nas milionami w Mediolanie.
i razem jak jajka zagłębiamy się w budyniu, składają nas w ofierze
niektórzy mają wątpliwości, jest nas trochę dużo,
ale kolejna dostawa podtrzymuje wszystkich na duchu.

LA LAVATRICE

la centrifuga gira come un mondo
e i suoi abitanti sono gli indumenti
riposti dalla coppia dei congiunti.
si avvinghiano bagnati in un groviglio
i rispettivi panni in capriola,
sono rimasti questi i soli amanti,
quegli altri se si afferrano è alla gola.

PRALKA (La lavatrice)

wirówka kręci się jak świat
i jej mieszkańcy są odzieżą
włożoną do niej przez parę małżonków.
kłębią się mokre rzeczy kręcąc koziołki
to one zostały kochankami,
ci drudzy gdy się dopadną skaczą sobie do gardła.

Artykuł opublikowany w miesięczniku kultury i literatury “WENA” pod redakcją Moniki Knapczyk, nr 4 kwiecień 2019, ISSN: 2299-7830

Dostępny także na stronie autorskiej:

https://izabellateresakostkaswiatsztukiipoezji.wordpress.com/2019/05/15/wspolczesne-oblicza-sztuki-realizm-terminalny-czyli-swiat-widziany-przez-pryzmat-przedmiotow-i-technologii-autor-izabella-teresa-kostka-2019/?preview=true

I na portalu dziennikarskim Alessandria Today:

https://alessandriatoday.wordpress.com/2019/05/23/sezione-polacca-wspolczesne-oblicza-sztuki-realizm-terminalny-czyli-swiat-widziany-przez-pryzmat-przedmiotow-i-technologii-autor-izabella-teresa-kostka-2019/?preview=true&fbclid=IwAR39K5E3FVqO5UBZqAviPEFR8FK02bnFBhu7lbZN1Y08XZmnYMju3-_SUnE

Wszystkie prawa zastrzeżone

Poeta włoski Guido Oldani – założyciel Realizmu Terminalnego z magazynem Wena w swoim domu pod Mediolanem, maj 2019

RITRATTI: TANIA DI MALTA e la sua battaglia terminale

(by Izabella Teresa Kostka)

È difficile trovare una voce poetica ben definita, intensa e originale nel panorama letterario quotidiano dei nostri tempi digitalizzati. Su numerosi social networks e portali culturali la scrittura poetica sventola e abbaglia come variegate palline appese in abbondanza su un albero di Natale. Tante parole ma poche pietre preziose.

Sicuramente l’arte letteraria di Tania Di Malta appartiene a una nobile ed eccellente rarità. Ho conosciuto Tania attraverso il tanto popolare Facebook, coinvolgendola a partecipare al programma “Verseggiando sotto gli astri di Milano” e ai nostri eventi dedicati alla corrente del Realismo Terminale, fondata dal poeta di fama internazionale Guido Oldani. Questo incontro artistico è risultato estremamente fecondo e il talento di Tania, impregnato della rivoluzionaria visione stilistica e filosofica di Oldani, sta esplodendo in maniera sorprendente!

La Di Malta, dotata di una grande sensibilità sociale ed emotiva, ha trovato nella stilistica del RT un suolo accogliente e stimolante, diventando una delle più attive testimoni della corrente e ottenendo numerosi importanti riconoscimenti. Appartenendo al Realismo Terminale ne sono estremamente felice, perché trovo in Tania una personalità artistica notevole e una grande determinazione nella ricerca d’un linguaggio efficace e puro ma, allo stesso tempo, molto contemporaneo e personalizzato, sorprendente e tagliente come un bisturi.

• TRE POESIE SCELTE

ISOLE

Guardiamo la luna
attraverso ingressi di silos
come gatti acciambellati
maciniamo mantra solitari.
Isole
come telefoni senza filo
percorriamo la distanza,
fra noi e l’infinito.

LE COLPE DEI PADRI

Per noi non ci sono state battaglie
solo oasi su carta moschicida
delegavamo ai dispositivi la coscienza
il consuntivo delle nostre sconfitte.
Il glicine era da tempo una griglia vuota
dove passava a stento, un sole terminale
la libertà era un videogame
e per la gloria, bastava una fotografia.

UGUAGLIANZA

Se guardi in trasparenza una goccia di sangue, ti accorgerai che è una sfera tremula, come una particella di mercurio.
Se poi deciderai di mettere, sangue e mercurio su un piano inclinato, presto riveleranno la loro natura.
Il sangue sembrerà un grumo d’inchiostro rosso, il mercurio sembrerà se stesso: mercurio.
Sarai tentato di usare due pesi e due misure, eppure sono figli di un disastro che si assomiglia: una vena aperta e un termometro rotto.

Tania Di Malta

Tutti i diritti riservati all’autrice

• NOTA BIOGRAFICA

Le sue poesie sono comparse in varie antologie: “Il Federiciano” e “Verrà il giorno e avrà il tuo verso”, “Il Tiburtino”, “Habere Artem”. “Parole in Fuga” di Aletti Editore. Nel 2016 le è stato conferito il titolo di Custode a Rocca Imperiale Il Paese della Poesia durante la presentazione del festival Il Federiciano. Inoltre è inserita nella raccolta poetica “Oltre il Male”, patrocinata dalla Cerifos di Milano (Atelier Edizioni). Inserita diverse volte nella rivista “Il Caffè” – mensile di arte, costume e storia, nella rivista letteraria “Liburni” e in “Kenavò”. Nel 2014 finalista al Premio Mogol e nel 2015 menzione speciale al Premio Quasimodo per un racconto breve. Nel 2016 è stata finalista nel Premio Internazionale Antonia Pozzi. Pubblica nel 2016 la sua prima raccolta di poesie “Aquiloni sul mare nella notte” con CTL Editore. Menzione speciale al Premio Sant’Anastasia 2017 e vincitrice del premio della critica al Premio Internazionale Clemente Rebora. Nel 2018 pubblica la sua seconda silloge “Addio ai Girasoli” con CTL Editore. Inserita nell’antologia “Le maree della vita” CTL edizione. Ha pubblicato novelle satiriche nel sesto volume di “L’Antisociale” e nei “Quadernetti Poetici” Sifaperbenedizione. Fa parte della corrente poetica del Realismo Terminale di Guido Oldani. Vince ex equo, con un testo aderente al Realismo Terminale l’edizione 2018 del Federiciano.

RITRATTI: GIUSEPPE LECCARDI – al bivio col tempo

(by I.T.Kostka)
Il tempo non va misurato in ore e minuti, ma in trasformazioni.
(Fabrizio Caramagna)

Oggi vorrei presentare un poeta nato nel lodigiano nel lontano 1948, un artista di spiccata sensibilità e maturità, una penna classica ma per niente demodé o all’antica. Giuseppe Leccardi è arrivato all’età della saggezza e dell’equilibrio interiore, della profonda introspettiva riflessione sull’umana esistenza e sullo scorrere dei nostri giorni. Ha lasciato lontano i giorni delle primizie tornando al loro sapore attraverso i versi spesso malinconici, colmi di sentimenti e preziosi ricordi. Giuseppe Leccardi come il leggendario Merlino condivide con noi la conoscenza dei valori della vita e di ogni sua sorprendente sfumatura. La poetica di Leccardi non grida e non graffia l’animo del lettore ma conduce i suoi passi verso la consapevolezza e la rassegnazione, la purificazione spirituale e, in un certo senso, costringe ad un piccolo, intimo esame di coscienza. Le liriche del Nostro sono come un abbraccio paterno e accogliente, come un prezioso coprispalle posato sul corpo infreddolito da troppe paure. Facciamoci incantare e guidare dall’armoniosa bellezza delle sue parole:

• ALCUNE POESIE SCELTE di Giuseppe Leccardi

RIFLESSIONI

Lo sguardo fissa attento l’orizzonte
seguendo il girotondo dei pensieri
nei ciechi labirinti della notte,
su fino all’altopiano delle stelle
dove regna il silenzio dei millenni.

Lì è l’attesa, il punto di passaggio
di comete che rincorrono l’istante,
il casuale infrangersi del tempo,
sul muro dell’umano calendario.

L’universo è lo specchio, la misura
del nostro breve, flebile respiro
dei nostri passi incerti, titubanti:
nani, in un mondo fatto da giganti.

BIVIO

Giunto all’incrocio che solleva dubbi,
al bivio degli estremi e dei contrari
m’interrogo, senza trovar risposte,
sull’origine del tempo e l’universo.

La vita è una meteora di luce
nel curvo tratto che disegna il cielo,
un breve istante, l’attimo fugace.

Il volo senza meta d’un pensiero,
la traccia lieve che non lascia il segno.

LONTANE ASSENZE

Voglio ascoltare il silenzio dei pensieri,
i passi incerti, timidi dell’alba,
l’affaccio sorprendente della luce
ai vetri dell’opaca sonnolenza
che nelle chiuse palpebre nasconde
il tremore dei sogni ed il mistero
che la notte distratta ci ha lasciato
in specchi rotti di lontane assenze.

VIA DI FUGA

Nella grande città che mi circonda
mi sento un numero qualunque
da una mano innocente estratto a sorte.

I sogni sono barche sul naviglio
sul filo di correnti alla deriva.

Vanno a lontani approdi di pianura
carichi di segreti desideri
cresciuti sule rive della notte.

La nebbia silenziosa là, in attesa,
è la balena bianca che li inghiotte.

LEGAMI

A te mi lega non una catena,
né una robusta corda, né un collare,
né il filo teso d’un burattinaio

e nemmeno mi sento prigioniero
in una gabbia stretta ma dorata
d’una solitudine pregressa

A te mi unisce l’amore profondo,
la trama fragile,complessa,
d’un condiviso identico pensiero
e la visione surreale del mondo.

ORA SOLARE

Nell’ora ritrovata, aggiunta ai sogni
o sottratta alla vita quotidiana,
il tempo di pensare e d’investire
in un progetto nuovo, da inventare.

La calma del silenzio mattutino
induce a rivedere il mio vissuto
al filtro d’una luce passeggera
che scivola su tende ricamate
appese alla finestra della stanza.

E l’anima risponde insonnolita
ancora prigioniera di quel sogno
che ci conduce altrove, sul confine
che divide le ombre dalla vita.

• NOTA BIOGRAFICA

Leccardi Giuseppe è nato il 27/03/1948 a Livraga (LO), paese della “Bassa” lodigiana ma da cinquant’anni vive a Milano. Laureato in Economia e Commercio ha lavorato in proprio come libero professionista ed è ora in pensione.
Scrive dall’età adolescenziale ma solo da pochi anni ha preso la decisone di estrarre dal cassetto i suoi scritti pubblicando due raccolte di versi con “Il mio libro.it”: “Diario poetico” nel 2010 e “Oltre ogni ragionevole incertezza” nel 2011.
Nel 2013 ha fondato il Gruppo “Poesia sull’aia in Cascina Linterno”, nell’antica cascina che la tradizione indica come dimora agreste di Francesco Petrarca a Milano.
Ha vinto diversi concorsi di poesia e ottenuto numerosi riconoscimenti.
Attualmente frequenta i gruppi: “Ogginpoesia”, “Poeti al Ponte delle Gabelle”, “Verseggiando sotto gli astri di Milano” e “Cesare Frigerio – Amici delle Parole”.
Nell’aprile 2018 ha pubblicato la sua terza raccolta di poesie “Settantadue” con AV Editoria, libro che nello stesso anno ha vinto il “Premio della Critica” del Concorso Internazionale di Arti Letterarie “THESAURUS – LA BRUNELLA” VII Edizione di Aulla e il “Premio della Giuria” del Concorso Internazionale di Poesia e Narrativa “CINQUE TERRE – GOLFO DEI POETI” XXX Edizione.

Il poeta Giuseppe Leccardi durante “Verseggiando sotto gli astri” a Sovico. Foto: Umberto Barbera

VERSO CONSIGLIA: Il grande ritorno del poeta MARCO GALVAGNI “I SOTTILI PENSIERI DI CANTO” (Libeccio Edizioni – CTL, 2019)

(by I.T.Kostka)

Abbiamo sentito la sua mancanza da un lungo periodo di tempo e ora, finalmente, posso annunciare con gioia il grande ritorno del talentuoso e romantico autore milanese Marco Galvani. Il suo prossimo libro di poesie dal titolo “I sottili pensieri di canto” vedrà la luce tra pochi giorni grazie alla Casa Editrice CTL e il suo marchio Libeccio Edizioni.

Ovviamente non posso svelare in anteprima tutti i dettagli di questa incantevole ed emozionante raccolta, che sicuramente regalerà a ogni futuro lettore il meglio della poetica di Galvagni: ardenti canti d’amore scritti con un linguaggio sublime e raffinato, versi travolgenti come le maree di un amore profondo e passionale.

In seguito riporto uno stralcio della prefazione a cura della scrittrice e psicologa Valeria Bianchi Mian, tre poesie tratte dal libro e la nota biografica dell’autore. Buona lettura!

• Tratto dalla prefazione a cura della scrittrice e psicologa Valeria Bianchi Mian:

“Se non è facile scrivere storie d’amore, ancor più complesso è tessere i sentimenti in versi per cantare la poetica del desiderio.
Tradurre i dettami della passione in metafora non è un procedere per sublimazione; si tratta piuttosto di cogliere al volo una sensazione impellente, la necessità immediata del volto e del corpo dell’altro, per offrire le mani alla propria terra animica e scavare, aprendo varchi. Si tratta di lasciar emergere immagini ancora in abbozzo, affinché l’intuizione si possa far strada nel buio del ‘non ancora’. È così che la poesia d’amore nasce, cresce e, attraverso l’innamorato, parla un linguaggio universale.
Il poeta in amore è colui che con Eros opera trasformazioni, colui che rimescola la Prima Materia delle emozioni, della volontà imperante, dell’istinto, e ne fa componimento affettuoso dedicato all’oggetto amato – ché il soggetto è lo stesso poeta riflesso nel volto dell’altro/a.
Non è facile per me, per il mestiere che svolgo in questo spazio-tempo, leggere poesie amorose senza aprire le pagine della favola di Eros e Psiche. Faccio danzare i due protagonisti nella mia mente, li osservo prendere forma attraverso le parole di Marco Galvagni, un poeta capace di intrecciare il filo della terra al cielo, dando il via a un ballo-duello appassionato di farfalle in volo e onde in tumulto. Leggo le sue poesie e vedo l’anima – Psyché – alla ricerca di un Dio, quell’Amore che si cela nel non detto tra le parole e poi per incanto si mostra. Il lettore di questa silloge viene attratto dal percorso che si va delineando tra un uomo e una donna destinati all’incontro (…)”

• NOTE BIOGRAFICHE

MARCO GALVAGNI nato a Milano. Residente tuttora a Milano ma domiciliato a Lanzo D’Intelvi (CO).

Ha conseguito la maturità classica per poi frequentare un anno a Lettere Moderne all’Università Statale di Milano e l’anno successivo a Lettere e Filosofia all’Università di Pavia, seguendo contemporaneamente le lezioni di psicologia dell’Università di Padova.

Segnalato a soli 15 anni nel prestigioso Premio Internazionale Mosè Bianchi (Milano).

Autore di sei libri di poesia:
Nel 2001 “Nel labirinto” (Montedit), prefazione di Olivia Trioschi, secondo classificato nel Premio Nazionale Emma Piantanida, Legnano (MI). Commento 5/5 su http://www.ibs.it
Nel 2002 “L’arcobaleno” (Montedit), prefazione di Massimo Barile, secondo classificato al Premio Nazionale alla memoria di Maribruna Toni, Piombino (LI). Secondo classificato nel Premio Nazionale Emma Piantanida, Legnano (MI). Menzione d’onore al Premio Nazionale Pinayrano (TO).
Nel 2003 “Nel germoglio vergine” (Montedit), prefazione di Massimo Barile, vincitore assoluto del Premio Nazionale Falesia, Piombino (LI). Terzo classificato nel Premio Nazionale Peter Russell (NA).
Nal 2010 “Il gomitolo dei sogni” (ilmiolibro), quinto classificato nel Premio Nazionale Peter Russell (NA).
Nel 2016 “Profumo di vita” (CTL), prefazione di Izabella Teresa Kostka, recensione 5/5 della poetessa Francesca Piovesan su http://www.ibs.it Commento 5/5 su Amazon.
Nel 2018 “Gocce di stelle” (CTL), recensione 5/5 della poetessa, scrittrice e critico letterario Emilia Fragomeni su http://www.ibs.it Recensione 5/5 dello psicologo con Master Massimo De Bari.

Vincitore di numerosi primi, secondi e terzi posti (nonché Menzioni d’onore) sia in Concorsi Nazionali che in Concorsi Internazionali per la poesia singola nel periodo dell’intensa partecipazione ai Concorsi 2000-2004. Spiccano i 2.000.000 di lire vinti con il primo posto assoluto nell’importante Premio Nazionale Vernato Arte (Biella) nel 2001,
Segnalato nel 2010 nel famoso Premio Nazionale Città di Corciano (PG) e secondo ex-aequo nel 2015 nel Premio Nazionale Campodipietra, Jelsi (CB).

Autore di diversi reading poetici, tra i quali i più rilevanti sono quello tenutosi al Teatro Filodrammatici di Milano con Giuseppe Conte e Tomaso Kemeny, quelli che si sono svolti presso La Casa delle Arti che gestisce la casa di Alda Merini, in Via Magolfa 32, sempre a Milano, il “Binari in Versi” con Roberto Marzano (GE) e il “Verseggiando sotto gli astri” con Izabella Teresa Kostka (MI).

Dieci sue poesie sono state pubblicate dal mensile nazionale Poesia di cui è Direttore responsabile Nicola Crocetti. Inoltre, del Comitato di redazione, fanno parte, fra gli altri (in ordine alfabetico), Antonella Anedda, Maria Grazia Calandrone, Roberto Carifi, Milo De Angelis, Nicola Gardini, Vivian Lamarque, Franco Loi, Daniele Piccini, Marina Pizzi, Giancarlo Pontiggia e Silvio Ramat.
Alcune sue poesie sono state pubblicate dalla rivista Liburni Arte e Cultura.

Autore di saggi critici su libri di poesia e recensioni.

Sito internet: http://www.marcogalvagni.it

• Alcune poesie scelte tratte dal libro:

L’ISOLA

Incrociando i tuoi occhi in quella casa
dalle tegole ghiacciate, regno
dei nostri giardini d’innocenza
d’incanto è nato un seme d’amore;
sgorgherà a primavera come una polla alpina,
come un arco di cielo che s’accende
e ha un alfabeto segreto
per scambiarsi criptati messaggi di tenerezza,
fluttuanti nel vento d’aprile
con una pioggia che cade fitta sulle nostre vicende umane.
Mi struggo come un’orma nella neve
attendendo nella mia cripta di sfiducia
di volare con te sulle ali del vento
come una farfalla innamorata.
E aspettando di rotolarmi con te
nel prato di fiaba d’una verde isola
vi costruisco il nostro nido d’amore,
riposandomi nella grande spiaggia dell’attesa.

I COLORI DEL FUTURO

I colori del futuro,
una varietà di tonalità variopinte e dall’accento vivace.

L’anima invece è candida,
nutre il corpo di luce trasparente che l’occhio irradia.

E’ un contrasto d’amore,
in cui il palpitare per una nobile vita è ardente di fiamma.

Che è il cuore che batte,
nei pensieri ideati per occhi nocciola dai raggi di calore.

E sul volto si dipingerà di rosso l’emozione del sorriso
nel cogliere il varco sino a giungere alla sua stella.

LE GUANCE DELL’AURORA

Stamane, le guance dell’aurora
narravano stupite, al tremore dell’ultima stella,
dello splendore della tua grazia
e il primo raggio di sole
ha illuminato i tuoi capelli frumento.
Le nuvole erano minacciose,
presto la pioggia sarebbe scesa ad aghi sottili
e i rami senza foglie degli aceri
lottavano contro le folate del furioso vento.
Tu invece eri serena e candida,
gli occhi nocciola ornati da fiamme dorate
velati di tenerezza, sin dalle prime luci
lievi m’hai donato coccole e baci,
tu che sei il mio fuoco in questo gelido inverno
la notti ardenti trascorse accanto.
E quando stanotte il buio sarà ubriaco di tempesta
e la pioggia sarà il lenzuolo della notte
squarciato dai venti, giungerai a me,
isola felice di quiete, sotto forma del tuo amore.

Il poeta Marco Galvagni

RITRATTI: UMBERTO BARBERA – il connubio perfetto tra la fotografia e la poesia

Umberto Barbera, Atelier Spazio Galleria dell’architetto Giovanni Ronzoni, Verseggiando sotto gli astri di… Lissone

(by I.T.Kostka)

L’arte ha mille volti e sfumature, spesso impregna l’anima di un uomo fino all’ultimo neurone. Umberto Barbera convive da anni con le sue due amate Muse: quella della fotografia e quella della poesia. Umberto è un artista generoso e umile, sempre gentile e disponibile verso il prossimo, ricco di elevata empatia e sensibilità. Ironico e sorprendente, innamorato della natura ma, allo stesso tempo, aperto alle nuove tendenze stilistiche e alle sfide. Da menzionare soprattutto quella nata dall’incontro con la corrente del Realismo Terminale, alla quale si è avvicinato partecipando al programma “Verseggiando sotto gli astri di Milano” e alle puntate con il M° Guido Oldani. La sua crescita espressiva non si ferma, il Nostro si fa apprezzare come un buon vino: la sua scrittura mette in evidenza sempre più originale e ricca creatività artistica. Chissà quante sorprese ci regalerà nel prossimo futuro!

Izabella Teresa Kostka, Milano

• NOTA BIOGRAFICA

Umberto Barbera, nato a Sandigliano, in provincia di Biella . Sognatore e amante della libertà. Il viaggiare, la fotografia e la poesia sono espressione di continua ricerca e sfogo di emozioni.
Alcune sue opere sono presenti in alcune antologie: “Bugella’S Heart”, “Il fruscio delle parole mai dette”, “Tra le braccia di Turan”, “Per non dimenticare” e “Le maree della vita”.
Nella Collana Orizzonti Aletti editore:
“Verrà il mattino e avrà un tuo verso” vol.XII, “Tra un fiore colto e l’altro donato”.
Poeta Federiciano nelle edizioni 2016 e 2018 di Rocca Imperiale “Il Paese della poesia”.
Dal 2016 fa parte dei Poeti Verseggiatori di Milano – Serate cicliche di poesie con il patrocinio del Cerifos a cura di Izabella Teresa Kostka.

• ALCUNE POESIE SCELTE

FIAMMIFERI

Erano fiammiferi,
semplici fiammiferi dalla punta rossa
colpo in testa ed il fuoco innescava

Petardi impazziti nel silenzio della notte
Mortai pronti per la battaglia
Anonime opere d’arte su quadri di tela dipinte
come i sogni dei giovani dai mille volti
dal futuro in salita verso mete ambite
Lento e faticoso il cammino al buio
tortuose e tormentate le strade

Ultimo cerino ribelle
su di un piano grezzo striscia
nuova luce infiamma
nuova marcia nel motore al minimo
pronto a risalire la china

IL POLITICHESE

Ammasso di filo spinato arrugginito
Contorto ed annerito
Strade strette, tornanti infiniti
Teatrino di luci e sfondi
Plasmato con ciprie e costumi
in ambienti ovattati
Fattucchiera attenta nel leggerti la mano
Intento primario ed assoluto
creare ingorghi sullautostrada dei pensieri
far ingoiare il dolce di cioccolato
su di un panino salato

L’AMORE MATTUTINO

Appena sveglio già mi manchi
Sotto lenzuola ancora calde
il profumo attira prepotente
il desiderio assale la mente

Labbra desiderose affondano su di te

Calda, morbida e vellutata
schiuma dal sapore dolce amaro

Con le mani a coppa ti accolgo
Il biscotto inzuppo delicatamente
il tuo calore lo fonde velocemente

Sei il primo amore del mattino
Caro schiumato… cappuccino.

RISVEGLIO QUOTIDIANO

O mio Dio è tardi!
Ma nooo…
La notte prepara ancora la valigia
alla porta il giorno suonerà

Il gallo già canta!
la sveglia ancor non l’ho udita

Suonaaa!
Anch’essa impettita,
come una sirena impazzita

Sul filo di lana l’aurora si è vestita
All’ordine il sole richiama
ancor non risponde,
assonnato… nel letto si rigira

Nascosto dal piumone
stanco per la notte di passione
le ciabatte ancor non trova

Sbiancata la luna… scivola via…
tra lenzuola stropicciate e coperte vellutate
con l’occhiolino sottovoce lo saluta

Rosso come un semaforo infuocato
del palcoscenico pian piano le scale sale
sornione teatrante
di primo attore…
la parte!

Umberto Barbera

Tutti i diritti riservati all’autore

“Amore a prima vista” foto: Umberto Barbera

EVENTI: “POEMUS MUSIPÒ” ha incantato il pubblico presso Alta Luce Teatro a Milano.

Corrado Coccia e Maria Teresa Tedde

(By I.T.Kostka)

Due talentuosi e bravissimi autori uniti dalla stessa passione per l’arte e la poesia: la poetessa sarda alias “Fata Turchina” Maria Teresa Tedde e il carismatico cantautore milanese Corrado Coccia. La loro collaborazione iniziata grazie all’incontro durante una delle puntate del programma ciclico culturale itinerante “Verseggiando sotto gli astri di Milano” ha fiorito, trasformandosi in uno splendido spettacolo poetico musicale dal titolo assai stimolante “Poemus Musipò”, ispirato ai testi tratti dall’ultimo libro di Maria Teresa Tedde “Senza scudo” (Pluriversum edizioni). Dopo un piccolo “assaggio” in anteprima, tenutosi presso il prestigioso Atelier Spazio Galleria dell’architetto Giovanni Ronzoni a Lissone, il 23 marzo 2019 la kermesse ha avuto la sua vera e importante Prima presso Alta Luce Teatro a Milano. È stato un bellissimo incontro di condivisione culturale in pieno rispetto di ogni linguaggio individuale, di ogni identità artistica e stilistica. Tutto questo con la preziosa partecipazione del M° Vito Silvestro (sassofono) e con alcuni versi poetici di Giovanni Ronzoni, Patrizia Varnier e Izabella Teresa Kostka (ospiti del programma). Lo spettacolo è stato arricchito dall’importante presenza di Marina Vicario – responsabile della casa editrice Pluriversum edizioni.

In allegato alcuni scatti immortalati durante la serata “Poemus Musipò”.

Da sinistra: Umberto Barbera, Maria Teresa Tedde, Patrizia Varnier, Izabella Teresa Kostka, Giovanni Ronzoni, Corrado Coccia, Vito Silvestro
Maria Teresa Tedde e Izabella Teresa Kostka
Patrizia Varnier e Izabella Teresa Kostka
Corrado Coccia, Izabella Teresa Kostka, Patrizia Varnier, Marina Vicario (Pluriversum edizioni) e Maria Teresa Tedde
Corrado Coccia
Giovanni Ronzoni e Vito Silvestro
Vito Silvestro
Maria Teresa Tedde
Corrado Coccia

Per “La Giornata Mondiale della Poesia”

(by I.T.Kostka)

In occasione della Giornata Mondiale della Poesia dedico a tutti i lettori “Sei poesie scelte” di vari autori contemporanei: Loredana Borghetto, Anna Vercesi, Giuseppe Leccardi, Candido Meardi, Massimiliana Pieri e Maria Rosa Oneto.

Buona lettura!

• LOREDANA BORGHETTO

PAROLE

Parole incise sulla carne
con pennini spuntati
lasciate a macerare
in una scatola di latta
cadono sul foglio
come respiri
che tremano appena
lacrime dolci
di pensieri traditi
raschiano cicatrici
di antiche ferite
coprono segni
di schiaffi
sul volto battuto
dalla vita.

Finalmente
navigano leggere
sulla schiuma del mare
accarezzate dai freddi
colori dell’alba
lanciando scaglie di luce
nell’abisso popolato
di orchi e di fate.

• ANNA VERCESI

POESIA AL MASCHILE

donna
donna ti chiamo
dalle tue costole
dai tuoi seni forse nascosti
è il desiderio che ti apre il volto negli occhi
parevan sipari chiusi
parevan sepolcri abbandonati
io so
che dietro a quella polvere respiri
voglio strappare le tue zavorre
voglio ghermire i tuoi lutti
sarò l’uomo che non hai mai ascoltato
sarò la voce che ti ha tradito
nel tuo ventre troverò i colori sperduti
la voce del padre che ti generò
OH DONNA
dal capo ostinato
dal volto ingabbiato
io ascolterò la tua carne
io abbraccerò i tuoi ginocchi
pregando che il tuo precipizio
diventi il mio
il tuo ventre non è l’autunno
è un’alba
che oggi esplode
OH DONNA
se sei mia
appartieni al vento
là da dove arrivo anch’io.

• GIUSEPPE LECCARDI

TERRA PROMESSA

Vado dove mi trasporta il treno
fra verdi pianure e le colline,
ai piedi di montagne di cristallo
severe sentinelle di confine.

Assorto nei ricordi e nei pensieri
non so dove il treno mi conduce
correndo su binari di metallo,
forse da te oppure a nuovi lidi.

Vado dove suggerisce il cuore
sul ponte curvo dell’arcobaleno
che unisce due punti equidistanti,
due sogni che sembrano rimpianti.

Vado dove vola il mio pensiero,
nello spazio dove c’è più luce
in cerca di silenzio e della quiete
scivolando su nuvole di seta.

O alla scoperta finora infruttuosa,
d’una terra promessa sconosciuta
senza visti d’ingresso e passaporti
dove non esistano guerre, né paure,
dove nessuno si senta uno straniero.

• CANDIDO MEARDI

AVREI ANCHE DETTO DI TE

Avrei anche detto di te
che abiti sempre e soltanto
sulla soglia e che aspetti…
Avrei anche detto di te
che abiti nel fuoco
del rovo
e lì ti doni a chi ti merita
e vuole.
Che tu abiti l’angoscia,
l’Arcipelago enigmatico
di un mare profondo e perenne.
A costruirti un io, un io
a cavallo dell’onda.
Tramonto reale, avrei detto
notte immaginaria
dei sensi…
Stella d’amore, fiamma
tra compito e meta…
Svuotamento dell’essere,
frattura sognante, avrei detto
tra il tempo e la morte.
Avrei detto di te,
da un fuoco ardente divorata
che sai essere stella
e lucciola nel buio del cuore.
Divorata dal Dio cercato
senza esserne pasto.
Avrei detto di te
che ti sei creata da sola
innamorata del Dio indifferente.
Per non scomparire, avrei detto
nel suo seno profondo,
per non scomparire
nell’orizzonte-mare del tempo.

• MASSIMILIANA PIERI

UN SOFFIO DI LIBERTÀ

Questo frammento d’alba
che si sbriciola tra le parole……
soffia forte il vento dentro un pensiero.
Urla la voce del silenzio come
canto di Libertà.
Soffia forte il vento
Rigonfia la mia anima…
“Io Capitano” di questo viaggio.
Navigo con forza e coraggio
verso mete
Oneste e Sincere…
M’aggrappo forte
per non cadere
nelle gelide acque nere.
Soffia vento caldo dentro al cuore.
Soffia forte
“ la Poesia”
Sul diario di Bordo scrivo
le screziature del tempo…
Perché questo viaggio
giunga onesto e sincero
nelle mani fragili e curiose,
del Domani
come soffio
di
Libertà.

• MARIA ROSA ONETO

CARNE

Carne che qualcuno
ha cucito con crine di cavallo.
Ricami osceni sulla pelle di una bambina.
Budella di gatto per chiudere ferite.
Odore di etere come balsamo afrodisiaco.
E feti galleggiare in vasi di cristallo.
Mani palmate cercare il cielo.
Carni da macello come Cavie Peruviane.
Spiriti in salsa d’edera
su crinali baciati dal mare
dove la voglia d’essere uguali
era un grido strozzato,
un pianto funebre nella notte buia,
un rantolo di piacere che il lenzuolo seppelliva.
Un incesto di parole che le labbra
non trattenevano.
Una domanda rivolta a Dio sul senso della Vita
e una catena di ingiurie
presa a schiaffi di mattino.
Carne che l’Anima ha spogliato
con tenero amore
in un mattino d’Aprile.

Tutti i diritti riservati agli autori

VERSO CONSIGLIA: Verseggiando sotto gli astri di… Fagnano Olona

(by I.T.Kostka)

Nell’ambito della rassegna”Percorsi culturali” patrocinata dal Comune di Fagnano Olona e ideata dall’Assessore alla Cultura Giuseppe Palomba in collaborazione col poeta Claudio Mecenero, invitiamo all’evento organizzato nel ciclo culturale itinerante “Verseggiando sotto gli astri” dal titolo “Il viaggio alla ricerca dell’uomo”. La kermesse si svolgerà presso Sala Magna delle Scuole E. Fermi in Piazza Alfredo Di Dio a Fagnano Olona (Varese), il 24 marzo 2019 alle ore 16.00 e vedrà la partecipazione di 14 poeti contemporanei (Umberto Barbera, Carmelo Caldone, Elisa Longo, Patrizia Varnier, Sergio Belvisi, Maria Teresa Tedde, Paolo Bossi, Luigi Maione, Antonio Laneve, Barbara Rabita, Tito Truglia , Antonio Vaccaro, Omar Gellera, Izabella Teresa Kostka). Oltre al reading nel programma troverete una mini performance teatrale a cura dell’attrice drammatica Domitilla Colombo, un omaggio a Lawrence Ferlinghetti curato dal poeta Claudio Mecenero e, soprattutto, uno straordinario spettacolo di musica, voce, danza e arte visiva con la partecipazione di Ermanno Librasi (strumenti a fiato), Laura Zahira (danze) e Daniel Kolle (percussioni – voce).

Presenterà l’evento la scrittrice e poetessa italo – polacca, fondatrice e coordinatrice del programma “Verseggiando sotto gli astri” Izabella Teresa Kostka.

Ingresso libero e gratuito.

Vi aspettiamo numerosi!

EVENTI: LA PIUMA SUL BARATRO – maratona poetica di 27 ore a MILANO

(by I.T.Kostka)

Un evento straordinario di grande importanza e impegno civile per scongiurare la chiusura dell’emittente radiofonica Radio Radicale. Un’ imperdibile maratona poetica di 27 ore dal titolo “La piuma sul baratro”, a cura di Massimo Silvotti e Sabrina De Canio del Piccolo Museo della Poesia di Piacenza, con la collaborazione del poeta Mauro Toffetti, con il contributo della corrente del Realismo Terminale e con il sostegno morale e organizzativo di diverse associazioni e comunità letterarie – culturali (vedi la locandina allegata).

Numerosi poeti, musicisti, cantanti, artisti poliedrici, critici letterari di alto rilievo nazionale e internazionale tra cui il fondatore del Realismo Terminale M° Guido Oldani, il Prof. Giuseppe Langella e il Prof. Filippo Ravizza. Un vero collage artistico in una performance unica e ininterrotta a partire dalle ore 19.00 di sabato 16.03.2019 fino alle ore 22.00 di domenica 17.03.2019.

Luogo dell’evento:

Teatro Edi Barrio’s (sabato) e Barrio’s Live (domenica), Piazza Donne Partigiane, Milano.

Ingresso libero e gratuito.

Non mancate!