VERSO consiglia: La fotografia, la poesia e la musica con Corrado Coccia e Umberto Barbera in diretta streaming giovedì, 18 giugno 2020.

(di Izabella Teresa Kostka)

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In un intreccio di musica, poesia e fotografia si uniranno a breve le due, a noi già ben conosciute, personalità artistiche ricche di creatività ed entusiasmo, regalandoci un appuntamento insolito in live streaming su Facebook. “Fotografando le parole” del cantautore milanese Corrado Coccia e del poeta e fotografo biellese Umberto Barbera giovedì 18 giugno 2020 alle ore 20.40 in diretta dal profilo Facebook di Corrado Coccia.

Alle mie domande riguardanti il progetto in oggetto i nostri artisti rispondono:

I.T.K.: Com’è nato il progetto di unire la fotografia alla musica e alla poesia?

U.B: L’idea è quella di far lavorare la fantasia, la fotografia è cogliere l’attimo, il fotografo è come un pittore il suo pennello e la tela bianca sono la macchina fotografica, deve avere la capacità di vedere quel qualcosa in più che altri non vedono nel palcoscenico dell’universo, la musica è l’orchestra del creato, ma anche della vita cruda e reale della vita, che suona vibrazioni e sensazioni che l’anima in silenzio ascolta, la poesia raccoglie il tutto e li trasforma in versi.

C.C.: L’idea è arrivata perché sia la poesia che la musica spesse volte fermano attraverso i rispettivi componimenti , una o più immagini. Trovo che i versi poetici di Umberto Barbera, siano molto descrittivi, così come in certi casi le mie canzoni. Spesso vengo avvicinato dalle persone, non tanto per i complimenti, ma perché s’identificano attraverso le mie canzoni, scene da vedere o da toccare . Questo a me fa assai piacere perché è il mio primo obiettivo nel momento in cui scrivo. Poco fa (ma è un fattore opinabile) se non sono Pollini al pianoforte o Pavarotti al canto… basta poter lasciare qualcosa. Le canzoni e le poesie spesse volte sono considerate “ arte povera “, entrambe però hanno la forza delle pietre dure così da non poterle scordare mai più.

I.T.K.: Cosa volete trasmettere agli ascoltatori durante il programma del 18 giugno?

U.B.: Spero di trasmettere emozioni, le mie emozioni, certo ognuno vede e vive in modo diverso, il più delle volte non ci soffermiamo a guardare i particolari, siamo sempre di corsa nella frenesia contemporanea, ma se ci fermiamo un attimo a guardare i particolari, i visi delle persone, gli oggetti che ci circondano, la natura stessa, scopriamo un altro mondo. bisognerebbe fermarsi a volte e guardarsi intorno. Le brutture, purtroppo ce ne sono tante: guerra, povertà, miseria dovrebbero farci pensare, non abbiamo tempo per pensare, il particolare a volte ha un valore unico, dalla natura al vivere quotidiano. La macchina fotografica è il pennello, la tela la fantasia!

C.C.: Il 18 Giugno io ed Umberto Barbera, vorremmo poter fare arrivare una nostra immagine e fare vivere attraverso i nostri componimenti, l’arte visiva . Impresa ardua ? Certo! Ma a noi piacciono le sfide.~Sì, sicuramente sarà una bellissima e stimolante sfida, un appuntamento imperdibile nato dalla passione artistica comune, dall’amicizia e dall’immaginazione fuori dal comune di Corrado e Umberto.

Concludo questo invito con un pensiero di Umberto Barbera scritto nella stilistica del Realismo Terminale:

“La vita è un treno in corsa, il finestrino è la fotografia, il fermoimmagine della pellicola del film della vita”.

Alcune foto di Umberto Barbera:

Il Piccolo Museo della Poesia di Piacenza (di Massimo Silvotti)

Con grande piacere presento oggi il Piccolo Museo della Poesia di Piacenza, creato dal poeta, animatore culturale e Direttore Generale del museo stesso: Massimo Silvotti.

In seguito allego il suo dettagliato articolo che sarà pubblicato nella mia traduzione in lingua polacca sul mensile di arte e cultura “Bezkres / Infinito” e su numerose riviste letterarie polacche online tra cui “Pisarze.pl / Scrittori.pl”.

I.T.Kostka

Il Piccolo Museo della Poesia di Piacenza (di Massimo Silvotti)

La storia del museo:

Il Piccolo Museo della Poesia le Incolmabili fenditure è nato a Piacenza il 17 maggio 2014 per iniziativa di Massimo Silvotti, poeta e artista italiano che ne è anche il direttore generale. A Silvotti, nelle funzioni rispettivamente di condirettrice generale e direttrice del Comitato scientifico, sono affiancate due poetesse, Sabrina De Canio e Giusy Càfari Panìco.
A presiedere il Comitato Scientifico il poeta Guido Oldani, direttore per Mursia della collana Argani di Poesia e ideatore della Poetica del Realismo Terminale.

Da sinistra: Guido Oldani, Sabrina De Canio e Massimo Silvotti

Il museo, dal 2016, è censito da ISTAT in qualità di unico museo della poesia in Italia (ma sappiamo per certo anche in Europa, e forse nel mondo). Si tratta di un museo privato, inserito ufficialmente nelle Rete Museale piacentina.

Focus della collezione museale, la poesia contemporanea e il ’900 italiano, ma non mancano meravigliose incursioni nella poesia italiana e mondiale di altri periodi, ’700 e ’800 in particolare.

Complessivamente la collezione museale è costituita da poesie inedite e autografe, libri, antologie, riviste letterarie, manifesti letterari, opere di poesia visiva, di poesia concreta, di poesia lineare, quadri e sculture relativi ad autori o poesie, suggestioni poetiche.

Circa i libri di poesia , in molti casi rarissimi o addirittura unici, va detto che la maggior parte è autografata dagli autori; alcuni sono prime edizioni, altri edizioni speciali, altri ancora addirittura non editi (ovvero solo stampati e mai entrati in commercio).

Circa le riviste letterarie, il museo possiede una tra le collezioni più complete e rare, attualmente in circolazione; discorso analogo può essere fatto per le antologie del Novecento.

Un discorso a parte riguarda invece il filone della poesia contemporanea che tra l’altro testimonia in modo incontrovertibile della autorevolezza del museo nella percezione del consesso letterario italiano. Da quando il museo è aperto, e con un aumento esponenziale negli ultimi due anni, oltre 300 poeti hanno voluto donare le loro opere al museo; nel complesso circa 800 libri, quasi tutti autografati. Oltre a questi, altri eccezionali doni, come quadri, sculture, installazioni, tutti con una forte attinenza con la poesia. Circa le poesie inedite e autografe (dei grandi Maestri contemporanei) va sottolineato che si tratta di un patrimonio di impareggiabile valore letterario.

“Viaggetto in Etruria” di Giuseppe Ungaretti

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Un Museo itinerante e performativo
Al fianco di una attività museale per così dire consueta, in questi anni il Piccolo Museo della Poesia si è soprattutto caratterizzato per l’ideazione e realizzazione di numerose e differenti performance poetico – artistiche in diverse città italiane, alcune delle quali svolte in collaborazione col Movimento del Realismo Terminale che hanno visto coinvolti centinaia di poeti e artisti provenienti da tutta Italia.

Poeti e artisti con cui il Museo ha collaborato e collabora

Cospicuo il numero di poeti, artisti, attori, critici letterari, direttori di festival internazionali, direttori di musei, direttori di riviste letterarie, editori, musicisti, performer, registi, che in questi anni hanno collaborato (sempre gratuitamente e a loro spese), alla riuscita delle nostre manifestazioni.

Con una stima approssimativa, non meno di quattrocento tra donne e uomini della cultura italiana e internazionale.
Facendo torto a tantissimi, gli amici poeti:

– Giampiero Neri (decano dei poeti italiani),

– Guido Oldani (presidente del comitato scientifico del Museo, ideatore del Movimento del Realismo terminale e recentissimamente insignito del più importante riconoscimento letterario alla carriera dal Governo Cinese),

– Tiziano Rossi
e ancora Amedeo Anelli, Margherita Bonfilio, Ferruccio Brugnaro, Luigi Cannillo, Gabriella Cinti, Igor Costanzo, Tania Di Malta, Izabella Teresa Kostka,
Mauro Ferrari, Milton Fernandez, Anna Maria Gallo, Laura Garavaglia, Vincenzo Guarracino, Giuseppe Langella, Eliza Macadan, Mauro Macario, Bebbe Mariano, Vincenzo Mascolo, Alessandra Paganardi, Renato Pennisi, Maria Pia Quintavalla, Filippo Ravizza, Margherita Rimi, Ottavio Rossani, Enzo Santese, Gabriella Sica, Lidia Sella, Antje Stehn, Marisa Tumicelli, Adam Vaccaro, Paolo Valesio, Lucio Zinna; gli amici artisti: Fernanda Fedi, Omar Galliani, Gaetano Grillo e Roberto Paci Dalò; i registi e attori Corrado Calda, Gilberto Colla, Domitilla Colombo e Pasquale Misuraca; la violinista Elisabetta Garetti (Primo violino al Teatro Carlo Felice di Genova), la soprano Luisa Staboli, il pianista Federico Pulina.

L’area didattica:

Di eccezionale valore strategico, e vero fiore all’occhiello tra le attività museali di questi anni, l’intensissima attività didattica rivolta alle nuove generazioni: dai bambini, agli adolescenti, ai giovani. Impossibile, in poco spazio, delinearne le molteplici sfaccettature proposte, ci limitiamo a certificare l’enorme soddisfazione di aver aperto un mondo, una visuale del tutto inedita, nella contaminazione virtuosa tra grandi poeti (e artisti contemporanei) e nuove sognanti generazioni.

La nuova sede: un gioiello assoluto della Storia dell’arte
Dopo oltre cinque anni di attività, dal mese di dicembre (’19), il Piccolo Museo della Poesia ha interrotto tutte le proprie attività per problemi di ordine prevalentemente economico; una realtà culturale, assolutamente unica nel panorama addirittura mondiale, ha chiuso inesorabilmente i battenti. Ma anziché trattarsi di una notizia nefasta, nel caso del Piccolo Museo della Poesia, ci troviamo di fronte ad una situazione semplicemente straordinaria per impatto e prospettive future. La chiusura del museo, infatti, è stata preceduta da un’autentica sollevazione poetica e artistica e questo ha consentito l’approdo verso una nuova sede a dir poco eccezionale. Il 22 gennaio 2020, il direttore del Piccolo Museo della Poesia, Massimo Silvotti, ha dunque firmato l’accordo con “Fondazione Opera Parrocchiale della Cattedrale di Piacenza” per il trasferimento del Museo presso il complesso dell’Oratorio di San Cristoforo a Piacenza e, specificatamente, utilizzando la Chiesa Barocca di San Cristoforo (Cupola affrescata da Ferdinando Bibiena) quale propria sede espositiva permanente (per la collezione museale) e temporanea (ad esempio per mostre, incontri poetici o performativi, musica, teatro, corsi di formazione, incontri con le scuole, o altro ancora) in piena autonomia gestionale.

Il progetto di arredo museale

Lo spazio museale sarà diviso per stili e ambienti, in due grandi sezioni espositive, a cui si aggiungerà un ulteriore spazio, adibito a biblioteca poetico filosofica e artistica (la biblioteca, tra l’altro, conterrà uno spaccato straordinario, per quantità e qualità, del mondo della poesia contemporanea), nel salone dell’Oratorio, adiacente alla Chiesa. Questo il dettaglio delle due sezioni:
Circa la sezione poesia classica, in essa sarà compresa e ulteriormente arricchita, la collezione museale del precedente museo di via Pace; il luogo si caratterizzerà per un’atmosfera accogliente e meditativa; percepito come statico e quindi ben definito. In qualche modo rassicurante.
Circa la sezione poesia contemporanea, doverosamente apertissima a tutte le sensibilità e/o correnti poetiche, la caratteristica assolutamente preminente riguarderà invece il dinamismo. Lo spazio espositivo, non solo poetico, sarà costantemente modificabile; saranno accolti in situazioni espositive anche molto diversificate, la gran parte dei poeti contemporanei storicizzati e antologizzati, ma anche poeti giovani o giovanissimi, significativi per riconoscibilità stilistica o innovazione; tutti costoro faranno parte della collezione museale attraverso loro testi poetici, soprattutto inediti e in molti casi addirittura manoscritti. Una particolare attenzione sarà rivolta alla poesia al femminile (a cui sarà dedicata una sezione specifica). Al centro dello spazio espositivo sarà collocata una grandissima Opera d’arte, rappresentativa della poetica del Movimento del Realismo terminale.

Massimo Silvotti, maggio 2020

Per info e per contattare il Piccolo Museo della Poesia:

silmasmina@libero.it

Cell.: (+39) 3470359629

Pubblicato anche sul blog giornalistico internazionale “Alessandria Today”:

https://alessandriatoday.wordpress.com/2020/06/05/il-piccolo-museo-della-poesia-di-piacenza-di-massimo-silvotti/?preview=true

TRE POESIE SCELTE di MARCO ANGELLA

LA TORRE DI BABELE

Ubriache parole serpeggiano nel tempo
Uomini convinti si ostinano ad usarle
perdendosi in mille rivoli ondeggianti
Anche i saggi cantori
inopportunamente citati
appaiono in contrasto tra loro
Polemiche incandescenti
condite con astrusi giochi verbali
arricchiscono i giornali
Comari distratte si perdono dietro al non senso quotidiano
Il sommo regista guarda dall’alto l’arca con occhi stralunati
Le lettere sciabordano confuse cozzando l’una contro l’altra
Gli accenti si accapigliano egocentrici
Le immagini si impongono sull’essere
mascherando discorsi scheletriti e roboanti inni al nulla
L’ingorda storia, maestra di morte, sconvolge le vite
Nel caos s’insinua l’artista con feroce afasia
per strappare al mondo fedifrago incontaminati suoni
Pianto e riso si perdono nei petali delle margherite
pronti a risorgere al prossimo urlo ipocrita di pace
velato da subdole armi.

[tratta da “VERSI MANNARI. Poesie”, Ibiskos-Ulivieri (Collana Il Quadrifoglio), Empoli 2010, p. 18]

ALFABETO MANNARO

Architettare altane alate
Braccare bagliori battesimali
Carpire chimere cibernetiche
Dipingere destini deliziosi
Eternare espressioni elette
Favoleggiare filtri fedifraghi
Ghermire gesti generazionali
Habere halitum haesitabundum
Ideare icone ieratiche
Liberare lettere laconiche
Mandrinare menti meditabonde
Noverare novelle noetiche
Orchestrare onde originali
Propagare pensieri pittoreschi
Quietare quisquilie quotidiane
Ripercorrere rèdole remote
Solennizzare sculture sognate
Trarre teorie trascendentali
Umanizzare ululati usti
Vivificare varchi ventilati
Zigrinare zibaldoni zebrati

[tratta da “VERSI MANNARI. Poesie”, Ibiskos-Ulivieri (Collana Il Quadrifoglio), Empoli 2010, p. 23]

LA BALLATA DEL COVID-19

Vorrei essere il merlo
che sul davanzale
mi racconta la storia
con voce ancestrale
di chi non è uguale
In questo paese lugubre, spettrale
Dove la gente non è più la stessa
e non può andare a messa
Dove i bambini
non vanno più a scuola
e l’asino vola
Dove gli abbracci
non son più consentiti
e impera “corona”
come in certi spartiti
Dove non è concesso
andar fuori comune
come se fossimo
su tante lune.
Dove camminare
non è fare moto
ma il passo è pesante
e risuona nel vuoto
Dove le mamme sono angosciate
e le donne amate
non possono esser baciate

Dove la paura avanza
come negli ospedali, in ogni stanza
Dove i teatri e i musei sono chiusi
e gli abitanti disillusi
Dove il turista non ti dà più del “tu”
e il punto “Sigeric” a marzo non apre più
Dove ogni giorno chiude un negozio
e siamo tutti nell’ozio
Dove i maestri
non mostran le viole
perché c’è… il sole
ma il morbo non vuole
Dove è sospeso il mercato
perché affollarsi è vietato
Dove fare la spesa
è diventata un’impresa
Dove l’economia collassa
e sui social sparla la massa
Dove siamo LIBERI ma SCHIAVI
di un mondo del quale
non abbiamo le chiavi

Vorrei sapere dal merlo indovino
quale sarà il nostro destino
ma non mi è dato il grande dono
d’interpretarne il dolce suono

Marco Angella
Pontremoli, 12 marzo 2020, ore 5 (svegliato dal merlo sul davanzale) – 6.36
[INEDITA – pubblicata e recensita su: http://www.ticinolive.ch/2020/04/07/il-merlo-simbolo-di-resurrezione-nella-pasqua-della-pandemia-marco-angella-e-la-sua-poesia/ ]

BREVE CURRICULUM

Marco Angella è nato a Pontremoli (MS) il 25 aprile 1970. Si è laureato in Lettere nel 1994 con 110 e lode presso l’Università degli studi di Parma.
Abilitato nelle classi di concorso A043 e A050 dal 2002. Nel 2007 è entrato in ruolo come insegnante di sostegno nella scuola primaria presso l’Istituto Comprensivo “Giulio Tifoni” di Pontremoli, dove lavora tuttora.
Dall’aprile 2012 è socio ordinario della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi sezione di Pontremoli e, dal 2010, è nella redazione della rivista Archivio Storico per le Province Parmensi.
Sue ricerche di storia locale sono state pubblicate sull’Archivio Storico per le Province Parmensi, su Studi Lunigianesi, sul terzo Quaderno dell’emigrazione toscana, sul Giornale Storico della Lunigiana, su Nuovi Studi Livornesi, su Cronaca e Storia di Val di Magra, su Il Porticciolo e sulle “Memorie” dell’Accademia Lunigianese di Scienze “Giovanni Capellini”
È autore dei libri Racconti Lunigianesi (Montedit, Melegnano 2009, pp. 50), Versi mannari (Ibiskos – Ulivieri, Empoli 2010, pp. 64) e dell’e-book Musica e teatro a Pontremoli nel secondo periodo lorenese (Pragmata, Roma 2012, pp. 43).
Si è classificato 1° al Premio Sigillo dei Poeti 2008 Città di Genova nella sezione L’emozione del ricordo, 1° alla XXIV Edizione del Premio Nazionale di Poesia Rosario Piccolo (2013) di Patti (Messina) nella sezione Binomi Poetici e 2° al Premio Nazionale di scrittura essenziale Brevis 2006 di Barbariga (Brescia) nella sezione endecasillabo. Suoi testi sono stati pubblicati in diverse antologie ed alcuni sono stati tradotti in spagnolo, in inglese ed in greco.
Ha partecipato alla rassegna nazionale di poesia “Altramarea” di Tellaro (SP) (ideata e diretta da Angelo Tonelli) negli anni 2014, 2017 e 2019.
La sua attività come autore emergente è stata oggetto di recensioni ed è stata seguita e apprezzata da vari critici e studiosi, tra cui Roberto Rizzoli, Maria Maestri, Riccardo Ponti, Vincenzo Zanetto, Enrica Carli, Aldo Vigna e Cristiano Mazzanti.

Per conoscere le sue pubblicazioni più significative cfr.

http://www.stmoderna.it/angella-marco_a3408

Per conoscere parte della sua attività relativa alla scrittura creativa cfr.

https://www.ilporticciolocultura.it/narrativa/517-marco-angella.html

Pubblicato anche sul blog giornalistico internazionale Alessandria Today:

https://alessandriatoday.wordpress.com/2020/05/27/angolo-di-poesia-tre-liriche-scelte-di-marco-angella/?preview=true

Marco Angella

Intervista al cantante Alberto Amati: “La musica fa parte del mio DNA” (a cura di Izabella Teresa Kostka)

(by I.T.Kostka)

Ho conosciuto Alberto Amati un po’ di tempo fa su Facebook e, nel mese di dicembre del 2019, ho assistito con piacere a uno dei suoi concerti in Polonia, nella mia città natale di Poznań. Il suo sorriso contagioso e la gentilezza hanno conquistato con facilità il pubblico polacco, permettendo ad Alberto di realizzare i sogni e di continuare con successo la carriera artistica.

In questi giorni abbiamo parlato tanto ed eccomi qui con un’intervista in esclusiva e con un saluto speciale tutto per Voi:

” Buongiorno a tutti cari italiani, in questo momento difficile per tutti volevo ringraziarVi per il vostro coraggio e forza d’animo. Vi auguro una buona lettura e spero che a breve torniamo alla nostra vita normale” (A.A.)

1. I.T.K.: Com’è iniziata la tua avventura con la musica? È stata una scelta personale voluta oppure dettata dalle coincidenze della vita?

A.A.: Avevo circa 6 anni e la mia vicina di casa studiava pianoforte, ascoltavo per ore i suoi studi ed ero affascinato dal fatto che con le mani si potessero creare suoni e melodie. Volevo assolutamente provare anche io e a Natale di quell’anno mio padre mi comprò il primo organetto. A 14 anni dopo anni di studi privati fui ammesso al Conservatorio Giuseppe Verdi di Ravenna ma lo abbandonai dopo un anno perché non riuscivo a conciliare gli studi musicali con quelli scolastici. Non abbandonai mai la musica, da solo infatti cominciai ad arrangiare al pianoforte i pezzi di musica leggera che mi piacevano cantandoci sopra, con gli anni poi mi appassionai più al canto che allo strumento.
Diciamo che la musica fa parte del mio DNA, mio nonno materno infatti era maestro di sassofono classico
e mio padre come mia sorella maggiore sono intonatissimi nel canto.

2. I.T.K.: Cosa significa essere un artista per te? Hai paura del contatto diretto con il pubblico oppure gli eventi live ti donano le ali?

A.A.: Un artista deve sapere regalare emozioni al pubblico, non annoiarlo e trasmettere la propria passione
e amore per la musica. Ho avuto paura prima di salire sul palco della Filarmonica di Cracovia circa due anni fa, ero ospite in un Festival Italiano e dovevo cantare quattro canzoni con questa super orchestra di professionisti dal vivo, avevamo fatto solo mezz’ora di prove la stessa mattina, il teatro era pieno e prima di salire sul palco avevo il cuore in gola. Appena cominciai a cantare sparì tutta l’ansia e finito l’ultimo pezzo non avrei mai voluto scendere da quel palco.
Sinceramente più c’è pubblico e più mi carico, soprattutto quando mi accorgo che si stanno divertendo come me e stanno apprezzando la mia esibizione.

– Concerto a Cracovia:

https://www.youtube.com/watch?v=jmWdN18Bq_k

3. I.T.K.: Raccontaci della tua vita in Polonia: qual è stato il motivo e quando è nata la decisione di traslocare in questo Paese?

A.A.: Nel 2008 iniziò la crisi economica mondiale, lavoravo in un’azienda chimica norvegese che produceva ingredienti per medicinali e durante la cassa integrazione concepii l’idea di trasformare quello che ormai era diventato solo un hobby in un lavoro. Dopo il trasferimento, l’inizio non fu dei più facili, trovarsi in un Paese estero senza conoscere la lingua e la poca esperienza furono gli ostacoli più grandi. Con il tempo migliorai la lingua e il bagaglio d’esperienza fu più ampio e così tutto diventò più facile.
Fondamentali poi per crescere furono i consigli di Gerardo Russo, una gentilissima persona che gestiva dei locali in Polonia dove andai qualche volta a cantare e di Roberto Zucaro un cantante italiano che si esibiva in Polonia già da molti anni. Devo molto a queste due persone, i loro preziosi consigli mi hanno fatto saltare ulteriori anni di gavetta, il che non è poco.

4. I.T.K.: Vedi qualche differenza tra la comunità artistica italiana e polacca? Dove ti senti più apprezzato?

A.A.: Il pubblico italiano è più esigente, bisogna essere continuamente aggiornati con le novità, mentre
il pubblico polacco è più legato ai successi italiani di qualche decade fa e questo rende più facile il lavoro. Riguardo la comunità artistica non posso fare confronti, posso dire che negli anni ho conosciuto qui
in Polonia artisti bravissimi e con molti di loro ho costruito anche un ottimo rapporto di amicizia e collaborazione, con altri meno.

5. I.T.K.: Quali sono i tuoi pregi e quali invece i difetti?

A.A.: Non sta a me dire quali sono i miei pregi ma alle persone che mi conoscono e con cui ho collaborato, peccherei infatti di poca umiltà e soprattutto farei l’errore di essere poco coerente. Sui difetti invece possiamo aprire un fascicolo di 100 pagine, posso riassumere in qualche riga. Pecco spesso di ingenuità, mi innervosisco subito e a volte esplodo in vere e proprie crisi di ira, in quei momenti potrei distruggere la stanza dove mi trovo. Diciamo che non ho la via di mezzo, passo da una calma estrema a un’ira funesta in pochi secondi.

6.I.T.K.: Il COVID-19 ha cancellato tanti progetti culturali, cambiando la vita di tutti gli artisti. Qual è il tuo rimedio contro la depressione e la tristezza di questi giorni?

A.A.: Il nove marzo 2020 ho avuto l’ultimo concerto in pubblico, poi è stato un susseguirsi di annullamenti, mi è dispiaciuto tantissimo per esempio non poter tornare a Cracovia dove era in programma un mio concerto caritativo per la raccolta fondi contro il cancro. Erano stati venduti tanti biglietti e il teatro era già quasi tutto pieno. Avevo inoltre già pronto per la stampa il mio secondo cd nonché gli arrangiamenti nuovi per la stagione 2020.
La situazione per noi artisti si è fatta e sarà molto problematica, viviamo quasi dimenticati e senza aiuti, inoltre siamo stati il primo settore a fermarsi e saremo l’ultimo a ripartire. D’altronde ci esibiamo in eventi dove il distanziamento sociale è nullo e gli assembramenti di persone sono la caratteristica principale. Pensare di tornare a lavorare solamente ad emergenza completamente finita rende tutto sempre più difficile da accettare, soprattutto ora che molti settori stanno già ripartendo. Devo ammettere che ho passato questi mesi in completo isolamento, passando ore a guardare notiziari e programmi dedicati a questo maledetto virus. Ho passato giornate a letto in completa tristezza senza alzarmi e non riuscivo più a concentrarmi sulla musica. Mi sono dedicato alla cucina, alla mia amata pizza, ingrassandomi qualche chilo. Come tanti artisti, dopo due mesi trascorsi così, ho fatto un concerto live sul mio profilo Facebook, per due ore ho rivissuto quelle emozioni che non provavo più da tempo, anche se esibirsi davanti al muro di casa e non davanti a una folla mi ha fatto provare ancora di più la nostalgia del passato. Ringrazio tanto chi mi ha seguito e sostenuto quel pomeriggio.

7. I.T.K.: Come vedi la tua carriera quando tutto sarà finito? Diventerai un uomo diverso?

A.A.: Spero che tutti i sacrifici passati non siano annullati e non si debba ricominciare tutto da capo, si rischia
infatti di essere dimenticati e di perdere tutti i contatti artistici con i vari organizzatori, questa è una delle mie tante paure. Sicuramente sarò un uomo diverso, apprezzerò molto di più quello che magari una volta non apprezzavo e davo per scontato. Sicuramente imparerò anche a risparmiare di più.

Alberto Amati

• Sito YouTube dell’artista:

https://www.youtube.com/channel/UCMHHIDjRsT-NMw_giQfoKew/videos?view_as=subscriber

• Pagina facebook:

https://www.facebook.com/alberto.amati.94

L’intervista rilasciata dal cantante di origine italiana residente in Polonia Alberto Amati, a cura di Izabella Teresa Kostka.

Maggio 2020, Milano

Tutti i diritti riservati

Pubblicata anche sul blog giornalistico internazionale “Alessandria Today” di Pier Carlo Lava:

https://alessandriatoday.wordpress.com/2020/05/14/la-musica-fa-parte-del-mio-dna-lintervista-al-cantante-alberto-amati-a-cura-di-izabella-teresa-kostka/?preview=true

#RealismoTerminale: Sul mensile polacco di arte e letteratura “Bezkres / Infinito” prosegue la rubrica fissa dedicata al Realismo Terminale a cura di Izabella Teresa Kostka

A partire dai primi mesi dell’anno 2019, sul mensile polacco di arte e letteratura “Bezkres / Infinito” (caporedattore Adam Gabriel Grzelązka), prosegue il costante impegno della diffusione del Realismo Terminale di Guido Oldani sulla terra polacca, attraverso una rubrica fissa dedicata al Movimento e condotta dalla scrittrice e giornalista culturale freelance Izabella Teresa Kostka – Portavoce e Ambasciatrice ufficiale del RT per la Polonia.

Ogni mese vengono presentati autori esponenti del RT con le loro poesie e note biografiche tradotte in lingua polacca da Izabella Teresa Kostka e numerosi articoli riguardanti l’attività e gli eventi nell’ambito del Movimento.

In seguito alcuni articoli pubblicati nella rivista sia in cartaceo che in versione digitale. Nei prossimi mesi altri interessati autori del RT.

• Guido Oldani

• Giuseppe Langella

• Poesia sociale e numerosi testi di Guido Oldani, Giuseppe Langella, Izabella Teresa Kostka e Tania Di Malta

Massimo Silvotti

Igor Costanzo

Giusy Càfari Panìco

• Sabrina De Canio

Tania Di Malta

• Antje Stehn

#RealismoTerminale RITRATTI: Valeria Di Felice

#realismoterminale #ritratti

Valeria Di Felice (1984) fonda nel 2010 la Di Felice Edizioni.
Ha pubblicato le sillogi L’antiriva (2014), Attese (2016) e Il battente della felicità (2018, seconda edizione 2019). Le sue poesie sono state tradotte in arabo, spagnolo e romeno e sono state pubblicate in Marocco (2012), negli Emirati Arabi (2015), in Romania (2016), in Palestina e Giordania (2017), in Tunisia (2020).
Nel 2016 ha curato l’antologia poetica La grande madre. Sessanta poeti contemporanei sulla Madre, nel 2017 la miscellanea di critica e poesia Alta sui gorghi, nel 2019 il libro intervista Antonio Camaioni. Nell’ordine del caos. Nel 2018 ha tradotto, in collaborazione con Antonella Perlino, i racconti della scrittrice marocchina Fatiha Morchid, L’amore non è abbastanza.
È socia fondatrice della Casa della poesia in Abruzzo – Gabriele D’Annunzio.

Poesie inedite (Realismo terminale)

La macchia di caffè

Nell’ora dell’insonnia,
pigiama di sudore,
si è srotolata la pellicola notturna
e così sei andata via, mia cara gioia.

Hai lasciato la pista dove correvi
sognando l’oro del giorno
e il drone del risveglio è precipitato
in una macchia di caffè.

Il guardrail

Ho guardato troppo a lungo il passato
nello specchietto retrovisore,
e ho urtato il guardrail della rabbia,
la macchina si è compressa
come una scatoletta di alici senza mare.

Mentre provavo ad uscire dall’ingombro
ho visto che la strada cambiava direzione

sono scesa lo stesso, con le scarpe sull’asfalto,
per fare la curva senza la lattina dell’incidente.

Il cucù della bellezza

La bellezza è esplosa come il cucù
a mezzogiorno, rompendo la monotonia
di una stanza di paure.
È uscita cantando l’ora esatta,
dopo essersi alzata dalla sedia della ripetizione.

I tergicristalli

La spiaggia stasera è un materasso di sabbia
e le tue braccia sono la spalliera dorata del letto
mentre baci i tergicristalli impazziti dei miei occhi.

Tutti i diritti riservati all’autrice

Pubblicato anche sul portale giornalistico Alessandria Today:

https://alessandriatoday.wordpress.com/2020/05/03/ritratti-del-realismoterminale-poesie-di-valeria-di-felice/?preview=true

Valeria Di Felice

#RealismoTerminale, Ritratti: Tre poesie inedite di Annachiara Marangoni

(by Izabella Teresa Kostka)

Oggi, a distanza di dieci anni dalla pubblicazione del Manifesto del Realismo Terminale al Salone del libro di Torino e dall’entrata ufficiale del Movimento del RT nel panorama letterario italiano e internazionale, sempre più autori aderiscono alla sua stilistica e seguono con entusiasmo il suo carismatico fondatore M° Guido Oldani. Le nuove voci poetiche si accendono come i fari fendinebbia sulla tangenziale, proseguono il viaggio verso le terre da esplorare. Con piacere presento oggi la poetessa veronese Annachiara Marangoni.

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Annachiara Marangoni, l’autrice veronese è pedagogista, vive e lavora a Trento da circa 20 anni, attualmente dirige una cooperativa sociale che si occupa di disabilità intellettiva. Primariamente di formazione scientifica, poi umanistica, non ha mai smesso di amare nel linguaggio la ricerca letteraria e l’arte.
Autrice di due volumi di poesia editi da Montedit – Milano, “Nerooro” del 2013 e “Il corpo Folle” del 2019, sta seguendo un percorso con il maestro Guido Oldani, padre del Realismo Terminale. Gli inediti presentati sono inclusi nel laboratorio RT.

Annachiara Marangoni

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Natura & natura

Il mondo è un grosso scatolone,
nelle specie confeziona la Natura
rotolando eternamente intorno al sole.
Una doccia annaffia l’abito del verde
che via via si indossa ogni stagione.
Dall’armadio della flora,
come maschera
il fogliame dona,
disegnando i profili della terra.
Come un vecchio frigorifero staccato
il ghiacciaio scioglie il cioccolato
in un lento movimento dentro al tempo.

Cinema vuoto

Sono pensierosa
i tempi rumoreggiano in poca aria.
Un vento caldo spazzola la mente
allenata come fosse una palestra
impasto olio e luce
e dipingo uno spicchio di finestra.
La parete è un cinema vuoto
dove danno l’ultimo film muto
e i corpi degli altri, manichini
saltellano a due metri di distanza.
Corrono nel perimetro della mascherina
le parole in varechina.

Anestesie

E ora che stiamo stretti sulla scrivania
come pratiche inevase,
da un composto a due
l’amore è una presa in carico.
Nell’aperitonda dei locali
le paure virano in disincanto
un po’ stordite da diverse anestesie.
L’uomo è poco meno d’un cestino da picnic
senza roba dentro.
Non rimane che partire sopra un viaggio nuovo
farsi spedire in altro dizionario
per cantare in certi modi tutto quanto.

Annachiara Marangoni

Tutti i diritti riservati all’autrice

Pubblicato anche sul portale giornalistico Alessandria Today di Pier Carlo Lava:

https://alessandria.today/2020/04/28/ritratti-del-realismoterminale-poesie-di-annachiara-marangoni/

Annachiara Marangoni

VERSO consiglia: “Poesie morali” di Massimo Del Zio

Su Alessandria Today consigliamo l’articolo sul poeta Massimo Del Zio e alcune sue liriche tratte dalla raccolta “Poesie morali”. Per leggere seguite il link:

https://alessandria.today/2020/04/27/ritratti-tre-liriche-scelte-tratte-da-poesie-morali-di-massimo-del-zio/

Massimo Del Zio

Verso consiglia: evento online su Facebook in streaming “Musica e Realismo Terminale”

#realismoterminale
Invito tutti a seguire venerdì, 1 maggio 2020 alle ore 20.30 un Appuntamento Straordinario del ciclo in live streaming “Corrado Coccia and Friends”, dedicato integralmente alla corrente del Realismo Terminale, in occasione del 10° Anniversario dell’uscita ufficiale del Manifesto RT. Con la partecipazione diretta del M° Guido Oldani, fondatore del Movimento, della sottoscritta Izabella Teresa Kostka e, ovviamente, con le sublimi note del cantautore milanese e padrone di casa Corrado Coccia. Segnatevi questa data e sintonizzateVi! Non mancate.

Quando: venerdì, 1 maggio 2020 ore 20.30
Dove: profilo personale Facebook di Corrado Coccia
#corradococciaandfriends
#guidooldani
#izabellateresakostka
#livestreaming