SEI POESIE INEDITE ISPIRATE AL REALISMO TERMINALE SUL SITO “LA PRESENZA DI ÈRATO”

(by Izabella Teresa Kostka)

Sul sito “La presenza di Èrato” le mie sei poesie inedite aderenti al Realismo Terminale. Ringrazio il redattore Luciano Nota per la pubblicazione.

Sei poesie inedite di Izabella Teresa Kostka  ispirate al Realismo Terminale

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“KA_R_MASUTRA” di IZABELLA TERESA KOSTKA

Carissimo Lettore,
ho il piacere di informarTi che durante il Salone Internazionale del libro a Torino 2018 è uscito ufficialmente il mio nuovo libro “KA_R_MASUTRA” edito dalla Casa Editrice Kimerik. Possiamo definirlo come un traguardo quasi biblico dal peccato primordiale alla fine dei tempi, dall’ardore fisico alla riflessione spirituale e, infine, dalla visione intimistica dell’essere donna al destino dell’umanità intera. Nell’anno 2017, come ancora inedita, la silloge “KA_R_MASUTRA” è stata vincitrice del Premio Speciale della Critica al Concorso Internazionale Annaeus Seneca a Bari (Università degli studi Aldo Moro, Ass. L’oceano nell’Anima) e premiata al V Concorso Internazionale “I colori dell’anima” a Sanremo (Ass. Mondo Fluttuante). Ora, pubblicata nella sua versione integrale, è stata arricchita con “18 gridi d’amore”: 18 tuoni della tempesta che concludono tutta la raccolta poetica.

● Tratto dalla prefazione a cura del critico letterario e poetessa Lucia Bonanni:
(…) “KA_R_MASUTRA ” dal desio al karma, dal desiderio alla quiete, è il filo logico da seguire per una lettura consona di questa raccolta poetica dove l’Autrice, facendo uso di un linguaggio aulico ed essenziale, con immagini coerenti esprime la visione della propria femminilità e del suo essere Donna. L’intera silloge è un viaggio all’interno del sé, un percorso odisseico in cui l’Autrice non si avvale del potere della frode e dell’inganno per cercare il seme di quella spiritualità già in nuce all’atto del concepimento e neppure tenta di assaggiare il frutto dell’oblio per dimenticare gli intralci del tempo, ma nel suo viaggio verso Itaca ascolta il canto delle sirene, legata all’albero maestro dell’etica morale e della consapevolezza di essere persona di spiccata sensibilità e partecipazione emotiva, sempre condivisa con elementi di arte e vera umanità (…)
Attraverso una sintassi poetica agile, fluida e sempre trasparente, campi semantici accessibili ed un lessico mai esoso ed impacciato, la poetessa conduce il lettore su un tracciato labirintico dove il filo di Arianna è rappresentato da quella circolarità temporale in cui fine ed inizio coincidono con la figura archetipica delluroboro anche per quanto concerne la simbologia del passaggio dalla morte alla rigenerazione (…)

Lucia Bonanni

BREVE BIOGRAFIA DELL’AUTRICE
KOSTKA IZABELLA TERESA nata a Poznań (Polonia), dall’anno 2001 residente a Milano. È laureata in pianoforte, è scrittrice e poetessa, docente di pianoforte, giornalista freelance, traduttrice, organizzatrice e presentatrice di eventi culturali. Ideatrice e coordinatrice del programma ciclico itinerante “Verseggiando sotto gli astri di Milano “, ideatrice e co – fondatrice del Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria”, capo – redattrice e fondatrice del blog culturale “VERSO – spazio letterario indipendente”. Ha ottenuto numerosi prestigiosi premi nazionali e internazionali tra cui importanti riconoscimenti per l’attività artistica e letteraria svolta (di recente il Premio di Eccellenza The Writer’s Capital International Foundation, 2017). Ha pubblicato dieci libri di poesie, le sue opere sono presenti su molte antologie tra cui “Novecento non più. Verso il Realismo Terminale” con lettera di Guido Oldani, “Il segreto delle fragole” LietoColle, le sue pubblicazioni compaiono su diversi siti e su numerose riviste letterarie (Euterpe, Bibbia d’asfalto, La presenza di Èrato, Poetry dream di A. Spagnuolo, Liburni – Arte e cultura, Words Social Forum, Partecipiamo.it, Letteratura al femminile, Nova). Curatrice di diverse antologie benefiche, impegnata nel sociale.

● Il libro “KA_R_MASUTRA” può essere acquistato:

1) online con una e-mail a: info@kimerik.it
2) puoi prenotarlo telefonando al n° telefonico 094121503
3) puoi acquistarlo on line sul sito della Casa Editrice: https://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=3031
Fra 30 giorni potrà essere ordinato nelle librerie del circuito Kimerik
http://www.kimerik.it/Distribuzione.asp

● DETTAGLI:
Karmasutra
di Izabella Teresa Kostka
ISBN: 978-88-9375-668-6
Editore: Kimerik
Formato: Rilegato
Genere: Poesie
Collana: Karme
Anno: 2018
Pagine: 66

● LINK COLLEGATI:

https://izabellateresakostkapoesie.wordpress.com/2018/05/15/ka_r_masutra-kimerik-edizioni-da-oggi-inizia-la-distribuzione-nelle-librerie/?preview=true

A tutti un caro saluto e auguro una buona lettura.

Izabella Teresa Kostka

INTERVISTA A GASTONE DI PAOLA: CANTANTE LIRICO, BARITONO DI FAMA INTERNAZIONALE (a cura di Izabella Teresa Kostka)

INTERVISTA A GASTONE DI PAOLA: cantante lirico, baritono di fama internazionale

Sono veramente onorata di ospitare sulle pagine del mio blog culturale “VERSO – spazio letterario indipendente” un cantante lirico di fama internazionale, il baritono Gastone Di Paola.

1. I.T.K.: Benvenuto Gastone, è un immenso piacere poter parlare con Lei. Ho avuto la possibilità di ammirare la Sua possente voce a Milano, durante un recital lirico tenutosi presso Palazzo Cusani nel 2017, rimanendo affascinata dall’intensità dell’interpretazione e dalla Sua grande personalità artistica. Ormai Lei regna sui palcoscenici nazionali ed internazionali da anni, ottenendo ovunque grandi plausi, meritati successi e tanto amore del pubblico. Qual è stato il percorso che ha condotto i suoi passi verso le rive del canto lirico? Come è approdato a questo non facile ma tanto affascinante mondo? Si ricorda ancora il suo debutto?

G.D.P.: Intanto grazie a lei per la cordiale ospitalità e per i complimenti.
Il mio percorso artistico inizia da lontano. Già da adolescente il mio mondo fu pervaso di musica avendo fondato delle rock band di cui ero naturalmente il cantante. Durante un concerto nel pubblico era presente una corista della Scala che alla fine dell’esibizione mi disse, che la mia voce sarebbe stata eccellente per il canto lirico. Così terminati i sogni di gloria del fanciullo e incoraggiato da quella che sarebbe poi diventata mia moglie, iniziai lo studio della lirica ed eccoci qua. Naturalmente ricordo perfettamente il mio debutto. Anzi i miei debutti. Infatti ci sono stati due inizi nella mia carriera. Il primo come voce di Bassobaritono, perché la mia prima insegnante pensava che fosse quella la mia tessitura e debuttai nel “Don Giovanni” mozartiano poi, dopo una serie di ruoli tipici del basobaritono, venni sentito da un grande baritono che mi suggerì il cambio di corda. Fu così che debuttai nella “Boheme” come Marcello. Un ruolo che adoro e che mi diverte tantissimo fare.

2. I.T.K.: È considerato uno dei più incisivi e possenti baritoni verdiani di oggi, ma nel Suo ricco repertorio troviamo tutti i più bei personaggi lirici che si possa immaginare. Il suo talento e la sua voce permettono di spaziare con disinvoltura tra Madama Butterfly, Cavalleria, Boheme, Traviata, Trovatore e molti altri. Quale personaggio Le è più caro? In quale ruolo si identifica di più? E, al contrario, qual è per Lei quello più ostile e difficile da interpretare?

G.D.P.: Personalmente ho adorato tutti i personaggi che ho cantato. Nel recitar cantando ci sono due tipi di difficoltà. Quella tecnica e quella scenica. Per quanto riguarda la prima sono tutti ugualmente complessi, anche se alcuni sono certamente più stancanti, perché canti di più. Rigoletto ad esempio è più stancante di Traviata. Poi c’è la scena e qui le cose si fanno dure perché i personaggi devono essere credibili e sicuramente uno dei più complessi è Scarpia dalla Tosca. È un personaggio incredibile. Perfido ma strisciante. Lascivo ma nobile. Iracondo ma con cambi di umore repentini. Un vero caleidoscopio di stati d’animo. Quello che invece non amo moltissimo è Tonio dei Pagliacci, a parte naturalmente “il prologo” che è una romanza stupenda. Naturalmente adoro tutti i ruoli verdiani. Verdi ha scritto per il Baritono pagine di musica memorabili. Comunque il ruolo più ostico è sicuramente quello che non ho ancora cantato. Per noi cantanti lirici ogni nuovo ruolo è un debutto con tutte le insidie e le ansie che ne derivano.

3. I.T.K.: Ha conseguito una ricca formazione professionale, è ricercato e invitato a esibirsi nei più prestigiosi teatri nazionali e internazionali tra l’Italia, la Francia, la Cina, la Germania, la Spagna e non solo. Ha notato qualche significante differenza tra il rapporto con l’arte classica e la società in questi Paesi? Come ben sappiamo in Italia, considerata giustamente “la culla del Bel Canto”, il settore dell’arte e gli artisti stessi incontrano numerose difficoltà e, con grande dolore, tanti palcoscenici teatrali affrontano vere battaglie per la sopravvivenza. Qual è la realtà artistica all’estero? Si sente più appagato e soddisfatto oltre frontiera?

G.D.P.: Io amo visceralmente il mio paese e ogni volta che leggo di un teatro che chiude o di una orchestra in difficoltà è una sofferenza. Francamente non so perché, ma all’estero le cose sembrano andare meglio. Temo che il problema risieda alla radice. In Italia non si crede nella cultura. Non è una analisi politica ma un dato di fatto. Nelle elementari non si insegna musica e qualche iniziativa in senso musicale è frutto solo della passione e della intraprendenza delle maestre. Alle medie è anche peggio e l’ora di musica è patetica e ancora affidata al flauto dolce. Se non si parte dalle nuove generazioni temo che continueremo a vedere teatri che chiudono e orchestre in difficoltà. Ogni volta che posso faccio spettacoli per i bimbi e rimango sempre affascinato dalle facce di stupore, dalla fame di informazioni e dalla quantità di domande che mi porgono i fanciulli.

4. I.T.K.: Secondo Lei qual è il motivo dell’allontanamento delle masse dall’arte classica, dalla lettura e dai teatri? Sarà colpa della troppa commercializzazione, di internet, della tecnologia che rende tutto più accessibile senza sforzo oppure le cause si trovano nel troppo alto, per secoli e anni, “elitarismo” della Musa? Ancora oggi sentiamo numerose polemiche riguardanti la possibilità di accedere agli spettacoli a La Scala: sono solo per i prescelti. Lei crede che a questo problema si possa ancora rimediare?

G.D.P.: C’è sempre un rimedio. Credo che la tecnologia invece possa dare una grossa mano. Anzi la sta già dando. Pensi ai social e a quanta lirica passa ad esempio su Fb, compensando una Tv latitante e deficitaria. Ben venga la tecnologia. Per un’ inversione di rotta vera, tuttavia, vale quanto detto sopra. Se non inizi dalle scuole ci affideremo sempre e solo alla passione personale di un individuo o al contesto familiare in cui si cresce, ma questo non basta per mobilitare le masse.

5. I.T.K.: La Sua vita non è stata segnata soltanto da una brillante carriera artistica, ma ha attraversato anche un periodo di oscurità e timore: Lei ha combattuto per la vita lottando contro una terribile malattia. Se la sente di parlarcene? La sofferenza ha cambiato in qualche modo il Suo “essere artista”, il modo di vedere la realtà, di esprimersi e di trasmettere le emozioni? Dicono che il dolore arricchisca interiormente…

G.D.P.: Arricchisce certamente e ti fa cambiare anche il modo di guardare le cose e di attribuire le priorità. Si da più valore al viaggio che alla destinazione. Inoltre ti rendi conto dell’amore delle persone che ti stanno vicine anche quando tutto sembra destinato a finire. Quando mi sono ammalato ero all’inizio della carriera che ho dovuto interrompere. Ero demotivato. Poi un giorno, quando tutto era passato e ormai ero completamente guarito e ristabilito, e si stava faticosamente cercando una nuova dimensione, mia moglie, che malgrado tutto è sempre rimasta al mio fianco mi disse: “Dio ti ha fatto due regali. La voce e la vita per usarla e secondo me non dovresti gettare via nessuna delle due cose”. Fu così che ripresi a studiare con ancora più vigore e da allora non ho più smesso.

6. I.T.K.: Durante il suo percorso artistico ha avuto la possibilità di lavorare e di confrontarsi con diversi Grandi e Famosi personaggi del canto lirico. Quali sono i suoi mentori del passato preferiti e quali, invece, quelli più apprezzati oggi?

G.D.P.: I grandi del passato li ammiro tutti perché hanno dato tanto a questa arte meravigliosa. Certo ho un occhio di riguardo per i baritoni di un tempo tra i quali certamente ci sono Cornell MacNeil, Piero Cappuccilli, Robert Merril e Aldo Protti su tutti. Certo queste persone sono in un pantheon incredibile in quando coevi di Callas, Del Monaco Corelli, Tibaldi, Pavarotti ecc. e quindi di un livello incredibile. Nel panorama odierno apprezzo tutti i colleghi. A ns. modo anche noi siamo bravi visto le condizioni in cui talvolta ci troviamo a dover cantare.

7. I.T.K.: Ogni artista conosce lo stress e la “tremarella” da palcoscenico. Per Lei è una sensazione costruttiva, stimolante, che rende la performance più incisiva ed espressiva oppure, al contrario, prima di uscire da dietro le quinte si sente paralizzato e a disagio? Come ha imparato a combattere con questo nemico? La voce umana è uno dei più preziosi strumenti mai esistiti ma, allo stesso tempo, uno dei più inaffidabili. Un semplice raffreddore può risultare fatale.

G.D.P.: L’abitazione dell’inizio di una performance dura più o meno per la prima battuta musicale. Quando ci si rende conto che tutto è ok passa! Il segreto è continuare a studiare e a perfezionarsi. Il cervello e il corpo ben allenati sanno perfettamente cosa fare. Purtroppo a volte non si è al massimo della forma e questo può generare qualche preoccupazione. In questi casi un’ ottima tecnica è determinante e può venire in aiuto anche se a volte non basta.

8. I.T.K.: Quali sono i suoi sogni nel cassetto, gli orizzonti ancora da conquistare? Può svelarci qualche piccolo segreto?

G.D.P.: Le tappe da conquistare sono ancora molte. Ci sono ancora molti templi della lirica da visitare. Poi un giorno mi piacerebbe che mia figlia mi accompagnasse ad un concerto al pianoforte e in generale sogno, che la lirica torni ad occupare quel ruolo di Opera popolare che aveva un tempo. Oggi viviamo in una società molto veloce e a volte arida di sentimenti e l’opera lirica nelle sue varie forme è una grande dispensatrice di emozioni siano esse buffe o melodrammatiche e credo, che oggi ci sia bisogno di un sorriso o anche di una struggente commozione.

I.T.K.: Gentilissimo Gastone La ringrazio, nonostante i suoi numerosi impegni professionali, di aver trovato del tempo per questa esaustiva e interessante intervista rilasciata per la mia rubrica giornalistica. Ne sono veramente onorata. A breve avremo possibilità di ammirare la Sua magnifica voce, insieme a quella del soprano Dominika Zamara, a Como durante la 16° puntata del programma culturale itinerante da me ideato “Verseggiando sotto gli astri di…”. Per tutto il pubblico sarà un’occasione imperdibile di assistere alla celebrazione di una vera Unione delle Arti e, senza dubbio, di grande arricchimento personale. Aspettando ansiosa il 7 aprile, ringrazio per il tempo dedicatomi oggi, per la Sua sensibilità e disponibilità. A presto!

G.D.P.: Grazie a lei e a tutti i suoi lettori e sarà un grande piacere cantare per voi.

L’intervista al baritono Gastone Di Paola a cura di Izabella Teresa Kostka, rilasciata per il blog “VERSO – spazio letterario indipendente” e per la rubrica culturale “Dieci passi con…” su WordPress.

Tutti i diritti riservati
Milano, 28.02.2018

● NOTA BIOGRAFICA

GASTONE DI PAOLA, baritono verdiano dalla voce possente e squillante e dal timbro caldo e brunito, inizia a studiare dapprima con la sig.ra Patrizia Morandini e poi con il Baritono Roberto Coviello (già compagno di diverse produzioni del grande Alfredo Krauss), che lo formano alla corda baritonale. Nel frattempo segue diverse master class tra cui quella del tenore Ricardo Mirabella, quella del soprano Paoletta Marrocu, quella del baritono Silvio Zanon e del soprano Chiara Angella e quella del Soprano Luciana Serra con la quale si perfeziona per un certo periodo. Nel 2013 è finalista nel concorso internazionale “Boni” e vincitore del premio speciale come voce maschile. Fa il suo debutto come barone Douphol in Traviata, nel corso del quale ha l’onore di conoscere e ricevere apprezzamenti dal grande Baritono Rolando Panerai, Shaunard in Boheme e nel Don Giovanni nel role de title a cui seguono rapidamente Sharpless in Madama Butterfly, Marcello di nuovo in Boheme, Germont in Traviata e Alfio in Cavalleria. A marzo 2014 è, ancora Marcello, conte di Luna nel Trovatore in forma di concerto e di nuovo Alfio nella Cavalleria rusticana. A gennaio 2015 è nuovamente Sharpless in Butterfly e ospite in un talent televisivo quale esponente della musica lirica mentre a settembre è nuovamente Germont in Traviata. Apprezzato interprete internazionale affianca all’attività operistica, una intensa attività concertistica in Italia e all’estero, cantando in prestigiosi auditorium e teatri in Germania, Francia, Spagna e Cina.

INRERVISTA A TANIA SCAVOLINI a cura di IZABELLA TERESA KOSTKA

INTERVISTA A TANIA SCAVOLINI a cura di Izabella Teresa Kostka

1. I.T.K.: Carissima Tania, è un piacere ospitarTi sulle pagine del VERSO – SPAZIO LETTERARIO INDIPENDENTE.
Sei un’ artista poliedrica ed eclettica, ti trovi a tuo agio sia generando intensi e scaltri versi poetici, sia dipingendo o disegnando con successo. Qual è il significato dell’arte per Te? Ti senti realizzata oppure sei alla ricerca infinita di un impeccabile e personalizzato linguaggio artistico?

T.S.: Cara Izabella è un grande piacere anche per me essere ospitata sulle pagine del “Verso” e ti ringrazio dell’intervista. Sono effettivamente una persona poliedrica, con tanti interessi in diverse forme artistiche. In qualità di artista, sento di poter offrire il mio contributo con il personale bagaglio di esperienza nella poesia e nella pittura, ma sono anche un’amante, come semplice spettatrice, di altre forme artistiche quali la scultura, la fotografia, il cinema, la musica e il teatro. L’arte secondo me è l’espressione massima dell’Io dell’artista, che può estrinsecare la sua interiorità o anche ciò che la sua personale lente può osservare del mondo circostante portandola, attraverso la sua espressività, ad essere oggetto di fruizione a vantaggio di tutti. L’arte in questo modo diventa universale.
Sono sempre in continua ricerca per soddisfare un’esigenza personale di miglioramento dello stile per quanto riguarda la poesia, e delle tecniche pittoriche per quanto riguarda la pittura. In poesia, l’esigenza di creare un buon livello stilistico mi rende soddisfatta, ma ritengo non sia sufficiente. Dico spesso che la poesia non è un’equazione matematica il cui risultato è il componimento perfetto, dico anzi che deve piacere, toccando determinate corde empatiche. Questo succede solo quando i versi sono veicolo di trasmissione di stati d’animo emozionali che viaggiano fino al cuore del lettore. Quando ciò accade mi sento veramente realizzata.

2. I.T.K.: Come poetessa hai pubblicato su numerose importanti antologie collettive e su tue individuali raccolte monografiche, attingendo l’ispirazione ad un mosaico di variopinta tematica. Ultimamente è uscito il tuo nuovo libro di poesie dedicato integralmente all’impegno sociale. Come mai questa scelta? Parlaci della tua ultima opera.

T.S.: Ho sempre creduto nell’idea di questo libro dal titolo “Urla dal silenzio”. Un’intuizione già accarezzata molti anni fa e finalmente realizzata tramite la ricerca di temi sociali a cui volevo porre un accento di rilievo, raccogliendo sia poesie già scritte nel corso degli anni, sia poesie inedite. È la mia quinta raccolta, la seconda pubblicata dalla CTL Editore Livorno, e l’esigenza di scrivere un libro di poesie interamente a sfondo sociale è stata avvertita per assolvere un preciso dovere d’impegno civile. Poesia di denuncia quindi che ritengo possa scuotere le coscienze spesso intorpidite dall’indifferenza in cui i versi si trasformano in ponte immaginario tra le realtà più disagiate, emarginate, abusate e la cosiddetta società civile. Il titolo è nato spontaneamente pensando alle urla degli oppressi che subiscono gravi soprusi, che si levano inascoltate contro il silenzio dell’indifferenza della società. La cover è stata disegnata da me ed elaborata poi fotograficamente e ritrae una giovane madre migrante col suo figlioletto in braccio, avvolti in una coperta appena sbarcati da un barcone. La raccolta è dedicata a Zihindula, la bambina congolese ora adolescente che ho adottato a distanza e che considero fortunata rispetto a tante sue conterranee, e che rappresenta un messaggio di speranza affinché tante situazioni di conflitto e disagio, di emarginazione e abusi, di violenza e di violazione dei diritti umani, possano un giorno non lontano migliorare, anche grazie alla sensibilizzazione, se non di tutta, di una parte dell’umanità.
Le dieci tematiche sono: disabilità e diversità, emarginazione, problemi legati al mondo del lavoro, migranti, abusi sui bambini, violenza contro la donna e femminicidio, mutamenti ambientali, disagi legati alla vecchiaia, terrorismo e guerra.
“Urla dal silenzio” è anche una raccolta di brevi racconti che introducono ai vari temi e sono per lo più tutti inediti. Sono da considerarsi come una porta che si apre su una stanza oscura che ci fa orrore e paura, ma che bisogna aprire per prenderne coscienza e conoscenza.
In ultimo, vorrei sottolineare che la prefazione attenta ed incisiva è stata sapientemente scritta dalla critica letteraria Marzia Carocci, persona che stimo enormemente, di estrema sensibilità e acutezza di analisi e che colgo l’occasione di ringraziare per aver compreso immediatamente quale fosse il mio messaggio e il mio intento.

3. I.T.K.: George Bernard Shaw disse: “Il peggior peccato contro i nostri simili non è l’odio ma l’indifferenza: questa è l’essenza della mancanza di umanità.” Sei d’accordo con questa affermazione? Secondo te la poesia e la scrittura di carattere sociale riusciranno a frantumare il muro dell’odio, sofferenza e disuguaglianza che ci circondano oppure, come spesso accade, rimarranno soltanto sugli scaffali delle librerie senza giungere al cuore dei lettori? Credi che questa tematica poco commerciale possa attirare l’attenzione delle masse?

T.S.: Sono assolutamente d’accordo con l’affermazione di Shaw a cui aggiungerei anche quella di Gramsci: “Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.”
Non so se la poesia e la scrittura a sfondo sociale riusciranno a frantumare il muro dell’indifferenza, e quindi scuotere coscienze prive di umanità, ma certamente nutro questa speranza. La tematica sociale è poco commerciale, non sufficientemente pubblicizzata, non se ne esalta il suo valore intrinseco e se anche venduti questi libri rischiano davvero di fare solo bella presenza nelle librerie, ma confido nei pochi che invece ancora non solo leggono questi libri ma ci riflettono sopra, ne fanno argomento di discussione, divulgandone i concetti di fondo e sensibilizzando anche altri possibili lettori. Una specie di catena umana che possa via via attirare sempre più persone.

4. I.T.K.: Sei un’artista a 360°, secondo Te qual è il futuro dell’arte nel nostro mondo sempre più ostile e meccanizzato? La supremazia dell’AVERE E APPARIRE sull’ ESSERE E SENTIRE lascia ancora qualche spazio alla sensibilità e fragilità dell’essere umano?

T.S.: Io credo che la storia sia composta di cicli e che in questo momento sicuramente l’arte è relegata ad un ruolo marginale e spesso di nicchia. Così non era molti anni fa e ciò si poteva riscontrare in tutte le arti, dalla pittura, alla poesia alla drammaturgia ecc. ecc. Un impoverimento culturale complessivo a cui non possiamo che assistere impotenti, continuando però a coltivare e a promuovere iniziative tese ad un risveglio della cultura in generale. Certo, il passaggio dall’essere, che ha contraddistinto le epoche precedenti, all’avere e apparire dei tempi attuali, complica la penetrazione dei valori espressi nell’arte. Tuttavia non sono affatto pessimista ed anzi, proprio la mia incessante ricerca di emozioni in forma poetica e talvolta in forma pittorica, mi spinge a sperare in un nuovo rinascimento dell’interesse per l’arte in generale, che saprà unire le forme tradizionali a quelle più innovative. Avremo bisogno in sintesi di uscire da meccanismi di puro business ed entrare in una fase nella quale si faccia cultura senza sottostare alle logiche di mercato, o peggio di speculazione che sviliscono l’artista vero e che a volte promuovono la mediocrità.

5. I.T.K.: In Italia si legge sempre di meno eppure… gli scrittori e gli aspiranti poeti sbocciano su internet come le margherite in primavera. Secondo Te è soltanto la corsa per un facile apprezzamento (like) oppure la voglia di ritrovare il perduto valore della letteratura? Al popolo mancano le emozioni oppure abbiamo a che fare con il fenomeno dei “contemporanei Narcisi”?

T.S.: È vero Izabella, si legge sempre meno e questo è un peccato. Il fluire veloce del tempo a volte è nemico della lettura in pieno relax, ma oltre a questo c’è anche da parte di tanti, una disaffezione alla lettura per l’assenza di questo desiderio. Nonostante ciò prolificano sui social e su piattaforme dedicate, aspiranti scrittori che sembrano avere un certo seguito, forse perché la lettura è veloce e raggiunge proprio tutti facilmente. Per quanto riguarda la nascita sorprendente di un gran numero di scrittori, credo sia un fenomeno dei tempi attuali in cui sono tanti a scrivere, ma pochi in modo apprezzabile. Diceva la grande Alda Merini, la casa della poesia non avrà mai porte e nel web c’è posto per tutti davvero, ma non nel senso che intendeva la Merini. E molto diffuso il concetto dell’apparire piuttosto che del sentire ed essere, quindi subentra un certo narcisismo e una conseguente corsa agli apprezzamenti (like) che sicuramente non porta al miglioramento delle proprie attitudini o capacità, ma piuttosto al solo esibizionismo. Di contro apprezzo e stimo tanti poeti e scrittori, di cui leggo i componimenti in versi o narrativi, con cui mi congratulo spesso sinceramente perché hanno indiscusse qualità letterarie. Non a caso sono scrittori che conservano una certa semplicità e dignità nel proporsi sul web.

6. I.T.K.: Qual è la differenza tra “TANIA – DONNA” e “TANIA – SCRITTRICE”? Secondo Te il fatto di “essere femmina” influenza il modo di scrivere e di percepire il Mondo?

T.S.: La differenza tra la Tania-donna e la Tania-scrittrice in fondo credo non ci sia. Il mio approccio col mondo, con la società è lo stesso sia come donna che come scrittrice. I miei scritti sono spesso la prosecuzione delle mie riflessioni. Il mio carattere di donna, che si batte contro le ingiustizie sociali, trapela prepotente dai miei scritti, il mio rispetto per altrui religioni, etnie, ecc. lo si può individuare facilmente nelle poesie a sfondo sociale. Come anche l’impotenza, la frustrazione a volte per non riuscire a vedere nella società attuale cambiamenti significativi. Anche per le poesie più intimiste che mettono a nudo l’animo, si può rintracciare ciò che sono io: un misto di fragilità e forza insieme, sia per poesie con riferimenti auto-biografici che per altre in cui riesco ad immedesimarmi in persone che conosco appena, ma che suscitano l’ispirazione. Certamente gli eventi dolorosi e difficili della vita che tutti attraversano in un modo o nell’altro, lasciano una traccia indelebile che può rafforzare o indebolire.
In me ci sono ambedue i fattori, dando vita a operazioni di sottrazione o addizione interiore a seconda del momento, della situazione e condizione d’animo, a seconda del grado di sofferenza. Sicuramente il sostegno dell’amore della mia famiglia, come anche l’amore che nutro per la vita stessa e per le persone per me importanti, mi permette di reagire in ogni caso, e la scrittura ne è una rappresentazione diretta. Il fatto di essere donna, mi permette di esplorare a 360° l’animo umano, sfruttando quel sesto senso tipico di noi appartenenti al sesso femminile. Ritengo infatti che le donne abbiano una percezione più ampia e maggiormente sensibile rispetto agli uomini della visione della realtà e della vita stessa. Fatte le debite eccezioni ovviamente per uomini che riescono a captare le medesime sollecitazioni, rispondendo alle stesse, seppur con modalità diverse, ma con uguale sensibilità.

7. I.T.K.: Sei sicuramente una poetessa di grande spessore, ti senti già realizzata oppure, come tanti artisti del passato, sei “tarlata” dai dubbi, dalle paure e dalle insicurezze personali? Come vorresti che fosse vista dai posteri la Tua poesia? Che cosa desidereresti trasmettere alle prossime generazioni?

T.S.: Con il mio ultimo libro di poesia sociale ho realizzato un altro obiettivo, ma come anche tu sai bene per essere anche tu scrittrice di talento, non si smette mai di ideare e voler vedere realizzati altri progetti. Quindi a breve riprenderò a riflettere su quale potrebbe essere il mio prossimo lavoro, non perché non sia soddisfatta di ciò che ho creato finora, ma perchè ritengo che l’artista debba continuare a cercare nuovi stimoli e nuovi traguardi, in qualsiasi modo e a qualunque età. Ammiro tantissimo gli artisti che pur molto anziani proseguono nel produrre opere, perché si sentono ancora di poter offrire qualcosa al mondo. Senza nessuna velleità di fama, vorrei che la mia poesia fosse vista dai posteri come poliedrica come sono io, malinconica, potente, profonda, diretta e senza orpelli come un pugno al centro dello stomaco, languida come lacrime che inumidiscono gli occhi, graffiante come i brividi di forti emozioni sulla pelle. Uno dei desideri più grandi che vorrei trasmettere ma non necessariamente per le mie poesie, è quello che le prossime generazioni imparino ad amare la Poesia in generale e che, una volta amata, non ne facciano mai a meno. Saranno persone non solo più ricche di sentimento, ma anche di compassione e di sensibilità, che a mio giudizio sono pregi incommensurabili.

I.T.K.: Carissima Tania,
Ti ringrazio per questa interessante conversazione che sicuramente ha emozionato tantissimo i nostri lettori. Ti auguro un meritato successo, tanta ispirazione artistica e soddisfazione personale. Che la Poesia sia con noi e… alla prossima volta!

T.S.: Carissima Izabella, è stato piacevolissimo discorrere con te, di così interessanti argomenti.
Grazie per la bella intervista e per gli auguri.
Un saluto a tutti quelli che ci leggeranno, e a presto.
Tania

L’intervista rilasciata da Tania Scavolini per il blog culturale “VERSO – spazio letterario indipendente” a cura di Izabella Teresa Kostka

18.02.2018

Tutti i diritti riservati

● TANIA SCAVOLINI RECITA ALCUNE SUE POESIE TRATTE DAL LIBRO “URLA DAL SILENZIO”

Per ascoltare seguite il link allegato:

https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=Wur0hS7Uk5U

● NOTA BIOGRAFICA DELL’ARTISTA

Tania Scavolini è nata a Roma il 10 ottobre 1959. Le sue passioni fin da bambina sono la pittura e la scrittura. Dal 2009 al 2012 ha collaborato come redattrice presso un sito di poesia. È risultata in diversi concorsi finalista, (50° Marcelli a Senigallia, Quelli che a Monteverde-Roma, Premio di Poesia Circolare -Barcellona Pozzo di Gotto, Donne sulle tracce di Eva-Roma, concorso In Vita) in altri ha riportato menzioni d’onore e targhe per le sue poesie e sillogi. Ultimi riconoscimenti sono nel 2016 Premio speciale per la musicalità del verso al Concorso Letterario Naz.le “Una perla per l’oceano”, nel 2017 Premio Speciale del Presidente di Giuria del 2°Premio Libri Editi Poesia e Narrativa Antonia Pozzi TraccePerLaMeta per il libro “Riflessi in volo” ed. CTL Livorno. Molte sue liriche sono in antologie edite da Ed. Creativa, Ursini Edizioni, TraccePerLaMeta Ed., Poetikanten Ed. Con la silloge “Ali di lieve battito” è stata inserita nell’Antologia “ Melancholy Collection” ed. da Rupe Mutevole presentata alla Fiera del libro di Francoforte 2015. Nel 2016 sue poesie sono state pubblicate su riviste on-line, tra cui la rivista letteraria del sito http://www.larecherche.it., la Liburni Arte e poesia e la rivista Euterpe. Altri prestigiosi inserimenti sono quelli di sue opere nelle Antologie Proustiane a cura del sito http://www.LaRecherche.it. anno 2016 e 2017. E’ stata nel 2017 giurata del concorso di poesia Amoroma-club amici Escluso Mortimer. Ha pubblicato finora cinque libri di poesie: 2010 “Squarci di cielo”, 2011 “Mare e Terra”, 2012“Diario di un’assenza”, 2016 “Riflessi in volo”, 2017 “Urla dal silenzio” editi entrambi da CTL Editore Livorno.

RITRATTI: ALESSANDRA SOLINA (MARA CONSOLI)

(by I.T.K.)

Accogliamo tra di noi i nuovi autori emergenti: ALESSANDRA SOLINA, conosciuta anche come MARA CONSOLI. Nella sua scrittura ondeggia tra il classico, descrittivo poetare e il moderno sperimentare. Un linguaggio spesso fantasioso, onirico che sottolinea la vivace creatività dell’autrice. Versi liberi, sciolti, scorrono spontaneamente come un racconto, a tratti sfiorano quasi “prosa poetica”. Sicuramente il mondo visionario e interessante, caratterizzato dalla sensibilità e dall’infinita immaginazione di Alessandra. Oggi su VERSO i suoi tre inediti.

Izabella Teresa Kostka

• NOTA BIOGRAFICA

Alessandra Solina ha iniziato a scrivere poesie on line sotto lo pseudonimo di Mara Consoli nel luglio del 2017.
Alessandra è nata e vive a Cecina (Livorno), ed è appassionata da sempre di letteratura, arte e lingue straniere. Si è laureata in Storia Moderna presso la Facoltà di Lettere di Pisa.
Per alcuni anni è stata impiegata nel settore turistico, svolgendo contemporaneamente attività presso l’associazione culturale con la quale tuttora collabora. Presso la stessa si occupa della promozione di eventi riguardanti la violenza di genere ed il confronto interculturale ed interreligioso, nonché iniziative di vario genere, con particolare attenzione ai giovani e agli adolescenti.
A febbraio 2018 uscirà la sua prima silloge, “Atomi sparsi”, nella collana Gli Emersi della Aletti Editore. Sue poesie sono state scelte per l’antologia “Le Maree della vita” a cura di Izabella Teresa Kostka, Lina Luraschi e Mariateresa Bocca ed edita da CTL. Una sua opera è arrivata finalista al Contest Letterario “E in arrivo Santander” a cura dello scrittore e attore Giuseppe Carta (edita da Il Caso Editore Paradigma NOUU). Una sua poesia è stata selezionata al Concorso Nazionale di Poesia Coelum 2017.

• ALCUNE POESIE SCELTE

IDENTIKIT

Amo sparire dalle immagini,
foto ritoccate di risa.
Rannicchiata nell’alveolo
di una conchiglia
ormai lontana dal mare,
lontana da sozze spume,
non può cancellarmi l’ombra del vento.
Le orme di passi secolari
sono state inghiottite da comete.
Implodono gli astri,
gara di fossili inceppati.
Con sforzo erculeo
oltrepasso il cadavere di una poseidonia
e giungo al mirto dal solitario fiore.
Ora so chi sono.

ME E ALICE

E bello leggerle negli occhi
l’amore.
Un tempo ne ero affetta anch’io
e travisavo il mondo,
lo traboccavo ovunque.
Ora neanche uno scalpello
per il mio cuore d’ebano
a lenire anni di privazioni.
Ammiro il suo sguardo,
increspo le mie labbra
che subito tornano monolitiche e assenti,
a ricordarmi che la radice è defunta
a causa di stagioni di siccità non corrisposte.
Adesso è arrivata la pioggia.
Troppo tardi.
Non germoglieranno
né le secche sterpaglie,
né le aride pietre.
Guardo i suoi occhi ricolmi di fiori,
e nel loro riflesso i miei di tenerezza.

DRIADE

Questa sono.
Battezzata Driade da mia madre.
Non conosco altro sentimento
che non sia ritorto malleolo,
verde contorsione,
ventagli ventosi di intarsi
e ipotesi annodate alla terra.
Credesti fosse un sogno di caldo
all’ombra delle Esperidi
e non ti accorgesti
che eri impigliato a me.
Allora decisi di versare
antica saggezza nei rovi d’amore
dove si addentrano
i cuori disperati come il tuo.
Non volevo che spine mi imbrattassero
del tuo sangue amaro.
Sebbene non comprenda il tuo male,
conosco l’arboreo conforto.
E te ne feci dono.

Alessandra Solina

Tutti i diritti riservati all’autrice

QUANDO LA BELLEZZA SCORRE INARRESTABILE: GIOVANNI SEPE

(by I.T.K.)

Quando la bellezza scorre inarrestabile, sgorgando liberamente da ogni parola, nasce la Poesia. Essa non richiede autorizzazioni né specifiche lauree professionali. Pulsa difendendo il proprio valore, quello spontaneo nato da un vero talento. Credo che così sia per Giovanni Sepe: un elettricista nato a Napoli che ho conosciuto in uno dei gruppi letterari su Facebook – precisamente “Poeti italiani del ‘900 e contemporanei”. Sepe crea il suo mondo poetico libero da ogni convenzione e regola, dipinge le emozioni raccolte nei brandelli di parole abissali, profonde di intenso significato e, spesso, di vissuto dolore. I versi non vengono scritti ma scorrono trovando un’estrema armonia tra contenuto senza superflua retorica, linguaggio sobrio e trasparente ma, allo stesso tempo, grande freschezza e innegabile incanto. Ritrovo tanta saggia riflessione e sensibilità in questi versi, che come una morbida coltre di ritrovata beltà scaldano ogni vuoto.

Izabella Teresa Kostka

● NOTA BIOGRAFICA

GIOVANNI SEPE nato a Napoli nell’aprile del 76′ da padre operaio e madre casalinga. I primi anni li trascorre ai quartieri spagnoli,
e in seguito all’evento sismico del’80
alla Riviera di Chiaia, in via Giovanni Bausan dove ebbe i natali il grande Eduardo De Filippo.
Dopo pochi anni segue i vari trasferimenti della famiglia nella più tranquilla provincia.
Studia e si diploma all’ i.t.i.s.
Come perito elettrotecnico, per poi imparare il mestiere che tutt’ora svolge: l’elettricista.
Sposato e padre di ben quattro figli non ha nessun legame, didattico o accademico, con la poesia, né accede alla letteratura.
La sua poesia dunque si muove tra le ombre nuove, una porta aperta sul mare della parola in cui bisogna immergersi per tornare in superficie con qualche grano di sale.

● Alcune poesie scelte

OCCASIONE

Penso alla morte come a un’ ombra sola
che cade floscia tra le rose nuove,
un velo opaco sui mirtilli bruni.
Penso a una voce fioca nelle vene,
lenta come una sera in solitudine
mentre la luna pullula nel cielo.
Penso alla morte e piango silenzioso.
Morire insieme al seme e ai girasoli
farebbe della morte un’occasione.

——–

A MIA MADRE

Non avrei altro intorno,
se non fosse necessario
ripararti il cuore,
che pareti e miserie.

Faccio il gioco del ditale
disertando questo spazio gelido.
E mi ritrovo a inseguire la memoria
e il ritmo del pedale
di una vecchia Singer,
dipanare cotone e speranza,
ticchettando melodia.

Mentre m’incuriosiva vedere
quale prodigio celavano
quelle mani farfalla
che volavano in casa
su ogni cosa acerba,
trovandoci miele.

Ora che i vestiti non si rammendano
e le tue mani tremano
come farfalle impaurite.

———

UNGARETTI

Hai sofferto padre
e ora il tuo dolore è canto
di quell’ombra a lato,
e la parola ferma muove abissi
e plagi e trionfi secolari.
Non hai più briciole
e non sai del tuo nome grande
del prodigio del tuo sangue
ora che Iddio ha chiuso gli occhi tuoi
e l’ali del passero t’involano
alla timida mano.

——-

AL -2

Al meno due del Cardarelli
non c’è voce che la mia
di dentro, da dentro i ricordi.
Un ticchettio d’acqua
sulle piastrelle
risuona i risvegli umidi
che ancora ho sulla fronte.
Più sopra, ai piani buoni
dal letto ventisette
la tua voce
sul mio cuore sa cadere
come la neve.

———-

PAPÀ

Io ero il terzo bacio nel sonno,
la liturgia muta delle tue labbra
svegliava i nostri sogni
inumiditi dal tuo odore.
Quelle volte già sveglio assistevo
alla paralisi di un attimo infinito,
sentivo il tuo fiato
farsi speranza
sulla fronte del giorno.
Era forse la tua forza,
conservarci bambini,
eravamo spunti di girasole
sul tronco di una quercia vaporosa.
Ad ombrello, sotto l’architrave dell’uscio,
ti apristi su noi, quando la terra scosse,
così ti ho sentito in ogni temporale.
Mi raccontavano di un ragazzo ribelle,
un uomo giusto lo è sempre, Papà.
Ora scorgo rughe timide sul tuo viso,
altro non vedo che strade d’amore.

———–

VIZIO ONESTO

Qualche fievole traccia resta ancora:
un neo sulla mano, ora schiarito
nel pugno che respinge un tempo opaco,
le gambe al passo della vita corte
e la voglia di entrare nella scorza.
Un vizio, un maledetto onesto vizio,
degli occhi di affondare nei pistilli
e ritornare vuoti in superficie,
per il male di cogliere dal fiore
un volo di farfalla solitario.
Ora il cuore si svuota di parole,
parole che misuro dentro i versi,
e ancora dalla pelle scovo il sangue.

Giovanni Sepe

Tutti i diritti riservati all’autore

“LE LUCI DELL’AURORA”: LA SILLOGE D’ESORDIO di DAVIDE CARELLA

(by I.T.K)

Oggi, con grande simpatia, vorrei far conoscere a tutti i lettori del nostro blog “Le luci dell’aurora”: la silloge d’esordio di Davide Carella. Un “Fresco germoglio” sicuramente da incoraggiare e da seguire durante il suo, appena inaugurato, percorso letterario. Nel libro di Carella troviamo un ricco collage tematico che “sboccia” attraverso i versi soavi e colmi di sensibilità ( Tu nebbia; Fiore di luna), “matura” e scorre come il tempo ( Granelli di sabbia) per sprofondare nella triste riflessione della lirica “Cadono le maschere” e “Rimorso”. Un linguaggio trasparente rinchiuso nei versi liberi a volte “conditi” con qualche rima vagante (personalmente avrei consigliato di evitarla ma “de gustibus”). Non possiamo ancora parlare di una specifica e ben riconoscibile stilistica personale, ma piuttosto di una ricerca e sperimentazione. Autore spazia tra la poesia illustrativa, quasi paesaggistica e quella più intimista, riflessiva segnata da un tocco di impegno sociale, caratterizzata da una struttura più compatta ed essenziale.

Al nostro giovane Autore auguro tanta soddisfazione e l’infinita ispirazione per il prossimo futuro.

Izabella Teresa Kostka

● Una breve sinossi a cura dell’autore:

“Le luci dell’aurora” è una silloge di poesie che traggono ispirazione dai momenti di vita da me vissuti con particolare intensità, sia di gioia che di dolore.
In tutti i testi utilizzo termini di linguaggio comune, cercando di affrontare argomenti di cui la maggior parte dei lettori possa essere a conoscenza, in modo che le mie poesie siano di facile comprensione per tutti.
In alcune poesie, metafore e similitudini conferiscono allo scritto un duplice significato, sia descrittivo che morale. Ad una prima lettura si può visualizzare nella mente una scena, un momento, come un quadro o una sequenza di immagini, ma ad una lettura più profonda, si possono carpire il paragone con la vita reale, i concetti che voglio trasmettere e i sentimenti in gioco.

● NOTA BIOGRAFICA

Alla mia domanda: “Parlami di Te”, Davide risponde:

“Davide Carella, nato a Milano il 22 Maggio 1984 e residente a Milano.
Diplomato in Elettrotecnica, lavoro presso l’Azienda Milanese dei Servizi Ambientali (AMSA). Come passione, amo scrivere poesie. La mia frase identificativa è che “…nulla è più vero e reale delle emozioni e la poesia è ciò in cui esse si concretizzano”.
Tra i miei hobby preferiti: pescare, andare in moto, visitare castelli e la fotografia e ogni volta che mi è possibile, assistere e partecipare a reading poetici.

Collaborazioni artistiche:
Nel 2015 ho collaborato con l’Associazione Onlus Lord Thomas nella realizzazione del libro “Caro amico ti scrivo”, costituito da poesie di vari autori che hanno aderito al progetto di finanziare la ricerca scientifica per la cura delle malattie neurodegenerative.

Pubblicazioni:
“Le luci dell’aurora”, 2017, edizioni Amande

Partecipazioni:
Ho partecipato, nell’ambito di Book City Milano 2017, al reading poetico “Il verso giusto”, sul tema della legalità e della giustizia con il testo “Teatro d’ombre”. ”

● Alcune poesie tratte dal libro:

RITRATTI: VERONICA LIGA “PERESTROIKA POETICA”

(by I.T.Kostka) Come un vento fresco dell’Est arriva sulle pagine del nostro blog la poetessa di origine russa: Veronica Liga.  Innamorata fin dall’acerba giovinezza della cultura italiana, ha scelto il Bel Paese come “Seconda Patria”. Un’ interessante artista di variopinte sfumature: sviluppa e fa percepire la sua poliedricità attraverso i versi originali, stimolanti e, spesso, sorprendenti. Apprezza il simbolismo:  possiamo notarlo in numerose analogie mitologiche, ma non disdegna qualche verso in rima (usata piuttosto come un effetto sonore, un ironico scherzetto  linguistico, una divertente parentesi creativa), sperimenta con la forma costruendo le proprie liriche in piena libertà d’espressione. Volete mettere un’etichetta sulla sua scrittura? Nulla di più difficile. Veronica Liga cambia come un camaleonte, stuzzicando ogni lettore senza inibizioni. Personalmente percepisco una certa dose di ribellione e di estrema indipendenza nei suoi versi, la grande forza di carattere che sgorga dalle sue poetiche creazioni come la storica “Perestroika”. Non riuscite a fermarla!  Un linguaggio moderno, quello della Liga, con alcuni segni dei nostri multietnici e multiculturali tempi (qualche parola in inglese, come all’epoca dell’internet accade, rende più contemporanea e “quotidiana” la dialettica). La Liga partecipa spesso alle letture poetiche e agli Slam Poetry. Questa ricca attività influenza anche i suoi scritti: la loro struttura ed espressività sono ben adattabili al palcoscenico, alle performance live molto popolari tra le giovani generazioni  (Slam, Angelico Certame, maratone poetiche etc.etc.). “Verso – spazio letterario indipendente ” accoglie con piacere questa scintillante e “imprevedibile” artista. In bocca al lupo Veronica!

● NOTA BIOGRAFICA 

Veronica Liga nasce e si laurea in lingue a San Pietroburgo. La sua adolescenza coincide con gli anni dei grandi cambiamenti – la “Perestroika”, la caduta dei regimi socialisti nel mondo. Dalla più tenera età nutre una passione per la lingua e la cultura italiana – passione che ha determinato le sue scelte di lavoro e di vita. Dopo aver visitato e girato l’Italia innumerevoli volte, nel 2003 si stabilisce in provincia di Como, dove ancora oggi vive e lavora come interprete. Trova naturale scrivere in quella lingua nella quale comunica e pensa al momento dell’ispirazione. Da anni collabora con diversi portali letterali, frequenta dei circoli culturali lombardi e non solo. I suoi testi sono stati musicati dal gruppo irpino “Nuove forme di Poesia”, dalla cantautrice modenese Almax, dal brianzolo Paolo Fan e dal francese Roudoudou. A maggio del 2011 con OTMA Edizioni pubblica il suo primo libro “Le parole sono segnali stradali”. Nel titolo sta la sua filosofia: “Le parole non possono trapiantare l’esperienza di un altro. Diventano però un dono prezioso – ed una missione per chi le genera – se vissute in questa chiave: come Segnali Stradali che indirizzano i pensieri, le vibrazioni verso i luoghi affini, condivisibili. Verso l’Incontro.”. A novembre del 2014 pubblica con “David and Matthaus edizioni” il secondo libro “Regolazione termica” dove continua ad esplorare il tema della ricerca del calore del Contatto.

● Alcune poesie scelte:

SABBIE MOBILI

Sabbie mobili
                   in un’invisibile clessidra…
Sabbie mobili
                   che bruciano i piedi…
Sabbie mobili
                   dove finisce ogni scarto ed ogni gemma…
Sabbie mobili
                   dove è dolce affogare…

Vorrei raggiungere
Il gelo permanente,
Romperlo, sbriciolarlo,
Mescolarlo alla sabbia calda!

E invece
scivolo con un fruscio
strisciando sulla superficie,
trascinata
dalle sabbie mobili

*

SOBRIETÀ MATTUTINA

La mattina
cambia le luci
e la scena –
Torna a cuccia
la iena…

Ti ritrovi
con un abito da sera
tanto zozzo
che pare ci sia scesa in miniera!..

La mattina
il risveglio tira
fuori dall’imballaggio
i tuoi nuovi compagni di viaggio:
i ricordi di ieri…

Li hai portati a letto
(addormentata in fretta)
senza accorgerti di loro,
forse senza amore…

Ma oramai c’è poco da fare:
starete insieme
finché Alzheimer non vi separi!

*

EVOLUZIONE DI UNA CORNICE

Volevo incorniciare il tuo nome
con le pietre preziose
dai migliori designer

Poi optai per una cornice nera
da fare con la biro nera.

Pensavo di riquadrare il tuo nome in nero
Poi smussai gli angoli.

Lo stavo cerchiando
Mi fermai a metà cornice,
Ad un mezzo cerchio:
Come un sorriso
sotto il tuo nome.

Ripassai più volte la biro sul sorriso
Che diventava sempre più spesso
Fino a trasformarsi in una barchetta.

Ci ho appoggiato il tuo nome
E l’ho affidato alle onde.

*

UN ABBOZZO DISPETTOSO

Presi un foglio bianco d’autrice,
un inchiostro con la schiuma,
una penna con la piuma
e ci scrissi: SONO FELICE.

Poi piegai il foglio in fretta
con l’inchiostro ancora fresco
per mandare la circolare
Urbi et orbi un messaggio solare!

Ma l’inchiostro non era asciutto
e si sparse dappertutto
nella fuga lasciando le orme
del messaggio oramai deforme,

E trovai fra le mie dita
un ammasso di carta sgualcita
ricoperto con le chiazze
dalle tinte e dalle forme pazze.

E ne feci una pallina
con dispetto da ragazzina,
E la getto contro i muri nemici
Fra di me e me felice!

*

MISSIONE PERSEO
(dedicata a tutti i fanatici sotto varie bandiere)

In una notte d’agosto che non finisce mai,
con 10 giorni che mancano sempre alla mia nascita,
aspettando il Sol-Leone che non sorge più
osservo lo sciame delle Perseidi
aritmico come tutti i pianti

è una lenta caduta degli dei
che volano senza più allenare le ali,
senza più valutare l’altitudine nel fumo tossico
senza rendersi conto se volano ancora nel cielo
o già negli inferi

Gli immortali prendono
la reminiscenza nera
mentre la testa del nemico
è attaccata al corpo e tenuta alta

Gli eroi che combattono i draghi
iniziano a ruggire, a coprirsi di squame
prima ancora che il drago nemico
perda la prima goccia di sangue

E non so se è più pericoloso
voltar loro le spalle e lasciarli fare
o guardar loro negli occhi e lasciarsi contagiare
da un virus che cambia i nomi e le parvenze
alla velocità del buio
e c’è spazio per tutti
in quel buco nero del suo dominio

Eppure c’è un mezzo per affrontarlo,
suggerito da Atena a Perseo:
lo scudo divino
LO SPECCHIO!

Tutti i diritti riservati all’autrice.

IL 3° QUADERNETTO POETICO “LA CENA DELLE EFFE” a cura di Roberto Marzano 

( by I.T.Kostka) È appena uscito il 3° quadernetto poetico a cura di Roberto Marzano “La cena delle Effe “. All’interno un bel viaggio artistico attraverso i cibi, le golosità, le cucine, i nostri vizi e tante tante appetitose fotografie. Credete di trovare qualche riffinata ricetta? Può darsi, ma il contenuto dell’ebook risulta piuttosto sorprendente e stimolante. Roberto Marzano, come sempre, riesce a offrire ai lettori un caleidoscopio multicolore di artisti per niente banali! Per non parlare della grafica assai “frizzante” e fresca come un bicchiere di prosecco. Buona lettura e… bon appétit.

L’ebook da scaricare gratuitamente dai siti Issu e Calameo:

https://issuu.com/robertomarzano/docs/3___quadernetto_poetico_-_la_cena_d

http://ita.calameo.com/read/0030497326d0d01d03aaf

CENA (con ironia)

Ho bisogno
d’assaporarti come il sangue di Cristo
diventando la Maddalena dei nostri tempi.

Mi stendo sull’altare dell’ultima cena
per nutrire le membra dei peccatori.

Assaggiatemi
rinunciando all’ingresso nel noioso Eden.

ACQUA

Sgorga
dal pozzo della dimenticanza
per saziare le labbra invernali,

depura gli stagnanti sensi di colpa
che scorrono tra i ruscelli fatti di rughe.

Affonda qualsiasi dolore.

PANE (l’urlo del disoccupato)

Pretendo il pane quotidiano
come i piedi il suolo della fresca terra
eppur vietate i miei diritti
spingendomi nel baratro dei disperati.

Voi, seduti nei comodi uffici
abbuffati di tasse e di grasse imposte,
diventerete un giorno cibo per i vermi
e nessuno s’accorgerà della vostra mancanza.

Scarti dell’Universo.

(Izabella Teresa Kostka, 2017)Per “La cena delle Effe ” a cura di Roberto Marzano

Diritti riservati.

RITRATTI: CINQUE POESIE DI FABIO STRINATI 

(by I.T. Kostka) Un artista poliedrico per niente scontato. Un linguaggio contemporaneo in cui possiamo ritrovare la ricerca stilistica sia nelle figure metaforiche sia nell’uso degli spazi e dei tempi. Niente tabù per la Sua travolgente e inquietante scrittura: nelle poesie di Fabio Strinati si riflette ogni dubbio, ogni dolore e malessere, ogni introspettiva riflessione dell’essere umano. L’autore, nonostante la giovane età, riesce a usare la penna in un modo molto efficace e non cede mai al vizio di “vuota e balbuziente retorica”. Ogni parola è perfettamente al posto giusto: né una di troppo né una di meno.  Oggi su “VERSO” presentatiamo un breve ritratto di questo talentuoso e promettente artista.

BIOGRAFIA
Fabio Strinati (poeta, scrittore, compositore) nasce a San Severino Marche il 19/01/1983 e vive ad Esanatoglia, un paesino della provincia di Macerata nelle Marche.

Molto importante per la sua formazione, l’incontro con il pianista Fabrizio Ottaviucci. Ottaviucci è conosciuto soprattutto per la sua attività di interprete della musica contemporanea, per le sue prestigiose e durature collaborazioni con maestri del calibro di Markus Stockhausen e Stefano Scodanibbio, per le sue interpretazioni di Scelsi, Stockhausen, Cage, Riley e molti altri ancora. Partecipa a diverse edizioni di  “Itinerari D’Ascolto”,   manifestazione di musica contemporanea organizzata da Fabrizio Ottaviucci, come interprete e compositore.
Strinati è presente in diverse riviste ed antologie letterarie. Da ricordare Il Segnale, rivista letteraria fondata a Milano dal poeta Lelio Scanavini. La rivista culturale Odissea, diretta da Angelo Gaccione, Il giornale indipendente della letteratura e della cultura nazionale ed Internazionale Contemporary Literary Horizon, la rivista di scrittura d’arte Pioggia Obliqua,  la rivista “La Presenza Di Èrato”, la revista Philos de  Literatura da Unia Latina, L’EstroVerso,  Fucine Letterarie, La Rivista Intelligente, aminAMundi, EreticaMente, Il Filorosso, Diacritica, la rivista Euterpe, Il Foglio Letterario, Versante Ripido, L’Ottavo, Nel Futuro.

Pubblicazioni:

2014  Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo.

2015 Un’allodola ai bordi del pozzo.

2016 Dal proprio nido alla vita.

2017 Al di sopra di un uomo.

2017 Periodo di transizione.

● 

Alcune poesie scelte: 

HO IMPARATO

Ho imparato presto a camminare
sulla scacchiera di un’epoca
a me contraria.
Ho visto nella folta spirale
l’imbarazzo per un’avventura
chiamata vita
che ormai per dissimmetria
ho presto dimenticato.

Ho visto te come nutrice di astri,
e in me, la moltiplicazione
di speranze indomabili
come sospiro ad ogni patimento.
Ho imparato la parola, 
rarissima perla contro il pianto
e la tristezza carica d’aroma.

*

A VOLTE

A volte, mi sento come sequestrato

e a tratti, 

come ominoso trambusto
dentro questa minuscola vita di trincea

e spesso, 

sento da me un distacco
che stravolge senza freni
il difetto della macchia, di quest’ombra
spesso schiava della strada

e poi,

tutto ricomincia dietro quella porta
chiusa per errore.

*

LA MIA ANIMA

Ho il cuore che batte forte sulla gola come
col bastone si batte sulla legna;
l’ansia si rivolge a me, astuta, mi muove
come un fuscello al vento 
di maggio
come sugli alberi lasciati soli a invecchiare nel tempo,

 

mentre la mia anima è dispersa, dove?

 

Nulla è più vasto dell’infinito che varia, che sfuma,
si disorienta, mai muore, come il dissolversi di una luce chiara
tra le scurite ore,
ombre,
come del suo ago la cruna.

*

ANORESSIA

Corpo svuotato, fermo, tracciato dentro
da invisibili tremolii,

dove fradicio l’umore, scola
l’anima sul pavimento
e la disperde nel momento che si cela.

Dentro, una bufera è nella selva smagrita
e l’alba, che negli occhi recide una crepa

in un’aria che osa aprire un varco
tra le vene, gli intrecci di nebbie
assiepate come ombre in un cesto d’ombra,

la morte è sulla riva, cruda nel suo cuore
come un aquilone che persino non vola.

*

LA MACCHIA

Come si dissolvono le nostre polveri nell’incertezza
della vita, o della morte che penetra che arriva
e alimenta altra morte, che impregna
la nostra vita che finalmente, al tocco della falce si svela.

Il tempo è in movimento e lontano;
e la solitudine serpeggia senza catene di ferro
durante i nostri momenti vuoti, 
e quando un po’d’ombra arriva a noi come
una macchia di petrolio su questa lavagna di vita,
il nostro vivere diventa fievole,
la nostra anima sbiadita.

Tutti i diritti riservati all’autore.