EVENTI: LA PIUMA SUL BARATRO – maratona poetica di 27 ore a MILANO

(by I.T.Kostka)

Un evento straordinario di grande importanza e impegno civile per scongiurare la chiusura dell’emittente radiofonica Radio Radicale. Un’ imperdibile maratona poetica di 27 ore dal titolo “La piuma sul baratro”, a cura di Massimo Silvotti e Sabrina De Canio del Piccolo Museo della Poesia di Piacenza, con la collaborazione del poeta Mauro Toffetti, con il contributo della corrente del Realismo Terminale e con il sostegno morale e organizzativo di diverse associazioni e comunità letterarie – culturali (vedi la locandina allegata).

Numerosi poeti, musicisti, cantanti, artisti poliedrici, critici letterari di alto rilievo nazionale e internazionale tra cui il fondatore del Realismo Terminale M° Guido Oldani, il Prof. Giuseppe Langella e il Prof. Filippo Ravizza. Un vero collage artistico in una performance unica e ininterrotta a partire dalle ore 19.00 di sabato 16.03.2019 fino alle ore 22.00 di domenica 17.03.2019.

Luogo dell’evento:

Teatro Edi Barrio’s (sabato) e Barrio’s Live (domenica), Piazza Donne Partigiane, Milano.

Ingresso libero e gratuito.

Non mancate!

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RITRATTI: GIOVANNI RONZONI – un artista a 360 gradi

L’architetto Giovanni Ronzoni presso il suo prestigioso Atelier Spazio Galleria a Lissone

(by I.T.Kostka)

“Dio in realtà non è che un altro artista. Egli ha inventato la giraffa, l’elefante e il gatto. Non ha un vero stile: non fa altro che provare cose diverse.”

(Pablo Picasso)

Provare cose diverse, osare e sperimentare, creare dal nulla l’essenza dell’arte in ogni sua forma e sfumatura senza cedere alla ripetizione, ai vecchi modelli del passato, alla banalità, essere un artista a 360 gradi diventano, allo stesso tempo, un vero e stimabile “Ambasciatore della Cultura”, essere un personaggio di spicco e altissima caratura artistica senza dimostrare la superiorità e l’egocentrismo, condividere e offrire il proprio spazio creativo (Atelier a Lissone), fornendo in questo modo un supporto “fisico e concreto” alla diffusione della cultura e dell’arte. Sì, tutte queste preziose doti si uniscono perfettamente nella raffinata ed elegante persona dell’architetto Giovanni Ronzoni, un artista che come disse il grande Picasso “… è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, da una tela di ragno”.

• NOTE BIOGRAFICHE

Giovanni Ronzoni, nasce a Lissone nel 1952. Dopo gli studi superiori all I.P.S.I.A. di Lissone, si laurea in Architettura al Politecnico di Milano ed avvia da subito il suo studio professionale firmando numerosi progetti privati e pubblici con il suo segno minimalista ben riconoscibile. La sua poliedrica personalità e l’inesauribile creatività lo porta negli anni a sviluppare sempre più il suo lato artistico e ad avvicinarsi ad altre discipline come la grafica, la fotografia, la pittura, la scultura e la poesia. Giovanni Ronzoni utilizza i vari linguaggi espressivi e li piega al suo volere per portare avanti una ricerca artistica in cui tutti questi linguaggi diventano sintesi per dare forma e voce al suo pensiero.

• Architettura_Design

Nel 1980 fonda lo Studio Ronzoni. Successivamente nel 1997 rileva un capannone sede della fabbrica di vernici, nel quale il padre ha lavorato negli anni della seconda guerra mondiale.
Lo ristruttura radicalmente, pur conservando lo spirito dell’enorme spazio ininterrotto a grande navata centrale con volta a botte, fondendo gli interni con il paesaggio circostante, tramite la demolizione parziale della parete che si affaccia sull’imponente linea ferroviaria Milano Chiasso.
Ne fa la sede dello Studio Ronzoni, collocandovi lo spazio operativo di progettazione ed uno Spazio Galleria al livello soppalcato, che ospita sculture proprie e una collezione privata di autori vari, in progress, oltre ad organizzare eventi ed installazioni.

Il suo segno distintivo del progetto, da sempre provocatorio e teso alla poetica, è l’essenzialità, che si traduce nella realizzazione di spazi concepiti per sottrazione e silenzio. Il bianco, la luce e il vuoto ospitano arredi minimali in pezzi unici su disegno, alla ricerca di un linguaggio estremizzato, caratterizzato da un’atmosfera che si carica armoniosamente di tensioni e profonda spiritualità.

Lo Studio Ronzoni ha firmato ville ed edifici residenziali e commerciali, di matrice minimalista, concept e realizzazioni di prestigiosi stores_sistema moda nei centri storici di Milano, Monza, Perugia e Fukuoka (JP), restyling di palazzi storici e di svariati appartamenti residenziali in Italia, curando anche l’architettura degli interni.
Nel Design ha collaborato con note aziende italiane firmando diversi progetti, ed a volte vestendo il ruolo di Direzione Artistica.
Parallelamente si occupa di Urbanistica e Paesaggio.

• Fotografia

Nella disciplina della fotografia è alla ricerca della LUCE e con essa il suo gioco con le ombre, coi volumi, coi vuoti i pieni ed i piani, i contrasti, i colori, le geometrie, l’essenza,
i cieli, le linee, gli equilibri, l’apparente staticità che dialoga con il discreto e morbido movimento, con le frammentazioni, con le materie, con la natura ma al tempo stesso con il costruito, inscindibile realtà del mondo … Portando tutto ciò nell’altra sua disciplina legata al mondo “pittorico” chiamato “SPAZIO VITALE” dove l’ipotetico vuoto viene “invaso” da precise forme pure ed essenziali, in un rapporto di equilibrio statico visivo fatto di rigore emozionale primordiale, per tentare di arrivare al massimo dell’azzeramento e della sottrazione. Dove VIVE l’assoluta PUREZZA del SILENZIO.

• Pittura

Tra grafica e pittura, nascono opere in cui il supporto cartaceo è contenuto e contenitore, soggetto e oggetto, superficie piana alla ricerca della terza dimensione attraverso piegature, squarci e interventi di colore con inaspettati esiti formali. I lavori più recenti della serie Spazio Vitale, derivano dallo studio su luce/ombra, su pieno/vuoto: sintesi estrema del linguaggio di azzeramento e sottrazione” che coniuga il concetto di pregnanza con quello di leggerezza e semplicità.

• Scultura

Sono menhir contemporanei le sculture realizzate personalmente coniugando pensiero artistico e abilità manuale. Ma a differenza dei menhir neolitici ben piantati con tutto il loro peso nel terreno, queste possiedono una leggerezza e una sinuosità che dalla terra le innalza verso il cielo. Dalla terra prendono il legno, il metallo, ma anche materiali poveri come il gesso e i sassi per racconti materici che, a seguito dell’intervento artistico, sprigionano un’intrinseca eleganza. Nelle forme slanciate e aerodinamiche si indovina la sua formazione da architetto, ma le sue sculture vanno oltre l’aspetto formale perché vibrano di una forte carica vitale e di un significato simbolico che rimanda all’ esistenza umana.

• Poesia

Negli ultimi due anni si è avvicinato alla poesia imprimendo una cifra stilistica unica che gli ha valso già numerosi riconoscimenti. I suoi componimenti poetici e i libri d’artista sono poesie visive dove la forma è tutt’uno con il contenuto, dove la grafica si sposa con la parola enfatizzandola e rendendola fruibile anche visivamente. Giovanni Ronzoni racchiude in pochi ma ben precisi temi la sua poetica artistica: vita/morte, nascita/rinascita, passione/emozione. Come nella poesia questi temi sono affidati alla parola, così lo stesso messaggio è affidato alla materia scolpita e dipinta.

• Curatela d’arte

Nel 2003 ha ideato, curato e progettato la grande mostra
Le Corbusier Pittore Scultore Designer
al MAC di Lissone (MB)
in collaborazione con l Assessorato alla Cultura del Comune di Lissone e con la Fondation Le Corbusier di Parigi
Esposizioni personali recenti
2017 – Partecipazione all’innovativa campagna di affissioni d’arte “treperseiperlarte nelle vie di Monza su invito dell’associazione streetartpiù manifesto da 3 metri x 6 metri dal titolo 10 Terrasanta”

Ottobre 2017 Copertina della rivista Internazionale Italia Imballaggio con l’ opera Tracce di VITA”

Ottobre 2017 – Partecipazione Art Market (Budapest) con la Galleria BAP Ibiza

Novembre 2017 invitato dal Comune di Aulla (MS) a realizzare un’ opera artistica rappresentando la Violenza sulle Donne
Realizzando l’opera dal titolo S K A R P E T T E R E D”

Novembre 2017 – Gennaio 2018 – Installazione site specific “ 415 Anime Innocenti
Nella Chiesa romanica S. Biagio del XII secolo (Triuggio) (MB)

Novembre 2017 – Partecipazione Paratissima (Torino) con ARCgallery Monza

Gennaio 2018 – Partecipazione Affordable ArtFair (Milano)
con ARCgallery Monza

Febbraio 2018 – Partecipazione Art Capital 2018 (Grand Palais -Parigi)
con la Galleria BAP Ibiza

Marzo 2018 inserito nell’ Archivio Internazionale Tacchuini d’Artista e Boetry Box di Donato De Poce con due sue opere APPUNTI DI VITA e VITA”

21 Marzo – 21 Giugno 2018_“ho fatto a Elisabetta la SCARPA _Installazione Pubblica
a Monza_su invito dell’associazione streetartpiù

31 Marzo – 15 Aprile 2018 nel Refettorio del Monastero San Benedetto Po (MN)_collettiva internazionale E FU TERREMOTO la Nascita, la Morte e la Resurrezione del Figlio di DIO tra Sacro e Profano con l opera
“Resurrezione #33”

20 Maggio – 7 Giugno 2018_Mostra personale “Travel Stories” VIAGGI di VITA e ARTE
da ARCgallery Monza

24 Maggio – 7 Giugno 2018_VITA_ Installazione Site Specific al Micro Museo MIMUMO
a Monza_su invito dell’associazione streetartpiù

5 Giugno 2018 con una sua opera dal titolo Angelo Lucente è stato inserito nel Projet internzionale
500 Angeli destinati per l’ eternità a vivere all’interno della IGLESIA de los ANGELS nella Regione di Salta
in Argentina

23 Giugno – 8 Luglio 2018_presente alla V Edizione Biennale d’Arte Contemporanea La Voce del Corpo a Osnago (LC) nella sezione POESIA VISIVA con le opere
A N I M E O.1 e A N I M E O.2

30 agosto – 2 settembre 2018 installazione site specific #rossobox presso ARCgallery Monza

30 agosto – 2 settembre 2018 #monzafuoridipista 2018
In occasione del GP F1 sui balconi delle vie e piazze pedonabili del centro storico di Monza 40 pannelli da 150 x 100 cm. presente con #89 GP su invito dell’associazione streetartpiù

Agosto 2018 presso il Comune di Accumuli (Rieti) in una collettiva è presente con Lucente Africa con Il Ponte degli Artisti Milano

23 Settembre – 28 Ottobre 2018 al MUVI Galleria Civica dArte Contemporanea a Viadana (MN) collettiva internazionale E FU TERREMOTO la Nascita, la Morte e la Resurrezione del Figlio di DIO tra Sacro e Profano con l’opera
Resurrezione #33”

27 Settembre invitato a partecipare, alla seconda edizione di un libro d’Arte insieme ad altri 33 Artisti italiani, con una sua pagina
Tema : alla ricerca dell’ illuminazione

4 Ottobre – 14 Ottobre 2018 IN CAMMINO CON L’ARTE presso gli spazi del Santuario della Madonna Delle Grazie a Monza con Angelo Lucente #1 con LEOGALLERIES e streetartpiù

26 Ottobre – 28 Ottobre 2018 alla Fabbrica del Vapore Ex Locale Cisterne (Milano)
sarà presente con le sculture Femme au soleil Maternità – Sguardi sugli orizzonti Verso il cieloazzurro con ARCgallery Monza

2 dicembre 2018 10 Febbraio 2019_ mostra collettiva Il Bianco e il Nero
da ARCgallery Monza

• Premi e riconoscimenti

2016 – Il Video intitolato 415 TerraSanta è stato insignito della medaglia di bronzo al XXXIV Premio Internazionale Firenze 2016 (Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento): una video performance per non dimenticare la strage di bambini nella striscia di Gaza del 2009.
2016 con la scultura in legno di acacia A B B R A C I A M I ha ricevuto il Diploma di Merito alla mostra nazionale di scultura a Villa Borromeo di Cesano Maderno (MB).

Il 14 ottobre 2018 ha ricevuto a Lissone (MB) nella prestigiosa Location del Palazzo G. Terragni il Premio alla Carriera Truciolo d’Oro Design 2018

2017 vincitore dei seguenti premi di poesia:

la raccolta di poesie edite
05_12_2042
…ADDIO
Premio Speciale della Giuria al II° Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa
ALDA MERINI_Imola (BO) 23_03_2017

la raccolta di poesie edite
V I T A
Premio Marino Marin al I° Concorso Letterario Nazionale l Atelier _Villadose (RO) 25_06_2017

la raccolta di poesie edite
TUTTO IN 1 SECONDO
Premio Marino Marin al VI° Concorso Letterario Internazionale Locanda del Doge_
Lendinara (RO) 24_09_2017

la raccolta di poesie edite
TUTTO IN 1 SECONDO
MENZIONE D’ ONORE al VI° Concorso Internazionale di Arti Letterarie
THESAURUS – ALBARELLA_Albarella (VE) 1_10_2017

la raccolta di poesie edite
A UN PASSO DAL CIELO
Terzo classificato al V° Edizione Premio Internazionale di Poesia e Narrativa
I FIORI SULL’ACQUA_Imola (BO) 12_11_2017

2018 vincitore dei seguenti premi di poesia:

Il 7 aprile 2018 – ha ricevuto a Bellizzi (SA) il premio Cuore per la lirica A N I M E oltre all’ Attestato di benemerenza per essersi distinto nelle varie discipline artistiche alla III° edizione del Premio Internazionale d’Arte IL CANTO DELLE MUSE

Il 28 aprile 2018 ha ricevuto ad Imola il premio Speciale della Giuria alla III° edizione del Premio Nazionale di Poesia e Narrativa ALDA MERINI con la raccolta di poesie edite
S I E T E I L M I O P A R A D I S O
e
S U T U R E (Poesimi e micromagie di Donato Di Poce_Liricografie di Giovanni Ronzoni)

Il 27 maggio 2018 ha ricevuto a Rovigo il premio Ass. ne Culturale Il Circolo Sezione Poesia Inedita al I° Concorso Letterario Internazionale Gian Antonio Cibotto 2018 con la Silloge A N I M E

Il 30 giugno 2018 ha ricevuto a Pompei (NA) la Menzione di Merito al I° Premio Internazionale Poesia è Vita Sezione C poesia a tema obbligato con la Silloge
N A S C I A M O

Il 30 settembre 2018 ha ricevuto a Imola (BO) la Menzione D’onore al Primo Premio di Poesia e Narrativa Ti meriti un amore poesia inedita a tema libero con la Silloge
C I N G E R T I

Il 27 ottobre 2018 ha ricevuto a Montisi di Montalcino (SI) il Premio Speciale del Presidente al Premio di Poesia a VENTO e SOLE per le poesie inedite con R E G I N A e F O R S E inoltre per la raccolta di poesie edite con K a o s

Il 18 novembre 2018 ha ricevuto a Aulla (MS) il Premio per l’Attività Culturale
Premio Internazionale di Arti Letterarie THESAURUS La Brunella VII Edizione inoltre presentando
la raccolta di poesie edite con K a o s
la raccolta di aforismi editi con A f o r i s m i
le poesie inedite con R E G I N A – F O R S E – K O N F E S S I O N E

il 5 dicembre 2018 Premio Internazionale Mario Luzi XIII Edizione 2017/2018
nella sezione Poesia Nascente è stato Selezionato con la raccolta di poesie
K a o s con pubblicazione della loro Casa Editrice

2019 vincitore dei seguenti premi di poesia:

Il 12 gennaio 2019 ha ricevuto a Imola (BO) il Premio Speciale della Critica alla sesta Edizione del Premio Internazionale di Poesia e Narrativa I FIORI SULL’ ACQUA
con la raccolta di poesie K a o s

Il 19 gennaio 2019 ha ricevuto a Firenze il 1° Premio ex aequo con la pubblicazione della silloge vincitrice da parte delle Edizioni Helicon al Premio Letterario “La Ginestra di Firenze”

Il 27 gennaio 2019 ha ricevuto a Milano il Primo Premio nella sezione Poesia Visiva con
A N I M E alla quinta Edizione del Premio Poetico Nazionale Amici di Ron
UN SORSO DI VITA
Inoltre il terzo Premio nella sezione Video Poesia con V I T A

OGGETTI, PERCEZIONI E MUTAMENTI NELLE LIRICHE DI GUIDO OLDANI a cura di Lucia Bonanni

OGGETTI, PERCEZIONI E MUTAMENTI NELLE LIRICHE DI GUIDO OLDANI

Ho avuto l’onore di poter conoscere di presenza il Maestro Oldani a Cascina Linterno in occasione di uno dei tanti eventi organizzati dalla poetessa Izabella Teresa Kostka nell’ambito del programma itinerante “Verseggiando sotto gli astri di Milano” ed incluso nella rassegna MilanoBookCity 2018. Devo dire che tanto mi ha rassicurata la cordiale accoglienza insieme alla gentilezza del Maestro nel suo interagire con le persone nonché la lettura di una sua poesia direttamente da un quaderno pieno di cancellature e rimandi.
Nei versi del Maestro Oldani si evidenzia quella che viene definita “similitudine rovesciata”, un modello di scrittura che mette al primo posto gli oggetti e produce versi che declinano l’esigenza di tornare ad un nuovo umanesimo, recuperando il perduto contatto con la natura. E come “La Terra è in piena pandemia abitativa” anche l’essere umano è visto al pari di un condominio i cui nuclei abitativi rappresentano le diverse sfaccettature dell’animo mentre la comunicazione interpersonale si nutre più di artefici e codici non verbali che sulla conoscenza diretta. Le similitudini, le comparazioni e perché no le personificazioni prendono in prestito il linguaggio oggettuale e non quello mutuato dagli ambienti naturali. In un simile contesto la realtà si fa fluttuante, variabile, mutevole, spesso ambigua e incostante fino a giungere ad uno stadio terminale ovvero ad un cippo che segna il confine, il termine, il capolinea, la fine di un ciclo vitale come pure l’hardware elettronico, definizioni, queste, che decodificano l’oggetto e lo pongono come primo termine di paragone. Così, da richiamo romantico, la luna, sia essa in fase calante o crescente, diventa di color calce e prende forma di un appiglio uncinato a cui appendere un nodo scorsoio per porre fine ad una vita di incongruenze e disagi. Con l’uso sapiente di traslati di significato, attinti dalla realtà oggettiva, il termine “calcinato” si pone in relazione con l’aggettivo “sbrecciata” mentre quella “confezione del mercato”, rotta e avariata, rimanda al “traffico ingorgato” e al “carnevale di petardi”. Qui sono le stelle, rinchiuse alla rinfusa nella confezione, ad avere un’anima e, pure non cadendo dal cielo con le loro code luninose, riescono a trasmettere un senso di romanticismo agli sguardi che si girano in altro e non vedono altro che rotte inceppate dalle scie turbolente di velivoli metallici (Il gancio). In un mondo dove sono gli oggetti a dominare le emozioni anche il “fischiare dell’uomo” assomiglia alla frenata stridula di un camion e lo zampettio e il tubare dei piccioni, avvolti in calde pellicce di piume, sono i veri elementi umanizzati poi contaminati dal riflusso incessante degli oggetti, si assimilano al rumore prodotto dalla rotelline dei bidoni in uso per la raccolta differenziata. Nel loro cicaleccio disordinato gli abitanti dei caseggiati subiscono involuzioni comportamentali a causa di influenze negative e nella loro reclusione sociale sempre più assomigliano a codirossi ciarlieri (I bidoni).
“Come sparse vitine per occhiali” le formiche lasciano sul pavimento una chiazza così scura da farla sembrare un frittella assai difficile da ripulire. Ma il poeta, che un tempo bruciava quegli insetti, forse per impeto di umano sentire e trasposizione di pacata saggezza, adesso non ha premura di cacciarli dalle piastrelle della cucina. Nella macchia nera, descritta dal Maestro, si può rintracciare la massificazione degli individui nella società odierna, spesso omologati tanto nel pensiero e quanto nell’agire e solo un gemito di libertà può salvarli dalla inevitabile necrosi (Le vitine). In un quadro sinottico tra etologia e compotamentismo il criceto, pure vivendo in cattività, riesce a mantenere la propria indipendenza di carattere, diversamente dall’uomo che vive in un teatro dell’assurdo e la sedia su cui resta immoto, rivela solitudine e mancata destrezza nel rivedere il corso degli eventi e modificare la propria impronta di personalità. Dentro la gabbietta il piccolo mammifero, girando e girando sulla ruota con la sua postura disordinata, trascorre il proprio tempo e si stanca. Con le vibrisse e le unghie riesce sempre a difendersi dagli attacchi esterni al contrario dell’uomo che, restando immobile sulla sedia, predilige la finzione dei “viaggi virtuali” e nel suo moto rotatorio intorno al globo terrestre lascia che l’apatia annienti l’anima e la mente (Il criceto). Intanto la trasparente bellezza delle “vetrate su del cielo”, spiragli di luce, necessitano di attenta manutenzione e nessuno pensa a ripulirle dalla polvere dell’indifferenza. Al pari di organismi modificati si cangiano le tonalità dei colori e nel caos indistinto dell’industrializzazione non si riesce a distinguere tra “pioggia e asciutto”, infatti il pulviscolo forma una cappa grigia sopra le città e rende pesante il respiro perchè “l’afa è gonfia come un salvagente” e dio non interviene a fermare lo scempio che distrugge e non rigenera (Le vetrate).
Nei propri componimenti il Maestro Oldani paragona e contrappone i comportamenti umani con le meteore e le forme astronomiche, le nicchie ecologiche , la volontà divina e mediante l’uso di tropi e traslati riesce a sorprendere e meravigliare il lettore per una sintassi di comunicazione che traguarda la materialità e conduce ad una riflessione attiva, richiamando alla mente quella realtà “terminale” tanto strana e inquientante, ma che può divenire spinta di motivazione ad essere nel mondo quali individui non più catturati e manipolati da certi oggetti che assumono istanze valoriali, ma esseri senzienti e in piena autonomia di comportamenti e idee.

Lucia Bonanni

Foto: Umberto Barbera

Guido Oldani durante la serata organizzata nell’ambito del programma “Verseggiando sotto gli astri” dal titolo “Yin e Yang”, la rassegna letteraria internazionale Bookcity, Milano 2018, presso la Cascina Linterno in via Fratelli Zoia 194.

RITRATTI: ELISA LONGO – poetessa e performer tutta da scoprire

(by I.T.Kostka)

Una rivelazione della Maratona Poetica del Piccolo (ma Grande) Museo della Poesia a Piacenza: Elisa Longo. Una poetessa di grande originalità e carisma, apprezzata durante numerosi Poetry Slam e performance sul territorio nazionale. I suoi libri d’esordio in formato ebook si trovano in cima alle classifiche della piattaforma digitale Amazon. Una donna sensibile e intelligente, creativa e sorprendente come anche i suoi novativi versi. Oggi tra gli ospiti della testata giornalistica online “Alessandria Today”!

• BIOGRAFIA

Elisa Longo nasce a Tradate (Va) il 14 maggio 1974 da genitori pugliesi. Cresce e respira l’aria di Panni, un paesino a 801 m.s.l.m del Subappennino Dauno. Si laurea in lingue e letterature straniere all’ Università Cattolica di Milano. Lavora come correttrice di bozze ed editor per case editrici medio piccole e collabora con una grande casa editrice nella redazione di schede libro. Si occupa di campagne di ufficio stampa ed è una giornalista free lance. Partecipa al Premio Italo Calvino nel 2017. Scrittrice di racconti, poesie e sceneggiature teatrali, decide di partecipare alla sua prima lettura pubblica solo nel novembre 2017. Il pubblico si incuriosisce e comincia a interessarsi alla sua poetica che sembra emergere dal nulla. Nel maggio 2018 vince il “No Lunch Poetry Slam” dell’edizione del Festival Internazionale di Poesia di Milano e comincia la sua collaborazione con alcuni poeti della scena milanese. Partecipa a uno spettacolo poetico reinterpretando la poetica di Cristina Campo a cui dedica la poesia Cristina.
Impegnata per i diritti civili, contro la violenza di genere e il razzismo, partecipa attivamente a campagne di sensibilizzazione.
Il 3 agosto 2018 pubblica la sua prima silloge poetica “Buttate la Poesia tra le gambe di una donna” che passeggia curata da Stefano Donno de I Quaderni del Bardo edizioni in versione Ebook.
Il 25 ottobre pubblica “Come se qualcuno vi vedesse nudi”, sempre con Stefano Donno de I Quaderni del Bardo edizioni, in versione Ebook, una raccolta di racconti che possono essere riassunti con una delle frasi contenute nel libro: “Forse siamo solo ombre su un muro, la proiezione di una concretezza sfumata”.
Nel 2019 è in arrivo il suo terzo libro, in versione cartacea per I Quaderni del Bardo di Stefano Donno.
“La poesia risuona per le strade, quando è viva dialoga con il panorama circostante. Vedere una donna passeggiare è poesia. Io scrivo una poesia del quotidiano e la metto a disposizione di chiunque voglia leggerla: nei salotti, sulle riviste poetiche, negli slam o per strada.”

• Alcune poesie scelte:

LA MULA PEPPINA

Orizzonte di campo:
sole e schiene chinate
a strappare bozzoli avorio.
Cresce l’aglio
e cresco anche io.
Io in groppa a Peppina
mula secca, sudata e lucida.
Io a sciabolare parole all’aria
e giocare tra inchiostro e carta.
Mula sferza la coda ispida.
Mula mangiata dalle mosche,
si mangiano anche me,
si mangiano anche i sogni.
Mangiasogni che volano,
ronzano, pungono,
iniettano tracoma,
cecità e buio nell’anima.
Mosche che portano pensieri stagnanti,
Medioevo e forconi.
Io scaccio mosche,
mi faccio aria nuova
in groppa a Peppina,
io sento vertigine di altezze grandi.
Io seminata nella terra,
guardo il cielo,
gioco,
mi batto il petto nudo.
Io cresco con l’aglio,
sogno,
in groppa a una mula
che sogna anche lei.

PUÒ BASTARE COSÌ

Può bastare così
la vita,
se la vuoi depilata,
smussata,
senza buchi in cui inciampare.
Invece
se osi avventurarti
oltre il ruvido dei bordi,
da quei pertugi scuri,
si aprono vuoti d’aria
fatti per rovesciarti lo stomaco,
appenderti per i piedi
o prenderti alla gola.
Sentirsi vivi
è spesso
soffocare

Elisa Longo

Tutti i diritti riservati all’autrice

Elisa Longo durante “Yin e Yang” – Verseggiando – Bookcity di Milano, 2018. Foto: Umberto Barbera

FLASH QUIZ: GUIDO OLDANI – poeta, fondatore del Realismo Terminale

FLASH QUIZ (by I.T.K.)

1-Nome e Cognome: Guido Oldani

2- Professione: Poeta

3- Passioni/hobby:

il terzo millennio e la sua felice frattura totale.

4- Quale significato hanno per te l’arte e la cultura?

L’Arte è la forma che prende la vita in tutti i modi ed in questo tempo. La Cultura è lo strumento: traliccio di pensiero ed opere per rendere possibile la coesistenza di bellezza e bruttezza in tutti noi.

5- Artisti preferiti:

Tutti quelli che in qualche modo abbiano a che fare con la fruttificazione del Realismo Terminale.

6- Progetti attuali:

Diffondere ed articolare il più possibile il libriccino “Il realismo terminale” e le sue traduzioni, l’antologia “Luci di posizione” di Giuseppe Langella e “900 non più” di Battagia e Contessini.

7- Sogni nel cassetto:

Non ho nulla che non siano i sogni.

8- Essere intelligente vuol dire per te:

Non amare i cuochi, detti chef, i sarti, detti stilisti e i giornalisti, detti servi.

9- Dove va l’umanità di oggi?

Nelle tasche dei dieci finanzieri che, senza muovere un dito, ci stanno disossando.

10- Dove conduce l’arte contemporanea?

Forse è l’unico strumento non religioso che ci possa portare alla salvezza.

11- Ti piace sperimentare?

Sì, credo che vada fatto costantemente.

12- Preferisci l’arte viva (teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione (cinema, CD, Youtube etc.)?

Sceglierei il loro mescolamento, che, se ben gestito, ci regala un mondo nuovo.

13- Libri preferiti:

I classici russi, Il rosso e il nero di Stendhal, Sotto il sole di satana di Bernanos, Lavorare stanca di Pavese e Don Chisciotte, più qualche altro.

14- Secondo te i social network sono importanti?

Sono l’unica possibilità, pericolosissima, che i poveri hanno oggi per salvarsi dai veleni quotidiani e dai pellegrinaggi sbagliati. I non poveri sono già perduti.

15- Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori?

Di dedicare mezz’ora a questa intervista. Grazie.

Ti ringrazio per aver risposto a questo flash quiz.

Izabella Teresa Kostka

Foto: Umberto Barbera, “Yin e Yang” Verseggiando – Bookcity Milano, 2018

CURIOSITÀ SUI BANCHI DI SCUOLA NEL MONDO a cura di LINA LURASCHI

GIRAMONDO CULTURALE…CURIOSITÀ SUI BANCHI DI SCUOLA NEL MONDO

Come funzionano le scuole nel resto del mondo? Che divise indossano gli alunni?

In GERMANIA, come regalo per il primo giorno di scuola, i bambini ricevono in dono dai genitori un cono ( SCHULTUTE ) pieno di leccornie e regalini che va aperto rigorosamente solo quando i piccoli si trovino già in classe.

In FINLANDIA le scuole sono considerate le migliori del mondo.
Qui gli alunni non ricevono voti fino alla terza elementare. Non devono affrontare prove e test fino a 12 anni e la scuola vera e propria inizia invece a 7 anni.

In GIAPPONE i bambini devono recarsi a scuola da soli e devono provvedere alla pulizia della classe.
A scuola non c’è la mensa e devono portare il pranzo al sacco. Il cibo deve essere contenuto in scatoline organizzate per contenere miniporzioni di pasto.
I nonni hanno il compito di acquistare lo zaino per la scuola, il cosiddetto RANDOSERU.

In POLONIA i bambini al primo giorno di scuola, indossano una divisa scolastica: camicetta bianca e pantaloni / gonna blu per le ragazze e un abito formale per i ragazzi.
Esiste anche una cerimonia d’apertura dell’anno scolastico in cui i bambini prestano
giuramento in quanto scolari di prima.

In RUSSIA i bambini iniziano la scuola sempre il primo settembre, anche se si tratta di un giorno festivo o di un fine settimana.
Questa data segna anche l’inizio dell’autunno ed è noto come GIORNO DEL SAPERE.

In INDIA vi si trova la più grande scuola, la CITY MONTESSORI SCHOOL e conta oltre 30.000 studenti.

In ISLANDA che è un paese con clima rigidissimo in inverno, tutti gli scolari devono imparare a lavorare a maglia per fare un maglione caldo.
Il KNITTING ( lavorare a maglia ) è una materia di classe.

In BRASILE le scuole funzionano dalle 7 fino a mezzogiorno. Così i bambini possono pranzare con i genitori. Per esigenze di spazio, gli alunni frequentano la scuola a rotazione su tre turni.

In CANADA il bilinguismo è d’obbligo; molte lezioni hanno luogo sia in francese che in inglese e gli alunni possono scegliere la lingua attraverso la quale studiare le singole materie.

Nella scuola tedesca gli intervalli durano non meno di 20 minuti e in Svezia solitamente non si hanno mai piu’ di tre materie per giorno e la scuola viene vissuta anche al di fuori delle lezioni, fra palestre, aule di studio , biblioteche.
Qui i libri di testo vengono forniti gratis e si pratica l’insegnamento bilingue.
La scuola tedesca è al primo posto in Europa per la capacità di inserire nuove tecnologie all’interno dei programmi didattici.

La vita scolastica dello studente AMERICANO è scandita, sin dai primissimi anni dell’infanzia, da una serie di esami di ammissioni e test attitudinali. Anche per l’ammissione all’asilo, soprattutto per le scuole private e più prestigiose, la lista d’attesa comincia addirittura in gravidanza.
La maggior parte dei bambini comincia il percorso educativo verso i 5 anni; l’anno scolastico americano inizia alla fine di agosto e termina a metà giugno.

Lina Luraschi

FOTO DA WEB

VERSO CONSIGLIA: IL REALISMO TERMINALE DELLA CONTEMPORANEITÀ CON GUIDO OLDANI E GIUSEPPE LANGELLA

Domenica 18 marzo 2018 alle ore 16.00, presso la prestigiosa Villa del Grumello a Como avrà luogo un imperdibile evento intitolato “Il Realismo Terminale della contemporaneità”, organizzato sotto l’egida del programma culturale itinerante “Verseggiando sotto gli astri di Milano” nell’ambito dell’ambizioso ciclo “Nuovi Orizzonti Poetici”. Tra i protagonisti dell’incontro il Maestro Guido Oldani: poeta, padre del Realismo Terminale e il Prof. Giuseppe Langella: poeta e critico letterario.
Il programma dell’evento verrà arricchito con lettura di poesie di autori appartenenti al RT e di alcuni poeti selezionati dal bando. Tra gli artisti previsti nel programma potremo ammirare Domitilla Colombo (attrice comasca molto amata dal pubblico), il sublime gruppo poetico – teatrale “Poeticanti” Paolo Provasi e Roberta Turconi, e il talentuoso cantautore Roberto Durkovič. Organizzazione dell’incontro a cura di Izabella Teresa Kostka e Lina Luraschi (responsabili per il programma “Verseggiando sotto gli astri…”) in collaborazione con l’Associazione Villa del Grumello.

Ingresso libero.

“SULLE RIVE DEL TEMPO” di IMMACOLATA ROSSO e LA SUA GRAMMATICA DEL PRESENTE a cura di SABRINA SANTAMARIA.

“Sulle rive del tempo” di Immacolata Rosso e la sua grammatica del Presente a cura di Sabrina Santamaria.

Cos’è il tempo? Tutti per esperienza sappiamo che esso si regge su una linea cronologica di passato, presente e futuro, ma è davvero è solo così che possiamo definirlo? Questa è un’interpretazione capziosa e stereotipata, impacchettata, incapsulata e preconfezionata. In realtà noi siamo perché siamo stati e saremo perché appunto oggi siamo. Proprio da questi assunti la nostra autrice parte, uno dei tanti suoi obiettivi è suscitare questo snodo riflessivo: “Il tempo non è una sterile catena di eventi”. Primo Levi affermò che se avesse dovuto definire il suo tempo lo avrebbe paragonato ad un elastico che si poteva allargare o accorciare secondo il suo stato d’animo. Leggendo questa piccola, ma densa raccolta poetica ho cercato di decodificare, interpretare i molteplici e plurimi significati. La nostra autrice ha messo insieme con un artificio sincretico polisemia di linguaggio unita all’allegorismo e al simbolismo; basta già riflettere sul titolo. La riva è uno spazio di confine un limen tra la terra luogo topografico geograficamente definito e il mare, metafora per eccellenza dell’infinito, dell’immenso, dell’imponderabile, è come se la Nostra con la sua opera ci richiamasse all’attenzione con dei quesiti primitivi, i più antichi del mondo: “In questo momento nel quid ed ora anima sperduta dove sei? Stai ripercorrendo i “sempiterni calli” passati di petrarchiana memoria? Oppure te ne stai appollaiata in modo rassegnato prospettando un immaginario futuro che forse non accadrà? Questi appelli principalmente ella li fa alla sua anima che naviga tre le sponde dei suoi sogni e delle sue rappresentazioni oniriche però la Nostra fa sorgere questi spunti riflessivi anche ai suoi lettori, infatti non ha intitolato la raccolta con un termine al singolare, ma al plurale, il titolo riporta con sé una sana egoità mista ad un’alterità indefinita. Cosa rappresentano le rive? Me lo sono chiesta anche io, addentrandomi è nata dentro di me un’interpretazione, un’allegoria da svelare: la riva è il nostro presente, esso sta al confine tra il passato (la terra definita in cui abbiamo camminato ed abbiamo lasciato le nostre orme, abbiamo perfino forse contato i nostri giorni con gli anni) ed il futuro indefinito, infinito, ancora imperscrutabile come il mare, non conosciamo mica tutte le gocce dell’Oceano Atlantico, nemmeno in generale tutte le insidie che il mare ci potrebbe riservare a questo punto forse abbiamo svelato l’arcano perché il Presente, quasi personificato in questa raccolta poetica, è una linea cronotropa tra il passato che ci ricorda i suoi drammi (anche storici non solo personali) e il futuro incerto, liquido per eccellenza: “Eravamo ormai onda liquida”, la sinestesia “liquidi specchi”, “l’orizzonte liquido” , “Palpitavano nell’aria liquida” infatti la Nostra inserisce spesso questo termine nelle sue poesie. “Oblio” è una parola che compare spesso nei suoi versi: “Abiterò la casa sperduta sui monti, dove il gelo dell’oblio annichilisce l’antica fiamma.”, “E giacemmo nel seno dell’oblio.”, “Moriremo insieme, mentre un dolce oblio si distende sui tuoi occhi socchiusi”, “ (la solitudine) è un crudele spettro che ti rapisce e ti porta via dal sole, nelle nebbie dense dell’oblio”, “Anima e cuore, pelle e pensiero, tutto svanisce nel magico oblio.” , “Tu, sogno acqueo di dolce oblio.” L’oblio è l’assenza di ricordo, la rimozione freudiana completa di un vissuto, questa anafora continua in tutta l’opera ha un profondo significato per la nostra poetessa, solo obliando i propri dolori ci si può catapultare nell’incertezza di ciò che accade, creando una sorta di apocope dei propri ricordi possiamo sperimentare la bramosia del rischio. Molto in linea col pensiero Nietzschiano la Nostra ci sottolinea che i ricordi paralizzano l’azione presente, in “Mentre cammino” fa un richiamo implicito al gregge di Nietzsche: “Vagando tra le leggi in cerca di una fede non trovo il fondamento tra il senso e la morale: io vedo solo greggi di gente che non vede, dimentica del vento, persa nel temporale.” I versi di “Silenzio” ci catapultano nell’agghiacciante cornice dei campi di sterminio: “C’è puzza qui… di indumenti sporchi, di pelle, di odio e di dolore. (…) Non ci sono più uomini, in questo lembo di Male: solo sparvieri e bestie da macello.(…) Asciugati, lacrima inutile: nessuno ti sentirà cadere, lì, in mezzo a tutto quel gas.” Immacolata Rosso ricorre frequentemente alle figure retoriche del significato come gli ossimori e le sinestesie ne sono un esempio “Onirica realtà”, “misericordiosa amnesia”, “sguardi roventi” “morbide onde”, “arcobaleni di cascate”. Alla fine della lettura di questo piccolo itinerario in rime ci rimane un interrogativo: “Il presente può essere dunque vissuto?” Sì, attraverso un artificio particolare che i poeti possiedono più di tutti: “La rappresentazione onirica della realtà” cioè vivere un dolce ossimoro che sublima la nostra vita quotidiana la concretezza dei nostri sogni e non c’è niente di più palpabile di un sogno quando i poeti lo rendono materia sensibile con la loro penna cantando la dolce musica delle loro rime ricche di polisemici versi eternamente interpretabili e mai banali come nel caso della nostra poetessa Immacolata Rosso.

Sabrina Santamaria

Foto dal web

INFO DI SERVIZIO

Se qualcuno fosse interessato:

Materiali necessari per valutazione:

– curriculum professionale

– una foto

– presentazione dell’attività artistica

– 3 opere personali: poesie, racconto, foto dipinti o sculture, cover pubblicazioni etc.

Verranno prese in considerazione le candidature più interessanti e stimolanti.

Mail: itk.edizioni@yahoo.com

LA POESIA EROICA – SENTIMENTALE DI SILVANO BORTOLAZZI a cura di SABRINA SANTAMARIA 

“La poesia eroica-sentimentale” di Silvano Bortolazzi

“Comunicare”, “Dialogare”, “Conversare” sono verbi che ho sempre preferito considerare sinonimi con altri termini molto diffusi della lingua italiana come “Narrare”, “Scrivere”, “Raccontare”; sono tutti aspetti diversi per esprimere l’esigenza più profonda dell’uomo: “Conoscere per amare”. La conoscenza non si esplica solo mediante i nostri astrusi processi mentali o attraverso i nostri neuroni, fra l’altro stanchi di un mondo “ipertecnologizzato”, “ipermacchinizzato” per dirla come i sociologi della comunicazione e con gli studiosi del MiT (Massachuttes Istitute of Tecnology), ma la vera conoscenza è ben altra cosa. “Conoscere” significa scavare dentro se stessi, essere consapevoli dei propri ricordi e dei propri sentimenti ed emozioni. Goleman, colui che ha coniato il termine “intelligenza emotiva” e ne ha posto le basi teoriche, sostiene che le giovani generazioni sono “analfabete” delle proprie emozioni cioè sono incapaci di leggere tra le righe di ciò che vivono, sentono, amano. Lo studioso Lowen stesso afferma che “sentire profondamente è respirare profondamente”, io aggiungerei, ciò che la vita ci offre di più stupefacente. Ultimamente ho avuto modo di immergermi nel piccolo-grande mondo della poetica del Cavaliere della Poesia Italiana Silvano Bortolazzi, cinque volte candidato al premio Nobel per la letteratura da parte di 68 università straniere e fondatore dell’ U.m.p (Unione Mondiale dei Poeti), ho avuto l’impressione di carpire, di “toccare con mano” il suo “respirare la vita” che ha suscitato in me molte riflessioni per prendere con noi almeno una infinitesima parte della sensibilità del Nostro Cavaliere. Il Nostro poeta sa cogliere le sue emozioni perché sa riconoscerle come sue e sa trasporle su carta e penna. Il Nostro imprime ed esprime con versi aulici, sublimi, talvolta quasi aspri e severi i suoi ricordi, la sua storia di vita, ciò che gli appartiene, come se in quel atto di comporre una poesia immortalasse un pezzo infinitesimo del suo vissuto per regalarlo a chiunque, non solo al fantomatico “lettore di poesia”, ma anche a colui che il genere letterario “Poesia” gli è stato spiegato solo a scuola, poi per problemi di povertà, disuguaglianze sociali ha smesso di appassionarsi alla lettura. Il Nostro ha il desiderio vivo ed acceso di dare uno Status nuovo alla Poesia perché vorrebbe renderla patrimonio dell’umanità affinché sia un mezzo salvifico per portare “dialogo”, “intesa” nel mondo, tra culture diverse. Il suo profondo sentimento è: “Elevare la Poesia per renderlo strumento salvifico tra popoli, culture, nazioni, religioni, paesi diversi” affinché essa non sia solo un hobby o un vezzo fra una ristretta cerchia di letterati, professori di lingua italiana o uomini colti in genere. Le poesie “A Sabrina”, “ A Marina”, “A Nonna Angela” aprono le porte ad un mondo trascorso di Silvano Bortolazzi, i versi di queste poesie trasmettono una lieve malinconia di affetti vissuti, di amori “perduti” che non tornano indietro, temi molto analoghi si percepiscono nella poesia “Settembre” in cui ho colto un parallelismo tra la crescita mentale, anagrafica del Nostro, ma anche dell’uomo in generale che si affaccia all’età adulta e la stagione autunnale; infatti nell’autunno le foglie “cadono dagli alberi” e i “capelli diventano grigi” segno, appunto, di una maturità nascente che conserva come un fiore all’occhiello tutte le “gioie” e i “drammi” di una giovinezza che è volata via come una rondine dopo i tre mesi estivi brevi, ma intensi come il cielo azzurro e il calore del sole caldo che brucia. Mi ha ricordato molto la poetica di Eugenio Montale che attraversa tutte le tendenze letterarie, ma non ne abbraccia mai nessuna totalmente, in particolare la poesia “Il mio piccolo mondo” mi ha molto ricordato il Montale della raccolta “Ossi di Seppia” per la descrizione viva ed attenta del paesaggio, della giovinezza narrata attraverso la descrizione fervida e pittorica dei territori italici. “A Sabrina”, “A Marina” mi hanno fatta tornare ai miei esami di maturità quando ebbi il piacere, invece, di discutere dell’altra raccolta montaliana “Le Occasioni” in cui la protagonista principale è Irma Braidese donna amata da Montale, ma costantemente questa donna gli sfuggiva, ovviamente con analogie e differenze, perché Silvano Bortolazzi al di là della sua vasta conoscenza letteraria, ha creato uno stile poetico che appartiene al Suo autore, usando espressioni di grandi poeti come Ungaretti, nella poesia “A Nonna Angela” lo cita anche, Quasimodo ed altri grandi autori che hanno fatto la storia della letteratura italiana. Le loro espressioni le custodisce dentro, le ha metabolizzate da parecchi anni, le ha plasmate, le ha “Impastate” per creare un nuovo stile letterario che si impone non solo nel panorama italico, ma in tutto il mondo, come sentire universale. Il suo stile poetico mi ha ricondotta ad un’ermeneutica che il Nostro poeta vorrebbe creare. Giambattista Vico nell’opera “ Scienza Nuova” divise la storia dell’Umanità in tre fasi: età degli dei, età degli eroi ed età degli uomini; Il Cavaliere Silvano Bortolazzi vorrebbe reclutare degli “eroi” con la sua poesia per formare un’era degli uomini. La poesia “Gerusalemme” è stata scritta proprio con questo obiettivo.

“Gerusalemme”

Lo hai mai sentito l’odore della neve nell’aria quando sta per nevicare Gerusalemme?

È un odore che sa di eterno e di giusto.
È l’odore della pace ed aulisce l’anima.

Attutisce i rumori
ed il male della Terra,
mentre incessantemente copre
il creato d’amore.

Guarda il cielo, o Palestina,
e cerca la neve
quando la tua anima è ferita e piange,
poiché dal caldo nascono i fiori
ma dal gelo nasce l’aurora.

Non odiare fratello tuo fratello
e impara a librarti nell’azzurro col pensiero,
lassù,
dove non esistono confini.

Non invidiare sorella tua sorella
poichè chi sa amare le piccole cose
è più ricco del ricco
e chi è povero, ma colto,
sa capire.

Un giorno la guerra finirà
e tutti potranno vedere
cadere la neve
dove v’è solo sabbia e nulla più.

Saggio è colui che perdona e che ama
dove non v’è nulla da perdonare e da amare.

Dalla nuda roccia può nascere un germoglio
e dalla pioggia può sorgere l’arcobaleno.

Verrà la pace e sarà eterna
ed avrà il nome di chi l’ha cercata.

CAVALIERE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA, PER LA POESIA, SILVANO BORTOLAZZI – PRESIDENTE FONDATORE E PRESIDENTE MONDIALE DELL’UNIONE MONDIALE DEI POETI

Sabrina Santamaria