Verso consiglia: guarda “Corrado Coccia e Izabella Teresa Kostka: Musica e Poesia ai tempi del coronavirus, 27.03.2020” su YouTube

Live streaming concerto su Facebook: musica e canzoni Corrado Coccia, testi poetici e voce narrante Izabella Teresa Kostka.
Tutti i diritti riservati agli autori
© Corrado Coccia
©Izabella Teresa Kostka
Milano, 27.03. 2020

Durata: 41 minuti

Live streaming concert on Facebook: music and songs by Corrado Coccia, poetic texts and narrative voice Izabella Teresa Kostka.
All rights reserved to authors
© Corrado Coccia
© Izabella Teresa Kostka
Milan, 27.03. 2020

Time: 41′

INTERVISTA ALLA CANTANTE LIRICA SOPRANO MONIKA LUKACS (a cura di Izabella Teresa Kostka)

INTERVISTA ALLA CANTANTE LIRICA SOPRANO MONIKA LUKACS (a cura di Izabella Teresa Kostka)

È per me una grande emozione intervistare una delle voci più preziose e affascinanti del palcoscenico operistico: la cantante lirica soprano di coloratura, Monika Lukacs.

1. I.T.K: Benvenuta Monika. La tua storia mi è molto cara, perché entrambe abbiamo lasciato la nostra terra di origine per il Bel Paese. Sei nata nella calorosa e accogliente Ungheria, una Nazione flagellata in passato da numerosi “turbamenti politici”. Quali sentimenti nutri e quali sono i ricordi che legano la tua memoria ai drammi della tua Patria?

M.L.: Cara Izabella, ti ringrazio della tua intervista. Sono onorata.
Sono nata a Miskolc, ho vissuto fino a diciotto anni con i miei genitori; dopo il liceo musicale-artistico, mi sono trasferita a Budapest dove ho iniziato gli studi di canto lirico al Conservatorio di Santo Stefano. Sono stati anni importanti per la mia formazione musicale e Budapest è una città meravigliosa, colta, vivace, piena di musica. Durante i miei anni di studio ho fatto tanti concerti, iniziando dalla gavetta: a 21 anni ho debuttato in “Rigoletto” al Teatro dell’Opera Erkel come Paggio, accanto ai grandi cantanti del teatro. Ero la più piccola, nonostante ciò alla prova generale ho invece cantato dalla buca d’orchestra Gilda, perchè la cantante era malata.
Ho avuto una bella infanzia, tranquilla, sono cresciuta in una famiglia semplice che mi ha amato molto. La musica era da sempre presente nella nostra vita, mia madre aveva una voce bellissima, era un soprano di coloratura che cantava nel coro, mentre mio padre suonava il sassofono.
Ero felice. Sono sempre stata una persona positiva e solare. Mi piace trasmettere emozioni attraverso il mio canto e aiutare le persona bisognose. Faccio tanti concerti di beneficenza sia come cantante che come pianista ma anche in qualità di docente con i miei allievi.

2. I.T.K.: Com’è iniziata la tua grande avventura nel mondo del canto lirico? È stata una passione influenzata dalla famiglia oppure è nata in modo spontaneo dal tuo “sentire interiore”?

M.L.: Adoravo la musica fin da bambina. All’inizio suonavo il piano ma poi, a 9 anni, sono stata scelta dalla mia maestra di musica della scuola elementare per cantare davanti a 600 docenti, in occasione di una commemorazione della città, ed ho superato la prova, appassionandomi così al palcoscenico. All’età di 17 anni ho iniziato a prendere lezioni di canto, mentre frequentavo ancora il liceo, girando tutta l’Europa con il coro femminile per concerti e concorsi internazionali. Ne sono conseguite tante soddisfazioni e successi.
I miei genitori mi hanno sempre sostenuta, fin da piccola, ed io sono sempre stata molto determinate: quando tornavo tardi a casa dopo le lezioni di musica andavo subito al teatro oppure alla Filarmonica a sentire i concerti oppure mi impegnavo nelle prove. Avevo bisogno della musica, faceva parte del mio DNA.

3. I.T.K.: Sei un docente di canto masterclass in molti Paesi europei tra cui Belgio, Lussemburgo, Ungheria e Italia. Secondo te, esistono differenze sostanziali nell’insegnamento tra queste nazioni? In Italia l’arte sprofonda nelle gravi difficoltà causate dai problemi sia economici che logistici e per questo la giovane generazione si allontana sempre di più dalla musica classica e dal canto lirico: vedi ancora un futuro e una possibilità di crescita per questo prezioso ma trascurato settore artistico?

M.L.: Nell’insegnamento del canto esiste solamente una tecnica: quella giusta. La tecnica è un mezzo, poi devi aggiungere la voce, la musicalità e lo studio.
Ci sono tanti talenti nel campo della lirica ma purtroppo non basta solo la voce, bisogna avere intelligenza, cultura e musicalità, tanta perseveranza e studio. Al giorno d’oggi, i giovani cantanti non hanno pazienza, vogliono fare subito carriera, che invece va costruita pian piano, “step by step”! Ci vuole tempo per fare la gavetta, bisogna scegliere bene il proprio repertorio e non consumare subito la voce con ruoli troppo pesanti.
Purtroppo la musica classica appartiene ad un pubblico ristretto.
Spero ci saranno sempre più i giovani desiderosi di avvicinarsi alla musica classica e alla lirica. Da 27 anni tengo corsi propedeutici proprio per far crescere i piccoli, avvicinarli alla musica, aprire loro il mondo meraviglioso e magico della musica. Credo in questa missione.
È un periodo davvero difficile per la musica classica, una crisi mondiale con la conseguente chiusura di teatri, auditorium e scuole di musica. Non ci sono più fondi ed è sempre più faticoso andare avanti con questo campo, ma bisogna continuare a crederci!

4. I.T.K.: Quali sono le tue più belle esperienze artistiche come solista e, al contrario, qual è il ricordo più amaro? Ti sei mai sentita a disagio sul palcoscenico? Come combatti la “tremarella da prestazione” dal vivo?

M.L.: Ho tantissimi bei ricordi delle recite e dei Festival nei quali cantavo, tutti i concerti sono importanti per me, che sia davanti ad un pubblico di 2000 persone oppure solo di 100. Noi cantanti e musicisti dobbiamo essere sempre preparati e dare il meglio ad ogni tipo di concerto.
Ho un bruttissimo ricordo di una tournée in Israele: mi ero ammalata, nonostante ciò ho dovuto cantare Bach con 39 di febbre. Fu molto faticoso ma ce la feci… ero molto debole e alla fine sono praticamente svenuta in camerino. Quando sono scesa dall’aereo mi hanno portato in ospedale, avevo una bronco- polmonite che mi ha costretto a fermarmi per un mese, davvero terribile per me.

5. I.T.K.: Sei una vera diva e hai avuto la possibilità di esibirti nei più prestigiosi teatri in Austria, Polonia, Ungheria, Slovenia, Germania, Francia, Croazia, Israele, Romania e, ovviamente, in Italia, al Teatro alla Scala. Quale tra le cornici teatrali appena menzionate ti ha dato la soddisfazione più grande e dove hai trovato il calore del pubblico più sincero e contagioso? La presenza degli ascoltatori nella sala da concerto ti immobilizza oppure stimola e “ti dona le ali”?

M.L.: Ahahah, no. Non sono una diva, sono solo una cantante lirica e una concertista, per me la musica è essenziale, non è un lavoro: è la mia vita.
Adoro il pubblico, mi dà energia, desidero che il mio canto arrivi al cuore della gente. Mi piaceva il teatro, però ho deciso di fare la concertista e credo sia stata la scelta giusta. Il concerto per me più importante l’ho tenuto quando avevo solo 18 anni, la Messa di Schubert in Sol maggiore con i solisti del Teatro dell’Opera di Budapest, l’orchestra e il coro. Un concerto straordinario, tenuto nella nostra meravigliosa Chiesa di Mattia di Budapest davanti al Premier Ungherese, al Primo Ministro e molte altre personalità: fu una grande emozione per me. Ho un ricordo stupendo del Festival di Osijek in Croazia, dove feci la prima esecuzione europea di una Messa di John Rutter; fu talmente ben riuscito che la gente non voleva andarsene.
A 19 anni ho interpretato i Carmina Burana con 400 coristi e 200 orchestrali all’Arena di Budapest. Era il mio cavallo di battaglia. Sono dei ricordi meravigliosi.
Credo che un pò di adrenalina sia necessaria prima del concerto, è un’emozione sana: quando vedo che il pubblico reagisce bene alla mia performance, mi dà una carica enorme.

6. I.T.K.: Nel mondo di oggi, lacerato dalla migrazione dei popoli, dalle guerre e dalle disuguaglianze economiche, infestato dallo sfruttamento e dal crescente, purtroppo, odio razziale e religioso, c’è ancora posto per l’Arte e per il canto lirico? Quale ruolo può svolgere l’istruzione e l’educazione musicale nella società digitalizzata e, purtroppo, ignorante?

M.L.: Stiamo vivendo un periodo difficile, la società sta cambiando. Mi fa paura questo mondo a volte davvero crudele con tanta ingiustizia. Non abbiamo tempo per soffermarci un attimo e ascoltare le persone.
Dobbiamo andare avanti fiduciosi, non arrenderci mai! L’arte è una grandissima risorsa per il nostro animo, la musica è importante per l’umanità, è essenziale, aiuta a superare un lutto, esprimere gioia, felicità, tristezza. Se le persone andassero ai concerti a sentire delle belle musiche, il mondo sarebbe migliore. Quando ascolto certe musiche, come “La Seconda Sinfonia di Mahler”, il solo del contralto Urlicht mi dà pace interiore. Oppure Rachmaninov e i suoi concerti per pianoforte, oppure Franz Liszt: “La Sinfonia Dante” la parte del Paradiso, ti porta in un’altra dimensione, abbellisce i cuori.

7. I.T.K.: L’artista viene spesso deriso, non apprezzato e visto come “un relitto paleozoico” vivente. Come docente di canto lirico, cosa fai per coltivare e salvaguardare nei giovani la dedizione all’arte e per tenere sempre acceso l’entusiasmo? Ti piace insegnare?

M.L.: S, mi piace insegnare! Credo che sia fondamentale far avvicinare i bambini alla musica. Vengo dal paese di Kodàly, il grande maestro, l’educatore ungherese che sosteneva che la musica dovrebbe far parte alla nostra vita. Il suo metodo di insegnamento prevede l’esposizione alla musica sin dalla tenera età, il suo scopo era di insegnare la musica a scuola in modo tale che non fosse una tortura per gli studenti, bensì una gioia.
Quando incontro dei talenti, sono molto felice, cerco di seguirli con tutto il cuore e con il massimo della mia professionalità. Ho avuto degli alunni da Los Angeles, da Manila, da Bruxelles e da Parigi. Un mio alunno filippino, dopo essere ritornato nel suo Paese, mi ha scritto la lettera di ringraziamento più bella che abbia mai ricevuto. Adesso è laureato ed insegna al Conservatorio di Manila. Queste sono le mie più grandi soddisfazioni, così come molti altri che sono stati premiati ai concorsi e che adesso si esibiscono sui palcoscenici internazionali. Sono orgogliosa dei miei alunni.

8. I.T.K.: Monika Lukacs nella vita privata: ti immedesimi a volte nei personaggi lirici che rappresenti oppure, dopo il calo del sipario, torni subito alla realtà, diventando una semplice mortale in “blu jeans” e scarpe da ginnastica?

M.L.: Ah ah ah! Nella vita sono una persona molto semplice, alla mano. Mi piace chiacchierare, conoscere la realtà e le persone. Vado al supermercato, al mercato con i jeans e le scarpe da tennis. Mi piace la cucina italiana e quando ho un po’ di tempo cerco di inventare delle ricette. Chi sa, magari scriverò un ricettario quando sarò in pensione. Mi piace leggere, adoro le poesie oppure andare a vedere una bella mostra, a Milano o nelle altre città nelle quali mi trovo.
Quando canto sul palcoscenico sono un’altra persona, completamente diversa: sono severa, concentrata, non esiste nessuno, penso solamente alla musica e al ruolo che devo interpretare, mi immedesimo nei personaggi e sono molto critica con me stessa.
Devo dare il meglio di me al pubblico che mi onora con la sua presenza. Le soddisfazioni non mancano mai dopo le recite. Mi entusiasmano le ovazioni “standing ovation”, le foto, gli autografi e le interviste. Sono delle belle gratificazioni per un’artista.

9. I.T.K.: Se non fossi diventata una cantante dell’opera, che strada avresti voluto scegliere? Un’altra in ambiente artistico oppure completamente diversa?

M.L.: Ho studiato pianoforte, volevo diventare una pianista ma poi avevo una brutta tendinite e mi hanno consigliato di fare la cantante, dal momento che ho sempre avuto una voce cristallina. E così è stato. La musica appartiene alla mia vita e mi ritengo una donna fortunata. Non è da tutti. Se non fossi stata musicista, credo che avrei fatto la psicologa. Ho letto tanti libri e mi incuriosisce la psiche, mi piace ascoltare ed aiutare le persone bisognose.

10. I.T.K.: Quali sono i tuoi progetti professionali per il prossimo futuro?

M.L.: Ho in programma dei recital lirico e liederistico a Milano, a Budapest a Lugano.
Terrò una Masterclass al Conservatorio G. Verdi di Milano a marzo mentre ad aprile sarò al Conservatorio di Budapest. Spero in molte altre belle occasioni.
Deve uscire nel 2021 con un CD liederistico insieme al pianista Stefano Ligoratti.

11. I.T.K.: Se dovessi scegliere, un giorno, tra la vita professionale e quella privata e sentimentale, quale sarebbe la tua scelta? Saresti capace di rinunciare alla carriera per il bene delle persone a Te care?

M.L.: È una scelta molto difficile. È importante la vita privata, ma soprattutto avere una persona che ti sostiene e ti comprende sia nella vita quotidiana che nella professione.
Se dovessi scegliere, rinuncerei alla carriera per la persona amata, per l’anima gemella.
Ma credo che si possa fare una carriera discreta senza rinunciare alla famiglia. Se una persona ti ama, non ti chiederà mai di scegliere e rinunciare.
Credo che debbano esserci dei compromessi nella vita. Bisogna seguire il cuore che non sbaglia mai, sperando di conciliare l’amore con la professione.

12. I.T.K.: Un’ultima domanda piuttosto di routine: quali sono i tuoi sogni nel cassetto, quelli più segreti?

M.L.: Mi piacerebbe insegnare in un conservatorio in Italia, far crescere gli studenti di canto lirico.
Vorrei pubblicare il primo possibile il mio manuale di canto lirico destinato agli studenti. Poi ho un grande sogno nel cassetto, che adesso non posso svelare, ma magari al prossimo incontro ve lo dirò.

I.T.K.: È stato un vero piacere parlare con Te, Monika, e ti ringrazio profondamente per la disponibilità e il tempo dedicatomi. Ho avuto l’occasione di conoscerti di persona e, lo affermo con convinzione, sei una persona squisita e di grande raffinatezza e ricchezza interiore, per non parlare del tuo carismatico fascino femminile. Ti auguro numerosi successi e che il tuo magnifico cammino artistico duri all’infinito!

L’intervista a Monika Lukacs rilasciata nel mese di novembre 2019, a cura di Izabella Teresa Kostka.

Milano.

Tutti i diritti riservati.

NOTA BIOGRAFICA

Monika Lukács è nata a Miskolc (Ungheria). Si è diplomata col massimo dei voti presso il Conservatorio di Musica “St. Stefano” di Budapest . Ha studiato presso il Conservatorio di Musica ” G. Verdi” di Milano guidata prima da Silvana Manga, Adele Bonay e successivamente da Vittorio Terranova, dove si è diplomata con il massimo dei voti nel 2002. Nel 2005 si è laureata col massimo dei voti in Musica Vocale da Camera di primo livello con Stelia Doz, e nell’anno successivo si é laureata in canto lirico di secondo livello con Vittorio Terranova. Nel 2011 si è laureata con 110 in Musica Vocale da Camera di secondo livello con Stelia Doz. Ha frequentato inoltre numerosi corsi di alto perfezionamento tenuti da Jůlia Hamari, Renato Bruson, Teresa Berganza.
A partire dal 1996 ha tenuto numerosi concerti in, Austria, Polonia, Ungheria, Slovenia, Germania, Francia, Croazia, Israele e Romania. In Italia ha cantato per le Serate Musicali, Società del Giardino di Milano per la Società del Quartetto e per i concerti degli Amici del Loggione del Teatro alla Scala, inoltre ha preso parte a numerosi recitals lirici in diverse città (Milano, Brescia, Bergamo, Roma, Lodi, Mantova, Firenze, Napoli, Ferrara, Genova, Venezia). Si è esibita con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino presso il Teatro Comunale di Firenze, Teatro dell’Opera “ Erkel Ferenc” di Budapest, Teatro Bibiena di Mantova, Teatro Mancinelli di Orvieto, Teatro Malibran di Venezia, Teatro Piccolo di Milano, all’Auditorium di Lugano e all’Auditorium di Milano. Ha cantato con L’Orchestra Verdi di Milano, Divertimento Ensemble, L’Orchestra Guido Cantelli, Milano Classica e I Solisti della Scala, L’Orchestra Italiana Niccolò Paganini. Ha partecipato al II Festival Internazionale di Musica da Camera sotto la direzione artistica di Marcello Abbado.

Ha ottenuto il Premio Speciale al Concorso per i cantanti lirici dell’Europa Forum 2000 di Firenze, il Terzo Premio al Concorso Internazionale di canto lirico ” Assami” di Milano.
La Vincitrice del XII Concorso Nazionale della Società Umanitaria nel 2002 e del Secondo Premio di Musica Vocale da Camera di Rotary di Milano nel 2003.
Ha vinto la Borsa di studio per il Wagner Festival di Bayreuth nel 2008.
Nel 2012 ha vinto il Gran Premio “ Carducci “ al I Concorso Internazionale di Musica Vocale da Camera di Madesimo.

Nell’anno accademico del 2006 / 2007 docente presso il Conservatorio di Santo Stefano di Budapest come docente di canto lirico.
Dal 2007 al 2014 pianista , insegnante presso il Liceo Artistico “ Rudolf Steiner” di Milano.
Dal 2009 Docente di canto presso L Accademia Musicale “ G. Marziali” di Seveso per 5 anni.
Ha tenuto i corsi di alta formazione per i docenti di musica all’Accademia Musicale di Seveso e a Milano.
Attualmente docente presso la Milano Music Masterschool.
È docente delle Masterclass in Ungheria, in Belgio, in Luxembourg, in Italia.
Ha registrato CD per la Sarx Records, Classica Viva, Stradivarius e per la Radio Svizzera. Ha registrato per la RAI, per la SKY Classica, e per la TV Giapponese e Ungherese.
Svolge attività concertistica con repertorio lirico e da camera in Italia ed all’estero.
È membro delle giurie dei concorsi nazionali ed internazionali .
Dal 2007 collabora con il Teatro alla Scala.

Monika Lukacs su Youtube:

https://youtu.be/jqFr1EcYQtA

https://youtu.be/4LVB82JwaDc

~

L’intervista pubblicata anche sul portale giornalistico Alessandria Today di Pier Carlo Lava:

https://alessandriatoday.wordpress.com/2019/11/04/musica-intervista-alla-cantante-lirica-soprano-monika-lukacs-a-cura-di-izabella-teresa-kostka/?preview=true

VERSO CONSIGLIA: Verseggiando sotto gli astri di… Fagnano Olona

(by I.T.Kostka)

Nell’ambito della rassegna”Percorsi culturali” patrocinata dal Comune di Fagnano Olona e ideata dall’Assessore alla Cultura Giuseppe Palomba in collaborazione col poeta Claudio Mecenero, invitiamo all’evento organizzato nel ciclo culturale itinerante “Verseggiando sotto gli astri” dal titolo “Il viaggio alla ricerca dell’uomo”. La kermesse si svolgerà presso Sala Magna delle Scuole E. Fermi in Piazza Alfredo Di Dio a Fagnano Olona (Varese), il 24 marzo 2019 alle ore 16.00 e vedrà la partecipazione di 14 poeti contemporanei (Umberto Barbera, Carmelo Caldone, Elisa Longo, Patrizia Varnier, Sergio Belvisi, Maria Teresa Tedde, Paolo Bossi, Luigi Maione, Antonio Laneve, Barbara Rabita, Tito Truglia , Antonio Vaccaro, Omar Gellera, Izabella Teresa Kostka). Oltre al reading nel programma troverete una mini performance teatrale a cura dell’attrice drammatica Domitilla Colombo, un omaggio a Lawrence Ferlinghetti curato dal poeta Claudio Mecenero e, soprattutto, uno straordinario spettacolo di musica, voce, danza e arte visiva con la partecipazione di Ermanno Librasi (strumenti a fiato), Laura Zahira (danze) e Daniel Kolle (percussioni – voce).

Presenterà l’evento la scrittrice e poetessa italo – polacca, fondatrice e coordinatrice del programma “Verseggiando sotto gli astri” Izabella Teresa Kostka.

Ingresso libero e gratuito.

Vi aspettiamo numerosi!

SPETTACOLO: POEMUS MUSIPÒ al TEATRO ALTA LUCE a MILANO

(by I.T.Kostka)

Sarete nei pressi della città di Milano sabato 23 marzo 2019? Se aveste voglia di assistere ad un originale spettacolo poetico musicale memorizzate questo evento!

Due artisti di grande fascino: la travolgente e intensa poetessa sarda detta “Fata Turchina” Maria Teresa Tedde e il carismatico e surreale cantautore milanese Corrado Coccia uniti in uno spettacolo, un intreccio poetico musicale dal titolo “Poemus Musipò”. Con loro un sassofonista di grande bravura Vito Silvestro e tre Ospiti: Giovanni Ronzoni (architetto, poeta, artista poliedrico), Patrizia Varnier (poetessa, performer) e Izabella Teresa Kostka (scrittrice e poetessa italo – polacca, coordinatrice del programma “Verseggiando sotto gli astri”).

Un connubio perfetto tra poesia, musica e voce, tante emozioni, un battito cardiaco accelerato e, forse, qualche preziosa lacrima di commozione da ricordare per sempre.

Inizio spettacolo ore 20.30 presso Alta Luce Teatro, Alzaia Naviglio Grande n° 192, Milano.

Ingresso gratuito, per motivi strettamente organizzativi è consigliabile la prenotazione dei posti scrivendo al seguente indirizzo mail:

coccia@me.com

Buffet finale offerto dagli autori.

Vi aspettiamo numerosi!

MUSICA: REQUIEM di W.A.MOZART con DOMINIKA ZAMARA (soprano) il 20 marzo 2019 a MILANO

(by I.T.Kostka)

Un evento straordinario, un capolavoro del Grande Mozart e un cast artistico stellare. Imperdibile!

Mercoledì 20 marzo 2019 alle ore 21.00 presso la Chiesa di San Marco in Piazza San Marco 2 a Milano, verrà eseguito uno dei più grandi capolavori di W.A. Mozart: la messa funebre “Requiem in re min. KV 626” per quattro soli, coro, orchestra e organo.

Tra i solisti di altissimo rilievo internazionale di fama mondiale Dominika Zamara (soprano), Angela Lisciandra (mezzo soprano), Enrico Iviglia (tenore) e Paolo Battaglia (basso).

Con la partecipazione dell’ Orchestra dell’Associazione Mozart Italia di Milano, del Coro Bach di Milano e di Sandro Rodeghiero (maestro del coro). Direzione artistica e musicale del bravissimo Aldo Bernardi.

Biglietti in prevendita su: http://www.vivaticket.it

Punti vendita autorizzati:

Marpiosa Duomo, Milano a Memoria, Coop Lombardia, Ricori Mediastore e tanti altri.

VERSO CONSIGLIA: POESIA, MUSICA e SPETTACOLO presso il TEATRO CENTRO POLIVALENTE a SANDIGLIANO (BI)

(by I.T.Kostka)

Con grande piacere Vi invitiamo al 23° pomeriggio di poesia, teatro e musica, organizzato nell’ambito del programma culturale ciclico itinerante “Verseggiando sotto gli astri di Milano” dal titolo “L’ aurora della pace”. La kermesse avrà luogo sabato 23 febbraio dalle ore 17.00, presso il Teatro Centro Polivalente di Sandigliano (BI), via Maroino 12.

L’evento ha ottenuto il patrocinio del Comune di Sandigliano, dell’Assessorato alla cultura, dell’Associazione degli Alpini A.N.A. di Sandigliano e l’importante supporto organizzativo dell’Associazione Amici del Cinema. Nel corso della serata si esibiranno sul palco numerosi affermati artisti, tra cui il Coro A.N.A. “La Cesëta” di Sandigliano, il cantautore e pianista Corrado Coccia, l’attrice drammatica Domitilla Colombo e ben diciotto poeti contemporanei provenienti da diverse regioni del Bel Paese. Condurrà lo spettacolo Izabella Teresa Kostka, scrittrice italo – polacca fondatrice e coordinatrice generale del programma. Si ringrazia il poeta biellese Umberto Barbera per il suo prezioso contributo all’organizzazione dell’evento.

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Per info:

verseggiando.eventi@yahoo.it

VERSO PRESENTA: IL CORO A.N.A. “LA CESËTA”

(by I.T.K.)

Manca poco al 23° incontro organizzato nell’ambito del programma culturale ciclico itinerante “Verseggiando sotto gli astri”, stavolta dal titolo “L’Aurora della pace”, presso il Teatro Centro Polivalente a Sandigliano (Biella), il 23 febbraio 2019 dalle ore 17.00, in via Maroino 12.

L’evento ha ottenuto il Patrocinio del Comune di Sandigliano, dell’ Assessorato alla Cultura, dell’Associazione degli Alpini A.N.A. di Sandigliano ed è curato in ogni dettaglio in stretta collaborazione tra Izabella Teresa Kostka (fondatrice e coordinatrice di “Verseggiando”, scrittrice), Umberto Barbera (poeta biellese) e l’Associazione Amici del Cinema di Sandigliano e, ovviamente, con la preziosa partecipazione del Coro A.N.A. “La Cesëta” di Sandigliano.

Il recital de “La Cesëta” insieme alla performance dell’attrice drammatica Domitilla Colombo e alla sublime musica del cantautore Corrado Coccia aumenteranno sicuramente le emozioni e lo spessore artistico dell’intera serata poetica.

Ecco un po’ di informazioni dettagliate riguardanti il tanto apprezzato gruppo corale:

– Il coro A.N.A “La Cesëta” del gruppo alpini di Sandigliano Sezione di Biella nasce nel 1992 da alcuni alpini amanti del canto corale appartenenti al gruppo di Sandigliano, decisi di unirsi per cantare insieme il “ Signore delle Cime“ durante la funzione in memoria di Don Pietro Bricarello amato sacerdote e cappellano militare alpino.

Sono proprio le penne nere, legate al ricordo di quel sacerdote che tanto seppe farsi amare che danno vita al coro “La Cesëta”, splendida chiesetta all’ingresso del paese che da tempo ospita la sede del gruppo alpini e del coro. Fin dalla sua fondazione il coro ha posto, tra le sue finalità, la costituzione di un fondo per la conservazione e la ristrutturazione di questa perla architettonica e l’aiuto alle realtà socio-assistenziali del paese.

Nel 1992 cominciava un’avventura, oggi si colgono i frutti: il coro infatti è diventato una solida realtà e continua a riscuotere apprezzamenti non solo per la musicalità, ma per la capacità organizzativa nelle diverse occasioni che hanno fatto del coro un punto di riferimento.

Nella sempre più difficile realtà dei cori alpini a reperire i giusti rinforzi che abbiano la passione dei canti popolari, di montagna e a quelli legati al corpo degli alpini, il coro A.N.A. “La Cesëta” sta riuscendo a trovare un insieme di giovani appassionati con la voglia di cantare e di far parte della nostra famiglia, non sono alpini ma hanno il loro spirito, vedere ragazzi di 17/18 anni che hanno voluto far parte del nostro coro è una grandissima soddisfazione che ci da coraggio a proseguire la nostra missione , “portare avanti la tradizione dei canti alpini” e ci da anche la speranza che riescano a tramandare la loro passione anche ad altri giovani in modo tale, che si continui a conservare e tutelare il patrimonio di questi canti.

Il coro attualmente è composto dai 25 elementi, è diretto dall’alpino Marco Capella, giovane attento e sensibile all’evoluzione musicale e ai metodi di insegnamento.

Dal 2013 Il presidente del Coro è l’alpino Adriano Parise.

“La Cesëta” su YouTube:

https://youtu.be/QI3fqkjAG7M

Vi aspettiamo numerosi!

Ingresso libero

Luogo dell’evento: Teatro Centro Polivalente di Sandigliano

“I POETICANTI” – quando la musica incontra la parola

(by I.T.Kostka)

Tra gli artisti Ospiti Speciali del programma “Verseggiando sotto gli astri…”, fin dalle prime puntate del 2015 tenutesi ancora presso il Centro della Ricerca e Formazione scientifica Cerifos di Milano, troviamo il duo musicale – teatrale ” I POETICANTI”: Roberta Turconi (attrice teatrale, canto) e Paolo Provasi (canto, ukulele, chitarra).

Questi due Artisti, molto amati e apprezzati dal pubblico, riescono a unire perfettamente l’arte letteraria alla sublime interpretazione teatrale e vocale di Roberta e alle originali note musicali di Paolo. Merita la nostra stima la loro grande professionalità e la carisma scenica dotata di una sensibilità veramente straordinaria. Il duo “I POETICANTI” partecipa con successo a numerosi prestigiosi eventi poetici e teatrali, alle rassegne internazionali come Bookcity di Milano, ai festival letterari e, spesso, alle performance collegate agli incontri dei Realisti Terminali.

• IDENTIKIT

I POETICANTI quando la musica incontra la parola, quando la poesia diventa canzone.

“I Poeticanti” hanno come identità espressiva la poesia in musica, recitazione e canto. Autori anche molto distanti tra loro per temperamento artistico ed epoca sono la fonte primaria di ispirazione del gruppo che ne ripercorre i versi sia in forma di canto con accompagnamento di vari strumenti musicali, sia attraverso la recitazione. La proposta viene arricchita dall’interpretazione di brani tratti da diari, lettere e vari testi in prosa; le liriche diventano quindi canzoni e le autrici e gli autori prendono vita attraverso la parola recitata dei loro scritti. La parte musicale è costituita solo da composizioni originali dei Poeticanti. Insieme ai più noti autori del passato e contemporanei, la “mission” dei Poeticanti è anche quella di far conoscere o riscoprire poetesse rimaste in ombra o mai seriamente valutate, soprattutto in epoche in cui la donna non aveva la possibilità di far sentire la propria voce.
Progetti realizzati, presentati e attualmente in repertorio:

● “Care voci di un tempo” – La poesia e gli scritti di Emilia Villoresi (1892-1979). CD allegato a: “Mi dici parole d’amore” antologia di poesie, edita da “La Vita Felice”, Milano, 2014.

● “Il tesoro nascosto” – favole e filastrocche tratte da Favole d’oggi (1936) di Emilia Villoresi (1892- 1979). CD allegato a: “Il tesoro nascosto”, edizioni “La memoria del mondo”, Magenta, 2015.

● Progetti con altri autori: Saffo, Emily Brontë, Sergio Corazzini, R. Tagore, Antonia Pozzi, Vittorio Sereni, Ada Negri, Sylvia Plath, Maria Luisa Spaziani, W. Wordsworth, J.Prévert, J.L. Borges, Guido Oldani, oltre a brani tradizionali in armonia con l’identità espressiva dei Poeticanti. Il tutto sempre intrecciato con la forma espressiva attorale.

I Poeticanti sono composti da: Roberta Turconi, attrice, voce recitante, canto; Paolo Provasi, canto, ukulele, chitarra; Eleonora Rapone, organetto.

“I POETICANTI” su YouTube:

https://youtu.be/m2ecWLheNdg

https://youtu.be/mNcHrH21EH8

DOMINIKA ZAMARA PREMIATA AL CONCORSO “POLISH BUSINESSWOMEN AWARDS”

(by I.TK.)

Il 5 ottobre 2018 a Varsavia (Polonia) si è conclusa la cerimonia finale del concorso ” Polish Businesswomen Awards”, organizzata dalla redazione della rivista „Businesswoman & life”.

Evento è stato condotto magistralmente da Jacek Rozenek riscontrando grande interesse e impatto mediatico.

Tra numerosi illustri personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e del business è stata premiata la talentuosa ed eccellente cantante lirica DOMINIKA ZAMARA – soprano di fama internazionale, nata in Polonia e cresciuta artisticamente in Italia.

Dominika Zamara, ritirando il premio per ” l’attività operistica svolta e la promozione della musica polacca classica nel Mondo”, ha inaugurato la serata con la sua angelica voce confermando per l’ennesima volta la sua immensa bravura, il fascino e le straordinarie doti di una vera Diva della lirica.

In occasione del grande evento, ha avuto luogo anche la prima di un nuovo brano musicale dal titolo “Sulle ali del tempo” scritto dal compositore italiano Enrico Fabio Cortese ed eseguito divinamente da Dominika Zamara e Iwona Węgrowska.

Per ascoltare consultare il link:

https://youtu.be/HhxDmr738sc

Articoli correlati:

https://warszawawszpilkach.blogspot.com/2018/10/viii-gala-polish-businesswomen-awards.html?m=1

http://businesswomanlife.pl/viii-gala-polish-businesswomen-awards-zakonczona-sukcesem/

IL BOATO RUGGENTE DELL’ARTE: QUANDO GLI ARTISTI SI INORRIDISCONO a cura di SABRINA SANTAMARIA

Il Boato ruggente dell’arte: quando gli artisti si inorridiscono.

“Siate sempre capaci di sentire nel profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo” cit. di Ernesto Che Guevara

Un grande rivoluzionario come Ernesto Che Guevara affermò: “Vale la pena di lottare solo per le cose senza le quali non vale la pena di vivere”. Vero pacifista, libertario tanto da morire in nome della libertà come i giovani della rivoluzione sessantottina che ripudiavano la guerra e la violenza i quali molti di loro furono pure arrestati. Ultimamente hanno denunciato le stesse problematiche due cantautori Ermal Meta e Fabrizio Moro con il testo musicale “Non mi avete fatto niente” che è un innovativo esempio di una denuncia nell’ambito della musica. Fabrizio Moro ed Ermal Meta decidono di creare a quattro mani un pezzo musicale che possa rimanere inciso nella storia di tutti i migliori cantautori dei tempi. A mio parere uno degli obiettivi dei Nostri è stato quello di dare origine ad un testo che possa scuotere nel profondo l’immaginario collettivo con lo scopo di far riflettere l’opinione pubblica su alcune problematiche di respiro mondiale: la guerra, il terrorismo, in generale se vogliamo la distruzione ingiustificata della violenza. Questo testo è risultato vincitore al Festival di Sanremo, primo posto a mio giudizio, sudato e meritato, non solo per il messaggio veicolato, ma anche per le scelte stilistiche adoperate; il testo di questa canzone mi riconduce mentalmente ad una poesia cantata. Ascoltando con dedizione e con accuratezza possiamo rintracciare figure retoriche come metafore, ossimori, iperboli (“Galassie di persone”). È come se i Nostri dicessero in modo chiaro ed esplicito: “La guerra non è mai un atto legittimo ed ogni modo non può essere mai giustificata. Il terrorismo nemmeno! Non si può ammazzare in nome di un dio, di una religione, di un’idea, è eticamente inaccettabile ed impensabile per un uditorio “sano” moralmente concepire di portare la pace nel mondo con una bomba o con una guerra”. Lo stesso discorso vale per il nostro paese, l’Italia, che manda i suoi soldati per fare le “missioni di pace” ed usano le armi da fuoco, un controsenso! Questa canzone mi ha riportata ai “Corsi e ricorsi storici” vichiani. La storia secondo Vico procede per cicli che si susseguono in un modo sempre uguale ripetendosi in tre cicli: età degli dei, età degli eroi ed età degli uomini. Oggi quale epoca stiamo attraversando? Qualche storico contemporaneo riuscirà a darci una chiave di lettura? E anche se uno studioso avanzasse ipotesi azzardate a proposito cosa potrebbe descriverci? E con quali coordinate storiche? Spesso gli intellettuali del nostro tempo, vedi la Turkle, ci forniscono un’interpretazione che è molto debitrice della posizione rousseauiana cioè: “Progresso-regresso”. Il progresso non ha portato più al benessere della società, il benessere lo ha portato agli albori della tecnologia, adesso la saturazione tecnologica per certi versi ha spaccato il mondo sociale creando: una società a microcosmo che diventa ipertrofica ed opulenta sempre più volubile e concentrata sul predominio dell’avere sull’essere come Erich Fromm ci suggerisce nella sua opera “Avere o essere?” mentre d’altro canto una società a macrocosmo dilaniata dalla miseria più assoluta. Tornando al nostro argomento iniziale pensiamo facilmente che in tutte le epoche ci sono state le ingiustizie e queste sono state denunciate attraverso le arti: musica, pittura, scultura, cinema, teatro e letteratura. Il video di “Non mi avete fatto niente” ha scosso la nostra mente, la nostra coscienza . Fra l’altro se dovessi fare un termine di paragone con un’opera d’arte mi piacerebbe creare un parallelismo con “Guernica” di Pablo Picasso. Sono due forme d’arte completamente diverse perché coinvolgono sensi percettivi completamente eterogenei, una il campo uditivo, l’altra visiva. Al di là di possibili analogie e differenze esse vivono come espressioni d’arte talmente espressive che sono avulse dai loro stessi creatori. Hanno lo stesso obiettivo: denunciare a gran voce gli obbrobri della violenza. La violenza non può essere accettata o considerata come fatto ovvio o normale. Picasso col suo pennello ci narra la triste vicenda della città Guernica colpita dalla guerra civile tra i monarchici guidati dal generale Francisco Franco e i repubblicani, il 26 Aprile del 1937 la città fu rasa al suolo. Lo spazio rappresentato è interno distrutto dal bombardamento. I dettagli sui quali i critici hanno gettato la loro attenzione sono: una figura di donna che sta cercando una candela , un toro, un cavallo grido di una madre che stringe il suo bambino, una donna che corre verso sinistra, un soldato a terra caduto in battaglia tra le mani ha un piccolo fiore segno della pace e della speranza . La lampada rappresenta il lume della ragione che secondo la riflessione del pittore cubista gli uomini contemporanei hanno perso. Proprio alla ragione umana Ermal Meta e Fabrizio Moro si rifanno e si richiamano. La ragione è il lume che l’uomo contemporaneo ha perso, altro che più evoluto! Anche il video della canzone menzionata mostra famiglie e bambini distrutte dalla violenza. “Guernica” rappresenta il grido di dolore universale di tutta l’umanità che nel novecento è stata sconvolta dalle guerre, infatti c’è da riflettere anche sulla scelta del colore, che è quasi un monocromo dalla tonalità grigia. Si rifà molto alle opere medievali perché presenta uno schema triangolare. Sia Picasso, sia i nostri cantautori mi hanno fatto pensare ad un poeta Quasimodo con la sua opera “Uomo del mio tempo”. Individuiamo un carattere fondamentale: “ Il boato ruggente di un grido contro ogni forma di violenza!”
“Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo (…). T’ho visto eri tu, con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio, senza amore , senza Cristo. Hai ucciso ancora, come sempre, come uccisero i padri, come uccisero gli animali che ti videro la prima volta.” Cit. “Uomo del mio tempo” di Salvatore Quasimodo.

Sabrina Santamaria

Foto dal web Pixabay