“QUANDO LE PAROLE DIVENTANO EMOZIONI” di ANTONIO SCARITO a cura di SABRINA SANTAMARIA 

“Quando le parole diventano emozioni” di Antonio Scarito.

Quest’opera è un diario in versi, lo spiega anche il sottotitolo (Diario di un uomo innamorato della vita), ad ogni componimento poetico corrisponde una data. Le poesie raccolte in questo piccolo capolavoro narrano la quotidianità del suo autore; senza un ordine logico e cronologico, le poesie esprimono pienamente gli stati d’animo del poeta, uomo settantenne che talvolta scrive con l’animo di un ragazzino innamorato, talvolta si abbandona a licenze poetiche caratterizzate da uno scarto linguistico-semantico molto elitario. Scarito spesso si strugge descrivendo la tranquillità e la malinconia che evocano cieli notturni pieni di stelle, oppure descrive l’irrequietezza del mare associandolo al suo stato d’animo, spesso carico di riflessioni e pensieri sia ripiegati su se stesso, sia sulle sorti che toccheranno alla nostra società descrivendole in modo sempre chiaro, netto e preciso, infine non mancano spunti di critica, a mio giudizio davvero interessanti. 
Le poesie di Scarito spesso sono caratterizzate dall’incontro di due innamorati che si sfiorano, si abbracciano, che “godono” d’amore, ma mai l’autore sfocia in temi erotici o osceni; egli dalla fantasia giunge alla realtà dei rapporti umani per poi chiudere il cerchio con la sua espressività dal contenuto simbolico e molto raffinato. Questa raccolta di poesie è intergenerazionale, perché tratta temi di vasta portata e adatti a tutte le generazioni. 

 In una poesia risalente al 20 Maggio Scarito descrive la donna e trovo molto opportuno trasporre questo verso: 

“Donna, tu come uccello in volo, voglia di stare al centro, circondata d’attenzioni per far di te una regina”. 
Il poeta con questa frase si esprime con stile leopardiano, direi quasi dannunziano, e ricorda qualche Laude risalente al Decadentismo, ma nonostante ciò, dimostra la sua originalità scadendo dagli schemi consueti della poesia, sottolineando: “Donna, tu amante vera, sei capace di dare vita e sesso all’uomo, gli dai anche il tuo corpo come fosse ultimo essere”. Con questi toni di espressione il poeta sottolinea che la donna è anche carne, corpo, non solo spirito e chiude il cerchio sconvolgendo le aspettative del lettore, adulando la donna, continuando: “Sol se senti che ricambia tutto, lo fai senza interessi”, marcando che l’essere femminile non è un oggetto, ma un gioiello da amare, rispettare e accudire con amore.

Sabrina Santamaria 

Foto dal web

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VERSO: REDAZIONE, COLLABORATORI, I NOSTRI AUTORI

Ecco in poche essenziali parole la redazione, i collaboratori fissi e gli autori pubblicati di recente su VERSO – SPAZIO LETTERARIO INDIPENDENTE: 

●  Fondatrice e capo – redattrice: 

Izabella Teresa Kostka  (rubrica interviste, articoli vari, ritratti, VERSO consiglia)

● Collaboratori fissi:

Roberto Marzano ( per “I nostri autori”)

Luigi Balocchi ( per “I nostri autori “, articoli vari)

Lina Luraschi  (responsabile della rubrica esclusiva “Giramondo culturale”)

Sabrina Santamaria  (per la rubrica “Novità e recensioni letterarie”)

● Collaborazione occasionale 

Lorenzo Spurio (saggi e critica letteraria) 

● Autori pubblicati fino ad oggi:

Luigi Balocchi, Claudio Mecenero, Roberto Marzano, Lina Luraschi, Izabella Teresa Kostka, Alessandra Beratto, Giancarlo Stoccoro, Lucia Audia, Mauro Cesaretti, Luigi Maione, Fabio Strinati, Raffaella Amoruso

Per contattare la redazione: 

itk.edizioni@yahoo.com

FLASH QUIZ: IZABELLA TERESA KOSTKA 

FLASH QUIZ: IZABELLA TERESA KOSTKA

1 – Nome e Cognome: Izabella Teresa Kostka 

2 – Professione: Pianista, docente di pianoforte (laureata in pianoforte e belle arti con qualifiche pedagogiche), interprete, presentatrice eventi 

3 – Passioni / hobby: scrittura, organizzazione eventi culturali, giornalismo freelance, animali, arte in ogni sua forma e sfumatura, nuoto, teatro, fotografia

4 – Quale significato hanno per Te “Arte e Cultura”: L’arte e la cultura sono la più sublime espressione dell’intelletto e dell’emozione umana. Sono come catarsi e nirvana, fanno parte di me dall’acerba età, sono indispensabili per purificare questo nostro malato Mondo.

5 – Artisti preferiti: Tanti, sarebbero troppi da menzionare. Apprezzo soprattutto la passione,  l’umiltà e la “verità” nelle performance e nelle opere di ogni settore. Detesto il manierismo e la falsità. 

6 – Progetti attuali: Condurre la 3° stagione del Verseggiando sotto gli astri di… e far crescere il Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte Valchiria. Collaborare con la Carovana dei Poeti e far crescere “Verso – spazio letterario indipendente”.

7 – Sogni nel cassetto: Finire i miei prossimi due libri. Per il futuro più lontano: non morire nella solitudine cit.”vorrei non sparire nella dimenticanza”

8 – Essere intelligente vuol dire per te: Avere la mente aperta e senza pregiudizi. Sapere ritrovare il proprio equilibrio emotivo – intellettuale, saper ascoltare senza giudicare a priori e avere una bella dose di autoironia e senso dell’umorismo. Adattarsi ai cambiamenti.

9 – Dove va l’umanità di oggi?: Verso il dirupo dell’autodistruzione. Ha perso ogni ragione e non rispetta più nulla, conta soltanto il profitto. Sono piuttosto black nelle mie previsioni ma combatto ancora.

10 – Dove conduce l’arte contemporanea?: Verso i nuovi orizzonti e la ricerca sperimentale non sempre riuscita. Nonostante tutto amo l’arte contemporanea e faccio del mio meglio per “crearla” e per diffonderla in ogni modo possibile. L’arte arricchisce ogni società e non può essere trascurata.

11 – Ti piace sperimentare?: Sì, soprattutto cucinando  🙂

12 – Preferisci l’arte viva (teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione (cinema, CD, Youtube etc.): Quella viva. L’emozione unica che vive nell’aria. Per la prima volta sono salita sul palcoscenico avendo appena 5 anni e… ne sono rimasta affascinata.

13 – Libri preferiti: narrativa, thriller legali e medici, libri storici e biografie. Poesia “ribelle” e filosofica.

14 – Secondo te i social network sono importanti? Sono molto utili ma devono essere usati con cautela. Personalmente mi trovo abbastanza bene sui social.

15 -Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori?
Di sperare sempre e di non arrendersi mai. Memento audere semper, importante vivere in equilibrio interiore e capire che cit. “siamo piccole formiche nell’immenso Universo”. Pace sia con Voi!

GRAZIE PER AVER RISPOSTO A QUESTO FLASH QUIZ.

Izabella Teresa Kostka
per il Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria” 
Settembre 2017

Sito originale: 

http://gruppoculturalevalchiria.blogspot.com/

Tutti i diritti riservati

RITRATTI: CINQUE POESIE DI FABIO STRINATI 

(by I.T. Kostka) Un artista poliedrico per niente scontato. Un linguaggio contemporaneo in cui possiamo ritrovare la ricerca stilistica sia nelle figure metaforiche sia nell’uso degli spazi e dei tempi. Niente tabù per la Sua travolgente e inquietante scrittura: nelle poesie di Fabio Strinati si riflette ogni dubbio, ogni dolore e malessere, ogni introspettiva riflessione dell’essere umano. L’autore, nonostante la giovane età, riesce a usare la penna in un modo molto efficace e non cede mai al vizio di “vuota e balbuziente retorica”. Ogni parola è perfettamente al posto giusto: né una di troppo né una di meno.  Oggi su “VERSO” presentatiamo un breve ritratto di questo talentuoso e promettente artista.

BIOGRAFIA
Fabio Strinati (poeta, scrittore, compositore) nasce a San Severino Marche il 19/01/1983 e vive ad Esanatoglia, un paesino della provincia di Macerata nelle Marche.

Molto importante per la sua formazione, l’incontro con il pianista Fabrizio Ottaviucci. Ottaviucci è conosciuto soprattutto per la sua attività di interprete della musica contemporanea, per le sue prestigiose e durature collaborazioni con maestri del calibro di Markus Stockhausen e Stefano Scodanibbio, per le sue interpretazioni di Scelsi, Stockhausen, Cage, Riley e molti altri ancora. Partecipa a diverse edizioni di  “Itinerari D’Ascolto”,   manifestazione di musica contemporanea organizzata da Fabrizio Ottaviucci, come interprete e compositore.
Strinati è presente in diverse riviste ed antologie letterarie. Da ricordare Il Segnale, rivista letteraria fondata a Milano dal poeta Lelio Scanavini. La rivista culturale Odissea, diretta da Angelo Gaccione, Il giornale indipendente della letteratura e della cultura nazionale ed Internazionale Contemporary Literary Horizon, la rivista di scrittura d’arte Pioggia Obliqua,  la rivista “La Presenza Di Èrato”, la revista Philos de  Literatura da Unia Latina, L’EstroVerso,  Fucine Letterarie, La Rivista Intelligente, aminAMundi, EreticaMente, Il Filorosso, Diacritica, la rivista Euterpe, Il Foglio Letterario, Versante Ripido, L’Ottavo, Nel Futuro.

Pubblicazioni:

2014  Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo.

2015 Un’allodola ai bordi del pozzo.

2016 Dal proprio nido alla vita.

2017 Al di sopra di un uomo.

2017 Periodo di transizione.

● 

Alcune poesie scelte: 

HO IMPARATO

Ho imparato presto a camminare
sulla scacchiera di un’epoca
a me contraria.
Ho visto nella folta spirale
l’imbarazzo per un’avventura
chiamata vita
che ormai per dissimmetria
ho presto dimenticato.

Ho visto te come nutrice di astri,
e in me, la moltiplicazione
di speranze indomabili
come sospiro ad ogni patimento.
Ho imparato la parola, 
rarissima perla contro il pianto
e la tristezza carica d’aroma.

*

A VOLTE

A volte, mi sento come sequestrato

e a tratti, 

come ominoso trambusto
dentro questa minuscola vita di trincea

e spesso, 

sento da me un distacco
che stravolge senza freni
il difetto della macchia, di quest’ombra
spesso schiava della strada

e poi,

tutto ricomincia dietro quella porta
chiusa per errore.

*

LA MIA ANIMA

Ho il cuore che batte forte sulla gola come
col bastone si batte sulla legna;
l’ansia si rivolge a me, astuta, mi muove
come un fuscello al vento 
di maggio
come sugli alberi lasciati soli a invecchiare nel tempo,

 

mentre la mia anima è dispersa, dove?

 

Nulla è più vasto dell’infinito che varia, che sfuma,
si disorienta, mai muore, come il dissolversi di una luce chiara
tra le scurite ore,
ombre,
come del suo ago la cruna.

*

ANORESSIA

Corpo svuotato, fermo, tracciato dentro
da invisibili tremolii,

dove fradicio l’umore, scola
l’anima sul pavimento
e la disperde nel momento che si cela.

Dentro, una bufera è nella selva smagrita
e l’alba, che negli occhi recide una crepa

in un’aria che osa aprire un varco
tra le vene, gli intrecci di nebbie
assiepate come ombre in un cesto d’ombra,

la morte è sulla riva, cruda nel suo cuore
come un aquilone che persino non vola.

*

LA MACCHIA

Come si dissolvono le nostre polveri nell’incertezza
della vita, o della morte che penetra che arriva
e alimenta altra morte, che impregna
la nostra vita che finalmente, al tocco della falce si svela.

Il tempo è in movimento e lontano;
e la solitudine serpeggia senza catene di ferro
durante i nostri momenti vuoti, 
e quando un po’d’ombra arriva a noi come
una macchia di petrolio su questa lavagna di vita,
il nostro vivere diventa fievole,
la nostra anima sbiadita.

Tutti i diritti riservati all’autore.

PASQUALE ERMIO “SIGILLO” a cura di SABRINA SANTAMARIA 

“Sigillo” di Pasquale Ermio

Pasquale Ermio non si dichiara un poeta e nemmeno uno scrittore, ma sono stati i critici a considerarlo tale. Egli, infatti, si definisce un veterinario che ha molto da imparare e scoprire. Ad oggi ha scritto tre raccolte di poesie: “Venti in versi”,  “Eracle e Iolao” e quella di cui vi parlerò in questo articolo, che si intitola “Sigillo” in cui nelle prime pagine leggiamo un piccolo pensiero dell’autore che afferma: “Spesso mi ritrovo a sognare cose impossibili per realizzare sogni possibili”. A volte noi pensiamo che i sogni siano evanescenti e che non si realizzino, invece, con la nostra buona volontà possiamo forgiare e trasformare le cose impossibili e farle diventare reali e tangibili. Questa raccolta è carica di inni alla natura, la quale viene esaltata evidenziando la sua indole ignota e sconosciuta. Ciò mi ricorda un po’ il superomismo dannunziano e il simbolismo baudelairiano in cui la natura viene narrata come un tempio del quale non si possono conoscere i segreti svelati solo dal poeta che con la sua sensibilità straordinaria decodifica i simboli della natura. Tra le liriche di Ermio mi ha particolarmente colpita l’ode “Senza ritorno”: 

Nave in deriva, fermi gli incatenati remi. Superstiti d’arsura, balia di onde estranee, stranieri sandali giacenze umane. Embargo d’acqua, imbarco di emazie, trasbordo di salme. Croce depenna le sponde, rotte su carta, partenze in affanno, spesso senza rientro alcuno.

Questa lirica è stata scritta per tutti i migranti che partono senza un avvenire e muoiono in mare, mi ricorda molto l’unanimismo ungarettiano in cui tutti gli esseri umani vengono riconosciuti come fratelli. È chiara la conoscenza di Pasquale Ermio della letteratura italiana tanto da prendere spunto dai maggiori scrittori che hanno fatto la storia italiana. Possiamo citare Carducci che nella sua ode “Funerea eclissi” parla della morte in modo paradossale dandole quasi vita e riconoscendole potenzialità di agire. “Infida sopraggiungi folgore e litania”, mi fa pensare il Carducci che descrive la morte che ha colto il piccolo Dante in tenera età. Credo che l’autore abbia manifestato una straordinaria sensibilità descrivendo paesaggi aridi e torbidi secondo il proprio stato d’animo, talora rigogliosi e verdeggianti , come nell’ode “Migrazione”: 

Il cielo è indicato da nuvole imponenti, bordate di luce. I colori pastello s’incendiano nel globo infuocato, nell’esodo di una coppia, anatre che, a stretto contatto, si defilano ansiose nell’ultimo bagliore del giorno. L’anima volteggia voluttuosa nell’ordita sagoma dei corpi.

Chi legge sa che ai poeti non è rimasto niente da dire, ma la poesia, con la sua dolce musicalità, può ancora scuotere le coscienze in questo secolo di vuoto esistenziale. Anche altri recensori  hanno descritto la poetica di Ermio, per esempio alcuni poeti nel sito “Poesiabar” hanno scritto queste espressioni  sull’opera: 

“La poesia salverà il mondo? In un certo senso sì, perché riesce a interpretarlo e a farlo vivere, in un dialogo fertile con l’universale e con il divino, grazie al suo potere simbolico ed espressivo, grazie alla sua musica, al suo ritmo, in grado di creare connessioni necessarie tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. Questo è “Sigillo” (Kimerik Editrice) di Pasquale Ermio, a conclusione di una trilogia poetica che giunge a un ideale di poesia come atto di parola capace non solo di indagare il reale, ma di rovesciare il male in bene, di incidere sul mondo. Un occhio esperto, attento al dettaglio e all’armonia della natura e degli animali, quello del poeta: ma nel sentire di uomo, nelle rime, nelle assonanze, nell’ispirazione ad altre forme d’arte come la pittura, tali dettagli – nel loro essere talvolta, quasi scientifici -, rivelano una trama profonda, quella dell’interconnessione armoniosa tra gli elementi del creato, dove ognuno ha un suo posto necessario e dove la poesia è vita, respiro, alito”. 

Condivido pienamente questa sinossi. Mi sembra utile e interessante inserire qualche stralcio di intervista che è stata fatta all’autore per capire meglio il significato del titolo e dell’opera.

“Qual è stata la scintilla che l’ha condotta a scrivere questo libro?”

Sigillo è la mia terza pubblicazione. Completa un percorso umano e poetico, una fase importante della mia esistenza, quella vissuta fino ad oggi. Giunge in un periodo di maturità, forse anche per questo si differenzia dalle precedenti, ma rappresenta, di pari grado, un tassello essenziale di riflessioni, di pensieri e di domande sul senso che può avere la vita. La scintilla è stata la stessa di sempre, un compendio di ispirazione, di creatività, di passione e di quel desiderio espressivo necessario al modo di relazionarmi con gli altri. La poesia aiuta molto a farmi sentire pienamente partecipe dell’universo.

“Ci vuole dire perché questo titolo?”

Nel rispondere a questa domanda mi sovviene la scena di un film comico dei famosi Stanlio e Onlio. Stanlio, dovendo spedire una lettera a una gentildonna, scriveva sulla busta la sigla SCUB (Sigillata con un bacio). Così, il mio libro ha come Sigillo “Il bacio del colibrì“, il dipinto in copertina realizzato dall’artista Angela Viola. Il termine “Sigillo” comprende vari significati, molti dei quali, anche se soffusi o sottaciuti, sono presenti nel libro. Spero che ciascun lettore li sveli e dia una sua interpretazione al titolo, dopo essersi immerso pienamente nel contenuto. La scelta è legata a “sigillo di mani”, uno dei versi della poesia “Amarsi”, quindi abbastanza datata nel tempo; la poesia “Sigillo” è arrivata successivamente. Ultimamente questo libro è arrivato primo al premio  “L’Anfora di Calliope”.

Sabrina Santamaria

Fonti del web://viruspoesia.beepworld.it/interviste.htm ,  Poesia.bar.wordpress

Foto cover dal web

FLASH QUIZ: PAOLA CASULLI

FLASH QUIZ: PAOLA CASULLI
1 – Nome e Cognome: 

Paola Casulli
2 – Professione:

Bibliotecaria 
3 – Passioni / hobby:

Scrivere, fotografare, viaggiare. Riempire interi taccuini di acquerelli, biglietti aerei, e autografi di gente incontrata durante i miei viaggi. Per avere sempre con me pezzetti di mondo lontano.
4 – Quale significato hanno per Te arte e cultura: 

Cultura deriva dal latino “colere”, coltivare. Io la intendo, insieme all’arte, da un punto di vista antropologico. Dove ciascun membro di una collettività,  “coltiva” il proprio spirito e quello dell’altro per far germogliare un comune senso etico e morale. L’arte e la cultura,  dunque, come strumento privilegiato per determinare un patrimonio di regole e modelli volto alla crescita spirituale dell’umanità.
5 – Artisti preferiti:

Passando da un’epoca ad un’altra come in una macchina del tempo, direi  le atmosfere essenziali di Edward  Hopper, i ritratti conturbanti di Dante Gabriel Rossetti, l’esotismo di Henry Rousseau, i corpi evanescenti di Pierre Puvis de Chavannes… e tanti altri. Su tutti Jack Vettriano. Il suo “The singing Butler” mi fa sognare di danzare almeno una volta nella vita su una spiaggia deserta a piedi nudi, fasciata in un lungo abito rosso, con il vento sulla schiena.
6 –  Progetti attuali:

Far decollare il mio ultimo libro di poesie (Sartie, lune e altri bastimenti) e terminare la mia raccolta di racconti per una pubblicazione spero imminente. 
7 – Sogni nel cassetto: 

Compiere il tanto agognato giro del mondo con l’uomo che amo e realizzare un libro di reportage, anche fotografico, sulle realtà vissute durante il viaggio.
8 – Essere intelligente vuol dire per te:

Per me l’intelligenza non si scardina dal suo significato più profondo. Ossia dal concetto di intelligenza emotiva. Conoscere, controllare e gestire le proprie emozioni per migliorare la capacità umana di adattamento all’ambiente e agli innumerevoli, profondi cambiamenti sociali e culturali della nostra epoca.
9 – Dove va l’umanità di oggi?: 

Si avvia verso un grande periodo di giustizia, di pace e di progresso. Solo che noi ora non riusciamo a vederlo perché viviamo nel grande, terribile momento di transizione. Imbrigliati come siamo nelle nostre paure per il diverso e il lontano da noi. Immobilizzati dalle guerre e dai conflitti. Coalizzati  sterilmente gli uni contro gli altri. Siamo popoli senza coerenza spiriruale e culturale, privati di veri leaders che sappiamo guidarci. Ma il massiccio, imponente spostamento di masse da un continente all’altro a cui stiamo già assistendo e l’allarme climatico a cui si dovrà far fronte, porterà ad un assestamento storico senza precedenti. Ad una integrazione di popoli, lingue e culture che, volenti o nolenti, ridisegnará le mappe di un mondo migliore. 
10 –  Dove conduce l’arte contemporanea?: 

L’arte contemporanea oggi é alquanto caotica e priva di quel significato che un medium immortale e di fondamentale importanza dovrebbe avere. Leggo in questa deriva il probabile riflesso dei tempi in cui agisce e si dispiega e una pericolosa omologazione degli artisti che non cercano di smuovere l’animo o le coscienze dell’osservatore quanto inseguire un apprezzamento sovente superficiale e qualunquista.

11 – Ti piace sperimentare? :

Vorrei ma non posso. Avere una forte propensione verso nuove ricerche di indagine non é  sufficiente. Sperimentare vuol dire conoscere approfonditamente ciò che determina le nuove problematiche. Confrontarsi con i cambiamenti epocali che ci attraversano.

Mettere in atto le giuste innovazioni stilistiche sia in campo poetico che artistico che ridefiniscano il linguaggio e la comunicazione. Mica roba facile!   
12 – Preferisci l’arte viva (teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione  (cinema, CD, Youtube etc.): 

Adoro entrambe.  Il teatro é una delle mie vocazioni e svela il contrasto tra realtà e finzione. Mette in atto tutte le convenzioni che si celano dietro le maschere di ciascuno. Il cinema, se non ridotto a consumo di massa, ci permette di approfondire il nostro concetto di estetica nelle sue forme più concettuali ed è insieme conoscenza storica, sociologica e di costume.
13 – Libri preferiti: 

Il viceré di Ouidah di Bruce Chatwin, Canone inverso di Paolo Maurensing, Anime alla deriva di Richard Mason. 

Aggiungo tutta la letteratura americana del ‘900.
14 – Secondo te i social network sono importanti? : 

Direi di si perché permettono lo sviluppo di relazioni anche internazionali che, se pur virtuali, sarebbero altrimenti impossibili data la distanza considerevole tra un luogo e un altro.  Di convesso c’è il pericolo di una dipendenza che, sempre in agguato, incrementa la solitidine e una sorta di autismo dell’anima. 

Io personalmente preferisco di gran lunga i rapporti vis-à-vis.
15 –  Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori?:

Un mosaico di valori nuovi e una rinnovata, forte connessione con le nostre emozioni.

GRAZIE PER AVER RISPOSTO A QUESTO FLASH QUIZ. 

Izabella Teresa Kostka 

Per il Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria”.

Settembre 2017

Sito originale: 

http://gruppoculturalevalchiria.blogspot.com/
Tutti i diritti riservati agli autori. 

FLASH QUIZ: CLAUDIA PICCINNO

FLASH QUIZ: CLAUDIA PICCINNO

1 – Nome e cognome: Claudia Piccinno

2 – Professione: insegnante

3 – Passioni / hobby: lettura

4 – Quale significato hanno per Te arte e cultura: l’arte è terapia, dove la fede e la ragione falliscono, lei ci salva da noi stessi, la cultura ci restituisce la nostra umanità, chi è colto, sa alimentare il pensiero critico, chi è colto cerca nel confronto col prossimo una soluzione alla barbarie.

5 – Artisti preferiti: Alex Colville

6 –  Progetti attuali: sto curando, assieme ad altre due autrici, un volume antologico a tema discriminazioni razziali, ho in cantiere il mio quinto libro di poesie con testo a fronte in inglese, a giorni uscirà in Serbia la versione tradotta di Ragnatele Cremisi e a Novembre una monografia sui miei versi in una rivista cartacea in Cina.

7 – Sogni nel cassetto: realizzare una monografia in trenta lingue sulla tematica dell’autismo e destinare i proventi alla ricerca.

8 – Essere intelligente vuol dire per te: soffrire, soffrire, soffrire,..ma non arrendersi mai, so trasformare il dolore in resilienza.

9 – Dove va l’umanità di oggi?: all’estinzione, assistiamo al medioevo dei sentimenti, all’oscurantismo di ogni empatia e alla corsa sfrenata verso l’apparire.

10 –  Dove conduce l’arte contemporanea?: se vera ricerca dovrebbe ricondurre al sé, se invece si fa ancella del potere conduce al vuoto

11 – Ti piace sperimentare? : mi piace sperimentare accostamenti di parole desuete e nuovi termini, mi piace sperimentare miscele di dolce e salato in cucina, mi piace contagiare alunni e colleghe con un innato stupore perché tutto si sperimenta nella vita.

12 – Preferisci l’arte viva (teatro, performance live etc.) oppure scegli la registrazione  (cinema, CD, Youtube etc.): la prima.

13 – Libri preferiti: quelli della Allende, nessuno escluso, di Almudena Grandes, di Marcela Serrano, e La donna abitata di Gioconda Belli, non disdegno le irlandesi e rileggo spesso i classici.

14 – Secondo te i social network sono importanti? : promuovono gli scambi d’informazioni in questo villaggio globale, ma accentuano le distanze nei nostri appartamenti e nei condomini.

15 –  Che cosa vorresti augurare ai nostri lettori?: di non perdere mai l’entusiasmo per ciò che fanno.

GRAZIE P PER AVER RISPOSTO A QUESTO FLASH QUIZ. 
Izabella Teresa Kostka 
Per il Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria”.
Settembre 2017

Tutti i diritti riservati agli autori. 

Sito originale: http://gruppoculturalevalchiria.blogspot.com/