VERSO CONSIGLIA: “SI DISSOLVONO LE ORME SU QUALSIASI TERRA” PRESENTAZIONE DEL LIBRO 

Domenica 18 giugno alle ore 17.00 a Vigevano: presentazione del libro bilingue “Si dissolvono le orme su qualsiasi terra – Rozmywają się ślady na każdej ziemi “. Con Izabella Teresa Kostka  (autrice del volume) dialogherà la poetessa e relatrice della libreria Feltrinelli Mariateresa Bocca, intermezzi musicali a cura del gruppo poetico – teatrale “Poeticanti” (Paolo Provasi e Roberta Turconi). Sala Ridotto di Teatro Cagnoni, C.so Vittorio Emanuele 43, Vigevano (Pv). Ingresso libero.

PER LUCIO MASTRONARDI di LUIGI BALOCCHI 

Per Lucio Mastronardi
Lucio Mastronardi, scrittore morto suicida nel 1979, il geniale autore de – Il maestro di Vigevano -, ha svelato l’ignominia del boom industriale, quello stesso che ha fatto di Vigevano, per più di un decennio, la capitale mondiale della scarpa. Un solo dato: negli anni sessanta, a fronte di oltre settantamila abitanti, nella città detta Ducale si producevano novantamila paia di scarpe al dì. Due famiglie su tre eran lì tra colla e tomaie.

Lucio, a Vigevano, ha vissuto una sostanziale emarginazione. Perché? Perché aveva visto là dove gli altri si rifiutavano di fare. E stato il tragico testimone di un radicale mutamento di vita. In quegli anni, una sorta di impazzimento collettivo ha colto i vigevanesi, Doc o immigrati dal veneto o dal sud non fa differenza. Questi tutti, avevano capito che era possibile far denaro e, a ragion di ciò, rivoltare un’intera città come un calzino. La scarpa portava i soldi. Quindi, tutti a far scarpe.

Migliaia di uomini e donne, non han guardato che a quello e nulla gli è più importato se non quello. Ogni cosa, che altro non fosse il denaro, si è ridotta a lerciume. La devastante speculazione edilizia, la gretta ostentazione degli arricchiti, la morte sostanziale del dialetto, il disprezzo verso tutto ciò che non era merce, merce e danaro, hanno decretato la fine dei modi di vita tradizionali. Nessuno, al pari di Mastronardi ha colto con pari tragedia il mutamento indotto da quei tempi. Ci han provato, in parte riusciti, Bianciardi, Calvino, Piovene. Lo ha detto Pasolini. Nessuno, con pari, estetica e letteraria, tragicità.

Tutto ciò, ha partorito una razza mutante di borghesucci per cui davvero tutto si misura con il danaro; per cui davvero l’unica e sostanziale preoccupazione è l’accumulare soldi: da investire in beni visibili, automobili di riguardo, case di pregio, o sperperare in consolatori paradisi vacanzieri, di cui poi raccontare e farsi vanto.

Ecco cos’è la Vigevano di oggi, paradigma dell’Italia intera, figlia di quel tempo orrendo. Se ne ha immediata contezza allo sfrecciare di unghiuti individui alla guida di un Suv.

Ecco, sì, la profezia di Lucio. Uno che aveva visto dove gli altri non han potuto, non han voluto, han fatto finta di niente.
Luigi Balocchi 

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AL SILENZIO SERVONO SILENZI: LINA LURASCHI

(by I.T.K) La sua voce pretende la nostra attenzione e mai passa inosservata. Sublime intimista, riesce ad esprimere qualunque dolore e ferita dell’anima attraverso i soffusi silenzi tagliati dalle graffianti urla della sua penna. Nella scrittura, l’autrice ritrova “catharsi e nirvana”, crescita e ricerca interiore, dubbi e saggezza, mentre riscopre la strada per raccontare e ritrovare se stessa. Coraggiosa, mai cede ai compromessi, non cerca la gloria né il futile plauso, conosce il proprio valore e come una vera mistica crea visioni poetiche ondeggianti tra premonizione e retrospezione. Sprofonda nei meandri più profondi dell’interiorità e dell’umano sentire usando “la scucita voce” (cit.) come una specie di richiamo e di accusa, rimanendo incisa per sempre nella memoria dei lettori.  

Lina Luraschi nasce a Como nella cui provincia tutt’ora risiede. Dopo le scuole medie è in qualche modo costretta a scegliere un indirizzo scolastico non di suo gradimento e si ritrova ragioniera nella ditta di
famiglia per lungo tempo.
La passione per la lettura e la letteratura, trasmessale dal padre e insieme a lui coltivata sin dalla più tenera età, l’incontro con un’insegnante che ama i grandi autori, soprattutto i poeti, fa sì che il seme della poesia trovi in Lina un terreno già fertile.
Impegnata nel sociale, è stata vice sindaco e assessore alla cultura, pubblica istruzione e servizi sociali nel suo paese dal 1999 al 2006. Nel 1997 è fra le socie fondatrici dell’associazione di volontariato NOISEMPREDONNE O.N.L.U.S. che opera all’interno dei reparti oncologici degli ospedali comaschi, ricoprendo il ruolo di vicepresidente e segretaria fino al 2005. Nel 2017 co – fondatrice del Gruppo per la Diffusione della Cultura e dell’Arte “Valchiria”.

Ha all’attivo cinque sillogi poetiche più una in stampa , ” ENTENDEMENT ” – phoenix editrice, in lingua francese,
destinata al mercato francese.
Infatti il suo buen retiro , da decenni, è sulle coste dell’oceano fra la Normandia e la Bretagne.

• Lina Luraschi risponde:

COSA PENSO DELLA POESIA?

Ogni poesia è come un messaggio in una bottiglia che nel silenzio della sua trasparenza trattiene il suo grido,
la sua presentazione, la sua richiesta di aiuto. Al silenzio servono silenzi e da qui le parole poetiche fanno da segnavia ad un procedere per ascolto e attenzione: un riconoscimento. Questo stato di quiete ci permette di ascoltare cosa accade al nostro interno perchè riusciamo a sentire
i nostri conflitti, le nostre paure, le nostre fantasie : INSOMMA, IL RUMORE DELLA NOSTRA ANIMA.

Scrivo da oltre 30 anni , una vita, ma la verità è che non so perchè si scrive.

SO CHE PER ME È un po’ come il divano di Freud: sono la paziente e lo psicanalista allo stesso tempo.

QUELLO CHE SCRIVO È UN QUALCHE COSA CHE TROVO DENTRO DI ME, che vuole essere detto: fa bene a me stessa, è una mia necessità.

È UN GESTO CHE SÌ, PARTE DALLA MANO, MA PRIMA MI ATTRAVERSA IL CORPO, È UN LUNGO VIAGGIO
INTERIORE, È L’ INCONTRO CON ME STESSA. È il senso delle mie esperienze emotive, psicologiche, fantastiche, memoriali.

AMO LA SOLITUDINE E CERCO DISPERATAMENTE IL SILENZIO: IN ESSO POSSO SENTIRE IL RUMORE DELLA MIA ANIMA CHE È UN SENTIRE POETICO, È UN SILENZIO CHE MI DÀ PAROLE, QUELLE CHE MI SALVANO E RIPORTANO A RIVA.

Io sono pensiero  inchiostro  pergamena
ingabbiata in radicato vizio
di penetrare a nude mani
pieghe  crepe  terra  carne
in un gelido budello di annodate assenze
e sul braccio piegato a cuscino
macino il mio grumo di terra
al sapore di ruggine e sangue

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Trovare è altrove
fra fili d’erba
dal fresco linguaggio
dove il patto è conchiuso
e l’esplosiva gioia
smalta il giorno
nel gioco purpureo dell’intreccio.
L’esercizio della raccolta
diserta il cordoglio.
Siamo noi e le nostre ombre
nelle vostre mani
in cerca d’azzurro.

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Racconto del silenzio
la scucita voce
il pulsare del giugulo
l’attimo randagio
e gocce che scavano ossa
e ossa che parlano il linguaggio dei muti.
Racconto del silenzio
la curvata ombra
che per briciole di pelle
pulisce vetri dalle impronte
e lingue incatenate in vuote gole
punite da un dispetto della vita.
Ecco…
del silenzio ora sento i passi
in case orfane di raggi persi.
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Quella crepa nella terra
ha bevuto molti sguardi
Piangilo tutto il peso del diseredato
poi vivi la resurrezione
fra tralci che offrono saporiti frutti
E di nuovo gioiosa fuga
a cogliere latte materno
là dove scintillano conchiglie
dai capezzoli dorati.

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Vigorosa arsura,
è del fiore più raro l’occaso
stretto al patibolo delle ore.
Si vendemmiano compleanni
galleggiando sulle acque
senza forma né luna riflessa, 
consonanza con labbra di cera spaventate
e sfigurati esili giorni rantolano
nell’uragano della clessidra.
A nolo banalità di limiti
apparecchiati al quotidiano
nel sillabato tempo dei vinti.
Fioca e residua vita
non dà risveglio al nulla della mente,
il niente non chiede pane
ma succhia polline dal polso.
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Quando l’occhio del pavone
posa lo sguardo
cesella i miei versi
come diamanti rari
scrigni di operosi incanti
Questa sfida antica
avida di vita
muta in suoni
e mi scioglie nelle grida del vento
_______________________________    
Dirò al cieco che la luce ha nere schegge
e le stelle
quando scandagliano il pozzo dei sogni
accostandosi a piaghe
si spengono atterrite nell’umiltà della notte
        Dirò che le ciglia son ghirlande di spine
        che avvolgono i ricordi
        e nella clessidra è buio come in miniera
Dirò che la luce è un drappo sgualcito, oscuro,
rende zoppo il pianeta
e i salmi tacciono la resurrezione
Così parlerò al cieco quando si fermeranno i girasoli.

Lina Luraschi
Tutti i diritti riservati all’autrice

PSICOTERAPEUTA, STUDIOSO DELLA PAROLA: GIANCARLO STOCCORO 

(by I.T.K.) Poche ma essenziali parole somministrate come un farmaco prezioso. La mente scientifica ma meravigliosamente talentuosa e agile nell’atto della “creazione poetica”. Mai banale, sorprende e stimola il nostro subconscio come uno psicoterapeuta, riesce a trovare un connubio perfetto tra la rigorosa medicina e la sovrana, quasi surreale indipendenza artistica. Giancarlo Stoccoro oscilla tra le visioni oniriche e la cruda realtà, l’eterea sfumatura dei sogni e la graffiante contemporaneità della sua scrittura. Pesa sulla bilancia poetica ogni espressione, ogni verso, ogni sospensione, lascia tanto alla nostra immaginazione. Diventa “Consulente del buio” per aprire “Occhi del sogno” ed esporre i suoi ricercati versi
aprendo “Il negozio degli affetti”. Non passa inosservato!

GIANCARLO STOCCORO, è psichiatra e psicoterapeuta. Studioso di Georg Groddeck, ne ha curato l’edizione italiana della biografia: Georg Groddeck Una vita (IL Saggiatore, Milano, 2005). Suo è il primo saggio che esplora il cinema associato al Social Dreaming: “Occhi del sogno” (Giovanni Fioriti editore, Roma, 2012). Del 2014 è la silloge “Il negozio degli affetti” (Gattomerlino/Superstripes), del 2015 Benché non si sappia entrambi che vivere (Alla chiara fonte), del 2016 “Parole a mio nome” (Il Convivio Editore), silloge vincitrice del Premio Carrera 2016, finalista al premio Guido Gozzano 2016. Di recente: Vincitore del Concorso Internazionale Salvatore Quasimodo 2017. È fresco di stampa il saggio da lui curato “Pierino Porcospino e l’analista selvaggio”, con scritti inediti di Groddeck e di Ingeborg Bachmann (ADV, Lugano 2016).

È appena uscita la raccolta poetica “Consulente del buio” (1983-2013) con prefazione di Giovanni Tesio, presso l’editore L’Erudita del Gruppo Perrone, Roma.

NORD COREA

I luoghi colmi di lune
che piovono dal soffitto
fermano gli alberi
a metà del guado
Sembrano soldatini
che camminano sulla via lattea
rubano al giorno
un sorriso di piombo

(Inedita)

THE ROAD

Luoghi pieni d’ombra e bambini
esclusi dal palcoscenico
Gente che spinge le cose avanti
e si curva sui carrelli della spesa 
Il tempo appena li imbriglia
non li trascina certo con sé
Questo a volte ci capita
di tracciare mappe per il mondo
e non avere terra dove andare

(2013)

Da “Consulente del buio” L’Erudita 2017

RICETTA 

Nei casi lievi
chiudere le ossa
nella tomba di famiglia
scegliere la foto più bella
e incidere nel marmo
il tempo caduto
Se invece la morte
forte vi prende
e del corpo
più niente rimane
che la vita
già non aveva corrotto
spargete la polvere
nei campi
e aspettate l’anno seguente
per raccogliere i fiori

(1991)

Da “Consulente del buio” L’Erudita 2017

Tutti i diritti riservati all’autore

TRA L’ARDORE CALABRESE E LA PROFONDA RIFLESSIONE DEI PAESI NORDICI: LUCIA AUDIA 

(by I.T.K) 

Una voce femminile migrante, un connubio perfetto tra l’ardore calabrese e la profonda, spesso crudele, malinconica riflessione dei Paesi Nordici. Lucia Audia non teme gli argomenti difficili e “scomodi”, è “libera di esprimersi” nella tematica civica e sociale ma non evita neanche la scrittura sentimentale. La sua poesia è compatta e pura, essenziale, l’autrice con cura sceglie la stilistica e le espressioni linguistiche per trovare la strada diretta verso la scrittura di grande impatto emotivo, privo di vuota e gonfia retorica. Non usa gl’inutili fronzoli per abbellire i versi, poche ma attentamente scelte parole rendono la Sua arte molto trasparente senza nulla togliere al dovuto pathos.

​LUCIA AUDIA, figlia dell’emigrazione nasce in Germania il 20/09/1974 da genitori calabresi,
innamorata della sua terra e della sua gente ne descrive in gran parte parte delle sue opere, bellezza virtù, di se stessa dice:
“Sono libera,libera da ogni sorta di catene,di preconcetti,libera di appartenermi in volo.
Tra cielo, terra e l’infinito e sarò io, sarò Io,per sempre.”

TEMPO DI INDOLENZA

Mi giunse di quel Cristo
Il pianto mesto,
Il dolore del Giusto
incedere nell’aria.
Rivoli di sangue,
di una croce
il crescente peso.
Ossa rotte
come rotti sono i sandali
del mendico,
piegato nell’androne
di un tempo d’indolenza.

(25/03/2016)

QUANDO VIENE SERA

Compiuto s’è il crepuscolo,
trema nell’ombra il mio pensiero.
l’infinito esanime appare finito.
M’ammanto di sconforto,
tiepido giaciglio imploro,
bramosa di lenire le ferite.
Seppur lontano,
sento il gemito dell’onde
infrangersi nel vento,
avvolger quegli scogli.
Possenti e fieri,
tengon testa al mare
nell’unico capriccio,
affievolirne l’ira.
Invano chiedo venia,
il pianto inonda il cuore
non basta la preghiera,
non serve il mio volere,
è l’inno d’ogni naufrago
che emerge da quell’acque
a rammentar al cielo,
quando viene sera,
il peso d’ogni lacrima,
il senso della vita.

(17/03/2016)

MISERO TEMPO

Eco di nenie lontane
s’ode nel vento, 
voci di spose,  di madri, 
di bimbi il pianto,
qual misero tempo. 
Dal mare approda
Il grande tormento, 
la riva è la quiete, 
giunto è il momento.
Greve è la terra, 
il sangue scorre,
inermi i corpi
dall’acque emersi,
perde chi vince
non è battaglia.
Ogni anima piange
la propria sconfitta, 
non v’è ferita che 
si ricuce, solo dolore.
Non v’è ricchezza che
dia certezze ,solo 
promesse da mantenere. 

(04/10/2015)

Lucia Audia

Tutti i diritti riservati all’autrice

FRESCHI GERMOGLI: MAURO CESARETTI 

(by I.T.K.) La poesia? Non è un paese per giovani… Spesso sembra proprio così perché, con tutta la mia stima e rispetto, ovunque, a quasi tutti gli eventi poetici domina la presenza di “over -anta”. Me compresa! Ormai la mia acerba età è volata via da un bel po’ di tempo insieme allo smog milanese. Per questo motivo, come uno dei principali, credo che sia giusto stimolare e apprezzare ogni nuova e fresca gemma spuntata coraggiosamente sul palcoscenico della Corte di Apollo. Sicuramente merita la nostra attenzione un giovane artista di nome Mauro Cesaretti.  Un tipo pittoresco e assai ipnotizzante con i suoi oltre 190 cm di altezza, il fisico affusolato e… la fisionomia che descriverei, con simpatia, come un “Intellettuale Ribelle” Conte Montecristo. Decisamente non passa inosservato e trasmette anche una grande potenzialità artistica e teatrale “nella fase di sviluppo”.  Ecco alcuni suoi dati biografici:  

MAURO CESARETTI nasce ad Ancona nel 1996 da padre insegnante e madre impiegata. Recita fin da piccolo con il Teatro Stabile delle Marche interrompendo l’attività nel 2007. Successivamente inizia a frequentare l’Accademia Musicale di Ancona suonando il pianoforte e cimentandosi nel canto. All’età di 11 anni si appassiona al mondo della poesia e inizia a seguire eventi legati alla letteratura nella provincia d’Ancona. Nel 2009, dopo un anno di stallo per perfezionare la sua tecnica, riprende a scrivere. Nel 2013 pubblica la sua prima opera “Se è Vita, lo sarà per sempre” con la casa editrice Montag e diventa l’ideatore del progetto “Body Poetry”. Nel 2015 pubblica la sua seconda opera “Se è Poesia, lo sarà per sempre” e crea un nuovo progetto di videopoesia chiamato “Istanti”. Trasferendosi a Milano per studiare Scienze dei Beni Culturali diviene anche giornalista cinematografico per il sito Amicinema.
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IL CORAGGIO DELLA GLORIA

Prendete il seme della fama,
scavate il solco nelle perplessità,
porgete il sogno nella scelta
e amate il dubbio del futuro.

Curate bene i desideri altrui,
proteggete le speranze sane,
fate fiorire la vostra anima
verso le porte che vi si aprono.

Sappiate crescere il presente,
far scrigno delle vostre sicurezze,
al fine di coglierne i risultati
senza mai piegarvi al sospetto.

L’AMOR CHE AVANZA

Paura di nuotare nell’acqua dolce,
di affrontare da soli fiumi irrequieti,
di imbattersi verso violente rivolte.

Valicare le sfide spianando il tragitto
portando giudizio all’eterno amore,
cercando di balenare nei campi elisii.

Forza, ecco la virtù che deve allagare
costantemente gli innamorati animi
di tutti coloro che han colpa d’amarsi.

Diritti riservati all’autore

Durante la 11° serata del ciclo culturale Verseggiando sotto gli astri di Milano  “Araba Fenice”, Centro di Ricerca e Formazione Scientifica Cerifos di Milano, aprile 2017.

CHI SIAMO – Izabella Teresa Kostka (REDAZIONE) 

IZABELLA TERESA KOSTKA – ideatrice e fondatrice del blog, redattrice  

NOTA BIOGRAFICA 

Izabella Teresa Kostka è nata a Poznań (Polonia) ed è laureata con lode in pianoforte di cui è insegnante. Izabella vive e lavora a Milano, è appassionata di teatro, scrittura, fotografia e arte, è giornalista freelance per WordPress e sul blog culturale “Partecipiamo.it”, corrispondente della sezione arte e cultura sull’internazionale portale giornalistico “Polacchi in Italia”, organizzatrice e presentatrice di eventi culturali come “Verseggiando sotto gli astri di Milano” presso il Centro di Ricerca e Formazione Scientifica Cerifos di Milano. Negli ultimi tempi ha ricevuto numerosi importanti riconoscimenti e premi nazionali e internazionali, tra cui ricordiamo il Premio Speciale della Giuria al XXVIII Concorso Letterario “La Mole” (Torino 2015), il 1° Premio al Concorso Internazionale “Inchiostro e Anima” dedicato a Mariannina Coffa  (Noto, Sicilia 2015), il 3° Premio al Concorso Letterario  “Poetiche Ispirazioni” (Viganò, Lecco 2016), il 2° Premio al Concorso Letterario “Il sogno nel cassetto” (Lodi 2016), le Menzioni d’Onore al Concorso “Terra di Virgilio” (Mantova 2016), “Ponte Vecchio” (Firenze 2016), “Memorial Miriam Sermoneta” (Roma 2016), “Inchiostro e Anima” (Noto 2016), il 1° Posto al Concorso Nazionale di Poesia Edita Leandro Polverini per il libro “Gli Espulsi dall’Eden (Roma 2016, poesia allegorica), tra i finalisti del Concorso Gioachino Belli (Roma 2016), il 2° Premio al Concorso Internazionale “La voce dei Poeti” Verbumlandiart (Lecce 2016), il 5° Premio al Concorso “Le pelle non dimentica” contro la violenza sulle donne (Ancona 2016), la Targa di Merito del Centro di Ricerca e Formazione Scientifica Cerifos di Milano conferito in occasione del 10° Anniversario del Centro e del 1° Anniversario del programma “Verseggiando sotto gli astri…”, il Premio della Fondazione Daga “Artista 2017. Promotrice di arte e letteratura” per la poesia e per la diffusione della cultura (Cagliari 2017), il Premio Speciale come  “Migliore Autrice Straniera” al 23° Concorso “Ossi di seppia” (Arma di Taggia, Imperia 2017), il Premio Speciale della Critica al Concorso Letterario Internazionale Seneca per la silloge inedita “Ka_r_masutra” (Bari 2017), la Menzione d’Onore al Concorso Letterario Internazionale “Club della poesia” sezione Libro Edito di poesia per la raccolta “Peccati” (Cosenza 2017), il Diploma con la Medaglia al 3° Concorso Proust en Italie – Il Giardino di Babuk organizzato da La Recherche (Roma 2017). Ha partecipato a numerose mostre di arti visive e fotografia presso Circuiti Dinamici di Milano: “I luoghi del silenzio” e “La Città Silente” (2016), “Contro la violenza sulle donne: Coscienza negata” (2017), ha pubblicato alcuni scatti fotografici sull’antologia “16° Incontro di Autori e Amici di Marzia Carocci” (2016).  Ha pubblicato otto raccolte poetiche (“Granelli di sabbia” 2014,  “Gli scatti” 2014,  “Caleidoscopio” 2015,  “A spasso con la Chimera” 2015,  “Incompiuto” 2015, “Peccati” 2015, “Gli espulsi dall’Eden” 2016, “Le schegge” 2017), ebooks vari,  le sue liriche compaiono su varie antologie ( tra cui “Alda nel cuore”, “Nel nome di Alda”, “Repertorio di arte e poesia” e “Parole d’Amore” Ursini Edizioni, “Novecento – non più. Verso il realismo terminale” con l’introduzione di Guido Oldani per La Vita Felice Edizioni, ‘L’Amore al tempo dell’integrazione” PoetiKanten Edizioni, “Treni – l’antologia proustiana” La Recherche, “Storia contemporanea in versi. Antologia di poesia civile. Poeti di ieri e di oggi” Agemina Edizioni), su numerosi siti culturali e su riviste letterarie (La Recherche, Euterpe, Bibbia d’asfalto, blog  “Poetry Dream” di Antonio Spagnuolo, Liburni Arte e Cultura, Il Caffè – mensile di Arte, Costume e Storia). Ha partecipato all’evento “Senza Paura” organizzato nell’ambito del ciclo “Europa è per le donne” in collaborazione con il Parlamento Europeo a Milano e la Casa della Poesia di Monza e, di recente, al 1° Festival Alda Merini presso il Museo Spazio Casa Merini a Milano e alla Mostra di Arte Contemporanea “Avalon in arte” (Salerno 2017). Curatrice di diverse antologie tematiche tra cui “Mai più” – per il Giorno della Memoria e “Oltre il male” – dedicata ai malati terminali, ai sopravvissuti e agli scomparsi precocemente  (presentata nell’ambito della rassegna internazionale letteraria BookCity di Milano), di recente, insieme al critico letterario Lorenzo Spurio co-curatrice dell’antologia “Non uccidere. Caino e Abele dei nostri giorni ” contro ogni violenza e discriminazione.  Impegnata nel sociale con numerose pubblicazioni di cui il ricavato è devoluto in beneficenza. Socia dell’Associazione Artistica Culturale Autori e Amici di Marzia Carocci, ideatrice e co-fondatrice del Gruppo per la diffusione della cultura e dell’arte “Valchiria”, fondatrice e redattrice del blog “Verso – spazio letterario indipendente”. 

● Sito web personale:

 https://izabellateresakostkapoesie.wordpress.com/

● Profilo professionale su LinkedIn:  

https://www.linkedin.com/in/izabella-teresa-kostka-09485ab7

● Sito web del “Verseggiando sotto gli astri di Milano”: 

 https://verseggiandosottogliastridimilano.wordpress.com/

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● ACCUSA

Mi incontrerai come una madre,
culla sanguinante del rampollo mancante,
guardiana delle grida degli innocenti
dispersi tra le tombe senza dimora.

Sarò la tua sposa distesa sull’ara,
statua – ritratto della perdizione,
non chiamerai invano il mio nome 
scolpito su una costola di un Dio minore.

Dal mio sguardo morirai
come il vile carnefice avvinghiato ai piedi. 

(Per Words Social Forum 2017)

● LA STRAGE

Ombre,
corpi sui barconi
come pozzanghere nere imbevute d’olio,
dal sudore orticante,
infiammabile come benzina,
carburante di ogni guerra e di crudele follia.

Le urla
affettano l’aria come un coltello d’acciaio
scricchiolante sul vetro imbrattato di coscienza,
tra le arrugginite rotelle del vecchio sistema
si fracassano le vite demolite sulla spiaggia.

Salme
– dispersi bulloni sui binari errati
che conducono gli spettri
verso la stazione dei sensi di colpa.

Rottamaio degli umani valori.

(Tratto dall’antologia “Novecento non più. Verso il realismo terminale” con lettera di Guido Oldani,a cura di Diana Battaggia e Salvatore Contessini, 2016 la Vita Felice Edizioni)

● POST MORTEM (VENDETTA)

Verrò a te
coi seni tinti di sangue vermiglio
versato di notte su un bianco lenzuolo,
distesa accanto al tuo “corpo – sposo”
come una bambola smembrata da crudeli  forbici.

Verrò a te
in ogni notte oscura
tagliando il buio con l’ultimo grido,
sarò una croce del tuo cammino,
l’asfissiante profumo del gelsomino.

Tornerò a te
e non conoscerai mai la pace eterna.

(Tratto da “Le schegge” 2017, con la prefazione a cura di Lorenzo Spurio)

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