SCAPPO VIA di Maria Rosa Oneto

“Scappo via”

Ci sarà un cielo da dipingere a nuovo. Porte sfondate ad accogliere il sole. Cocci di esperienza gettati in strada. Rivoluzioni ad issare bandiere e finestre spalancate per far volare i pensieri.
Ci sono anch’io in questo lembo di terra salata. Un miscuglio di odori e spezie che imbalsamano il cuore. La tavola imbandita senza pretese, diventa un altare anche senza candele. È un giorno qualunque, di un anno imprecisato. Corre il tempo su binari affollati.
Ore calde di caffè, consumate in piedi, piene di malanni e filosofia. Escono le parole come nuvole di fumo. Le emozioni divagano e partoriscono alla spinta del vento. Mi vedo bella, senza guardarmi allo specchio. Fuori, passano i pendolari camminando come automi, caricati a molla. I visi già stanchi, le mani al ritmo di samba. I bambini sfrecciano a scuola, usciti dal pulmino, con la voglia di scappare e gettare via i libri. Il Mondo si muove ed io sto ferma. Guardo trasognata l’albero carico di mele e quello strano volatile dispettoso che ripete sino allo sfinito:” Dai che è giorno!” Potessi gli tirerei una scarpa e con un click spegnerei la luce sul “palcoscenico dei burattini”. “Tutti a dormire, un’altra volta!’
La vita aspetta, nascosta in agguato dietro ricordi edulcorati. Mi faccio forza, scendo dal letto, lasciandolo sfatto. Apro il rubinetto e inizia a piovere, quasi per dispetto. Nuvole passeggere rovesciano: risate, dolori, pentole sbattute, tocchi da un pianoforte a coda.
Eccomi, son pronta! Chiudo a doppia mandata la porta e scappo via ad inseguire la gioia di essere viva.

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

Foto: Pixabay
Advertisements

INTERVISTA a MARIA TERESA DE DONATO: Narratrice della fisiologia dell’amore (a cura di Sabrina Santamaria)

Maria Teresa De Donato

Intervista a Maria Teresa De Donato: Narratrice della fisiologia dell’amore, a cura di Sabrina Santamaria.

• NOTE BIOGRAFICHE

Maria Teresa De Donato, Ph.D. è nata a Roma, dove ha vissuto, studiato e lavorato fino all’inizio del 1995, prima di trasferirsi definitivamente negli Stati Uniti.
Dopo essersi diplomata presso l’Istituto tecnico del turismo “J. F. Kennedy”, Maria Teresa ha frequentato per due anni la facoltà di Magistero – dipartimento di lingue e letteratura straniere moderne presso l’Università “La Sapienza” di Roma, abbandonandola alla fine del secondo anno, perché non si sentiva particolarmente motivata a proseguire i suoi studi. Allo stesso tempo studia anche giornalismo alla scuola superiore di giornalismo “Accademia”.
Una volta negli Stati Uniti, Maria Teresa riprese i suoi studi in giornalismo e si laureò presso l’American College of Journalism. La sua natura estremamente versatile ed eclettica, la sua grande varietà di interessi e il suo approccio olistico e multiculturale non solo alla salute ma, ancor più, alla vita stessa le ha permesso nel corso degli anni di pubblicare opere di diversa natura.

S.S: Quale immagine di te vuoi veicolare ai lettori?

T.D.D: Desidero veicolare un’immagine che corrisponda quanto più possibile a chi sono nella realtà, come donna e come autrice: una persona eclettica, che ha una veduta olistica e multidisciplinare della vita; che si pone delle domande ‘universali’ a cui cerca di dare delle risposte, magari approcciando il tema da prospettive non comuni e seguendo ragionamenti non convenzionali. Il mio scopo, almeno negli intenti, è sempre quello di aiutare il lettore, di ispirarlo, di aumentare in lui la consapevolezza e di motivarlo ad intraprendere modi di pensare ed azioni positivi affinchè possa vivere una vita più equilibrata, serena, felice e gratificante e contribuire anche lui alla creazione di un mondo migliore.

S.S:I tuoi personaggi quali parti di te incarnano?

T.D.D: Oltre alle caratteristiche indicate sopra, sicuramente la passionalità, la capacità di analisi, l’attenta osservazione della realtà che li circonda e dei comportamenti umani, oltre ad un profondo senso della sacralità e della spiritualità – che per me non hanno nulla a che vedere con il concetto di ‘religione’, ma prescindono da esso – nonché dell’Amore, non solo Eros, ma inteso nella più ampia accezione del termine. Tutto ciò mi ha sempre affascinata.

S.S: Con i tuoi romanzi quale target di lettori vorresti raggiungere?

T.D.D: Oceano di Sensi, il mio primo romanzo fiction, che ho pubblicato di recente, è rivolto, per i suoi contenuti, ad un pubblico adulto (maggiorenni). Benché nelle mie intenzioni iniziali non avessi pianificato di scrivere un romanzo erotico, quando poi mi sono trovata ad approfondire gli aspetti legati alle relazioni sentimentali di Claudia, la protagonista, ho ritenuto, proprio per la mia veduta olistica della Vita e del Mondo, di non poter escludere la sessualità, che comunque è sempre stata e rimane una componente fondamentale del rapporto di coppia. Infatti, affinché l’individuo abbia una vita veramente felice, equilibrata ed appagante sotto ogni aspetto, ritengo che Amore e Sessualità debbano andare di pari passo e complementarsi, proprio come nel simbolo Yin e Yang, piuttosto che prescindere l’uno dall’altra. Come conseguenza di questa mia veduta, il romanzo ha finito con il diventare profondamente erotico. Tanti sono, comunque, anche i riferimenti storici e le domande e gli aspetti introspettivi presenti in esso, quindi il romanzo può piacere ad un vasto pubblico di lettori aventi preferenze ed interessi diversi.
Il secondo romanzo, che sto ultimando ed è di prossima pubblicazione, ha un carattere autobiografico-storico-genealogico, una sorta di “memoir”, molto ricco, profondo ed altrettanto interessante, a mio avviso, che può affascinare un pubblico molto vasto, composto di donne, uomini, adolescenti, insomma sia di coloro che hanno preceduto o vissuto certi eventi storici, sia quello composto dalle generazioni più giovani che magari scopriranno attraverso la sua lettura i nei, ma anche “il patrimonio” e “la ricchezza culturale e delle tradizioni” di un mondo e di una società, sotto molti aspetti più semplici e migliori, in cui sono nati, cresciuti e si sono mossi i loro genitori e i loro nonni e a cui molti della mia generazione e di quelle che mi hanno preceduta guardano con una certa nostalgia, consapevoli di quanto sia andato perduto.

S.S:Cosa ti ha ispirata alla scrittura di “Oceano di sensi”?

T.D.D: Molti fattori: La vita e le esperienze di donne in generale che hanno sofferto e sono state abbandonate dal proprio uomo, magari con figli che hanno dovuto crescere poi da sole; l’aver conosciuto persone che, benché di origini italiane, sono nate e cresciute in Libia dove sono rimaste fino al colpo di stato di Gaddafi, in seguito al quale hanno dovuto abbandonare il Paese e rientrare in Italia come ‘profughe’; le varie sfaccettature dell’Amore, delle relazioni, della sessualità; l’imprevedibilità della Vita che, come diceva mia zia Anna Maria “Ha più fantasia di noi”. Tutto può essere motivo di ispirazione per me: una frase detta, un’esperienza vissuta direttamente o indirettamente, un ragionamento fatto con una persona, magari sconosciuta, in treno o in aereo, una riflessione fatta prima di addormentarmi la sera o mentre camminavo…

S.S:Nel tuo ultimo romanzo racconti della colonizzazione libica. Sei affascinata dalla cultura africana?

T.D.D: Sì, ma non solo da quella africana. I miei erano amanti della cultura, dei libri, dei viaggi. Mio padre, che è stato per decenni socio della Società Geografica Italiana e socio vitalizio del Touring Club Italiano, sin da bambina mi ha portata a vedere documentari e mostre su culture e popoli stranieri. Questo ha spianato la strada ai miei successivi studi linguistici e turistici. Sono sempre stata affascinata dalle culture straniere, così diverse per molti aspetti dalla nostra. Credo che tale conoscenza, se fatta con una mente aperta al confronto e ricettiva, costituisca una ricchezza unica, immensa e da tesoreggiare. La cultura africana è sicuramente quella che conosco meno e che, nei limiti imposti dal romanzo, ho cercato di approfondire, o quantomeno di avvicinare e descrivere quanto più possibile.

S.S: La tua protagonista Claudia è la tua alter ego o la tua antitesi?

T.D.D: Entrambe le cose. Prevalentemente la mia alter ego, ma non in tutti gli aspetti. Ad esempio con Giorgio, l’ex marito, io sarei stata molto dura, mentre lei, al contrario, si è limitata ad accettare passivamente le sue scelte con tutte le conseguenze del caso. Io sarei stata molto più combattiva. In questo senso ritengo che le differenze tra noi non dipendano tanto da fattori generazionali, ma soprattutto da personalità diverse. In alcuni casi, quindi, Claudia rappresenta più la mia antitesi.

S.S: Secondo te è possibile nel mondo trovare un uomo come Eugenio o è l’esasperazione impossibile del desiderio di ogni donna?

T.D.D: Premettendo che la perfezione, almeno come la intende la maggioranza delle persone, ed il “Principe azzurro” non esistono, secondo me è possibile, anzi, possibilissimo. Il problema a mio avviso è un altro ed io lo identificherei in due aree: 1) La Vita, l’Universo, Dio – o come lo/la vogliamo chiamare – sa perfettamente ciò di cui ognuno di noi ha bisogno; non ciò che semplicemente ‘desidera’, ma ciò che a livello profondo il suo cuore, la sua anima, la sua natura cerca, richiede per essere felice ed avere una vita appagante. Ma noi ci conosciamo veramente? Sappiamo veramente chi siamo e di cosa abbiamo realmente bisogno? Detto questo, perché ogni ‘Claudia’ abbia il proprio ‘Eugenio’ occorre, quindi, colmare questa lacuna e sintonizzarci con l’Universo (=con il nostro Io più profondo), acquistando maggiore consapevolezza e conoscenza di chi realmente siamo ed aspettare. L’Amore, quello con la A maiuscola non va ricercato; non dobbiamo andare a caccia di nessuno. Al contrario, sarà l’Amore che verrà a noi: dobbiamo solo coltivarlo in noi stesse/i ed essere pronte/i a riconoscerlo e ad accettarlo quando si presenterà. Questo ci porta al secondo aspetto da tenere in considerazione e che spesso preclude al Vero Amore la possibilità di manifestarsi o di trovare posto nella nostra vita, e cioè 2) la paura di restare sole/i e l’erronea convinzione che per essere felici si debba necessariamente stare in coppia. Questo modo di pensare e di operare crea ansia e spinge troppe persone a gettarsi precipitosamente e a capofitto in relazioni con individui con cui non c’è affinità di alcun tipo o se c’è (come possono essere l’attrazione fisica ed i rapporti sessuali appaganti almeno in un primo momento) è superficiale e non destinata a durare nel tempo, proprio perché non soddisfacendo l’individuo a tutti i livelli (mente, corpo e spirito) questi finisce, inconsapevolmente, con l’agire come un bambino piccolo che, in tempi record, perde interesse per un “giocattolo” e passa a quello successivo. Queste relazioni ben presto si manifestano per quello che sono in realtà e cioè una scelta sbagliata.
Per ogni Claudia esiste, quindi, il proprio Eugenio e viceversa.

S.S: Cos’è per te l’amore? Cosa significa amare per te?

T.D.D: L’Amore, quello vero, quello con la A maiuscola e di qualsiasi tipo si tratti, incluso quindi quello Eros, ossia quello che lega due persone sentimentalmente come nel rapporto di coppia, è la vera e più grande forza dell’Universo. È pura energia, come d’altronde lo è ogni altra cosa, visibile o invisibile che sia: si tratta di un’energia positiva, costruttiva, che permea tutto, smuove tutto e supera qualsiasi barriera permettendo ai più meravigliosi ‘miracoli’ di aver luogo. Per me amare, significa vibrare in sintonia con questa energia e riuscire a manifestarla nella mia vita al meglio delle mie possibilità ed in ogni ambito: nei confronti di me stessa, nel rapporto di coppia, verso i miei familiari, amici, conoscenti, l’Umanità in generale, l’Universo e quello che molti tra noi concepiscono come Dio a prescindere da come Lo/La definiscano – Il Campo, la Consapevolezza Suprema, l’Energia Cosmica, la Mente Universale, Yahweh, Geova, Allah o altro.

S.S: Raccontami della tua storia letteraria…

T.D.D: Ho iniziato a scrivere da giovanissima. I miei primi articoli apparvero nel Giornale In Cammino mentre frequentavo le scuole elementari. Dal 1980 al 1982, oltre a frequentare l’Università ‘La Sapienza’, Facoltà di Magistero – Lingue e Letterature Straniere Moderne, che però ho abbandonato alla fine del secondo anno per mancanza di interesse, ho studiato presso la Scuola Superiore di Giornalismo ‘Accademia” collaborando al tempo stesso, come Assistente Editoriale, alla revisione e all’aggiornamento di tre volumi di geografia turistica di un mio ex professore dell’Istituto Tecnico per il Turismo.
Successivamente, una volta trasferitami negli USA e non potendo lavorare per motivi di burocrazia, ne ho approfittato per riprendere a coltivare questo mio grande sogno: scrivere. Ho seguito prima un corso di scrittura per non-fiction organizzato dal Writer’s Digest e poi mi sono diplomata presso l’American College of Journalism. Sono stata autrice di alcune poesie, tra cui “Darkness” (Tenebre), “Ocean of Senses” (Oceano di Sensi) e “Night of Love” (Notte d’Amore). Le prime due sono state pubblicate negli USA dalla Cader Publishing sull’antologia Etchings nel 2000. “Ocean of Senses” ha ottenuto una Honorable Mention nell’estate del 2000 ed è stata pubblicata anche sull’antologia Ovations nell’estate del 2001, ottenendo, sempre nel 2001 il President’s Award of Literary Excellence, ed è apparsa anche sul N. 13 del periodico italiano L’Etruria (15/08/2002), nello spazio dedicato alla cultura.
Negli anni ho collaborato, in qualità di scrittrice freelance, content manager, editor-in-chief (caporedattrice), ricercatrice bibliografica, e/o traduttrice, con riviste e giornali vari sia americani sia europei.
Dal 1995 ad oggi ho svolto un’intensa attività di scrittura che può essere riassunta come segue:

• Traduttrice della raccolta di Poesie MAGMA (di Alessandra Trotta) (2002);
• Autrice dell’articolo sul Tumore uterino (Mioma), pubblicato dalla rivista online di Omeopatia Hpathy (2013): http://hpathy.com/clinical-cases/case-study-abdominal-mass/ ;
• Autrice dell’articolo sull’Asma bronchiale in un bambino di 18 mesi, pubblicato dalla rivista online di Omeopatia Hpathy (2015): http://hpathy.com/clinical-cases/asthmatic-bronchitis-in-an-18-month-old-boy/ ;
• Autrice di The Dynamics of Disease and Healing – The Role That Perception and Beliefs Play In Our Health and Wellness (2015) (Le Dinamiche della Malattia e della Guarigione – Il Ruolo che Percezione e Convinzioni rivestono nella nostra Salute e nel nostro Benessere);
• Coautrice (Denis Gorce-Bourge) di DARE TO RISE – Reshaping Humanity by Reshaping Yourself (2016) (OSA ELEVARTI – Rimodellare l’Umanità Rimodellando Te Stesso) – Un libro ispiratore-motivatore, di sviluppo personale, sul potere dell’Amore incondizionato e sull’importanza della consapevolezza, della presa di coscienza e dell’auto-responsabilità per cambiare la propria vita e quella degli altri;
• Autrice di PTSD: Conquering The Invisible (2015) (Disordine da Stress Post-traumatico: Conquistare l’Invisibile);
Autrice di Conquistare l’Invisibile – Approccio Olistico al PTSD (2015);
• Autrice di PTSD: Conquering The Invisible (Kindle) (2016);
• Autrice di Conquistare l’Invisibile – Approccio Olistico al PTSD (Kindle) (2016);
• Autrice di Disease and Healing Dynamics (Kindle) (2016) – Versione ridotta e kindle di The Dynamics of Disease and Healing – The Role That Perception and Beliefs Play In Our Health and Wellness (2015);
• Coautrice (Dr.ssa Anneli Sinkko, Ministro di Culto) di Hunting for The TREE of LIFE – A Spiritual Journey in the Garden Traditions (2016) (Andando a caccia dell’ALBERO della VITA – Un Viaggio Spirituale nelle Tradizioni del Giardino);
• Autrice di MENOPAUSE – The best years of my life (2018) (Paperback and Kindle Editions);
• Autrice di MENOPAUSA – I migliori anni della mia vita (2018) (Edizioni cartacea e kindle);
• Autrice di Ocean of Senses – a fiction story (2019). (Edizioni cartacea e kindle)
• Autrice di Oceano di Sensi – romanzo fiction (2019). (Edizioni cartacea e kindle).
Di recente, e precisamente il 25 febbraio 2019, su Protagonista Donna – Il magazine delle donne è stato pubblicato il mio articolo Texas. Il Sud da esplorare. Il mio articolo Co-creare la propria realtà – Lezione di coaching con Maria Teresa De Donato, Dottoressa in Salute Olistica sarà pubblicato su CLASS24 il 2 aprile.

Chi desiderasse avere la lista completa dei miei libri o ordinarli può visitare la seguente pagina Amazon:

https://www.amazon.it/s?k=maria+teresa+de+donato&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref=nb_sb_noss_2

Al momento sto lavorando a varie pubblicazioni che affrontano tematiche diverse e che spero di ultimare quanto prima e di realizzare sia in italiano sia in inglese. Il mio prossimo libro sarà proprio il romanzo autobiografico-storico-genealogico che ho menzionato prima. Altri lavori “bollono in pentola”.
Sono anche un’appassionata blogger e pubblico regolarmente i miei articoli sul mio blog:

http://holistic-coaching-dedonato.blogspot.com/

in italiano, inglese e tedesco.

Coloro che volessero saperne di più possono visitare la mia Pagina di Autore Amazon su

https://www.amazon.com/Maria-Teresa-De-Donato-PhD/e/B019G68L8Q

e contattarmi attraverso i miei siti, blogs e sui vari social networks tra cui Facebook, Linkedin e Twitter.
Sarò ben lieta di entrare in contatto con i miei lettori.
Ringrazio la redazione di “Verso – Spazio letterario indipendente” per avermi regalato questa opportunità per raccontare di me. Alla prossima!

Tutti i diritti riservati agli autrici

POETICAMENTE: Trilogia poetica sulla Primavera di Maria Rosa Oneto

Primavera a Milano, foto: I.T.Kostka 2019

Trilogia Poetica sulla Primavera di Maria Rosa Oneto

• I GIORNI MIGLIORI

S’alza il vento
e odo
il richiamo della primavera.
Trastullano i bimbi
con mani
d’acqua pura,
la barchetta di carta
sulla riva del fiume.
Adagio il cuore
al pulsare delle viole
che come uccellini
al primo nido,
gorgheggiano d’amore.
Si spacca la gemma
al tocco di una semplice carezza.
Respiro piano
per non turbare
la compostezza
teatrale
di un prato fiorito.
La melodia che
il mare va raccontando al cielo.
Vedo una rondine
sotto tetto
imbeccare i
suoi piccolini.
Cade una lacrima
su questa Terra
osannata
e risorge la vita
a passi di danza!

• A GARGANELLA

Su muri
scrostati
abbaglia il sole.
Un riverbero di mare
porta lontano
la caducità del pensiero.
Non è tempo
per morire
con Cristo pronto
a scendere dalla Croce.
Sopra uno scoglio
attendo
il levarsi del vento,
l’incresparsi
delle onde,
un pezzo di cielo
dove scrivere
il tramonto.
Sono donna,
raccolta
in un fagotto
di speranza.
I piedi dolenti.
La schiena stanca.
Non ho molta vita
davanti
per sentirmi infelice.
Il peggio è passato.
Almeno credo.
L’Inferno l’ho già
bevuto a garganella,
trattenendo il fiato.
Rimanendo
strozzata…
Risorgi Signore
al peccato di Noi Umani
e fa che ancora germogli
l’alba
di un nuovo giorno!

• UN MERLO

È venuto un merlo
a farmi compagnia.
Una spiga di velluto
tra le ali.
Voleva che fossi
felice, radiosa,
come fanciulla
al primo Amore.
È arrivato cantando,
spargendo
sementi,
lucide le piume
incoronate
di speranza.
Sulla spalla
si è posato
un attimo soltanto.
“Non crescere”
mi ha detto,
sussurrando.
Anche se oramai
era troppo tardi!

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

Primavera a Milano, foto: I.T.Kostka 2019

LO SGORGARE DI UN AMORE: “OCEANO DI SENSI” di MARIA TERESA DE DONATO a cura di Sabrina Santamaria

Lo sgorgare di un amore: “Oceano di sensi” di Maria Teresa De Donato (in lingua italiana e inglese)

Percorrere il baricentro delle proprie emozioni e sensazioni significa giungere ad una maturità piena e consapevole. È un traguardo non sempre facile ed ovvio. L’amore come sentimento pienamente vissuto dal corpo e dall’anima è il sintagma completo del benessere psico-fisico dell’essere umano. A volte senza amore una persona può incamminarsi in un marasma di giornate senza coscienza permettendo che la vita trascorra inutilmente in un percorso monotono ed apatico; Claudia, la protagonista del romanzo “Oceano di sensi”, finirà per molti anni per imbattersi in un vivere piatto ed a-emozionale, un incontro casuale marcherà per sempre il suo esistere, la sua storia amorosa con Eugenio. Vivere una storia sentimentale e una relazione amorosa è la stessa cosa? Essere coinvolti interamente nell’amore succede a chiunque? Cosa significa amore? Questi ed altri interrogativi si pone la nostra autrice, Maria Teresa De Donato, nei panni del suo personaggio femminile Claudia. Quest’ultima è una donna che ogni uomo avrebbe voluto sposare: passionale, dolce, sensibile, sensuale e colta. La nostra protagonista è molto socievole, spigliata ed intelligente, ha un ottimo rapporto con i genitori, Rosaria e Franco, i quali la adorano. Alcuni eventi distruggeranno la serenità della Nostra. Maria Teresa De Donato ha qualità spiccate in quanto accompagna con la sua voce narrante il lettore coinvolgendolo nel setting narrativo attraverso un andamento fluido, scorrevole, ma non retorico; chi legge sente di essere preso per mano dall’autrice la quale con flebile e colloquiale voce accompagna mano per mano i suoi lettori tra le pagine del suo romanzo. “Oceani di sensi” è un sommesso fiume emotivo messo a nudo nel cuore di una donna ferita che ha un’unica esigenza: l’essere raccontata. Maria Teresa De Donato compone, a mio giudizio, la sua ordita trama su due principali tessuti narrativi: la tematica storico-sociologica e la tematica amorosa. Per quanto riguarda il primo snodo tematico la Nostra ha inquadrato il suo romanzo in un tempo del racconto che va dai primi anni del novecento fino agli anni settanta, fanno da cornice della vicenda: il fascismo, le campagne di colonizzazione di Mussolini, la sottomissione libica verso l’Italia. Arricchiscono e fanno da ornamento al romanzo i diversi riferimenti storici( che ho particolarmente apprezzato),l’impero romano durante le campagne di conquista dell’imperatore Settimio Severo il quale occupò la Libia, in quanto hanno conferito all’opera ricchezza di contenuto e sono stati espedienti letterari per una caratterizzazione psicologica dei personaggi. L’altro tema preponderante del romanzo è l’amore, aspetto reso particolareggiato in quanto si mette a nudo l’esigenza dell’incontro con l’altro con pienezza di anima e corpo; la nostra autrice non accetta l’idea, ancora oggi diffusa, di un amore avulso dal corpo, asettico e platonico. L’amore è “qualcosa di magico” scrive nel romanzo, ancora non del tutto spiegabile in termini scientifici, è inconscio e in quanto tale rende gli esseri umani che lo provano totalmente vitali, se vissuto pienamente nei bisogni che la sensualità del corpo richiama porta benessere a chi lo prova e non una condizione di schiavitù e di banali doveri affettivi. La Nostra, altresì, ci mette in guardia dal pensare che il sentimento amoroso rasenti la spiritualità e tocchi solo l’apice dell’orgasmo. Ella ci esprime, attraverso le riflessioni di Claudia, che l’amore è l’unione perfetta e sincronizzata di due spiriti che diventano uno solo mediante il contatto dei corpi. Lo sfondo dell’opera non costituisce un banale alogico romanzo rosa, “Oceano di sensi” è uno straripare di sensazioni dei personaggi che avvolgono in una leggera e accattivante lettura l’attenzione di chi legge attirando del tutto la sua curiosità. È un libro scritto per chi sa ancora sperare nei sentimenti profondi dell’anima e per chi, magari, vuole ripercorrere il canto delle muse di tutti i secoli in cui l’amore signoreggia affinché la fine di una storia non comporti una completa fossilizzazione dell’essere. Il messaggio che Maria Teresa De Donato ci lascia ha un’impronta forte; ci suggerisce che dopo una fine c’è pur sempre un inizio e dobbiamo sempre avere dei motivi per vivere ogni stralcio di attimo la nostra esistenza perché ci rende consapevoli di chi siamo noi stessi abbracciando i fermi immagine della nostra storia rischiando i nostri vissuti nella difficile quanto mai imprevedibile partita senza tempo e senza misure delle nostre scelte che potrebbero costarci lacrime, ma marcano la nostra identità senza rimpianti. La nostra autrice conduce davanti al suo lettore un oceano denso di sentimenti puramente umani che si esplicano con eleganza ed armonia fra le pagine del testo in cui i suoi personaggi Claudia ed Eugenio si imbattono nel vortice di una passione profonda scegliendo di provare delle emozioni fino in fondo senza rimpiangere di aver trattenuto lo sgorgare sinuoso di una scintilla che scatta rarissime volte in due cuori che imparano ad amarsi davvero.

Sabrina Santamaria

The gushing of a love: “Ocean of Senses” by Maria Teresa De Donato

Following the center of gravity of one’s emotions and sensations means reaching a full and conscious maturity. It is a goal that is not always easy and obvious. Love as a feeling fully lived by the body and the soul is the complete syntagma of the psycho-physical well-being of the human being. Sometimes, without love, a person can start down alone in a chaos of days without awareness and allow life to go by unnecessarily in a monotonous and apathetic way. Claudia, the protagonist of the novel “Ocean of Senses”, will end up for many years living a flat and unemotional life; a chance encounter will forever mark her existence, her love story with Eugenio. Is living a love story and a love affair the same? Does being completely involved in love happen to anyone? What does love truly mean? These and other questions asks our author, Maria Teresa De Donato, herself through her female character Claudia. The latter is the woman every man would like to have, to marry: passionate, sweet, sensitive, sensual and cultured. Our protagonist is very sociable, self-confident and intelligent; she has an excellent relationship with her parents, Rosaria and Franco, who love her dearly. Some events, though, will destroy the serenity of our protagonist.
Maria Teresa De Donato has strong qualities in that she accompanies the reader with her narrating voice, involving him in the narrative setting through a fluid, fluent, but not rhetorical trend; the one who reads feels to be taken by the hand by the author who with feeble and colloquial voice accompanies her readers hand in hand through the pages of her novel. “Ocean of Senses” is a subdued emotional river laid bare in the heart of a wounded woman who has only one need: to tell her story. Teresa De Donato composes, in my opinion, her warp plot on two main narrative fabrics: the historical-sociological theme and the amorous theme. With regard to the first thematic junction, the Author has framed her novel in a time of the story that goes from the early twentieth century to the seventies: fascism, the colonization campaigns of Mussolini, the Libyan submission to Italy are the frame of the story; the various historical references (which I particularly appreciated) of the Roman Empire that conquered Libya enrich and adorn the novel, as they give the work a wealth of content and act as literary expedients for a psychological characterization of the characters. The other preponderant theme of the novel is love, an aspect described in detail as it exposes the need for the encounter with the other as fullness of soul and body; our author does not accept the idea, still widespread today, of a love detached from the body, aseptic and platonic. Love is “something magical”, she writes in the novel, still not entirely explainable in scientific terms, it is mysterious and, as such, makes the human beings who are able to experience it totally vital, if fully lived according to the needs that the sensuality of the body recalls; it brings a state of well-being to those who experience it and not a condition of slavery and banal emotional duties. The Author likewise warns us against thinking that the feeling of love borders on spirituality and touches only the climax of orgasm.
She states, through Claudia’s reflections, that love is the perfect and synchronized union of two spirits who become one through the union of the bodies. The background of the work does not constitute a banal romance novel without logic: “Ocean of Senses” is a flood of sensations of the characters that wraps the attention of the reader in a light, yet captivating reading, attracting his curiosity. It is a book written for those who still know how to hope for the profound feelings of the soul and for those who, perhaps, wish to rekindle their hope towards love so that the end of a story does not culminate in a complete fossilization of the being. The message that Maria Teresa De Donato leaves us has a strong imprint: it suggests that after an end there is always a new beginning and we must always have reasons for living each moment of our existence, because it makes us aware of who we truly are; for embracing the still images of our history; for risking our experiences, in the difficult, unpredictable, timeless and measureless life match of our choices that could bring us much sorrow, and yet mark our identity without regrets. Our Author leads her reader to an ocean full of purely human feelings that unfold with elegance and harmony between the pages of the text in which her characters, Claudia and Eugenio, run into the vortex of a deep passion, and choose to fully live their emotions without regretting having withheld the sinuous gushing of a spark that shoots very rarely in two hearts that learn how to really love one another.

Sabrina Santamaria

Per “La Giornata Mondiale della Poesia”

(by I.T.Kostka)

In occasione della Giornata Mondiale della Poesia dedico a tutti i lettori “Sei poesie scelte” di vari autori contemporanei: Loredana Borghetto, Anna Vercesi, Giuseppe Leccardi, Candido Meardi, Massimiliana Pieri e Maria Rosa Oneto.

Buona lettura!

• LOREDANA BORGHETTO

PAROLE

Parole incise sulla carne
con pennini spuntati
lasciate a macerare
in una scatola di latta
cadono sul foglio
come respiri
che tremano appena
lacrime dolci
di pensieri traditi
raschiano cicatrici
di antiche ferite
coprono segni
di schiaffi
sul volto battuto
dalla vita.

Finalmente
navigano leggere
sulla schiuma del mare
accarezzate dai freddi
colori dell’alba
lanciando scaglie di luce
nell’abisso popolato
di orchi e di fate.

• ANNA VERCESI

POESIA AL MASCHILE

donna
donna ti chiamo
dalle tue costole
dai tuoi seni forse nascosti
è il desiderio che ti apre il volto negli occhi
parevan sipari chiusi
parevan sepolcri abbandonati
io so
che dietro a quella polvere respiri
voglio strappare le tue zavorre
voglio ghermire i tuoi lutti
sarò l’uomo che non hai mai ascoltato
sarò la voce che ti ha tradito
nel tuo ventre troverò i colori sperduti
la voce del padre che ti generò
OH DONNA
dal capo ostinato
dal volto ingabbiato
io ascolterò la tua carne
io abbraccerò i tuoi ginocchi
pregando che il tuo precipizio
diventi il mio
il tuo ventre non è l’autunno
è un’alba
che oggi esplode
OH DONNA
se sei mia
appartieni al vento
là da dove arrivo anch’io.

• GIUSEPPE LECCARDI

TERRA PROMESSA

Vado dove mi trasporta il treno
fra verdi pianure e le colline,
ai piedi di montagne di cristallo
severe sentinelle di confine.

Assorto nei ricordi e nei pensieri
non so dove il treno mi conduce
correndo su binari di metallo,
forse da te oppure a nuovi lidi.

Vado dove suggerisce il cuore
sul ponte curvo dell’arcobaleno
che unisce due punti equidistanti,
due sogni che sembrano rimpianti.

Vado dove vola il mio pensiero,
nello spazio dove c’è più luce
in cerca di silenzio e della quiete
scivolando su nuvole di seta.

O alla scoperta finora infruttuosa,
d’una terra promessa sconosciuta
senza visti d’ingresso e passaporti
dove non esistano guerre, né paure,
dove nessuno si senta uno straniero.

• CANDIDO MEARDI

AVREI ANCHE DETTO DI TE

Avrei anche detto di te
che abiti sempre e soltanto
sulla soglia e che aspetti…
Avrei anche detto di te
che abiti nel fuoco
del rovo
e lì ti doni a chi ti merita
e vuole.
Che tu abiti l’angoscia,
l’Arcipelago enigmatico
di un mare profondo e perenne.
A costruirti un io, un io
a cavallo dell’onda.
Tramonto reale, avrei detto
notte immaginaria
dei sensi…
Stella d’amore, fiamma
tra compito e meta…
Svuotamento dell’essere,
frattura sognante, avrei detto
tra il tempo e la morte.
Avrei detto di te,
da un fuoco ardente divorata
che sai essere stella
e lucciola nel buio del cuore.
Divorata dal Dio cercato
senza esserne pasto.
Avrei detto di te
che ti sei creata da sola
innamorata del Dio indifferente.
Per non scomparire, avrei detto
nel suo seno profondo,
per non scomparire
nell’orizzonte-mare del tempo.

• MASSIMILIANA PIERI

UN SOFFIO DI LIBERTÀ

Questo frammento d’alba
che si sbriciola tra le parole……
soffia forte il vento dentro un pensiero.
Urla la voce del silenzio come
canto di Libertà.
Soffia forte il vento
Rigonfia la mia anima…
“Io Capitano” di questo viaggio.
Navigo con forza e coraggio
verso mete
Oneste e Sincere…
M’aggrappo forte
per non cadere
nelle gelide acque nere.
Soffia vento caldo dentro al cuore.
Soffia forte
“ la Poesia”
Sul diario di Bordo scrivo
le screziature del tempo…
Perché questo viaggio
giunga onesto e sincero
nelle mani fragili e curiose,
del Domani
come soffio
di
Libertà.

• MARIA ROSA ONETO

CARNE

Carne che qualcuno
ha cucito con crine di cavallo.
Ricami osceni sulla pelle di una bambina.
Budella di gatto per chiudere ferite.
Odore di etere come balsamo afrodisiaco.
E feti galleggiare in vasi di cristallo.
Mani palmate cercare il cielo.
Carni da macello come Cavie Peruviane.
Spiriti in salsa d’edera
su crinali baciati dal mare
dove la voglia d’essere uguali
era un grido strozzato,
un pianto funebre nella notte buia,
un rantolo di piacere che il lenzuolo seppelliva.
Un incesto di parole che le labbra
non trattenevano.
Una domanda rivolta a Dio sul senso della Vita
e una catena di ingiurie
presa a schiaffi di mattino.
Carne che l’Anima ha spogliato
con tenero amore
in un mattino d’Aprile.

Tutti i diritti riservati agli autori

RITRATTI: MARIA CAPUTO – uno tsunami progressivo che trascina, ma non sconvolge

(by I.T.Kostka)

“E poi, ho la natura e l’arte e la poesia, e se questo non è sufficiente, che cosa posso volere di più?” (cit. Vincent van Gogh)

Immersa nel verde come un’antica Musa, la personificazione dell’arte e della poesia, la poetessa Maria Caputo descrive se stessa confessando senza fronzoli: “Non sono io che faccio la poesia, è la poesia che fa me: mi rapisce, mi trascina, mi trasforma, mi sorride; e io sorrido alla vita. Sembra che diventi un’altra, ma questa sono io…” (cit.)

Maria Caputo trae la sua ispirazione dalla natura, dal mutamento delle stagioni e della Madre Terra, trasmettendo attraverso le immagini inizialmente ben conosciute e familiari (fiori, prati, pioggia, tsunami, sole) ogni tormento e ogni tappa del nostro pellegrinaggio esistenziale. L’autrice scrive con grazia sia della gioiosa primavera che della povertà che affligge il Mondo, del traguardo finale di ogni essere vivente, delle apparenze e dell’inganno così futile e fasullo (“La foto sulla lapide sorride”). Usa un linguaggio trasparente e apparentemente semplice, senza le ricercate e spesso “pompose” forme stilistiche, riesce a esternare ogni stato d’animo e mette in evidenza anche i più delicati e difficili aspetti della vita, addirittura la morte stessa. Nonostante lo spessore del pensiero lirico, la scrittura di Maria Caputo non è mai pesante né artificiale, ma mantiene la sua leggerezza e naturalezza senza diventare incomprensibile. È uno tsunami progressivo che lambisce e trascina un lettore con delicatezza e raffinatezza, lasciando nella sua mente una profonda commozione ma, allo stesso tempo, una sensazione di benessere psicologico mai sconvolto dalla serietà degli argomenti trattati.

Izabella Teresa Kostka, Milano

• BREVE NOTA BIOGRAFICA

MARIA CAPUTO, nata a Villamaina un paesino in provincia di Avellino, scrive poesie, racconti e testi di canzoni da quando era ragazza. Alcune sue poesie sono state lette in programmi radiofonici e una di esse da Maurizio Costanzo, nel programma “L’uomo della notte”, su Radio Uno. Ha pubblicato due silloge: “Sprazzi” e “Tsunami”, prossimamente altre pubblicazioni in cantiere.

• ALCUNE POESIE SCELTE TRATTE DALLA RACCOLTA “TSUNAMI”

LE MIE TASCHE SONO PIENE DI FIORI

Le mie tasche
sono piene
di fiori dai
mille colori…
Di rose senza spine
e di sorrisi.
I miei sogni
sono accarezzati
da un cielo stellato.
Mi riposo cullata
da una nuvola
di emozioni.
Dalla mia finestra
vedo solo prati verdi,
gente allegra e sole,
non vedo altro,
di quello che
c’è e non
voglio vedere…
Un filo di vento
mi scompiglia
i capelli,
dolcemente,
mi accarezza.
Un altro sorriso,
inizia e finisce
un altro giorno…
E ritrovo
sempre
me stessa,
ogni qual volta
che guardo
l’ immagine
mia
riflessa.

E PIOVE

Piove dentro i miei
pensieri.
Piove sulla
ricchezza
dei
sentimenti.
Piove sull’Italia
in crisi,
sui
politici corrotti.
Sul coraggio
della povera
gente;
sulla debolezza,
sulla forza
di chi
non ha
più niente,
piove sulle
lacrime.
E piove
sul sole,
s’innaffia
il fiore
della speranza,
si colora
di amore,
cresce e
si mantiene,
sempre
vivo,
in fondo,
al cuore!

LA FOTO SULLA LAPIDE SORRIDE

La foto sulla lapide sorride
e tutto si raggela intorno…
Muri freddi bianchi,
impregnati di nero
di cimitero,
dove i morti,
non possono parlare,
avrebbero tante cose
da decantare a chi
gli porta,
il fiore
dell’inganno,
il giorno dei morti…
A chi non li ha voluti bene,
da vivi…
Lì dove ogni fiore muore,
lì dove va chi ha cuore
e chi non ha cuore,
chi piange lacrime amare
e chi lacrime finte,
lì, dove ognuno,
vuole illuminare,
la notte,
con più luci,
per renderla più bella
agli occhi dei visitatori,
lì, dove la notte si confonde
con il giorno,
dove finalmente
si riposa
in pace,
lì, dove,
una vedova allegra,
con il lutto da 10 anni,
tira un sospiro
di sollievo e pensa:
“ho ingannato tutti! ”

Tutti i diritti riservati all’autrice

RITRATTI: MARIA ROSA ONETO – una donna nell’incessabile burrasca dell’esistenza.

(by I.T.Kostka)

Che, poi, io il mare lo ascolterei all’infinito. A tutto volume. Con gli occhi piantati sul soffitto del cielo. A immaginarmi la vita.
(Fabrizio Caramagna)

Maria Rosa Oneto lo ascolta da sempre, quel mare ligure, custodito tra le rocce sporgenti e l’animo ipersensibile del suo ego interiore. La sua vita è segnata da una fragilità eterna causata da una malattia invalidante ma, allo stesso tempo, forse grazie a questa disabilità fisica Maria Rosa è riuscita a sviluppare una sensibilità e saggezza surreali, esternando con grande talento i suoi desideri negati, i sogni mai realizzati, i pensieri e le riflessioni attraverso i versi sempre più toccanti e profondi come gli abissi del mare. Da ogni lirica, da ogni breve frase scritta in prosa si percepisce perfettamente il grande amore dell’Autrice per la Vita. L’amore difficile e tormentato, spesso negato e difficoltoso come la sua esistenza “scolpita” dal dolore e dalla sofferenza, l’amore universale e vincente, perché proprio nell’arte trova il suo Nirvana. La scrittura ha per la nostra Poetessa un valore quasi catartico, diventa “grazia e misericordia”, aiuta ad alleviare le sue ferite spirituali, quelle più nascoste e taciute, cicatrizzate e incarnite da sempre. Leggendo le opere di Maria Rosa addentriamoci in un Mondo personale impregnato di bellezza raffinata e nostalgia esistenziale, di femminilità e malinconia, di rabbia e rassegnazione, di sessualità desiderata ma ingiustamente spezzata, di empatia e di immensa, matura saggezza. Le maree della vita non sono mai state generose con Lei, ma nonostante questo la sua anima non è amareggiata, l’autrice non accusa nessuno ma porta la sua croce, accettando il destino con dignità e pazienza. Io ho pianto, sì, ho pianto sfogliando le pagine della sua ultima silloge dal titolo “Prima che la notte”. Mi sono commossa leggendo quel Suo grido “Cerco l’amore” intrappolato sulle pagine bianche del libro, imprigionato come Lei in una stanza sulle sponde del mare. Ho versato lacrime di commozione assaporando la bellezza invocativa della lirica “Benedetto sia…”, della preghiera “Signore” e del monologo “Al ramo più alto” in cui Maria Rosa “seduta davanti al vetro della cucina / ricomponeva i pezzi di un esistere tenace/ sull’onda del martirio/ della disperazione nera”. Soffermiamoci un attimo dedicando la nostra attenzione alle sue poesie, al suo “Essere Donna” fragile ma forte, al suo spirito guerriero e allo sconforto di una martire mai consolata. Maria Rosa Oneto merita la nostra ammirazione, non è una poetessa qualunque ma un simbolo di una Vita vissuta a testa alta anche nell’incessabile burrasca dell’esistenza.

Izabella Teresa Kostka

MARIA ROSA ONETO nasce a Rapallo (Genova) il 23 novembre di un anno lontano.
L’amore per la scrittura lo coltiva sin da bambina, diventando stimolo creativo per un vivere meno infelice.
A causa della Sua disabilità, frequenta le Scuole Statali ad età adolescenziale; seguita già prima negli Studi da un’insegnante a casa. Conseguito il Diploma Magistrale, s’iscrive alla Facoltà di Pedagogia ad Indirizzo Letterario presso l’Università di Genova. Per pochi esami, causa salute, non riesce a conseguire la Laurea.
Per tale motivo, si dedica con passione alla Poesia, conseguendo: Premi, Attestati, Menzioni d’Onore. Pubblica alcune Sue Opere con altri Autori per Antologica Atelier e con l’Editore Marco Delpino. L’ultima Silloge data alle stampe s’intitola: “Prima che la Notte…” edito dal Dottor Delpino.
Dopo aver collaborato da casa con l’Agenzia Giornalistica per “diversamente abili” HPress, con sede a Monza, ottiene la qualifica di giornalista pubblicista.

“Non mi sono mai sentita una poetessa, nel senso vero della parola. Scrivere è uno sfogo del pensiero, un mezzo per comunicare, una porta spalancata sulle emozioni del Mondo”.

• ALCUNE POESIE SCELTE

UN BARLUME DI CIELO

Sotto una cascata
di glicine bianco
nel meriggio
che sa di canditi
lascio
la dolcezza del cuore
trasformare
le parole in suoni,
verso un destino
sospeso a un raggio di sole,
intanto che pensare
mi è difficile quanto amare
e più non vedo
un barlume di cielo
a rigenerare
questa vita.

IL SUONO DELLA NOTTE

Speranze
come fiori di carta.
Origami
vellutati d’ambra.
Labbra percosse
da folate di vento.
Più non sento
l’abbaio che morde.
Il pulsare della notte
su orecchia stanche.

FRA POCO SI FA L’ALBA

Non ci siamo mai lasciati
quando il vento
giungendo dagli scogli,
faceva tremare
i tetti di lamiera,
i fasci di legna
addossati al muro,
i pollai di fortuna
dove il gallo cantava
la mattina.
Non ci siamo mai lasciati
quando il maestrale
si insinuava tra panni stesi ad asciugare
e jeans macchiati
di colla e ferro,
rattoppati di stoffe a colori.
Non ci siamo mai lasciati
negli anni che colavano
come olio nostrano,
nel tempo della miseria
con la focaccia al forno,
una minestra di ceci e
l’orto da zappare.
Non ci siamo mai lasciati senza parlare
d’amore,
camminando abbracciati,
nel vialone del paese.
Si andava ad occhi sgranati, felici di niente,
turbati dalla grandine improvvisa,
dal risveglio dei sensi
a primavera.
L’odore dei campi
si fermava
sulle nostre labbra
avide di baci,
sui nostri corpi
frementi e sudati,
sui nostri pensieri
mai sazi di sognare.
Non ci siamo mai
lasciati
in quella giostra chiassosa di animali
e bambini cresciuti.
Ormai
con i capelli ingrigiti e
le facce smunte di chi
ha già attraversato la vita.
Non ci siamo mai lasciati
neppure quando
la morte ci ha divisi.
Restando sola
a scrutare l’orizzonte…
Lo sguardo velato da
tramonti sfioriti.
La Tua voce stampata sul cuore che mi diceva:” Sveglia, amore mio, tra poco si fa l’alba!”

Tutte e tre le Poesie sono inserite nel Libro:” Prima che la notte!” Edizioni Tigulliana. Dottor Marco Delpino (Editore). Santa Margherita Ligure.
Finito di stampare nel mese di giugno 2018.

Tutti i diritti riservati

RITRATTI: GIOVANNI RONZONI – un artista a 360 gradi

L’architetto Giovanni Ronzoni presso il suo prestigioso Atelier Spazio Galleria a Lissone

(by I.T.Kostka)

“Dio in realtà non è che un altro artista. Egli ha inventato la giraffa, l’elefante e il gatto. Non ha un vero stile: non fa altro che provare cose diverse.”

(Pablo Picasso)

Provare cose diverse, osare e sperimentare, creare dal nulla l’essenza dell’arte in ogni sua forma e sfumatura senza cedere alla ripetizione, ai vecchi modelli del passato, alla banalità, essere un artista a 360 gradi diventano, allo stesso tempo, un vero e stimabile “Ambasciatore della Cultura”, essere un personaggio di spicco e altissima caratura artistica senza dimostrare la superiorità e l’egocentrismo, condividere e offrire il proprio spazio creativo (Atelier a Lissone), fornendo in questo modo un supporto “fisico e concreto” alla diffusione della cultura e dell’arte. Sì, tutte queste preziose doti si uniscono perfettamente nella raffinata ed elegante persona dell’architetto Giovanni Ronzoni, un artista che come disse il grande Picasso “… è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, da una tela di ragno”.

• NOTE BIOGRAFICHE

Giovanni Ronzoni, nasce a Lissone nel 1952. Dopo gli studi superiori all I.P.S.I.A. di Lissone, si laurea in Architettura al Politecnico di Milano ed avvia da subito il suo studio professionale firmando numerosi progetti privati e pubblici con il suo segno minimalista ben riconoscibile. La sua poliedrica personalità e l’inesauribile creatività lo porta negli anni a sviluppare sempre più il suo lato artistico e ad avvicinarsi ad altre discipline come la grafica, la fotografia, la pittura, la scultura e la poesia. Giovanni Ronzoni utilizza i vari linguaggi espressivi e li piega al suo volere per portare avanti una ricerca artistica in cui tutti questi linguaggi diventano sintesi per dare forma e voce al suo pensiero.

• Architettura_Design

Nel 1980 fonda lo Studio Ronzoni. Successivamente nel 1997 rileva un capannone sede della fabbrica di vernici, nel quale il padre ha lavorato negli anni della seconda guerra mondiale.
Lo ristruttura radicalmente, pur conservando lo spirito dell’enorme spazio ininterrotto a grande navata centrale con volta a botte, fondendo gli interni con il paesaggio circostante, tramite la demolizione parziale della parete che si affaccia sull’imponente linea ferroviaria Milano Chiasso.
Ne fa la sede dello Studio Ronzoni, collocandovi lo spazio operativo di progettazione ed uno Spazio Galleria al livello soppalcato, che ospita sculture proprie e una collezione privata di autori vari, in progress, oltre ad organizzare eventi ed installazioni.

Il suo segno distintivo del progetto, da sempre provocatorio e teso alla poetica, è l’essenzialità, che si traduce nella realizzazione di spazi concepiti per sottrazione e silenzio. Il bianco, la luce e il vuoto ospitano arredi minimali in pezzi unici su disegno, alla ricerca di un linguaggio estremizzato, caratterizzato da un’atmosfera che si carica armoniosamente di tensioni e profonda spiritualità.

Lo Studio Ronzoni ha firmato ville ed edifici residenziali e commerciali, di matrice minimalista, concept e realizzazioni di prestigiosi stores_sistema moda nei centri storici di Milano, Monza, Perugia e Fukuoka (JP), restyling di palazzi storici e di svariati appartamenti residenziali in Italia, curando anche l’architettura degli interni.
Nel Design ha collaborato con note aziende italiane firmando diversi progetti, ed a volte vestendo il ruolo di Direzione Artistica.
Parallelamente si occupa di Urbanistica e Paesaggio.

• Fotografia

Nella disciplina della fotografia è alla ricerca della LUCE e con essa il suo gioco con le ombre, coi volumi, coi vuoti i pieni ed i piani, i contrasti, i colori, le geometrie, l’essenza,
i cieli, le linee, gli equilibri, l’apparente staticità che dialoga con il discreto e morbido movimento, con le frammentazioni, con le materie, con la natura ma al tempo stesso con il costruito, inscindibile realtà del mondo … Portando tutto ciò nell’altra sua disciplina legata al mondo “pittorico” chiamato “SPAZIO VITALE” dove l’ipotetico vuoto viene “invaso” da precise forme pure ed essenziali, in un rapporto di equilibrio statico visivo fatto di rigore emozionale primordiale, per tentare di arrivare al massimo dell’azzeramento e della sottrazione. Dove VIVE l’assoluta PUREZZA del SILENZIO.

• Pittura

Tra grafica e pittura, nascono opere in cui il supporto cartaceo è contenuto e contenitore, soggetto e oggetto, superficie piana alla ricerca della terza dimensione attraverso piegature, squarci e interventi di colore con inaspettati esiti formali. I lavori più recenti della serie Spazio Vitale, derivano dallo studio su luce/ombra, su pieno/vuoto: sintesi estrema del linguaggio di azzeramento e sottrazione” che coniuga il concetto di pregnanza con quello di leggerezza e semplicità.

• Scultura

Sono menhir contemporanei le sculture realizzate personalmente coniugando pensiero artistico e abilità manuale. Ma a differenza dei menhir neolitici ben piantati con tutto il loro peso nel terreno, queste possiedono una leggerezza e una sinuosità che dalla terra le innalza verso il cielo. Dalla terra prendono il legno, il metallo, ma anche materiali poveri come il gesso e i sassi per racconti materici che, a seguito dell’intervento artistico, sprigionano un’intrinseca eleganza. Nelle forme slanciate e aerodinamiche si indovina la sua formazione da architetto, ma le sue sculture vanno oltre l’aspetto formale perché vibrano di una forte carica vitale e di un significato simbolico che rimanda all’ esistenza umana.

• Poesia

Negli ultimi due anni si è avvicinato alla poesia imprimendo una cifra stilistica unica che gli ha valso già numerosi riconoscimenti. I suoi componimenti poetici e i libri d’artista sono poesie visive dove la forma è tutt’uno con il contenuto, dove la grafica si sposa con la parola enfatizzandola e rendendola fruibile anche visivamente. Giovanni Ronzoni racchiude in pochi ma ben precisi temi la sua poetica artistica: vita/morte, nascita/rinascita, passione/emozione. Come nella poesia questi temi sono affidati alla parola, così lo stesso messaggio è affidato alla materia scolpita e dipinta.

• Curatela d’arte

Nel 2003 ha ideato, curato e progettato la grande mostra
Le Corbusier Pittore Scultore Designer
al MAC di Lissone (MB)
in collaborazione con l Assessorato alla Cultura del Comune di Lissone e con la Fondation Le Corbusier di Parigi
Esposizioni personali recenti
2017 – Partecipazione all’innovativa campagna di affissioni d’arte “treperseiperlarte nelle vie di Monza su invito dell’associazione streetartpiù manifesto da 3 metri x 6 metri dal titolo 10 Terrasanta”

Ottobre 2017 Copertina della rivista Internazionale Italia Imballaggio con l’ opera Tracce di VITA”

Ottobre 2017 – Partecipazione Art Market (Budapest) con la Galleria BAP Ibiza

Novembre 2017 invitato dal Comune di Aulla (MS) a realizzare un’ opera artistica rappresentando la Violenza sulle Donne
Realizzando l’opera dal titolo S K A R P E T T E R E D”

Novembre 2017 – Gennaio 2018 – Installazione site specific “ 415 Anime Innocenti
Nella Chiesa romanica S. Biagio del XII secolo (Triuggio) (MB)

Novembre 2017 – Partecipazione Paratissima (Torino) con ARCgallery Monza

Gennaio 2018 – Partecipazione Affordable ArtFair (Milano)
con ARCgallery Monza

Febbraio 2018 – Partecipazione Art Capital 2018 (Grand Palais -Parigi)
con la Galleria BAP Ibiza

Marzo 2018 inserito nell’ Archivio Internazionale Tacchuini d’Artista e Boetry Box di Donato De Poce con due sue opere APPUNTI DI VITA e VITA”

21 Marzo – 21 Giugno 2018_“ho fatto a Elisabetta la SCARPA _Installazione Pubblica
a Monza_su invito dell’associazione streetartpiù

31 Marzo – 15 Aprile 2018 nel Refettorio del Monastero San Benedetto Po (MN)_collettiva internazionale E FU TERREMOTO la Nascita, la Morte e la Resurrezione del Figlio di DIO tra Sacro e Profano con l opera
“Resurrezione #33”

20 Maggio – 7 Giugno 2018_Mostra personale “Travel Stories” VIAGGI di VITA e ARTE
da ARCgallery Monza

24 Maggio – 7 Giugno 2018_VITA_ Installazione Site Specific al Micro Museo MIMUMO
a Monza_su invito dell’associazione streetartpiù

5 Giugno 2018 con una sua opera dal titolo Angelo Lucente è stato inserito nel Projet internzionale
500 Angeli destinati per l’ eternità a vivere all’interno della IGLESIA de los ANGELS nella Regione di Salta
in Argentina

23 Giugno – 8 Luglio 2018_presente alla V Edizione Biennale d’Arte Contemporanea La Voce del Corpo a Osnago (LC) nella sezione POESIA VISIVA con le opere
A N I M E O.1 e A N I M E O.2

30 agosto – 2 settembre 2018 installazione site specific #rossobox presso ARCgallery Monza

30 agosto – 2 settembre 2018 #monzafuoridipista 2018
In occasione del GP F1 sui balconi delle vie e piazze pedonabili del centro storico di Monza 40 pannelli da 150 x 100 cm. presente con #89 GP su invito dell’associazione streetartpiù

Agosto 2018 presso il Comune di Accumuli (Rieti) in una collettiva è presente con Lucente Africa con Il Ponte degli Artisti Milano

23 Settembre – 28 Ottobre 2018 al MUVI Galleria Civica dArte Contemporanea a Viadana (MN) collettiva internazionale E FU TERREMOTO la Nascita, la Morte e la Resurrezione del Figlio di DIO tra Sacro e Profano con l’opera
Resurrezione #33”

27 Settembre invitato a partecipare, alla seconda edizione di un libro d’Arte insieme ad altri 33 Artisti italiani, con una sua pagina
Tema : alla ricerca dell’ illuminazione

4 Ottobre – 14 Ottobre 2018 IN CAMMINO CON L’ARTE presso gli spazi del Santuario della Madonna Delle Grazie a Monza con Angelo Lucente #1 con LEOGALLERIES e streetartpiù

26 Ottobre – 28 Ottobre 2018 alla Fabbrica del Vapore Ex Locale Cisterne (Milano)
sarà presente con le sculture Femme au soleil Maternità – Sguardi sugli orizzonti Verso il cieloazzurro con ARCgallery Monza

2 dicembre 2018 10 Febbraio 2019_ mostra collettiva Il Bianco e il Nero
da ARCgallery Monza

• Premi e riconoscimenti

2016 – Il Video intitolato 415 TerraSanta è stato insignito della medaglia di bronzo al XXXIV Premio Internazionale Firenze 2016 (Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento): una video performance per non dimenticare la strage di bambini nella striscia di Gaza del 2009.
2016 con la scultura in legno di acacia A B B R A C I A M I ha ricevuto il Diploma di Merito alla mostra nazionale di scultura a Villa Borromeo di Cesano Maderno (MB).

Il 14 ottobre 2018 ha ricevuto a Lissone (MB) nella prestigiosa Location del Palazzo G. Terragni il Premio alla Carriera Truciolo d’Oro Design 2018

2017 vincitore dei seguenti premi di poesia:

la raccolta di poesie edite
05_12_2042
…ADDIO
Premio Speciale della Giuria al II° Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa
ALDA MERINI_Imola (BO) 23_03_2017

la raccolta di poesie edite
V I T A
Premio Marino Marin al I° Concorso Letterario Nazionale l Atelier _Villadose (RO) 25_06_2017

la raccolta di poesie edite
TUTTO IN 1 SECONDO
Premio Marino Marin al VI° Concorso Letterario Internazionale Locanda del Doge_
Lendinara (RO) 24_09_2017

la raccolta di poesie edite
TUTTO IN 1 SECONDO
MENZIONE D’ ONORE al VI° Concorso Internazionale di Arti Letterarie
THESAURUS – ALBARELLA_Albarella (VE) 1_10_2017

la raccolta di poesie edite
A UN PASSO DAL CIELO
Terzo classificato al V° Edizione Premio Internazionale di Poesia e Narrativa
I FIORI SULL’ACQUA_Imola (BO) 12_11_2017

2018 vincitore dei seguenti premi di poesia:

Il 7 aprile 2018 – ha ricevuto a Bellizzi (SA) il premio Cuore per la lirica A N I M E oltre all’ Attestato di benemerenza per essersi distinto nelle varie discipline artistiche alla III° edizione del Premio Internazionale d’Arte IL CANTO DELLE MUSE

Il 28 aprile 2018 ha ricevuto ad Imola il premio Speciale della Giuria alla III° edizione del Premio Nazionale di Poesia e Narrativa ALDA MERINI con la raccolta di poesie edite
S I E T E I L M I O P A R A D I S O
e
S U T U R E (Poesimi e micromagie di Donato Di Poce_Liricografie di Giovanni Ronzoni)

Il 27 maggio 2018 ha ricevuto a Rovigo il premio Ass. ne Culturale Il Circolo Sezione Poesia Inedita al I° Concorso Letterario Internazionale Gian Antonio Cibotto 2018 con la Silloge A N I M E

Il 30 giugno 2018 ha ricevuto a Pompei (NA) la Menzione di Merito al I° Premio Internazionale Poesia è Vita Sezione C poesia a tema obbligato con la Silloge
N A S C I A M O

Il 30 settembre 2018 ha ricevuto a Imola (BO) la Menzione D’onore al Primo Premio di Poesia e Narrativa Ti meriti un amore poesia inedita a tema libero con la Silloge
C I N G E R T I

Il 27 ottobre 2018 ha ricevuto a Montisi di Montalcino (SI) il Premio Speciale del Presidente al Premio di Poesia a VENTO e SOLE per le poesie inedite con R E G I N A e F O R S E inoltre per la raccolta di poesie edite con K a o s

Il 18 novembre 2018 ha ricevuto a Aulla (MS) il Premio per l’Attività Culturale
Premio Internazionale di Arti Letterarie THESAURUS La Brunella VII Edizione inoltre presentando
la raccolta di poesie edite con K a o s
la raccolta di aforismi editi con A f o r i s m i
le poesie inedite con R E G I N A – F O R S E – K O N F E S S I O N E

il 5 dicembre 2018 Premio Internazionale Mario Luzi XIII Edizione 2017/2018
nella sezione Poesia Nascente è stato Selezionato con la raccolta di poesie
K a o s con pubblicazione della loro Casa Editrice

2019 vincitore dei seguenti premi di poesia:

Il 12 gennaio 2019 ha ricevuto a Imola (BO) il Premio Speciale della Critica alla sesta Edizione del Premio Internazionale di Poesia e Narrativa I FIORI SULL’ ACQUA
con la raccolta di poesie K a o s

Il 19 gennaio 2019 ha ricevuto a Firenze il 1° Premio ex aequo con la pubblicazione della silloge vincitrice da parte delle Edizioni Helicon al Premio Letterario “La Ginestra di Firenze”

Il 27 gennaio 2019 ha ricevuto a Milano il Primo Premio nella sezione Poesia Visiva con
A N I M E alla quinta Edizione del Premio Poetico Nazionale Amici di Ron
UN SORSO DI VITA
Inoltre il terzo Premio nella sezione Video Poesia con V I T A

RITRATTI: OMAR GELLERA – un Apostolo Nuovo della poesia

Foto: Umberto Barbera, Omar Gellera al 22° Verseggiando sotto gli astri “Il coraggio di ribellarsi” presso Atelier Spazio Galleria dell’Architetto Giovanni Ronzoni a Lissone, 26.01.2019

(by I.T.Kostka)

La poesia non è morta, anzi, sta bene e trova sempre un Apostolo Nuovo. La giovane generazione è ricca di vari interessanti volti, di anime artistiche stimolanti e talentuose, che con garbo e forza espressiva esplorano i sentieri della Musa, portando “freschezza” della scoperta e delle novità. Omar Gellera sicuramente farà strada sia come un giovane scrittore e poeta esordiente, sia come un bravo e coinvolgente performer. Ecco il suo breve ritratto letterario e due poesie scelte. Buona lettura!

OMAR GELLERA nasce il 17 Agosto 1988 a Milano. Studia lingue al liceo mentre nel 2016 si laurea alla magistrale
in psicologia sociale, con una tesi sull’identità di genere.
Attualmente si occupa di interventi sociali sul territorio di Milano: coordina un progetto di prevenzione
all’abuso di alcol e droghe e lavora in un progetto inclusione sociale rivolto a madri con bambini. Fuori dal
lavoro fugge appena può in montagna o al cinema, ha una singolare passone per le tartarughe marine e
naturalmente per la scrittura.
Il 22 settembre 2018 vince un Poetry Salm presso lo Spazio delle arti – Museo Alda Merini di Milano,
classificandosi quarto alla finale del torneo. Con la vittoria del 22 Settembre parteciperà alla finale del
campionato nazionale di Slam Italia 2018-2019.
Il 13 e 14 ottobre 2018 partecipa a “La Piuma sul Baratro” una maratona poetica di 25 ore promossa dal
Piccolo Museo della Poesia di Piacenza.
A metà gennaio 2019 è uscita la sua prima silloge poetica dal titolo “Saltando nel vuoto ho raccolto l’oro”, edita da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno.
Da febbraio 2018 collabora anche con il Festival internazionale di poesia di Milano, ormai giunto alla sua terza edizione.

VALIUM DI CRISTALLO

Fa paura là fuori,
ma in realtà succede tutto dentro.
Il cervello mente
e la nostalgia
è un rubinetto che perde,
un carillon arrugginito
a un concerto metal.
Anche se quando ti rimbocchi
le coperte
non c’è ancora nessuno
in giro per il mondo
che è innamorato di te,
il peso è più leggero
se trovi il coraggio di Esistere
fino a quando gli occhi
ti restano aperti.
La condivisibilità di un’idea
è relativa,
ma non c’è da stupirsi
se le persone si raccontano
i propri sogni.
Aprire le porte a nuove possibilità,
a nuove configurazioni
è un invito per gli altri
ad entrare,
se ne hanno la curiosità.

MOONLIGHT

Ho spento il sonno
sotto polveri di illusioni
per sbrogliare gli incubi
aggrovigliati tra i vestiti,
ho spento le lacrime
sotto il singhiozzo dei nervi
per proteggere mamma
dal diluvio della depressione,
ho spento l’amore
sotto i pugni in faccia
per non gettare il cuore
in pasto alle iene,
ho spento la luna
sotto il gonfiore dei muscoli
per difendere il fuoco
dagli attacchi del vento.
Appoggiato alla mia lapide
sudicio di fango,
vuoto, stanco e vitreo
arranco sulle lancette
ma lo giuro,
a costo di scucirmi i denti,
tornerò a sentire
il cullare del mare,
l’ansimare dei pugni
che stringono la sabbia,
la sagoma infantile
della mia rotta polare.
Con la pala dell’esistenza
i calli inizieranno a scavare,
a trafugare quell’uomo
che non vuole più scappare.

Omar Gellera

Tutti i diritti riservati all’autore

Foto: Umberto Barbera

OGGETTI, PERCEZIONI E MUTAMENTI NELLE LIRICHE DI GUIDO OLDANI a cura di Lucia Bonanni

OGGETTI, PERCEZIONI E MUTAMENTI NELLE LIRICHE DI GUIDO OLDANI

Ho avuto l’onore di poter conoscere di presenza il Maestro Oldani a Cascina Linterno in occasione di uno dei tanti eventi organizzati dalla poetessa Izabella Teresa Kostka nell’ambito del programma itinerante “Verseggiando sotto gli astri di Milano” ed incluso nella rassegna MilanoBookCity 2018. Devo dire che tanto mi ha rassicurata la cordiale accoglienza insieme alla gentilezza del Maestro nel suo interagire con le persone nonché la lettura di una sua poesia direttamente da un quaderno pieno di cancellature e rimandi.
Nei versi del Maestro Oldani si evidenzia quella che viene definita “similitudine rovesciata”, un modello di scrittura che mette al primo posto gli oggetti e produce versi che declinano l’esigenza di tornare ad un nuovo umanesimo, recuperando il perduto contatto con la natura. E come “La Terra è in piena pandemia abitativa” anche l’essere umano è visto al pari di un condominio i cui nuclei abitativi rappresentano le diverse sfaccettature dell’animo mentre la comunicazione interpersonale si nutre più di artefici e codici non verbali che sulla conoscenza diretta. Le similitudini, le comparazioni e perché no le personificazioni prendono in prestito il linguaggio oggettuale e non quello mutuato dagli ambienti naturali. In un simile contesto la realtà si fa fluttuante, variabile, mutevole, spesso ambigua e incostante fino a giungere ad uno stadio terminale ovvero ad un cippo che segna il confine, il termine, il capolinea, la fine di un ciclo vitale come pure l’hardware elettronico, definizioni, queste, che decodificano l’oggetto e lo pongono come primo termine di paragone. Così, da richiamo romantico, la luna, sia essa in fase calante o crescente, diventa di color calce e prende forma di un appiglio uncinato a cui appendere un nodo scorsoio per porre fine ad una vita di incongruenze e disagi. Con l’uso sapiente di traslati di significato, attinti dalla realtà oggettiva, il termine “calcinato” si pone in relazione con l’aggettivo “sbrecciata” mentre quella “confezione del mercato”, rotta e avariata, rimanda al “traffico ingorgato” e al “carnevale di petardi”. Qui sono le stelle, rinchiuse alla rinfusa nella confezione, ad avere un’anima e, pure non cadendo dal cielo con le loro code luninose, riescono a trasmettere un senso di romanticismo agli sguardi che si girano in altro e non vedono altro che rotte inceppate dalle scie turbolente di velivoli metallici (Il gancio). In un mondo dove sono gli oggetti a dominare le emozioni anche il “fischiare dell’uomo” assomiglia alla frenata stridula di un camion e lo zampettio e il tubare dei piccioni, avvolti in calde pellicce di piume, sono i veri elementi umanizzati poi contaminati dal riflusso incessante degli oggetti, si assimilano al rumore prodotto dalla rotelline dei bidoni in uso per la raccolta differenziata. Nel loro cicaleccio disordinato gli abitanti dei caseggiati subiscono involuzioni comportamentali a causa di influenze negative e nella loro reclusione sociale sempre più assomigliano a codirossi ciarlieri (I bidoni).
“Come sparse vitine per occhiali” le formiche lasciano sul pavimento una chiazza così scura da farla sembrare un frittella assai difficile da ripulire. Ma il poeta, che un tempo bruciava quegli insetti, forse per impeto di umano sentire e trasposizione di pacata saggezza, adesso non ha premura di cacciarli dalle piastrelle della cucina. Nella macchia nera, descritta dal Maestro, si può rintracciare la massificazione degli individui nella società odierna, spesso omologati tanto nel pensiero e quanto nell’agire e solo un gemito di libertà può salvarli dalla inevitabile necrosi (Le vitine). In un quadro sinottico tra etologia e compotamentismo il criceto, pure vivendo in cattività, riesce a mantenere la propria indipendenza di carattere, diversamente dall’uomo che vive in un teatro dell’assurdo e la sedia su cui resta immoto, rivela solitudine e mancata destrezza nel rivedere il corso degli eventi e modificare la propria impronta di personalità. Dentro la gabbietta il piccolo mammifero, girando e girando sulla ruota con la sua postura disordinata, trascorre il proprio tempo e si stanca. Con le vibrisse e le unghie riesce sempre a difendersi dagli attacchi esterni al contrario dell’uomo che, restando immobile sulla sedia, predilige la finzione dei “viaggi virtuali” e nel suo moto rotatorio intorno al globo terrestre lascia che l’apatia annienti l’anima e la mente (Il criceto). Intanto la trasparente bellezza delle “vetrate su del cielo”, spiragli di luce, necessitano di attenta manutenzione e nessuno pensa a ripulirle dalla polvere dell’indifferenza. Al pari di organismi modificati si cangiano le tonalità dei colori e nel caos indistinto dell’industrializzazione non si riesce a distinguere tra “pioggia e asciutto”, infatti il pulviscolo forma una cappa grigia sopra le città e rende pesante il respiro perchè “l’afa è gonfia come un salvagente” e dio non interviene a fermare lo scempio che distrugge e non rigenera (Le vetrate).
Nei propri componimenti il Maestro Oldani paragona e contrappone i comportamenti umani con le meteore e le forme astronomiche, le nicchie ecologiche , la volontà divina e mediante l’uso di tropi e traslati riesce a sorprendere e meravigliare il lettore per una sintassi di comunicazione che traguarda la materialità e conduce ad una riflessione attiva, richiamando alla mente quella realtà “terminale” tanto strana e inquientante, ma che può divenire spinta di motivazione ad essere nel mondo quali individui non più catturati e manipolati da certi oggetti che assumono istanze valoriali, ma esseri senzienti e in piena autonomia di comportamenti e idee.

Lucia Bonanni

Foto: Umberto Barbera

Guido Oldani durante la serata organizzata nell’ambito del programma “Verseggiando sotto gli astri” dal titolo “Yin e Yang”, la rassegna letteraria internazionale Bookcity, Milano 2018, presso la Cascina Linterno in via Fratelli Zoia 194.