“LA MULTIFORME IMPALCATURA DEL MALE” di LORENZO SPURIO

LA MULTIFORME IMPALCATURA DEL MALE,  TRÀ REALTÀ E LETTERATURA di LORENZO SPURIO 

Saggio pubblicato come prefazione all’antologia “Non uccidere. Caino e Abele dei nostri giorni” (The Writer 2017, curatori del volume: Izabella Teresa Kostka e Lorenzo Spurio).

Le poesie che compongono questo libro girano tutte, a loro modo e con stili diversi, attorno a tematiche che hanno un’incidenza sociale, vale a dire che hanno a che fare con questioni che interessano tutti. L’iniziativa nata e sviluppata assieme alla poetessa Izabella Teresa Kostka è stata quella di aver voluto parlare del Male, nelle varie forme e concettualizzazioni. Non solo rappresentato dalla violenza sessuale che oggi, un po per la spasmodica ricorrenza di casi esecrabili, un po per una serie di campagne di informazione più incisive, sembra monopolizzare la cronaca. Abbiamo, cioè, voluto creare un progetto che fosse il più possibile ampio e aperto a varie testimonianze e dimostrazioni di come il Male possa potenzialmente intaccare tutti, proprio come il bene che la società civile ci indica di perseguire per evitare, condannare e allontanarsi da ogni concreta offesa alla civiltà.

L’azione spregiudicata di persone che coscientemente inquinano un corso d’acqua con bitumi ed altri prodotti residui dalle loro attività economiche è, a suo modo, una laida forma di violenza: una offesa nei confronti della natura che ci ospita, un maltrattamento contro gli altri umani che abitano la terra e, addirittura, un atto malevole e inquinante anche per la nostra stessa vita. Anche se un comportamento illegale come questo viene qui richiamato in maniera assai semplicistica, può servire, comunque, per riflettere due secondi su una sacrosanta verità, ossia che chi produce il Male lo fa sempre con consapevolezza nonché spesso con predeterminazione. Vale a dire che l’azione violenta o spregiudicata non è altro che l’acme di un progetto instabile già configurato nella mente che trova poi la sua applicazione concreta. Di sadismo, brutalità e menefreghismo si parla, ma anche di omertà e silenzio, di indifferenza e tacita approvazione di un delitto, di un abuso, di un caso di insubordinazione che non può in ogni modo essere accettato.

Di tutto questo siamo puntualmente informati, avvisati, messi in guardia, tartassati e impauriti da quanto gli organi di informazione giornalmente ci somministrano notizie di episodi di disagio e marginalità, prevaricazione e sopruso, di inciviltà propriamente detta, di denigrazione ed emarginazione sociale. Rientrano in questo discorso, che è un infinito mare magnum di casi dove la violenza si mostra in maniera più esplicita, anche le sottomissioni e la sospensione dei diritti civili in tanti paesi del mondo. Vi sono, poi, una miriade di altre situazioni, svariate nelle dinamiche e nelle forme con le quali si manifestano, che rimangono nel silenzio, lontano dalla grancassa dell’informazione, volutamente tenute nell’ombra, lontane anni luce da un qualsiasi spiraglio che possa rompere il legame tremendo tra aguzzino e vittima. Storie domestiche che non vengono denunciate, popoli segregati con la forza, anziani che vivono nella più profonda indigenza, clochard che vengono derisi ed arsi vivi, ragazzini che si gettano dal quarto piano perché sopraffatti dalle violenze verbali di maledetti coetanei che ne assuefanno la psiche semplicemente perché effeminato, di povere condizioni, grasso, o il miglior bersaglio da colpire, perché incapace di reagire. 

Questa è la realtà. E la letteratura?

La letteratura, che è una delle tante proiezioni della realtà, con una buona dose di finzione frutto dell’ispirazione creativa e del genio di chi la produce, non è che l’attestazione concreta, in termini oggettivi, del vasto spettro del Male, della sua tentacolare diffusione, della sua ambiguità e polimorfismo, dell’incapacità spesso di individuarlo. Alcuni brevi cenni ad opere possono servire, forse, ad ampliare una trattazione che è nevralgica nella nostra attualità e che deve essere percorsa affinché anche la letteratura, sia essa di finzione o di approfondimento, interagisca con queste forme endemiche e faccia sue le preoccupazioni di una società spesso distratta, incapace di comprendere il dramma prima che esso si manifesti in forma di tragedia, gravata da preoccupazioni economico-finanziarie pesanti che, non di rado, vengono a configurarsi anche come concausa se non come motivo trainante dell’adozione di piani omicidiari, suicidiari, stragisti, volti all’annullamento di sé e degli altri. 

Mi viene in mente, allora, la vicenda dei fratelli Tamar e Amnon descritta nella Bibbia in cui la giovane donna, Tamar, viene sedotta con la forza da Amnon con uno stratagemma infido riuscendo a violentarla. Il comune padre, il re David, non condanna laccaduto né solidarizza con Tamar ma un ulteriore fratello, Assalonne, vendicherà la violenza subita dalla sorella uccidendo Amnon in un duello. L’episodio, ripreso anche dal poeta spagnolo Federico García Lorca che gli dedicò una sua poesia, è significativo del fatto che la violenza sessuale, addirittura dalle nervature incestuose come è questo il caso, sia connaturata nella storia dell’uomo, dalla notte dei tempi. Nel testo più importante per la religione cristiana sono contenuti molti altri esempi di prevaricazione dell’uomo, di violenza, di ignoranza sociale e di sperequazione tra i sessi.

Facendo un bel balzo in avanti nella letteratura contemporanea, tre sono i riferimenti che, a primo acchito mi sento di richiamare dove il tema della violenza si fa palese e preponderante da segnare in maniera ineluttabilmente tragica i destini delle persone coinvolte nelle tre narrazioni. 

In “Cuore di tenebra” (1899) di Joseph Conrad il confronto in terra d’Africa che si ha tra Marlowe e Kurtz, entrambi di origini inglesi, è sconvolgente. Marlowe rappresenta il bianco, l’esploratore coscienzioso che ha bisogno di intraprendere un viaggio per vedere e conoscere, saldo in un patrimonio di valori che si basano sulla giustizia e la libertà dell’uomo. Kurtz, invece, è rappresentante di un’altra parte d’Occidente, quella più crudele e insensibile, ovvero del conquistatore, del depredatore di spazi e persone. In quell’angolo di Africa si è autonominato capo e ha asservito quelle povere genti ai suoi voleri diventando un despota sanguinario. Conrad sottolinea, con una descrizione disgustosa e spietata, le cattive azioni protratte da Kurtz, la potenza di un Male che può intaccare l’uomo dotato di vanagloria e animato da spinte di superomismo, invincibilità e supremazia sul genere umano. 

Ne “Il signore delle mosche” (1954) di William Golding si realizza qualcosa di simile: cambia l’ambientazione, che non è quella africana ma quella di un’imprecisata isola del Pacifico e cambiano le dinamiche relazionali. Non più il bianco colonizzatore, sprezzante razzista che schiavizza l’indigeno, ma un gruppo di adolescenti che devono cercare di coabitare sul piccolo spazio dove si trovano e provvedere autonomamente al cibo per sfamarsi, non essendovi adulti con loro. Lì, per cercare di darsi delle regole per la comune convivenza e per emulare il mondo degli adulti, danno vita a un sistema di auto-governo fondato su elementi democratici e plurali: la convocazione dell’Assemblea e la rotazione della conchiglia tra i suoi membri, a rappresentare una sfera decisionale nel gruppo che varia di volta in volta, appunto a rotazione. Il sistema, però, non funziona. Non perché siano bambini o perché non sia un buon sistema, semplicemente perché viene prima sospeso, poi decretato inefficace e, infine, asservito a una logica personalistica. S’instaura così, nel gruppo dei ragazzini, una sorta di dittatura retta da Jack Merridew che di tutta prima risulta essere ben seguita da un ampio gruppo di ragazzi che intravvedono nel capo carismatico i caratteri di forza, autorità e prestigio. Un’esigua componente di ragazzi osteggiano la neonata soppressione dei diritti e fa gruppo a parte continuando a richiamare l’importanza della convocazione assembleare. La situazione sfugge di mano e la fazione autodichiaratasi l’unica fonte di governo commette sevizie, atti ignominiosi sino ad arrivare all’assassinio di Piggy, uno dei ragazzi. La democrazia è rotta per sempre, il Male, nella forma viscida della fascinazione per il potere, ha prodotto vittime a seguito della degenerazione di un piano politico che è impazzito e ha prevaricato il diritto alla libertà di espressione.

Infine propongo una riflessione su “Il giardino delle Vergini suicide” (1999) del greco-statunitense Jeffrey Eugenides, meglio noto per essere l’autore del romanzo Middlesex (2002). Esso contiene la vicenda familiare dei coniugi Lisbon con le loro cinque figlie adolescenti che vengono fatte crescere in un clima di stagnante asfissia, di claustrofilia indotta, per rispondere alle prescrizioni maniacali e repressive della madre e la subordinazione del padre nei confronti della madre che decreta la sua inefficacia nel rapporto con le figlie. Il narratore sottolinea con particolari enfasi dei semplici momenti di apertura della famiglia Lisbon verso il mondo di fuori marcando l’interesse su quanto per la madre, ed i coniugi in genere, sia difficile e insostenibile accettare che le figlie possano andare al ballo della scuola con un compagno, piuttosto che uscire e ritrovarsi con le proprie amiche. Nella severità di una casa dove l’imposizione materna sgretola sogni e fa ardere progetti, desideri nonché annichilire l’esistenza delle giovani matura, in quel mix pericoloso di noia, sofferenza e impossibilità di fuga, lo stratagemma per l’acquisizione della libertà. Ecco allora che si chiarisce in quale circostanza ha preso piede il suicidio della prima ragazza, descritto velocemente in apertura del romanzo, dipinta come adolescente strana quando in realtà era semplicemente l’asfittico contesto familiare a non farla respirare né a permetterle di esprimersi. Se la ribellione di Adela nell’opera teatrale “La casa di Bernarda Alba” (1936) del summenzionato Federico García Lorca (diversi gli scenari, diverse le ambientazioni, è vero) era possibile sulla base di un temperamento istintivo e combattivo contro l’autorità della madre, qui per le quattro ragazze che mai diventeranno donne, non c’è scampo. L’appuntamento finale sarà per un banchetto amaro, quello di una festa della morte dove ciascuna ragazza opterà per la soluzione finale pensata come più diretta e infallibile, tutte particolarmente spiazzanti. La sequela di suicidi che si realizzano in contemporanea, di cui la città mai avrà completa comprensione, viene in un certo modo occultata dal trasferimento dei coniugi Lisbon, ormai drammaticamente soli, mentre la loro casa invecchia e viene riappropriata dalla natura. 

Il Male qui si configura in uno stato di lancinante sofferenza e desolazione interiore, in uno spiazzamento totalizzante che provoca assenza di autostima, annullamento della propria identità, l’adozione di un’esistenza fatta di rituali ed imposizioni, arsura demozione, carenza di ascolto, mancanza di condivisione, tacita soppressione delle esigenze personali. Ecco, allora, che la via suicidiaria sembra dare scampo a un dolore che è possibile espiare solo con un volo pericoloso, verso un baratro inconoscibile, gesto che fa rabbrividire ma che, forse, neppure abbiamo il diritto di condannare del tutto. Giovani che eterizzano la loro beltà e che pongono un profondo ricatto morale ai genitori, agli adulti, al mondo disattento, a chi crede che un bambino non ha motivo per essere infelice.

Lorenzo Spurio
Jesi, 19-01-2017

Tutti i diritti riservati all’autore

VERSO CONSIGLIA: 2° QUADERNETTO POETICO “AMORE, NON AMORE E DISAMORE” a cura di ROBERTO MARZANO

(by I.T.K.) Roberto Marzano non ci delude mai. Anche stavolta ha creato una piccola perla letteraria, raccogliendo in un ebook gratuito scaricabile da ISSU e Calameo numerosissime opere di autori contemporanei. Veste grafica moderna e originale, testi e fotografie mai banali, la diversità delle visioni artistiche, spesso molto lontane tra di loro, crea un “patchwork” sublime ed esplosivo, pieno di raffinata sensualità e sorprese. Frizzante e assolutamente da non perdere! 

L’ebook disponibile gratuitamente seguendo il link allegato: 

https://issuu.com/robertomarzano/docs/2___quadernetto_poetico_-_amore__no

 

CINQUE PENSIERI DI ROBERTO MARZANO 

● SENZA FAR DRAMMI

Amore, amor perduto, non è cosa
lasciami naufragar tra questi flutti     
mentre beccheggio esausto a pelo d’acqua
nel buio mar di cocci alla risacca
lanciami pure un sasso, fa’ ch’io affoghi
muto e cianotico, ormai senza più aria.

Amore, non amor, di carta zuppa
fracassa ora il mio cranio sulle chiglie 
mi assaliranno alghe le narici
una vertigine, spezzerà la schiena stanca
fantoccio spento nel rollìo della corrente 
e poi più niente
sbatacchierò qua e là 
senza far drammi…

● SOTTO I PALAZZI

Passerà anche questa domenica 
che si giustiziano i passeri per noia 
bui cuscini soffocati d’incoscienza
pieni di carta vetro, morsi di cani. 

Sotto i palazzi perdon fiato e sangue
scatole schiacciate nella pattumiera
la rabbia nera stridula di strega
sparge il suo sale sulle code basse.

● SON TORNATE A FIORIRE LE RONDINI

Son tornate a fiorire le rondini
sui davanzali sospesi al disordine
bruni grappoli, frecce che esplodono
di pazzia vorticando nei baratri
scapestrate ragazze in un turbine ellittico
a sfiorarsi l’un l’altra gioiendosi addosso
infaticabile azzurro, traiettorie impossibili
in un volo infinito da Indianapolis a Disneyland…

● QUATTRO STAGIONI DI MEZZO

Hai bruciato le tappe del Giro 
pizza quattro stagioni di mezzo 
addormentata sulla panchina nel parco 
auto conservazione dello stato d’incoscienza 
della realtà dei fatti a mano da bambini 
schiavi dell’abitudine alle comodità 
indispensabili strumenti di lavoro 
sette ore perdute le speranze di ritrovarti 
intatta come ti avevo lasciata la strada vecchia
osteria numero uno para-ponzi-ponzi-po’!

● CIÒ CHE È INUTILE

A questo punto di domanda
importuna la vicina di casa
di riposo un po’ sul divano
a tre posti fissi lo sguardo
agli occhi che non san mentire
ah, se stessi in campagna!
acquisti ciò che è inutile
bussare se non c’è nessuno…

Roberto Marzano 

Tutti i diritti riservati all’autore 

VERSO CONSIGLIA: QUADERNETTI POETICI A CURA DI ROBERTO MARZANO 

(by I.T.K)  “SiFaPerFarBenEdizioni” – una nuova realtà “editoriale” ideata e coordinata integralmente dal poeta, musicista e performer Roberto Marzano (tra i collaboratori fissi del “Verso”). Dopo gli ebook dedicati alla rassegna poetica “Binari inVersi” e “Poeticando”, è nata una nuova collana intitolata ” I quadernetti poetici” di cui è appena uscito il primo, curatissimo e interessantissimo volume digitale “Il poeta di campagna e il poeta di città”. All’interno della pubblicazione troverete numerosi testi dei valenti autori contemporanei, accompagnati dagli originali scatti fotografici e dalle loro brevi note biografiche. Da visionare e scaricare gratuitamente seguendo il link allegato:  

https://issuu.com/robertomarzano/docs/1___quadernetto_poetico_-__il_poeta

Nell’introduzione Roberto Marzano scrive:

Cover: foto di Izabella Teresa Kostka 

Buona lettura agli interessati! 

VERSO CONSIGLIA: “SI DISSOLVONO LE ORME SU QUALSIASI TERRA” PRESENTAZIONE DEL LIBRO 

Domenica 18 giugno alle ore 17.00 a Vigevano: presentazione del libro bilingue “Si dissolvono le orme su qualsiasi terra – Rozmywają się ślady na każdej ziemi “. Con Izabella Teresa Kostka  (autrice del volume) dialogherà la poetessa e relatrice della libreria Feltrinelli Mariateresa Bocca, intermezzi musicali a cura del gruppo poetico – teatrale “Poeticanti” (Paolo Provasi e Roberta Turconi). Sala Ridotto di Teatro Cagnoni, C.so Vittorio Emanuele 43, Vigevano (Pv). Ingresso libero.

VERSO CONSIGLIA: LE SERATE DI VIDEO – POESIA AL CIRCOLO CULTURALE L’ALBA 

Nell’ambito delle diverse e importanti forme di eventi culturali che promuove e realizza da quando opera, Il Circolo Culturale l’Alba ha ideato per la prima volta come evento legato alla poesia, due serate dove sì, sarà protagonista la Poesia, ma in un modo ed un approccio diverso : cioè attraverso l’uso dell’immagine della Video-Poesia.

È un’ idea di Claudio Mecenero e Alfredo Maestroni nata in occasione della presentazione di “La memoria ineguale” edit. Lieto Colle del poeta Alfredo Maestroni (il nuovo attuale presidente del Circolo Culturale, che recentemente con questo libro ha vinto il primo premio alla rassegna per la poesia edita “Il Golfo” di La Spezia).

In quella occasione infatti per la prima volta venne proiettata dal Circolo Culturale l’Alba una Video-Poesia, ed è cosi che ha preso spunto questo diverso appuntamento con la poesia.

È vivere la poesia in una maniera diversa perché usa l’immagine, attraverso l’interpretazione del poeta o più poeti, il variare delle ambientazioni e non ultimo il contributo della colonna sonora di sottofondo alle letture a renderne davvero molto suggestiva la visione.
Saranno due serate, la prima (già fatta sabato 6 maggio) è stata  “al femminile” con due belle protagoniste Xania Bellinzani e Sara Pennacchio : Xania Bellinzani con la sua Video Poesia [ Xa’=X]  con testi tratti dal suo libro omonimo (Albatros il Filo edizioni) e Sara Pennacchio con la sua  Video-Poesia ” Io ci sono anche nella pioggia e nella pazzia”.  

 

con testi tratti dal libro  A.D.D.I.O.(Kairo’s edizioni 2016)
                    

La seconda serata (sabato 27 maggio) sarà al maschile con due protagonisti di spicco della poesia a Varese: Vincenzo Di Maro e Corrado Guerrazzi.

Vincenzo Di Maro con la Video-Poesia su due testi dal titolo “La costanza dell’ inseguito e la fine dell’opera” tratti da i due libri omonimi (editi rispettivamente NEM e Lieto Colle).
Corrado Guerrazzi con la sua video- poesia ” La tentazione della Parola” con testi tratti da “Attraverso il molteplice” (Lieto Colle edizioni).
Tutte le Video – Poesie di questa rassegna sono state realizzate da Renzo Carnio per le riprese video e da Matteo Carnio per i montaggi.

Data e luogo:

Sabato 27 maggio 2017, ore 21.00 presso la scuola E.Fermi in P.zza Alfredo Di Dio 13 a Fagnano Olona.

Ingresso libero 

Renzo Carnio