TRILOGIA SULLA VIOLENZA ALLE DONNE di MARIA ROSA ONETO

“Trilogia sulla Violenza alle Donne” di MARIA ROSA ONETO

● “Ho amato un bastardo”

Ho amato un bastardo, figlio di ventre materno, sigillato con lo sperma in un’ampolla di carne e sangue.
Ho amato un bastardo, violento per natura, dedito all’alcol, dalla mente distorta. Dall’anima infettata di rabbia e gelosia.
Ho amato un bastardo che mi lavava la faccia con lo sputo, che mi bastonava con parole aggressive,
che si lasciava andare a scoppi d’ira senza alcun motivo.
Ho creduto a un bastardo senza spina dorsale, di cui all’apparenza ero la regina e fra le mura di casa mi strappava i capelli, coprendomi di lividi e torture.
Ho creduto nel bene senza rispetto di un omuncolo da strapazzo che voleva possedermi e oltraggiarmi
come una bambola di plastica.
Ci sei riuscito ad uccidermi, in una notte senza vento, trascinandomi per le scale in un sacco per la spazzatura.
Il mio essere donna finito in un dirupo, dato alle fiamme, scempio di un corpo femminile che ancora reclamava le carezze dei suoi bambini.

● “Maledetta”

Ho speso il cuore
abbracciata alla luna
Notti di terrore
per un amore malato.
La porta di casa
chiusa a chiave,
le mie urla cucite
con il nastro adesivo.
Scorrevano lacrime
come fiumi in piena
Il dolore scavava ferite
lungo un inferno
di falso amore
Erano botte
senza motivo,
un olocausto sessuale
a colpi di bastone.
Parole maledette
che l’anima accoglieva
come viatico
prima di spirare.
Eri Tu il diavolo
incarnato, l’atroce destino
a cui mi ero affidata.
L’uomo infame
che mi aveve promesso
sentimento e rispetto,
riempiendomi di calci
dal mattino alla sera.
Muoio contenta
al respiro del tuo fiato
che per l’ultima volta
mi grida all’orecchio: “Maledetta!”

●“Ci siamo amati”

Ci siamo amati
di un amore crudele,
fatto di rancori e gelosie.
In silenzio
hai rubato i pensieri del cuore,
la gioia serena di una sposa felice.
Ero la tua schiava
tenuta in catene,
picchiata e torturata
ad ogni respiro.
Un nonnulla
bastava per alzare le mani,
per straziarmi la mente
con parole ingiuriose.
Lividi e ferite
solcavano il volto
invecchiato di colpo
Avevo trent’anni, o forse
cento.
Un sorriso spento
si accendeva a guardare
i nostri bimbi: ranicchiati
e tristi in un impenetrabile
dolore.
Ci siamo amati
nel delirio di un’ossessione:
finché morte
non ci ha separati.

Maria Rosa Oneto

Foto Pixabay

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“SCARPE ROSSE” a cura di MARIA ROSA ONETO

Titolo: “Scarpe rosse”

In Italia, sono oltre 100 le donne che vengono uccise da uomini che dicono di amarle.
Ai femminicidi si aggiungono violenze quotidiane che comprendono: molestie, aggressioni, pestaggi, “turbamenti psicologici”, sfregi con l’acido.
Quasi 7 milioni, secondo i dati Istat, quelle che nel corso della propria vita, hanno subito una forma di abuso.
Le donne, uccise da un uomo con cui hanno o hanno avuto un rapporto affettivo o familiare, non sono in diminuzione.
Nel 2016 se ne sono contate 120. Nel 2017 la media è di una vittima ogni tre giorni.
Dall’inizio del 2018 ad oggi, in Italia, sono state più di 84 quelle ammazzate.
Negli ultimi dieci anni, le donne uccise nel nostro Paese, sono state 1.740, di cui 1.215 (il 71,9%) in famiglia.
Sempre secondo i dati Istat, in Italia, sono 3 milioni e 466 mila, le donne che nel corso della loro esistenza, hanno subito stalking e persecuzioni di vario tipo.
Di queste, 2 milioni e 151 mila, sono vittime di atti persecutori da parte dell’ex partner. Il 78% di coloro che hanno subito stalking, non lo hanno mai rivelato. Negli ultimi quattro anni, più del 25% degli omicidi commessi, sono femminicidi, con 86 donne uccise solo nel periodo dal primo gennaio al trenta settembre 2017 e un quarto delle denunce archiviate.
Questo dato emerge dalla relazione conclusiva della Commissione parlamentare sul femminicidio, approvata all’unanimità il 6 febbraio 2018. Nel testo anche varie proposte avanzate dalle varie parti politiche: dall’introduzione “dell’omicidio di identità” all’aumento dei fondi messi a disposizione del Piano Antiviolenza. Si parla di “omicidio di identità”, quando la violenza comporta “lesioni personali gravissime” con deformazione o sfregio permanente del volto, specie se consumate mediante l’utilizzo di sostanze corrosive, quali l’acido. Si propone di considerare il femminicidio come un omicidio “consumato per motivi di genere” e si suggerisce all’attuale Parlamento di ritenere come delitto doloso, le molestie sessuali sui posti di lavoro.
In molti Paesi, fra cui l’Italia, il 25 novembre si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. A volerla è stata l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L’intento dell’ONU era quello di sensibilizzare le persone rispetto a questo argomento e dare supporto alle vittime. La data del 25 novembre è stata scelta in ricordo dell’uccisione delle sorelle Mirabal, avvenuta nel 1960 a Santo Domingo perché si opponevano alla dittatura del regime di Rafael Leonidas Trujillo. In loro memoria, il 25 novembre del 1981 ci fu il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche. In tutto il mondo, il 25 novembre viene celebrato con il colore arancione, tanto che si parla anche di Orange Day. Un Women l’Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere lo ha scelto come simbolo di un futuro in cui le donne saranno liberate dalla violenza degli uomini. Nel nostro Paese all’arancione è preferito il rosso. Emblema della lotta italiana contro la violenza alle donne, sono le “scarpe rosse”, abbandonate in molte piazze del nostro Territorio. Il “gesto” lanciato dall’artista messicana Ilina Chauvet è stato ideato grazie ad una sua installazione, nominata appunto Zopatos Rojas che ha fatto il giro del mondo.

Maria Rosa Oneto

Foto Pixabay